La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
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10:00, Montesilvano (PE)
09:45
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9:45 - Roma
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10:55 - Torino
10:00 - Montesilvano (PE)
Buongiorno agli ascoltatori di radio radicale mercoledì quindici novembre questo l'appuntamento con la rassegna della stampa internazionale a cura di David Carretta l'edizione di oggi sarà ampiamente dedicata al Medioriente perché dopo le elezioni di midterm americane la presa del congresso da parte dei Democratici si delineano nuove tendenze nella politica internazionale
E in particolare in Iraq e più in generale in Medio Oriente gli Stati Uniti sembrano cercare una via d'uscita da quello che viene comunemente definito il pantano
Ira che lo a Londra il primo ministro britannico Tony Blair nel suo annuale discorso alla Guillome sulla politica estera
Del Regno Unito ha spinto per un dialogo con Iran e Siria lo riproporremo innanzitutto l'editoriale di ieri del fascio al Times cambiare la politica ai in Iraq non è abbastanza
Secondo il quotidiano della City la dottrina Bush per i prossimi
Due anni deve
Prevedere anche il rilancio del processo di pace
Sinistra e lo palestinese perché questo è il migliore antidoto contro i fondamentalisti
Quanto invece al al discorso di Tony Blair leggeremo il commento moderatamente positivo del Times si vicini dell'Iraq il titolo bene propone un ruolo regionale per Siria e e Iran la cosa è positiva ma a determinate condizioni secondo il quotidiano conservatore
Britannico su più cauto invece un analisi sulla Financial Times qua in Tin PIL secondo cui dialogare con Siria e Iran potrebbe non salvare la politica americana in Iraq leggeremo anche da le Figaro un editoriale che parte dalla visita del primo ministro israeliano Ehud Olmert a Washington per analizzare tutta la situazione diciamo del Grande Medio Oriente
E concluderemo con un commento di Libération che parla di vuoto dopo le elezioni di midterm americane perché l'indebolimento degli Stati Uniti
Provoca un serio sconvolgimento della politica mondiale
In chiusura coi ci occuperemo di Russia con due notizie prese dal fascio Tanzi ieri la NATO teme piani russi per istituire una OPEC del gas
E quindi ricattare in qualche modo l'Europa e poi Mosca che accusata di volere un regime c'è INCE in Georgia contro il governo democratico procedimentale di Mikael Saccà civili
Leggeremo anche un editoriale dal New York Times ieri che parla dell'eredità di Vladimir Putin ma cominciamo dal Medioriente
Dalle nuove tendenze nella politica in Iraq e più in generale in tutta la Regione
Gli Stati Uniti dopo le elezioni di midterm sembrano cercare una via d'uscita dal pantano iracheno a Londra Toni Blair approfittato in qualche modo della della contingenza americana
Per spingere a favore di un dialogo con l'Iran e Siria in un suo annuale discorso alla dirlo Olla sulla politica estera britannica
Partiamo dagli Stati Uniti come vittoriale del Financial Times ieri il primo cambiare la politica in Iraq non è abbastanza
Rilanciare il processo di pace israelo palestinese e invece il migliore antidoto contro i fondamentalisti titola
Il quotidiano della City che scrive elezioni di midterm anche secondo le parole dello stesso presidente Bush hanno inflitto una batosta al Partito repubblicano all'amministrazione
Hanno creato aspettative molto alte su un possibile cambio di strategia in Iraq quel che è necessario in realtà è un ripensamento della politica dalla strategia politica nei confronti dell'intero Medio Oriente scrive il Financial Times
Per come stanno le cose ora quasi nessuno dei tentativi americani nella regione sono andati a buon fine
Per contro ad acquisire influenza sono stati gli estremisti e l'Iran dopo il fiasco ira che la guerra Israele in Libano di questa estate il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah è diventato l'eroe delle masse arabe uscite sunnite
Gli autocrati sunniti che Washington a tradizionalmente sostenuto si sono trincerati politicamente mi raccontino scivolare verso una guerra civile fatta di pulizia etnica inizia i territori palestinesi sono di fronte a un collasso sociale il Libano un governo essenzialmente Proci dentale sta implodendo
Insomma la ricerca americana di una via d'uscita dall'Iraq deve essere commisurata a questa realtà incapacità diplomatica dimostrata dagli Stati Uniti
E la loro fede nell'uso della forza sono stati fatali per il Medioriente hanno dato da organizzazioni come Hamas e Hezbollah potere prestigio al di là della loro base
