Sono stati discussi i seguenti argomenti: Crisi, Donna, Economia, Esteri, Integralismo, Iran, Islam, Lettonia, Rassegna Stampa, Simbolo, Unione Europea.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 20 minuti.
18:30, Carrara
16:30
21:40 - Carrara
16:30 - Palermo
Voce non gli scrutatori di Radio Radicale sabato ventisette giugno questo l'appuntamento con la rassegna stampa internazionale a cura di David Carretta anche quest'oggi apriremo occupandoci di Iran
Anche se le manifestazioni stanno perdendo di intensità i giornali internazionali continuano
A dibattere del prospettive di questa rivoluzione verde questa rivoluzione democratica leggeremo l'editoriale dell'Economist la crisi dell'Iran è lungi dall'essere finita la rabbia per strada potrebbe svanire
Ma gli scontri al vertice potrebbero danneggiare ulteriormente il regime titola
Il settimanale britannico uscito
Ieri nelle
Edicole
Europea leggeremo poi ministeriale dall'Independent secondo cui gli incertezze in Iraq in Iran complica
Tutti i calcoli nella regione c'è uno scenario di speranza ma sarebbe saggio prepararsi
Al peggio e poi approfondiremo la questione di dell'opposizione iraniana che secondo ciascuno Tanner columnist del Washington post manca di un vero e proprio
Leader cerca sì uno yield Sting disperatamente del titolo di un pezzo
Uscito ieri sul quotidiano
Americano ci occuperemo poi di
Europa lo faremo in particolare con le mondo c'è un piccolo paese dell'est e membro dell'Unione europea che rischia la bancarotta ma che rischia soprattutto di essere
Lasciato solo dai partner europei la domanda che poneva il mondo e se l'Unione Europea lascerà la Lettonia sola sull'orlo del fallimento in chiusura poi
Accenneremo un'altra questione dibattito sul burqa che è stato rilanciato in qualche modo delle dichiarazioni di questa settimana del presidente francese Nicolas Sarkozy davanti al Congresso
Nel mondo e si schiera in un editoriale di oggi contro il divieto per legge
Del burqa mentre il Times e più netto il convincente alla almeno ad avviso di chi vi parla minaccia velata il burqa simbolo di repressione non ha posto in una società libera
Ma partiamo dall'Iran e dall'editoriale dell'Economist la rabbia dell'Iran e lungi dall'essere finita questo
Il titolo settimanale britannico cerca di capire cosa succederà
Dopo questi queste due settimane di protesta
Dopo una settimana di sfida popolare nuovo spirito di libertà dell'Iran sembra essersi esaurito le manifestazioni sull'onda di quelle che ancora appaiono come lezioni fraudolente hanno ispirato soggezione ma la loro intensità e dimensione
Sembrano essersi ridotte significativamente e ancora presto per dire se nuovi incidenti provocheranno altra rabbia di massa nel prossimo futuro riportando in strada milioni di persone magari costringendo il regime a ripetere le elezioni
Ma le autorità
Le forze di sicurezza delle loro milizie
Sembrano avere spaccato abbastanza teste per schiacciare qualsiasi speranza immediata di nuove elezioni per non parlare poi della fine del regime clericale iraniano detto questo
Per l'Economist il coraggio di milioni di iraniani ordinari non sarà stato vano
Il vecchio establishment non ha ancora vinto la crisi lungi dall'essere finita
Questo perché l'equilibrio di potere si è spostato ed è ora contro lo status quo quale che sia il vero risultato delle elezioni ora è chiaro che un'ampia parte degli iraniani se non la sua maggioranza
Vuole libertà mi russa indossava il principale sfidante del Presidente ma punto Ahmadinejad
Era stato scelto dall'Autorità per la sua decisione ideologica a regime
Ma i molti milioni che hanno votato per lui sperano via speravano che avrebbe offerto più libertà le vecchie cerchie del potere si sono rivoltati contro Mussari lo hanno minacciato di incarcerazione
Palude o comunque rispettato di cedere in qualche modo è cambiato la legittimità della Repubblica islamica stata minata in
Noto spettacolare sia in patria sia all'estero la sua pretesa di agire come faro per il mondo mussulmano in particolare per quelli oppressi
Nella Regione nel mondo è stata ridicolizzato da cosa più importante la posizione del leader supremo l'Ayatollah Alì Khamenei è stata danneggiata seriamente
Se prima non si pensava al di sopra delle lotte elettorali ora è sceso nell'arena politica scegliendo la repressione e le frodi
Alle elezioni forse la cosa che danneggia di più il clero al Governo e la lotta che scoppiata per la prima volta così pubblicamente al vertice della stessa struttura di potere
Le forze le ali a Khamenei al suo bellicoso Presidente ora sono apertamente contestate dei riformatori dei pragmatici sostenuti dall'ex Presidente Akbar Hashemi raspa in Gianni
