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Con il governo «non c'è mai stato idillio né strappo», ma resta il fatto che è in «ritardo» sulle riforme.
L'opposizione? Fa «un discorso molto ipocrita»Roma, 12 settembre 2002 - «Così come non c'è mai stato idillio, oggi non c'è strappo».
Antonio D'Amato, all'indomani del seminario del Centro studi di Confindustria, smentisce quanto riportato stamani da molti quotidiani.
«Giudichiamo il governo sulla base delle cose che dice e soprattutto su quelle che fa» - spiega il presidente degli industriali.
E sul presunto apprezzamento per le critiche svolte ieri dall'ex Ministro dei … Trasporti, Pier Luigi Bersani, dichiara: «Non ho capito il suo commento».Occorre una finanziaria all'altezza D'Amato parla al termine della riunione della Giunta.
Ai giornalisti ribadisce le preoccupazioni e le soluzioni prospettate ieri.
«Occorre una finanziaria all'altezza della complessità del quadro che abbiamo davanti» - rileva il leader degli industriali.
«Ma perché questo sia possibile - aggiunge - occorre recuperare grande tensione e vigore morale nel paese.
La maggior parte degli italiani sembra aver dimenticato che il risanamento è ancora da fare».
Il Governo ha le sue responsabilità.
Specie sul Mezzogiorno, per il mancato uso dei fondi Ue.
«Stiamo registrando forte ritardo e disattenzione» - sottolinea D'Amato.
A Confindustria, tra l'altro, non sono piaciute alcune dichiarazioni di agosto.
Quelle secondo cui in Italia «le imprese non pagano le tasse o ne pagano troppo poche».
Problemi anche con il credito d'imposta: «E' una scivolata incredibile, - osserva D'Amato - la reazione degli imprenditori meridionali parla da sola».
Confindustria è convinta che sia ancora possibile rimediare - «siamo un paese che può farcela», aggiunge il presidente - ma «occorre una finanziaria all'altezza della complessità del quadro che abbiamo davanti».
A Tremonti, in particolare, D'Amato dice: «Questa finanziaria deve essere davvero quella della svolta».
Ancora al ministro dell'economia, sono rivolte le critiche alla Tremonti-bis.
Confindustria non si è mai fatta illusioni, non poteva avere gli stessi effetti del primo provvedimento.
Ma il presidente degli industriali ripete che «non è possibile recuperare cassa con interventi correttivi su pezzi di riforma fiscale».L'opposizione ha le sue colpe In questa situazione, l'opposizione ha la sua parte di colpe.
«Quello delle pensioni in Italia - dice il presidente degli industriali - è un discorso molto ipocrita.
Si vorrebbe sempre che chi è al governo faccia le riforme, non avendo mai il coraggio di farle quando si è al governo e non avendo mai il coraggio di dire che sono necessarie quando si sta all'opposizione».
L'opposizione? Fa «un discorso molto ipocrita»Roma, 12 settembre 2002 - «Così come non c'è mai stato idillio, oggi non c'è strappo».
Antonio D'Amato, all'indomani del seminario del Centro studi di Confindustria, smentisce quanto riportato stamani da molti quotidiani.
«Giudichiamo il governo sulla base delle cose che dice e soprattutto su quelle che fa» - spiega il presidente degli industriali.
E sul presunto apprezzamento per le critiche svolte ieri dall'ex Ministro dei … Trasporti, Pier Luigi Bersani, dichiara: «Non ho capito il suo commento».Occorre una finanziaria all'altezza D'Amato parla al termine della riunione della Giunta.
Ai giornalisti ribadisce le preoccupazioni e le soluzioni prospettate ieri.
«Occorre una finanziaria all'altezza della complessità del quadro che abbiamo davanti» - rileva il leader degli industriali.
«Ma perché questo sia possibile - aggiunge - occorre recuperare grande tensione e vigore morale nel paese.
La maggior parte degli italiani sembra aver dimenticato che il risanamento è ancora da fare».
Il Governo ha le sue responsabilità.
Specie sul Mezzogiorno, per il mancato uso dei fondi Ue.
«Stiamo registrando forte ritardo e disattenzione» - sottolinea D'Amato.
A Confindustria, tra l'altro, non sono piaciute alcune dichiarazioni di agosto.
Quelle secondo cui in Italia «le imprese non pagano le tasse o ne pagano troppo poche».
Problemi anche con il credito d'imposta: «E' una scivolata incredibile, - osserva D'Amato - la reazione degli imprenditori meridionali parla da sola».
Confindustria è convinta che sia ancora possibile rimediare - «siamo un paese che può farcela», aggiunge il presidente - ma «occorre una finanziaria all'altezza della complessità del quadro che abbiamo davanti».
A Tremonti, in particolare, D'Amato dice: «Questa finanziaria deve essere davvero quella della svolta».
Ancora al ministro dell'economia, sono rivolte le critiche alla Tremonti-bis.
Confindustria non si è mai fatta illusioni, non poteva avere gli stessi effetti del primo provvedimento.
Ma il presidente degli industriali ripete che «non è possibile recuperare cassa con interventi correttivi su pezzi di riforma fiscale».L'opposizione ha le sue colpe In questa situazione, l'opposizione ha la sua parte di colpe.
«Quello delle pensioni in Italia - dice il presidente degli industriali - è un discorso molto ipocrita.
Si vorrebbe sempre che chi è al governo faccia le riforme, non avendo mai il coraggio di farle quando si è al governo e non avendo mai il coraggio di dire che sono necessarie quando si sta all'opposizione».
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