Alla base di questo cause come farà ciò Times c'è il fallimento nel processo di pace israelo palestinese e proprio per questo
Barra nuova diplomazia americana deve ripartire da qui nonostante la retorica occidentale negli ultimi cinque anni Israele esteso ha consolidato il suo controllo sulla Cisgiordania e a Gerusalemme Est
Ed è questo oltre all'invasione dell'Iraq che minaccia costantemente l'esplosione dell'intera regione la commissione bipartisan sull'Iraq guidata dall'ex segretario di Stato americano James Baker si concentra la probabilmente su queste questioni sulla necessità di Rancia nel processo di pace ma questo significa anche cominciare a dialogare con Iran e Siria
E riprendere in considerazione il piano di pace arabo del due mila e due che prevede il pieno riconoscimento arabo di Israele in cambio del ritiro di Israele da tutti i territori occupati l'accelerazione
Del ciclo dei conflitti nave jeune deve ricordarci conclude sarà sciolta INPS che ignorare le radici della polizia volatilità in Medioriente e cioè il conflitto israelo palestinese
Significa rinunciare pericolosamente ad assumersi le proprie responsabilità e ci torneremo sul conflitto israelo palestinese con mio figlio o anche ieri commentava la visita di Udo Olmert il Primo Ministro israeliano a Washington prima però il dialogo con Iran e Siria promosso dal premier britannico Tony Blair
In un discorso
Annuale sulla politica estera britannica all'attivo Ol documenta al Times con un editoriale dal titolo i vicini dell'Iraq Blair propone un ruolo regionale per la Siria e Iran
La scorsa notte è stata la decimo occasione in cui Blair si è prestato all'annuale revisione allarghi l'Old della politica estera britannica
Molto è cambiato dal mille novecentonovantasette quando più giovane ottimista
Blair aveva parlato di un nuovo Regno Unito più fiducioso pronto a giocare un ruolo centrale nel mondo abbiamo combattuto nei Balcani Medioriente il terrorismo è diventato una minaccia l'India la Cina sono cresciute alle preoccupazioni centrali della politica estera britannica sono rimaste le stesse nel novantasette
Beh parlo della necessità di porre fine all'isolamento britannico in Europa su Torino l'importanza dell'alleanza con gli Stati Uniti insistette sul fatto che non deve esserci una scelta alternativa tra Europa e America
Il suo disco sulla chili Ol che l'altra sera chiuso il cerchio ancora una volta Blair ha sottolineato l'importanza di una politica estera che di al pari peso le relazioni con l'America Unione europea ha detto no all'isolazionismo e ha insistito sul ruolo britannico nel mondo
Ed è ritornato su un'altra preoccupazione espressa nel suo discorso del novantasette cioè l'Iraq questa volta però Blair non si è preoccupato dalle minacce di Saddam Hussein
Ma della spirale di violenza e terrore e di un indie rock che potrebbe destabilizzare l'intera regione agendo come catalizzatore per il terrorismo
Il primo ministro prosegue il Times ha riconosciuto che un ritiro dall'Iraq non può iniziare fino a quando non c'è una qualche struttura che garantisca la stabilità ha parlato della necessità di un Iraq compatto in cui tutte le parti siano unite
Ma è necessario molto di più governo iracheno appare incapace da solo di invertire la spirale della violenza
E di prevenire un conflitto settario come riconosce Blair i vicini dell'Iraq hanno un interesse vitale per il futuro del Paese e ora devono assumersi una parte di responsabilità per il futuro dell'Iraq Blair prosegue ancora il Times ha proposto che l'Occidente inizi con Iran e Siria un dialogo dieci mentre sul futuro dell'Iraq già tre mesi fa fu a Bozzo una proposta simile a Los Angeles ma il primo ministro non venne ascoltato perché ci fu la guerra in Libano e poi per l'ostilità americana d'un negoziato con l'Iran ora la situazione
Del calendario migliore la vittoria elettorale democratica alle elezioni di mid term e l'influenza di James Baker sulle opzioni politiche in Iraq rendono Washington più percettiva a un piano di pace che possa rendere il ritiro dall'Iraq con opzione realistica
Ma dialogo con Iran e Siria scrive nelle conclusioni il Times a a una condizione non si deve essere leggeri con Damasco e Teheran non si devono aprire negoziati a qualsiasi prezzo
Solo se questi due Paesi smetteranno di interferire in Iraq e di sostenere il terrorismo
E solo se l'Iran rinuncerà all'arma nucleare
Allora l'Occidente potrà riconoscere un loro ruolo in Iraq e in tutto il Medioriente
Se Blair vuole persuadere il presidente Bush allora deve porre dure condizioni a questi fini due Paesi in Siria potrebbe trovare un'audience ricettiva in Iran per contro la cosa è molto più difficile ancora meno ottimista in un certo senso del fa soltanto con un'analisi di quanti Pilla dialogare con Siria e Iran potrebbe non salvare la politica americana questo il titolo scrive il columnist
