Puntata di "La rassegna della stampa estera" di giovedì 29 maggio 2008 , condotta da David Carretta .
Tra gli argomenti discussi: Esteri, Iran, Rassegna Stampa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 20 minuti.
09:30
10:00 - Roma
Buongiorno riscontro torri di Radio Radicale giovedì ventinove maggio questo l'appuntamento con la rassegna della stampa internazionale a cura di David carrettino apertura quest'oggi torneremo a parlare di Iran diversi
Giornali commenta hanno il rapporto pubblicato lunedì dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica sulla mancanza di cooperazione di Taranto sul suo programma
Nucleare leggeremo l'editoriale del Washington poste di ieri che si chiede se ci saranno conseguenze per l'ostruzionismo
Iraniano vedremo all'Herald Tribune di oggi che in sostanza chiede
All'Amministrazione Bush di dialogare con Teheran leggeremo anche l'editoriale del vuol stringere al
Che ha un titolo complicato da tradurre
Il riferimento è un film ricomincio daccapo in sostanza si rivive sempre la stessa cosa con il nucleare iraniano
Supremo poi del
Caroprezzi dell'inflazione
Che sta correndo un po'tutti in tutto il mondo leggeremo l'editoriale dal Guardian ieri che parla di crisi globale ma non si devono chiudere le frontiere non deve esserci
Protezionismo quanto al caro benzina Wall Street Journal Europe Pier invece pubblicava un'interessante analisi sul fatto che gli europei stanno
Cambiando i propri comportamenti e dunque le proteste per la benzina non riescono a decollare coinvolgere l'opinione pubblica infine faremo un'incursione anche nella politica interna
Tedesca cresce la tensione tra i due partner della grande coalizione Cristiano Democratici socialdemocratici in particolare dopo la decisione delle schede di presentare una candidata alla Presidenza della Repubblica contro
Il cristiano democratico Kohler il Financial Times un editoriale dirvi si schierava in difesa di uno status quo tedesco
Niente campagna elettorale fino al prossimo anno in sostanza chiede il quotidiano della City ma partiamo dalla questione del nucleare iraniano dal rapporto pubblicato
Lunedì dall'Agenzia internazionale per l'Energia Atomica lo riassumiamo con
Del primo editoriale di ieri del Washington post
Il
Teste
Della cartina al tornasole per l'Iran è fallito la domanda se ci saranno conseguenze per l'ostruzionismo di Teheran
Nei confronti degli ispettori nucleari dell'ONU in questo
Il titolo scrive
Questo quotidiano americano lo scorso agosto l'Agenzia internazionale per l'energia atomica
Aveva chiuso concluso un accordo con l'Iran su un piano di lavoro per chiarire entro tre mesi le questioni ancora aperte sul suo programma nucleare
In altre parole il tutto doveva concludersi prima del dicembre due mila sette il direttore dell'Agenzia Mohammed El Baradei
Che ha lanciato questa iniziativa come risposta una campagna occidentale di sanzioni per fermare l'arricchimento dell'uranio da parte di Teheran El Baradei aveva detto che sarebbe stato testo una cartina al tornasole
Se l'Iran usava questo periodo per continuare con le sue tattiche di
Rinvio in una gira in buona fede allora nessuno correrà in suo soccorso quando si chiederanno più sanzioni o misure punitive aveva detto El Baradei in un'intervista Newsweek lo scorso settembre
Lunedì cioè circa sei mesi dopo l'ispirazione dell'ultimatum l'Agenzia internazionale per l'energia atomica pubblicato un rapporto che in sostanza dice che l'Iran non ha agito in buona fede anzi è impegnato proprio in statiche di
Rinvio di ostruzionismo
Mancano ancora spiegazioni sostanziali da parte di Teheran
Su alcuni documenti che dimostrano che l'Iran ha lavorato su esplosivi ad alta intensità e su una testata di missili che può contenere una carica che possono perché può contenere una carica nucleare
In più mentre
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica
Gli stava alle calcagna il Governo di marmo Honda ma di energia da installato due nuove serie di centrifughe più avanzate nell'impianto di arricchimento dell'uranio linea Tanza senza notificare nulla come invece è richiesto dall'Agenzia di Vienna gli ispettori internazionale inoltre è stato negato l'accesso i siti dove le componenti delle centrifughe vengono assemblate
L'Iran non ha fornito l'agenzia tutte le informazioni l'accesso ai documenti a tutte le persone
Necessarie dice il rapporto dell'Agenzia di Vienna la domanda per il Washington post è se El Baradei a questo punto sosterrà nuove misure punitive del Consiglio di sicurezza dell'ONU
Ma non c'è da aspettarselo come diversi membri dello stesso Consiglio di sicurezza il delitto il direttore del dell'agenzia un egiziano è più preoccupato da quelli che definisce i pazzi a Washington che dalla necessità di evitare
