L'intervista è stata registrata giovedì 30 aprile 1987 alle ore 00:00.
Nel corso dell'intervista sono stati trattati i seguenti temi: Istituzioni, Psi, Riforme, Sinistra.
La registrazione audio ha una durata di 17 minuti.
Rubrica
Dibattito
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PSI
Abbiamo qui ai microfoni di Radio radicale il professor Giorgio Ruffolo che uno dei più noti intellettuali italiani agli inizi degli anni sessanta fu segretario generale della programmazione economica attualmente e presidente da la Commissione finanze e tesoro della Camera dei deputati nonché l'animatore di una delle note riviste della sinistra cioè Micromega allora colui vogliamo innanzitutto ovviamente parlare
Un po'della situazione politica italiana della sinistra in Italia ma cominciando un po'anche le sue libere sui testi dei suoi numerosi articoli su MicroMega su Mondo operaio e così via come una prima domanda che volevo farle ecco sta come mai che la sinistra non sono in gara la sinistra in Europa in Occidente e nonostante il declino del neo conservatorismo appare spesso così debole rispetto alle culture chiamiamole conservatrice o comunque le impostazioni nella destra
Ma mi pare che questa sia effettivamente l'anomalia della sinistra italiana che tra l'altro una sinistra che come tale non ha mai governato hanno governato i socialisti per lungo periodo con la democrazia cristiana è stato nella maggioranza anche il Partito comunista per un breve periodo ma la sinistra nel suo insieme non ha mai saputo esprimere un governo non ha mai saputo esprimere una
Un'alternativa il Governo da che cosa deriva b
Il discorso probabilmente e troppo complesso per poter essere svolto infuria brevemente intervista certamente c'è una cosa che si chiama questione comunista l'isola vento di un terzo almeno di un grosso modo di un terzo dell'elettorato italiano in una condizione di non agibilità dal punto di vista dell'alternativa politica si è isolato da sei il Partito comunista lo hanno discriminato non è molto importante stabilire questo ma stabilire i modi attraverso i quali positivamente questa grande riserva per la democrazia italiana può riff lui dire nell'ambito di del di un sistema nel quale si possa praticare una alternanza un'alternanza tra forze moderate e forze riformiste invece la configurazione della politica italiana ma anziché nell'alternanza tra forze moderate forze riformiste cosa che si verifica in tutti gli altri Paesi si è invece e chiusa in una specie di dialettica in una morsa dal una parte i due grandi partite ed un una morsa dei due grandi partiti uno installato al Governo permanentemente la Democrazia cristiana e uno installato permanentemente Hallo sì ho une tutti e due in fin dei conti soddisfatti del plausibilità di acquisire le rendite di questa installazione permanente e e questa è una condizione che toglie al sistema la capacità di ricambio e quindi finisce per rispedire la democrazia
Finisce anche per condizionare quelle forze che si vogliono sottrarre a questa morsa come noi socialisti come in fondo i radicali come tutti coloro che non sopportano di essere inchiodati e gli spiriti in questa condizione di minorità democratica queste forze per sottrarsi a questa morsa qualche volta compiono anche dei movimenti come dire abbastanza
Abbastanza che possono essere diventare destabilizzanti ecco possono anche indulgere a una certa avventurosi ITA e quindi abbiamo da una parte la minaccia della palude
Costituita dalle forze del compromesso storico e dall'altra le minacce di un certo l'insidia di un certo avanguardismo di un certo movimentismo che non rafforza neanche solo democrazia io sono convinto che la democrazia italiana debba e sia matura
Debba uniformarsi alle regole della democrazia moderna sia matura per farlo in questo senso si pone il problema di la della formazione di un grande partito riformista in Italia di un partito nuovo perché io penso che nessuno i quelli esistenti nel partito comunista nel partito socialista nel Partito radicale negli altri partiti laici possano da soli fornire quella alternativa quella speranza di alternativa e soltanto da una rifusione dei bottoni avrebbe detto il peace and da una ristrutturazione della sinistra in una formazione moderna articolata dinamica laica profondamente riformista che può effettivamente sorgere la speranza di un'alternativa riformista moderna ma
Anche nel corso di questa crisi di governo poi ora appunto ieri citato l'annuncio che ci saranno questi incontri per la formazione di liste comuni sembra emergere un'aggregazione riformista tra socialisti e socialdemocratici e radicali può essere questo un nucleo che
E una rifondazione della sinistra per un'alternativa io credo molto favorevolmente la formazione di un nucleo di socialismo e e di laicismo di forze laiche però lo vedo non come terza forza statica che si inserisce tra le due fa il suo gioco in uno situazione di ruolo permanente ma come nucleo fondamentale di aggregazione di quella più vasta sinistra che a modo mio di vedere la sola garanzia this volgere una grande politica di riformismo e quando come nucleo che si pone in condizioni di sfida rispetto alle altre forze della sinistra la formazione di un popolo socialista radicale laico in questo momento potrebbe essere l'inizio come lo fu la federazione dei partiti socialisti e laici in Francia prima della formazione dell'unità delle prima della fase dell'unità delle sinistre una gran de diciamo un catalizzatore innovatore di un nuovo schieramento guai però se la terza forza fosse concepita con fini a se stesso perché diventerebbe una forza in gioco come le altre ecco in un gioco di ripartizione dei ruoli nel quale finirebbero per prevalere considerazioni di schieramenti e di potere sulle grandi alternative di politica e di programma lei ha fatto un riferimento appunto la situazione francese la Federazione della Sinistra democratica e socialista anche lei
