Roma, 14 maggio 2001, 17:40 - Da un lato, il comportamento dei media televisivi, dall'altro il sistema elettorale, queste le ragioni del "risultato deludente" di Democrazia Europea, secondo Sergio D'Antoni.
"Il comportamento dei media televisivi - spiega il leader di De nella prima conferenza stampa successiva al voto - non e' tollerabile.
I due schieramenti hanno polemizzato, ma si sono spartiti equamente gli spazi.
Quello che ha fatto Santoro e' davanti agli occhi di tutti.
Le serate cosiddette di approfondimento hanno avuto due soli protagonisti, Rutelli e Berlusconi, con la variante massima … di Fini e Fassino, mentre bisognava garantire una seria rappresentanza per tutti e non solo chiamarci a commentare il successo degli altri a posteriori.
L'effetto mediatico ha inciso in particolare sulle grandi città".
Criticando le distorsioni del sistema maggioritario, D'Antoni ribadisce l'importanza dei risultati che certificano l'esistenza di De come quella di altri partiti minori.
"Il problema non era tanto quello di prendere seggi ma di ottenere un bel risultato politico e, tutto sommato, lo abbiamo avuto.
In Sicilia siamo intorno al 10%" - spiega l'ex segretario generale della Cisl.
A Roma, ma del resto in tutto il Paese - aggiunge D'Antoni - la battaglia è stata comune e ha portato a convincere un milione di italiani della bontà della nostra proposta.
Responsabilità e meriti, dunque, sono comuni, di tutti".
Resta fermo, naturalmente, che De continuerà a battersi "per una legge elettorale diversa" ritenuta "indispensabile per superare i limiti evidenti dell'attuale sistema".
Circa invece l'orientamento nei ballottaggi e l'atteggiamento nei confronti di un futuro governo di Centrodestra, D'Antoni si dichiara cauto.
In ordine alla prima questione, afferma: "E' giusto valutare il risultato e la situazioni locali senza mettere in discussione la linea nazionale".
Sulla seconda questione, dichiara: "Valuteremo la proposta di governo che sarà presentata". .
"Il comportamento dei media televisivi - spiega il leader di De nella prima conferenza stampa successiva al voto - non e' tollerabile.
I due schieramenti hanno polemizzato, ma si sono spartiti equamente gli spazi.
Quello che ha fatto Santoro e' davanti agli occhi di tutti.
Le serate cosiddette di approfondimento hanno avuto due soli protagonisti, Rutelli e Berlusconi, con la variante massima … di Fini e Fassino, mentre bisognava garantire una seria rappresentanza per tutti e non solo chiamarci a commentare il successo degli altri a posteriori.
L'effetto mediatico ha inciso in particolare sulle grandi città".
Criticando le distorsioni del sistema maggioritario, D'Antoni ribadisce l'importanza dei risultati che certificano l'esistenza di De come quella di altri partiti minori.
"Il problema non era tanto quello di prendere seggi ma di ottenere un bel risultato politico e, tutto sommato, lo abbiamo avuto.
In Sicilia siamo intorno al 10%" - spiega l'ex segretario generale della Cisl.
A Roma, ma del resto in tutto il Paese - aggiunge D'Antoni - la battaglia è stata comune e ha portato a convincere un milione di italiani della bontà della nostra proposta.
Responsabilità e meriti, dunque, sono comuni, di tutti".
Resta fermo, naturalmente, che De continuerà a battersi "per una legge elettorale diversa" ritenuta "indispensabile per superare i limiti evidenti dell'attuale sistema".
Circa invece l'orientamento nei ballottaggi e l'atteggiamento nei confronti di un futuro governo di Centrodestra, D'Antoni si dichiara cauto.
In ordine alla prima questione, afferma: "E' giusto valutare il risultato e la situazioni locali senza mettere in discussione la linea nazionale".
Sulla seconda questione, dichiara: "Valuteremo la proposta di governo che sarà presentata". .
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