Che l'Iran abbia una bomba nucleare fino a quando prevarrà questa mentalità conclude tra l'altro Washington post
è improbabile che l'Iran si trovi di fronte a sanzioni sufficientemente dure da fargli fare marcia indietro nella
Sua sfida alle ingiunzione contenute in diverse risoluzioni dell'ONU così dunque
Il Washington post
L'Herald Tribune in un editoriale di oggi ripreso da New York Times di ieri
Chiede in sostanza all'Amministrazione Bush di fare nuove offerte mondi offrire nuovi incentivi
All'Iran per fermare l'arricchimento dell'uranio
Scrive il Tribune con tutte le minacce di guerra che vengono dalla Casa Bianca sarebbe facile per tornare all'Iran il suo comportamento ma l'ultimo rapporto delle agenzie Vienna ci ricorda che terranno sto andando avanti con il suo programma nucleare che gli Stati Uniti e loro alleati non hanno una strategia per affrontare questa minaccia
Negli ultimi cinque anni l'Iran ha giocato al gatto al topo con gli ispettori nucleari
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica mette in evidenza prove preoccupanti di attività illecite
Mentre leader iraniani insistono che stanno cercando di produrre solo energia nucleare non una bomba per funzionari iraniani poi non rispondono a domande centrali non forniscono documenti fondamentali e nego no l'accesso i siti nucleari
Lasciando così il mondo senza altra scelta che a sospettare il peggio l'agenzia di Vienna spesso nasconde le sue prove
Dietro un linguaggio molto diplomatico ma l'ultimo rapporto dice chiaramente che gli ispettori sono profondamente frustrati dal comportamento
Dell'Iran questo rapporto per le altre firme allarmante
Ma non deve essere usato come scusa dai falchi della Casa Bianca per lanciare un'altra guerra perché non c'è alcuna buona opzione militare
Gli Stati Uniti le altre potenze maggiori Russia Cina Regno Unito Francia e Germania devono ancora mettere insieme un serio pacchetto di incentivi e sanzioni che possa convincere di rana cambiare corso
Questo pacchetto secondo il Tribune deve includere un'offerta americana credibile di garanzie di sicurezza e di normalizzazione delle relazioni diplomatiche
In modo che Teheran abbandoni le sue ambizioni di armamento nucleare serviranno invece dovesse decidere di andare avanti
Il pacchetto deve contenere sanzioni molto più dure di quelle a cui finora Russia e Cina hanno accorse Tito incluso un embargo sulle banchiere Aniane sulla vendita delle armi e sugli investimenti stranieri in Iran
Fabio Solana capo della diplomazia dell'Unione europea dovrebbe andare a terra nel prossimo mese per presentare un pacchetto di incentivi rafforzati gli insider dicono che il pacchetto
Differisce di poco rispetto a quello proposto nel due mila e sei speriamo che non sia così scrivere Val Tribune prima che Solana parta le grandi potenze devono trovare un accordo su una lista molto più efficace di incentivi e sanzioni
Perché è già stato sprecato troppo tempo così
Per altri più in un editoriale ripreso dal New York Times
Di ieri
Però da quello che leggiamo e continuiamo a realtà leggere da ormai qualche anno il punto è sempre lo stesso
La comunità internazionale fa fatica a mettersi d'accordo su incentivi e sanzioni lira non va avanti comunque rifiuta i pacchetti che vengono offerti il tempo passa
Il tutto sintetizzato ad avviso di chi vi parla molto bene da un editoriale del Wall Street Journal Didier riedizione americana dovrebbe essere ripubblicato oggi dall'edizione europea il titolo un po'complesso va tradurre
Il giorno dalla marmotte di Condi Rice il
Si tratta irrealtà
Di un film che in italiano era aveva come titolo ricomincio daccapo il protagonista Bill Marrai
Continuava vi a rivivere la stessa giornata all'infinito e allora scrive il Wall Street Journal
Lunedì l'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha pubblicato l'ennesimo rapporto che esprime allarme sulla mancanza di cooperazione trasparenza dell'Iran
La segretaria di Stato Condoleezza Rice immediatamente avvertito che l'Iran potrebbe subire nuove sanzioni mentre aver Solana annunciato un altro viaggio Teheran per vedere se un'altra decina di carote possono convincere Ahmadinejad a smettere di arricchire l'uranio
Per capire meglio questo ultimo esercizio di diplomazia dal giorno dalla marmotte data ricomincio daccapo vasta cercare su Google le parole Rice e Iran
Ecco cosa trovate tra i primi dieci risultati Rice due punti Iran deve fermare il programma nucleare era al nove febbraio due mila cinque RAI sull'Iran due punti non possiamo permettere che questo continuo
Era l'undici aprile due mila e sei price due punti
L'Iran mentre sul suo programma d'armamento nucleare era l'undici ottobre due mila sette e così via queste dichiarazioni proseguo Street spesso coincidevano con i rapporti trimestrali dell'Agenzia di Vienna sui negoziati con l'Iran