Poca della prima prima della unità dell'essere della unità della sinistra appunto e qui arriviamo da problema istituzionale perché in Francia a quel tempo appunto già cominciava a esserci la quinta Repubblica il sistema istituzionale con l'elezione diretta del capo dello Stato del capo dell'esecutivo e il sistema uninominale sebbene a due turni lei che opinione ha sulle riforme elettorali vede meglio la riforma elettorale modello Pasquino Ruffilli cioè fondata su premi o di maggioranza o di coalizione uno riforma elettorale in senso i nomi
Ma io devo confessarvi che da questo punto di vista non ho ancora le idee molto chiare c'è una idea che un molto chiara e che questo sistema proporzionale così com'è non va e che deve essere mutato in modo da potere facilitare l'alterna sa quali siano le formule comici e di come dire tecniche che possono favorire questo questo è molto importante naturalmente ma è un problema più di ingegneria costi signor Nale che non di politica io ero più o meno fa piuttosto favorevole a due diciamo linee di innovazione una il rafforzamento dell'esecutivo e da questo punto di vista io approvo senza riserve le la prospettiva dell'elezione a suffragio universale del Presidente della Repubblica purché dia luogo ad una responsabilità dell'esecutivo e cioè il Presidente da Repubblica non rimanga una figura priva di poteri perché allora lo provvedere modi una formidabile legittimazione i senza che quel a questa corrispondano dei poteri costituzionali molto precisi e questo secondo me un grave rischio di discrezione Heinze lire una bomba discrezionale nel sistema quindi una repubblica diciamo presidenziale con un Parlamento molto forte più snello tendenzialmente unicamerale e nel quale si creino le condizioni per una alternanza di schieramenti alternativi se il collegio uninominale oppure il premio di maggioranza possano essere la forma migliore francamente devo dire che non mi sono convinto ancora io ero piuttosto favorevole a qualche forma di premio di maggioranza o di sbarramento istituzionale che non a quella del collegio uninominale però ritengo questo problema come dire in meno importante della decisione politica fondamentale di dare corso a una nuova repubblica nella quale si ci sia un esecutivo più forte e un Parlamento più forte scarsamente mi pare la differenza
Ai due tipi di chiamiamo le famiglie di riforma elettorale che mentre col premio di maggioranza e premio di coalizione viene mantenuto il potere delle segreterie di partiti e nell'altro caso il i cittadini avrebbero più possibilità di scelta non ritiene sì ritengo che dal punto sulla carta quest'
è vero bisogna poi calarsi nel vivo della Società italiana una società che caratterizzata non soltanto dalla invadenza delle segreterie dei partiti male anche dalle insidie dalle infiltrazioni di gruppi più o meno intermediari più o meno mafiosi più o meno corporativi e quindi non è che il sistema del collegio uninominale si sottragga delle critiche da questo punto di vista non ci sono sistemi perfetti non si può ideologizzare sui sistemi elettorali gli uni e gli altri presentano vantaggi e svantaggi bisogna vedere quello sul quale si aggrega il maggior consenso sulla base però di un fine preciso vogliamo un Parlamento in cui le scelte siano chiare i deputati siano responsabili rispetto all'elettorato e gli schieramenti siano definiti in modo che la gente sappia quando va a
Votare per chi va a votare per quale programma va a votare per quale schieramento dei partiti va a votare cosa che oggi non esiste siamo alla vigilia delle elezioni e la gente non sa esattamente per quale governo sta per votare un altro punto che Emerson Menardi
Scossone politiche anche giornalistica durante la recente crisi di governo è stata un po'quella che qualcuna presentare una contrapposizione tra gli istituti della democrazia rappresentativa e quelli della democrazia di dirette lei non ritiene che con l'avanzare anche nelle nuove tecnologie nuovi mezzi d'informazione e l'istituto di democrazia diretta di democrazia partecipativa abbiano un fondamento nel futuro un ruolo sempre più forte nel nel sistema istituzionale io ritengo che lo abbiano e possano averlo ancora più forte in futuro con una forte riserbo
Lo abbiano lo possono avere più forte in futuro perché abbiamo oggi una società informatiche che può fare delle domande in tempo reale
Lei sa però che la cosa più importante in democrazia non è la risposta ma il modo in cui è formulata la domanda