Cioè la persona che è considerata
La seconda più influente in Iran così anche se le forze di sicurezza riusciranno a tenere il dissenso lontano dalle strade
Continuerà la battaglia sulla leadership del sistema legale una battaglia che potrebbe indebolire se non rovesciare il regime secondo l'Economist che poi si chiede
Cosa può fare il mondo esterno per quanto si possa desiderare la riforma il cambiamento del sistema iraniano c'è poco che possano fare
Gli esterni per rafforzare i riformatori Barack Obama giustamente espresso il suo oltraggio quando la crisi è peggiorata così hanno fatto anche di deve europei ma il Presidente americano per l'economista avuto ragione a resistere alla tentazione
Di chiedere la caduta del regime o di prendere parte nella lotta di potere anche solo sostenendo Mussapi per la Presidenza questo infatti avrebbe giocato a favore del regime che sta cercando di dipingere
Lo sfidante i suoi sostenitori come strumenti della cospirazione occidentale
Anche se non si può ricominciare subito con il business chiuso altri il primo compito di Obama di convincere l'Iran affermare il suo programma di armamento nucleare per riuscirci presto o tardi Obama dovrà cercare di dialogare con il Governo iraniano
Che sia guidato da un mediatore dell'olocausto come
Ahmadinejad o da un islamista riformatore come Mussapi che nonostante tutto condivide il desiderio del suo rivale che l'Iran si doti di capacità nucleari così
L'Economist in uno dei suoi
Editoriali di questa settimana tra l'altro sul settimanale trovate un lungo approfondimento sulla
Sulla situazione in Iran è sul fatto in particolare che
Come dire questa lotta di potere e lungi dall'essere dall'essere terminata l'Herald Tribune l'Herald Tribune invece ieri con un'analisi cercava di spiegare come il regime in particolare il presidente ma d'acqua di energia da sia in qualche modo riuscito truccare le elezioni a reprimere a mettere sotto silenzio il dissenso nelle strade
La repressione in Iran dimostra il potere di una nuove vite di uomini di Ahmadinejad sono ai vertici e hanno stretti legami con i leader supremo
Il Presidente Mahmoud Ahmadinejad ha mantenuto un'attitudine di basso profilo da quando la discuta sulle elezioni presidenziali si è trasformata in un
Protesta di strada insanguinata ma gli analisti scrive le altri bio mi dicono che la repressione in corso in Iran
Evidenzia il fatto che Ahmadinejad abbia avuto successo nel creare una rete pervasiva
Di importanti ufficiali nell'esercito nelle agenzie di sicurezza e nei maggiori media
All'Hui fedeli una nuove élites resa ancora più forte per il sostegno del leader supremo l'Ayatollah Alì Khamenei Ahmadinejad ha riempito ministeri chiave altri incarichi
Importanti con amici alleati che lo hanno sostenuto sia in termini ideologici sia in termini operativi in tutto il Paese
Che ne ha viste ritengono che il presidente iraniano abbia sostituito dieci mila impiegati del Governo per cementare la lealtà nei suoi confronti attraverso la burocrazia dello Stato i suoi alleati per esempio sono al vertice delle
Organizzazioni responsabili per le elezioni c'è un nuovo establishment politico che è emerso con Ahmadinejad e che è determinato a mantenere il potere a qualsiasi costo dice
Un'analista iraniano basato negli Stati Uniti all'era al Tribune
L'indipendenti ieri invece pubblicava
Un
Un editoriale guardando in qualche modo oltre l'Iran stesso cioè
Al grande Medioriente l'incertezza in Iran complica tutti i calcoli nella regione c'è uno scenario di speranza ma sarebbe saggio prepararsi al peggio questo il titolo scrive
Il quotidiano britannico di aria di Betlemme la repressione può aver bloccato le manifestazioni di strada Teheran ma come ha chiaramente detto Boussaidi la sfida
Dell'opposizione continua e se questo è un risultato inusuale per le elezioni in Iran ci sono molte più ramificazioni la crisi in Iran infatti potrebbe trasformare non solo
Il futuro immediato di questo Paese ma anche la geopolitica di tutta la regione una chiara vittoria di Ahmadinejad oppure di Mussapi
Avrebbe
Potrebbe creare infatti lo avrebbe potuto scusate creare lo spazio politico interno
Per una risposta positiva la mano tesa di Obama aprendo la strada un ritorno dell'Iran mondo e invece invece questo risultato contestato che produce una leadership sulla difensiva
Rende qualsiasi movimento diplomatico maggiore meno probabile
Per il resto del mondo si tratta di una nuova situazione che cambia molti calcoli prima delle elezioni si era convinti che l'Iran fosse la prossima potenza regionale la sua influenza sembrava diffondersi
Davanti ai nostri occhi dall'Iraq all'Afghanistan i suoi tentacoli si estendevano in Libano e a Gaza