Negoziati che senza eccezioni ogni volta hanno dimostrato che l'Iran non è stato completamente onesto sul suo programma nucleare
Il rapporto di lunedì e ancora più duro rimborso il giornale ripercorre il contenuto del rapporto che non
Ribadiamo sottolinea in particolare la dimensione militare del programma ditta eran
Se fosse saremmo veramente nel giorno Della marmotte nel film ricomincio da capo almeno potremmo imparare qualcosa dai continui fallimenti passati in fondo scrive questo quotidiano il personaggio di Bill Marrai
Cambiava il suo modo di comportarsi rivivendo sempre la stessa giornata ma i leader iraniani hanno avuto sei anni per sviluppare il loro programma nucleare i progressi che hanno fatto sono stati formidabili
A allo stesso tempo nello stesso periodo gli Stati Uniti hanno dovuto negoziare all'infinito con l'Europa e con la Russia ma man mano che il tempo passava gli iraniani sono stati offerti
Incentivi sempre più generosi per sospendere il loro arricchimento senza successo e sarà così secondo il Wall Street Journal fino a quando
Il massimo che la comunità internazionale può fare e imporre deboli sanzioni
Offrendo incentivi sempre più allettanti per l'Iran in fondo anche ammettendo che esiste un pacchetto di incentivi che l'Occidente può offrire che gli iraniani siano pronti ad accettare
L'attuale logica della diplomazia fornisce Mullah un incentivo a continuare proprio giocare con il tempo perché ogni volta
Che dicono no a un pacchetto di incentivi alla fine ne arriva uno più allettante le nuove minacce di sanzioni device saranno comunque vista Teran come la solita scappatoia diplomatica
Per adottare
L'ultima serie di sanzioni nel allo scorso marzo ci sono voluti mesi di negoziati sono state
Ridotte quasi a nulla le sanzioni per l'opposizione di Russia e Cina
L'Amministrazione americana secondo il Wall Street Journal farebbe meglio a ritirarsi da questa farsa internazionale
E cominciare considerare strumenti che siano più convincenti per esempio un mese di blocco navale delle importazioni iraniane di benzina circa la metà del consumo interno
Potrebbe chiarire a regime quanto inaccettabile e il suo programma nucleare per il mondo civilizzato una misura di questo tipo potrebbe avere un effetto chiarificatore anche nel dibattito presidenziale americano
Sia John McCain il candidato repubblicano sia Barack Obama probabile candidato democratico hanno dichiarato che non si può permettere all'Iran di diventare una potenza nucleare e siamo ragionevolmente convinti che McCain Simona fare quanto ad Obama che ha parlato spesso dalla necessità di una diplomazia dura ora è giunto il momento che dica cosa intende per dura questo giudizio del Wall Street Journal Europe
Obama parlato non solo di diplomazia dura ma anche di dialogo
Con l'Iran per risolvere la disputa nucleare così come il consigliere dell'ex presidente Carter cioè Brzezinski in un articolo che li abbiamo letto ieri era stato pubblicato dal Washington post l'assunto di Brzezinski e che l'Iran si comporta in modo razionale che la dottrina della dissuasione della deterrenza Anna nucleare funzioni anche con Teheran
Questo invece viene smentito da un altro intervento pubblicato sempre dal Wall Street Journal
Di ieri di Amir Tai ieri che dovrebbe essere pubblicato anche dall'edizione europea oggi
Di questo giornale il problema nel negoziare con l'Iran gli Stati nazione hanno interessi negoziabili le rivoluzioni no
Spiegata eri non c'è niente di male voler parlare con un avversario ma Obama e sostenitori del dialogo conteranno e non devono pensare e questo cambi davvero qualcosa ogni Amministrazione americana degli ultimi trent'anni ha cercato di avviare un dialogo con i leader iraniani
Perfino l'Amministrazione Bush con l'offerta presentata due anni fa nel due mila sei
E a cui facciamo riferimento con il
Con l'Herald Tribune ma anche con il Washington post
Tutti questi tentativi alla fine hanno fallito gli europei hanno inventato l'espressione dialogo critico per descrivere il loro approccio con l'Iran hanno negoziato conteranno per più di vent'anni senza ottenere nulla
Gli arabi hanno negoziato con i Mullah per anni senza risultati dal novantatré anchilosi hanno cercato un accordo sul Mar Caspio attraverso colloqui
Con l'Iran ancora una volta niente la ragione spiegata ieri e che l'Iran è bloccato da una tipica crisi di identità che colpisce la maggior parte dei Paesi
Che passano attraverso un'esperienza rivoluzionaria
La Repubblica islamica non sa come comportarsi se come uno Stato nazione comuni incarnazione di una rivoluzione che a pretese universali messianica non sa insomma regime se l'Iran è un Paese o una causa