E questa è l'insidia di tutti i i sistemi di democrazia diretta l'insidia poi è un'altra che la democrazia non consiste soltanto nel gioco delle lampadine che si accendono altrimenti anche nella rubrica di Maurizio Costanzo avremmo potremmo avere una esempio dire alta democrazia qualche volta importante che si accendono in platea le luci in modo da stabilire chi è per il sì chi è per il no ma a parte il fatto che la domanda su cui siede Rino che conta molte volte condiziona la risposta e che il fatto è che la democrazia c'è anche il fatto fondamentale che la democrazia non è soltanto il voto la democrazia e la discussione che precede il voto questa e la diciamo caratteristica fondamentale della tolleranza democratica della persuasione democratica della comunicazione democratica e molto più importante la discussione che non l'atto finale del sì e del no da questo punto di vista per quest'o la democrazia rappresentativa una sua priorità rispetto alla democrazia diretta detto questo quando le domande sono chiare e quando i mezzi di comunicazione sono efficienti io ritengo che si possano estendere i casi nei quali c'è una possibili ita di intervento diretto a suffragio universale di tutti gli elettori bisogna però essere molto attenti su a a questi due fattori primo le domande devono essere molto ben precisa del perché non siano fuorvianti secondo occorre evitare che i referendum siano svolti senza una discussione preliminare che abbia illuminato l'argomento del contendere all'opinione pubblica
Oltre nel nostro Paese oltre il sistema istituzionale che non funziona via chiaramente le come nota anche il sistema dell'amministrazione lei ha proposto anche su MicroMega un'iniziativa per la difesa dei cittadini da questa strapotere di questa burocrazia scultura Space si metta nel nostro Paese ci può dire il senso di questa iniziativa e come sarebbe possibile in futuro fare in modo che appunto questa burocrazia possa cambiare ma e io sono stato alle prese con la burocrazia in tutta la mia ormai non breve esperienza di
Come dire non so neanche come definirmi operatore pubblico ecco sia come funzionario come dirigente del di imprese private d'impresa sia come dirigente della funzionario funzionario dello Stato interne sia come parlamentare c'è una mostruosa
Se un mostruosa formazione amministrativa in Italia che impedisce che le decisioni prese a livello di rappresentanza politica possano immediatamente esprimersi in e termini operativi e che costituisce una diga tra il cittadino e gli organi rappresentativi dello stato la lo stato italiano uno dal punto di vista amministrativo è uno dei più arretrati del mondo
Conglobare in serie i due interne dei due fattori negativi dell'autoritarismo è e dell'inefficienza è uno Stato che ormai preleva il cinquanta per cento delle risorse del reddito nazionale le redistribuisce
Non è tollerabile per una società aperta laica per una società moderna efficiente in prenditi IVA come quella italiana non è tollerabile essere amministrata per la metà almeno delle sue risorse da un tale tipo di Stato allora che fare noi abbiamo proposto si noi socialisti sono state proposte anche da altri partiti tante riforme dello Stato ma perché queste riforme non vengono mai ai nodi perché i nodi anzi non vengono al pettine perché il nell'ambito stesso del combinate burocrazie partiti amministrazione che si finisce per aree darli allora il la mia idea è questa di suscitare anche dal basso un movimento basato sull'indignazione sull'intollerabilità sulla disponibilità civile dei cittadini a denunciare che e a mobilitarsi per denunciare le caratteristiche
I Verdi in efficienza di arroganza dell'amministrazione pubblica così come esiste un movimento ambientale per la difesa ecologica per la difesa dell'ambiente così come esistono dei movimenti per la difesa della pace mi sembra che sia venuto il momento di Moby evitare un movimento per la difesa del cittadino dall'amministrazione questo non in senso qualunquisti coi fini a se stesso alla protesta affini anche e soprattutto di proposta e di cooperazione con quelle forze che nell'ambito del Governo e del Parlamento sono disposte terre grandi e importanti riforme dell'amministrazione dello Stato mi pare che da questo punto di PIL di vista vi possa essere una feconda alleanza tra rappresentanti del popolo nel parlamento e nel gol per nostra democrazia rappresentativa e democrazia diretta nel senso della mobilitazione del cittadino attorno ad alcuni temi di sviluppo civile e di efficienza ministri attiva ultima domanda perché non si scriva al partito radicale ma dà i radicali con i radicali mi perché sono stato sempre socialista perché la mia vocazione sì manifestata fin dai tempi della Resistenza nell'ambito del mio partito e perché fino a quando ci spero bene penso che di non cambiar casa tuttavia penso che a questo punto l'importante non è iscriversi a questo o quel partito del la sinistra con i radicali mi legano molte molte ci sono molte cose molte simpatie ci sono altre cose che non condivido e sono cose abbastanza abbastanza importanti ma non penso che in questo momento la scelta ad un cittadino della sinistra la scelta importante sia quella di iscriversi a questo o a quel partito ma di collaborare seriamente e strenuamente per la formazione di un di Grande partito della sinistra nel quale confluiscano tutte le correnti culturali che hanno dato luogo alla sinistra moderna in Italia ringrazia
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