Arcore, 19 gennaio 1994 - Quattro giorni.
E' il tempo che Silvio Berlusconi lascia alle forze politiche che dovrebbero costituire il polo moderato - «il polo della libertà», come preferisce chiamarlo il presidente della Fininvest - per trovare un accordo.
Se entro la fine della settimana non ci sarà un'intesa tra la Lega, l'Unione di centro di Costa, i neocentristi di Mastella e Casini, Pannella, i pattisti di Segni e i popolari di Martinazzoli, scenderà in campo con Forza Italia.
«Ho rinviato di alcuni giorni la mia decisione - spiega Berlusconi in una conferenza stampa ad Arcore - … perché vedo profilarsi la possibilità di estendere l'accordo che esiste già tra le prime quattro forze.
I tempi però sono ormai stretti.
Non è più l'ora degli incontri e delle trattative.
Bisogna decidere da che parte stare.
Alla fine della settimana valuterò il peso della squadra e deciderò.
Se sarà sufficiente per contrastare il polo progressista, che oggi può contare sul 34% dei consensi, non scenderò direttamente in campo, pur dando tutto il sostegno possibile e offrendo anche i possibili candidati che abbiamo selezionato in questi mesi.
In caso contrario sarò costretto a cambiare la mia vita e dedicare tutto il mio tempo alla costruzione del progetto di governo del Paese».
E' il tempo che Silvio Berlusconi lascia alle forze politiche che dovrebbero costituire il polo moderato - «il polo della libertà», come preferisce chiamarlo il presidente della Fininvest - per trovare un accordo.
Se entro la fine della settimana non ci sarà un'intesa tra la Lega, l'Unione di centro di Costa, i neocentristi di Mastella e Casini, Pannella, i pattisti di Segni e i popolari di Martinazzoli, scenderà in campo con Forza Italia.
«Ho rinviato di alcuni giorni la mia decisione - spiega Berlusconi in una conferenza stampa ad Arcore - … perché vedo profilarsi la possibilità di estendere l'accordo che esiste già tra le prime quattro forze.
I tempi però sono ormai stretti.
Non è più l'ora degli incontri e delle trattative.
Bisogna decidere da che parte stare.
Alla fine della settimana valuterò il peso della squadra e deciderò.
Se sarà sufficiente per contrastare il polo progressista, che oggi può contare sul 34% dei consensi, non scenderò direttamente in campo, pur dando tutto il sostegno possibile e offrendo anche i possibili candidati che abbiamo selezionato in questi mesi.
In caso contrario sarò costretto a cambiare la mia vita e dedicare tutto il mio tempo alla costruzione del progetto di governo del Paese».
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