Uno Stato vuole cose concrete come frontiere mercati accesso risorse naturali sicurezza influenze stabilita tutte cose che poi non essere negoziate con altri Paesi una rivoluzione invece non vuole niente di particolare perché in realtà alla fine vuole tutto Peri città
La rivoluzione francese Napoleone Bonaparte la Germania nazista l'Unione Sovietica
Il problema del mondo ha oggi non è con diranno come nazione ma con la Repubblica islamica come causa rivoluzionaria che vuole conquistare il mondo quando l'Iran si comporta come un'incarnazione di una causa rivoluzionaria nessun accordo possibile
Non ci sarà nessun compromesso sulla fornitura di armi alle milizie in Iraq né guardiani dalla rivoluzione fermeranno gli addestramenti dei terroristi stile hezbollah come nazione lira non ha interessi nella questione palestinese
Né alcuna ragione di essere nemico di Israele come causa rivoluzionaria invece l'Iran deve porsi come l'arcinemico di Israele per vendere
La sua leadership khomeinista al resto del mondo arabo insomma conclude aerei sul Wall Street Journal la Repubblica islamica potrebbe anche accettare negoziati senza condizioni
Ma la condizione è che gli Stati Uniti segnalino la loro volontà di resa incondizionata gli altri temi d'attualità rapidamente il caro benzina un po'tutti i giornali ieri parlavano delle proteste che si stanno diffondendo in Europa
Particolarmente interessante però era l'articolo d'apertura del Wall Street Journal Europe secondo cui gli europei stanno cambiando le proprie abitudini e di conseguenza non sostengono le manifestazioni le proteste di alcune categorie come i camionisti Ministero i pescatori in Francia le proteste per la benzina non riescono a decollare il movimento ambientalista il fatalismo impediscono una generalizzazione della rabbia sul prezzo della
Benzina il Wall Street Journal Europe riconosce che i politici
I Governi sono sotto pressione per ridurre le tasse che che influiscono almeno per la metà sul prezzo del carburante nel Regno Unito migliaia di camionisti si sono diretti verso Londra l'altro giorno bloccando la capitale in Francia i pescatori bloccano i porti depositi di benzina
In Spagna e Italia
I loro colleghi pensano di fare altrettanto il presidente francese Sarkozy ha risposto con un appello per mettere un tetto all'IVA sul carburante ma per ora la questione non è diventato una priorità politica per i cittadini europei
Le ragioni che spiegano gli analisti vanno dal fatalismo alla crescente coscienza ambientalista che spinge molti europei a ridurre comunque l'uso del loro autonomica invece sull'inflazione nel settore alimentare inattesa del vertice della FAO a Roma il Guardian Nieri pubblicava un editoriale dal titolo inflazione e cibo una crisi globale
Le mode non cambiano spesso in economia scrive il quotidiano britannico ma quando cambiano gli effetti si sentono negli ultimi anni il trend era stato di prezzi al ribasso un fenomeno che è stato di norma il beneficio per i consumatori occidentali ora invece
Il pendolo Scilla nell'altra direzione verso l'inflazione con i prezzi dei prodotti di base
Dal petrolio la benzina mai dal petrolio scusate agli alimentari ma in particolare di alimentari
Che esplodono in tutto il mondo questo un problema globale che affetti molto diversi a livello locale i politici per troppo tempo hanno trattato la sicurezza alimentare con una questione marginale
Questa crisi dimostra che la sicurezza
Alimentare essenziale ma non è una buona ragione per più protezionismo come chiedono alcuni anzi l'Unione europea gli Stati Uniti dovrebbero smettere di sussidiari loro che ricolto ri a spese dei Paesi poveri così la pensa
Il Guardian per chiudere un'incursione rapida nella politica interna tedesca
Socialdemocratici Cristiano Democratici partner della grande coalizione sono alle strette perché
Lo spiega sarà sciolta pensino indichi in un editoriale la decisione della espediente sfidare giusto Corder il Cristiano Democratico attuale presidente
Nella sua corsa alla rielezione un segnale della crescente discordia
Dentro al governo anche se mancano sedici mesi alle elezioni Cristiano Democratici socialdemocratici stanno già
Manovrando l'aritmetica condanna sede UE spedì a condividere il potere piena di Steno smesso però di chiedere riforme radicali al Governo stendono marce indietro di carattere elettorale sia
Sulla disciplina fiscale che sulla liberalizzazione del mercato del lavoro le schede vuole tornare
A nuove rigidità di fronte a tutto questo il Financial Times si schiera in difesa dello stallo Ted esco lo status quo sarebbe meglio che una lunga campagna elettorale ci fermiamo qui da David Carretta una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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