Per farmaci al Times la disperata ricerca di una strategia di successo per stabilizzare l'Iraq la moda del momento sembra essere l'engagement negoziato con Iran e Siria non sarà facile per bus
Dare il suo assenso a questa idea visto che da tempo l'Iran è membro dell'Asse del male che la Siria e più o meno messa sullo stesso piano
Ma non è solo l'imbarazzo di Bush a bloccare questa prospettiva l'impeachment con Siria e Iran incontra infatti l'opposizione di Israele che vede in Teheran la più grande minaccia la sua esistenza
Scontenta anche alcuni degli alleati arabi di Washington che temono l'egemonia
Città nella regione inoltre scrive ancora quanti in PIL non è detto che l'engagement con questi due Paesi possa fare la differenza nella stabilizzazione dell'Iraq già ora infatti diranno il principale sponsor dei due più importanti partiti del governo iracheno
Sostenuto dagli Stati Uniti eppure le cose non migliorano
Ho assunto un po'e ha avuto sin dall'inizio sostegno inviteranno in Damasco per rovesciare Saddam Hussein ora che la situazione si è deteriorata Iran e Siria ci penseranno due volte prima di correre a salvare busta Pantano iracheno così quel team Pilla sulla Financial Times
Di ieri le Fidia o invece commentava la visita di Ehud Olmert alla Casa Bianca con un editoriale dal titolo Israele di fronte alla nuova situazione mediorientale Ehud Olmert sotto a Washington
Per rassicurarsi che la la nuovo capitolo della diplomazia americana sarà altrettanto favorevoli Israele di quello che si è chiuso con la disfatta dei repubblicani elezioni di metà mandato scrive il quotidiano conservatore francese
In realtà però Washington nulla sarà più come prima certo lira che sempre la priorità assoluta dall'amministrazione Bush
Ma il progetto non è più quello di trasformare la Regione contrario imperativo oggetti disimpegnarsi e gli altri dossier il conflitto arabo-israeliano la questione iraniana non devono complicare la ricerca di una via d'uscita onorevole dall'Iraq
E questo cambia tutto secondo le figlio lo Stato Dry compra all'epoca condotto dal giudice Aronne Sirat ricitato della definizione molto ampia data da Bush alla sua guerra contro il terrorismo
Mentre l'America attacca la strada Moussa in Israele aveva campo libero per eliminare Yasser Arafat quel che rappresentava mai illegale mi tra Israele Stati Uniti sono stati tanto stretti quanto all'epoca dei neoconservatori alla Casa Bianca
Dopo lo insuccessi mira anche la sua tradizione politica al congresso le cose invece sono cambiate ecco che riappaiono personaggi come James Baker l'ex segretario di Stato di Bush padre Oro borghesi nuovo capo del Pentagono
Cioè diplomatici tradizionali che spingono per un dialogo con l'Iran e la Siria
Per alla ripresa del processo di pace israelo araba
Insomma per far abbassare la tensione in tutta la la Regione se prevarrà questo nuovo orientamento secondo le Figaro Israele non sfuggirà alle pressioni quelle che per esempio su biette in prima di Bill Clinton chiudo Olmert alla Casa Bianca aveva due messaggi da far passare nei confronti dell'Iran Israele ricorda che la Repubblica islamica una minaccia per la sua esito esistenze che le l'opzione militare non può essere esclusa nei confronti dei palestinesi il messaggio invece è stato di dialogo Olmert voleva essere a Washington in questo momento preciso in cui si sta decidendo il futuro del Medioriente per i prossimi due anni quelli della fine del mandato di Bush ma non è detto che sia stato rassicurato dal Presidente americano così
Le Figaro nel suo editoriale di ieri un altro commento che vogliamo proporvi su queste nuove tendenze della politica mediorientale che quello di Libération vuoto il titolo del suo editoriale
Né la buona notizia è rappresentata la sconfessione di Bush da parte degli elettori americani c'è anche una parte di rischio non trascurabile riconoscibile
Cioè l'indebolimento dell'esecutivo
Americano che provoca un serio sconvolgimento dalla politica mondiale Medioriente questa questione ha un'importanza capitale in ragione del numero di focolai mal spenti o che minacciano di riaccendersi
La sulla superpotenza gli Stati Uniti c'hanno giocato male che hanno bruciato le loro carte
Difficilmente potranno giocare oggi un ruolo di mediazione in questa Regione esplosiva le Nazioni Unite sono di nuovo paralizzate dalle rivalità tra potenze con l'emergere della Russia
E della Cina la ricerca di riconoscimento della loro influenza trovata
E nemmeno l'Europa ai mezzi politici per risolvere per spegnere i focolai potenziali focolai mediorientale anche si riprende a sognare di giocare un ruolo più lotta nella soluzione della crisi iraniana
