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Milano, 14 maggio 2003 - «L'amico ebreo è figura di mondo, in questi tempi.
Più un'ombra che una vera presenza, aleggia su frontespizi e nei bisbigli dentro o fuori dei talk-show.
Viene rivendicato, condotto in palmo di mano, suggerito come chiosa a effetto o patente di buoni istinti.
Può presentarsi in forma singolare ed esclusiva - "Il mio miglior amico è un ebreo!" - o generica e collettiva - "Ho tanti amici ebrei" - quando non nel contesto di quello che è ormai, in Italia e altrove, un vero e proprio genere letterario: la "lettera a un amico ebreo".
Il quale è solitamente più lo … strumento astratto che il destinatario vero del discorso che contorna l'esternazione d'affetto.
[...] L'amico ebreo, insomma, è sbandierato come salvacondotto di attendibilità quando ciò che si ha da dire fatica magari a stare in piedi, e se non ci fosse l'amico ebreo chiamato in causa suonerebbe discutibile, financo turpe.
L'amico ebreo è retoricamente corretto, quando non indispensabile».
Il libro di Elena Loewenthal s'intitola «Lettera agli amici non ebrei».
Alla presentazione questa sera al Teatro Franco Parenti, hanno partecipato Gad Lerner e Piero Ostellino. .
Più un'ombra che una vera presenza, aleggia su frontespizi e nei bisbigli dentro o fuori dei talk-show.
Viene rivendicato, condotto in palmo di mano, suggerito come chiosa a effetto o patente di buoni istinti.
Può presentarsi in forma singolare ed esclusiva - "Il mio miglior amico è un ebreo!" - o generica e collettiva - "Ho tanti amici ebrei" - quando non nel contesto di quello che è ormai, in Italia e altrove, un vero e proprio genere letterario: la "lettera a un amico ebreo".
Il quale è solitamente più lo … strumento astratto che il destinatario vero del discorso che contorna l'esternazione d'affetto.
[...] L'amico ebreo, insomma, è sbandierato come salvacondotto di attendibilità quando ciò che si ha da dire fatica magari a stare in piedi, e se non ci fosse l'amico ebreo chiamato in causa suonerebbe discutibile, financo turpe.
L'amico ebreo è retoricamente corretto, quando non indispensabile».
Il libro di Elena Loewenthal s'intitola «Lettera agli amici non ebrei».
Alla presentazione questa sera al Teatro Franco Parenti, hanno partecipato Gad Lerner e Piero Ostellino. .
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