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Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.
I riflessi della crisi economica in America Latina.
Il riconoscimento dei diritti civili in Russia e Cina, a fronte dell'ingresso nel Wto.
L'autarchia dell'economia italiana.
Parla Adolfo Urso, anima liberale di AnRoma, 8 agosto 2002 - Adolfo Urso ha passato gli ultimi due mesi in viaggio.
E' stato in Russia ma anche in America Latina, dove è alta la preoccupazione dopo la crisi argentina.Il contagio - racconta il viceministro responsabile per le attività produttive - si è già propagato al Paraguay ed in parte all'Uruguay (in quest'ultimo caso la crisi - sottolinea Urso - è più che altro … «finanziaria»).
Delle ultime ore la notizia che nel corso dell'insediamento del neo-presidente colombiano, Alvaro Uribe, i guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia, hanno messo a segno una serie di attentati causando la morte di almeno 15 persone.Preoccupazione per il Brasile«La maggiore preoccupazione - osserva il viceministro - è per il Brasile.
Se dovesse essere contagiato dalla crisi argentina avremmo un crollo del'intero continente sudamericano».
Appare chiaro che i problemi del Brasile toccherebbero da vicino l'Italia, basti pensare che in quel paese «la Fiat è la prima azienda automobilistica» e che «la gran parte dell'industria brasiliana è stata costruita dagli immigrati italiani».
In Brasile Urso ha incontrato il candidato del partito di governo Serra ed ha appurato che «i fondamentali sono a posto».
Il viceministro auspicherebbe una continuità della politica economica rispetto a quanto fatto dall'esecutivo di Cardoso.
Per il momento, tuttavia, Serra sembra sfavorito.
Economia e diritti civili in Russia e CinaIn situazioni migliori si trovano, invece, Russia e Cina.
Almeno per quanto concerne le nostre esportazioni.
Non si può dire lo stesso circa il riconoscimento e la tutela dei diritti civili.
Urso sul punto è moderatamente ottimista.
Per quanto riguarda la Russia, il viceministro si dice convinto che «l'adesione all'Organizzazione mondiale del commercio significherà anche più diritti».
In Cina - «uno dei cinque paesi che si definiscono ancora comunisti ma ha aderito al Wto», osserva Urso - Urso sarà ad ottobre per presiedere la Commissione bilaterale italo-cinese.
L'Italia ha un'economia ancora autarchicaNaturalmente quel che occupa di più il viceministro per le attività produttive è l'economia italiana.
Un'economia ancora, fondamentalmente, «autarchica».
Lo dimostrano i dati.
Sebbene nel 2001 siano raddoppiati, quanto ad investimenti dall'estero siamo al 27° posto in Europa.
Stesso discorso vale per gli investimenti italiani nel mondo.
Per questo, - osserva Urso - Silvio Berlusconi «scommette sull'internazionalizzazione della nostra economia».
«Il 2003 - conclude il viceministro - deve essere l'anno riformatore per il nostro paese».
Il riconoscimento dei diritti civili in Russia e Cina, a fronte dell'ingresso nel Wto.
L'autarchia dell'economia italiana.
Parla Adolfo Urso, anima liberale di AnRoma, 8 agosto 2002 - Adolfo Urso ha passato gli ultimi due mesi in viaggio.
E' stato in Russia ma anche in America Latina, dove è alta la preoccupazione dopo la crisi argentina.Il contagio - racconta il viceministro responsabile per le attività produttive - si è già propagato al Paraguay ed in parte all'Uruguay (in quest'ultimo caso la crisi - sottolinea Urso - è più che altro … «finanziaria»).
Delle ultime ore la notizia che nel corso dell'insediamento del neo-presidente colombiano, Alvaro Uribe, i guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia, hanno messo a segno una serie di attentati causando la morte di almeno 15 persone.Preoccupazione per il Brasile«La maggiore preoccupazione - osserva il viceministro - è per il Brasile.
Se dovesse essere contagiato dalla crisi argentina avremmo un crollo del'intero continente sudamericano».
Appare chiaro che i problemi del Brasile toccherebbero da vicino l'Italia, basti pensare che in quel paese «la Fiat è la prima azienda automobilistica» e che «la gran parte dell'industria brasiliana è stata costruita dagli immigrati italiani».
In Brasile Urso ha incontrato il candidato del partito di governo Serra ed ha appurato che «i fondamentali sono a posto».
Il viceministro auspicherebbe una continuità della politica economica rispetto a quanto fatto dall'esecutivo di Cardoso.
Per il momento, tuttavia, Serra sembra sfavorito.
Economia e diritti civili in Russia e CinaIn situazioni migliori si trovano, invece, Russia e Cina.
Almeno per quanto concerne le nostre esportazioni.
Non si può dire lo stesso circa il riconoscimento e la tutela dei diritti civili.
Urso sul punto è moderatamente ottimista.
Per quanto riguarda la Russia, il viceministro si dice convinto che «l'adesione all'Organizzazione mondiale del commercio significherà anche più diritti».
In Cina - «uno dei cinque paesi che si definiscono ancora comunisti ma ha aderito al Wto», osserva Urso - Urso sarà ad ottobre per presiedere la Commissione bilaterale italo-cinese.
L'Italia ha un'economia ancora autarchicaNaturalmente quel che occupa di più il viceministro per le attività produttive è l'economia italiana.
Un'economia ancora, fondamentalmente, «autarchica».
Lo dimostrano i dati.
Sebbene nel 2001 siano raddoppiati, quanto ad investimenti dall'estero siamo al 27° posto in Europa.
Stesso discorso vale per gli investimenti italiani nel mondo.
Per questo, - osserva Urso - Silvio Berlusconi «scommette sull'internazionalizzazione della nostra economia».
«Il 2003 - conclude il viceministro - deve essere l'anno riformatore per il nostro paese».
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