Questa assenza di leadership internazionale scrive ride che rischia di prolungarsi almeno fino alla fine del mandato di Bush tra due anni
Crea un vuoto politico mentre gli americani sono focalizzati sulla loro uscita dall'Iraq che rischia di essere assai complessa gli altri dossier sono altrettanto scottanti
Il deterioramento de la situazione in Palestina l'aumento dei poteri con il Libano il programma nucleare in Iran e costituisce una sfida strategica per tutta la regione secondo Libè l'assenza di impulso diplomati con una sulla conseguenza
Far passare il livello di allarme da arancione a rosso vivo prefigurando la cronaca di un disastro annunciato e
Prevedibile
E qui però vengono evidenziati due vuoti oltre a quello a quello americano vuoto iniziativa diplomatica delle Nazioni Unite molto anche di efficacia del dell'ONU e vuoto
Iniziativa da parte dell'Unione Europea a proposito di ONU va segnalato un analisi di Gideon Racman sul Financial Times ieri il cambio di maggioranza in America non risolverà la crisi dell'ONU
Scriverà Hackman quelli che sperano dopo il risultato delle elezioni di mettermi in una nuova era in cui i grandi problemi del mondo siano risolti dalle Nazioni Unite si stanno prendendo in giro da soli
Non sono solo gli americani a vedere con riluttanza una maggiore Uto Rita dell'ONU anzi la natura drammatica dello scontro sull'Iraq e lo scandalo o il forfait food all'oscurato il fatto che se alcune questioni fondamentali e nazioni unite gli Stati Uniti erano sulla stessa linea il Darfur per esempio dove l'azione dell'ONU è stata bloccata non dall'America quando la Cina è sempre la Cina stavolta con la Russia ha reso molto difficile un'azione efficace del Consiglio di sicurezza
Dell'ONU su Iran e Corea del Nord sono questi due Paesi che alla fine scrive Racman hanno in mano la chiave per sbloccata
L'azione diplomatica e non solo del Nazioni Unite a proposito di Russia
Vogliamo chiudere su questo Paese con due notizie dal Fraktion Times di ieri la NATO temi piani russi di creare un'OPEC del gas questa la prima scrive il quotidiano Telecity consiglieri della NATO hanno lanciato un avvertimento all'alleanza atlantica sulla necessità di guardarsi da un tentativo della Russia di istituire un'OPEC del gas OPEC del gas che rafforzerebbe le capacità di ricatto di Mosca nei confronti dell'Europa uno studio confidenziale il scritto da esperti economici della NATO avverte che la Russia potrebbe cercare di istituire un cartello del gas con Algeria Qatar Libia
I Paesi dell'Asia centrale forse l'Iran lo studio dice che la Russia sta cercando di usare la politica energetica per perseguire obiettivi politici in particolare
Nel momento attuale nelle relazioni con i paesi vicini come Ucraina e Georgia e a proposito di Giorgio mantra notizia dalla Francia al Times Mosca accusata di volere un regime Cengio in questo Paese
Il primo ministro Giorgia hanno accusato Mosca di cercare di preparare un cambio di regime in Georgia con il referendum indipendentista nella provincia secessionista dell'Ossezia del Sud non abbiamo tempo per approfondire però di leggiamo un passaggio di un editoriale del New York Times che parla del futuro di Vladimir Putin o meglio l'eredità di Putin questo il titolo la Costituzione russa limita due i mandati del presidente questo significa che il due mila e otto
Dovrebbe segnare la conclusione naturale della presidenza di Vladimir Putin finora Putin han detto di volersi attenere alla scadenza legale ma ci sono crescenti appelli spontanee orchestrati dal Cremlino per modificare la Costituzione
Visto il controllo che ha sul Parlamento russo Putin non avrebbe problemi a concedersi un altro mandato la storia
Giudicherà quanto Putin abbia contribuito a portare la Russia dal suo passato totalitario verso un futuro democratico ma il bilancio per il New York Times non è incoraggiante
E libertà sono state compresse il Governo ha messo la museruola i media indipendenti e arrestato gli oppositori politici in cammino non ha mai smesso di perseguitare chi non segue la sua linea insomma un altro mandato Putin sarebbe un tragico Errore
Così ignora Times e abbiamo concluso da David Carretta una buona giornata l'ascolto di radio radicale
Questa radio radicale organo della lista Marco Pannella che proprio per questo e la radio del Parlamento e di tutti i partiti dei congressi e dei dibattiti
Questo è il microfono nei tribunali e nelle vostre case l'unica senza filtri senza mediazioni senza veline
Una voce tutte le voci radio radicale dentro ma fuori dal Palazzo
Uno
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