Mentre crescevano i legami diplomatici con Russia e Cina all'Iran appariva molto forte alla luce della debolezza dei suoi vicini
Un Iran instabile nervoso entro partito è secondo l'Independent l'ultima cosa di cui questa volatile parte del mondo ha bisogno nello scenario peggiore l'approccio è la prospettiva di una guerra civile
In Iran e questo nel momento in cui la violenza aumenta anche alle frontiere iraniane in Iraq gli attentati stanno aumentando in coincidenza con la partenza delle truppe americane dalle città prevista per il trenta di giugno
In Pakistan il Governo ha avuto qualche successo contro i talebani nelle aree tribali ma non è detto che questo continui in Afghanistan gli Stati Uniti stanno imbarcando in una nuova strategia ma non è detto che il nuovo corso riuscirà a fermare l'escalation della violenza
Certo c'è uno scenario più ottimista per l'Independent che del secondo il quale Ahmadinejad potrebbe trovarsi con le ali tarpato le ali della sua retorica della sua diplomazia
L'Iran potrebbe immischiarsi meno negli affari altrui della Regione alcuni interpretano i risultati delle elezioni come
L'ennesima prova del fatto che l'estremismo islamico sia in declino come dimostrerebbero anche le sconfitte ASCO fitta di Hezbollah in Libano
E
E le sconfitte militari dei talebani in Pakistan ma questo scenari ottimista oggi sembra più che altro un pio desiderio
Mentre il mondo attende che si apre al prossimo capitolo della disputa iraniana possiamo solo sperare per il meglio ma dobbiamo prepararci per il peggio
Questi sono tempi altamente incerti e potenzialmente minacciosi così
Così l'Independent e allora
Approfondiamo brevemente la questione regionale con il mio al Times di ieri
Che pubblicava anzi scusate con il Washington post ieri che pubblicava un
Un un articolo dal Cairo
A proposito dei Democratici mediorientali gli attivisti arabi guardano all'Iran e si chiedono perché non noi
Si comincia con la testimonianza di Mohammed Cherkaoui che porta i segni della sua deposizione al movimento democratico in Egitto cioè le botte della
Polizia in una stazione di polizia del Cairo lo scorso anno trascorso più di due settimane in una cella piena di insetti per aver organizzato una manifestazione di protesta
Ma guardando le decine di migliaia di iraniani che sono scesi in strada taglieranno e questo militante di ventisette anni è sempre più disilluso
In dieci anni in dieci giorni dice gli iraniani hanno conquistato molto più del suo movimento in Egitto ci siamo sacrificati molto ma non abbiamo avuto nulla spiega Cherkaoui
In tutto il mondo arabo le manifestazioni massicce dall'opposizione iraniana hanno provocato un'ondata di emozioni confliggenti e anche di ricerca di identità molti si chiedono perché i loro molto movimenti di riforma sono incapaci di unire un numero sufficientemente
Forte di persone per sollevarsi contro i regimi autoritari e impopolari della Regione soprattutto c'è uno scetticismo crescente tra gli attivisti pro democrazia
Quanto al fatto che le politiche del Presidente americano Barack Obama alla fine possono contribuire a trasformare la Regione quasi a dire che Bush
E la sua
Agenda della democrazia fosse in qualche modo in qualche modo
Meglio la Freedom agenda
Invece sull'opposizione iraniana il New York Times ieri pubblicava un'analisi diminuiscono le opzioni a disposizione dell'opposizione mentre il regime rafforzare il suo
Controllo la sua Presa sul Paese passo dopo passo
Il leader iraniani stanno riuscendo a respingere le minacce alla loro autorità schiacciando le manifestazioni di strada facendo pressione su alcuni candidati presidenziali per ritirare o limitare le loro obiezioni risultati elettorali
E restringendo la capacità del leader dell'opposizione MIR Hossein Mussapi che ormai
Non può far altro che pubblicare dichiarazioni sul suo sito internet secondo gli analisti
C'è un diffuso risentimento pubblico contro la leadership iraniana ma nessun organizzazione in grado di canalizzare alla forse la questione più importante ore se il regime riuscirà appianare le profonde divisioni nell'élite politica
Divisioni che rappresentano la più seria minaccia la Repubblica islamica nei suoi trent'anni di storia scrive il New York Times
Approfondiamo la questione della leadership se ne occupava ieri ciò ascoltando su Washington post Iran cercassimo ieri stime disperatamente
L'Iran per cauta mera oggi è una rivoluzione alla ricerca del suo chiesti in
Senza leadership i manifestanti ogni volta che scendono in strada incontrano gas lacrimogeni bastoni e pallottole
Hanno bisogno di un leader come Boris C&C non ex personalità dell'establishment con nuove credenziali rivoluzionarie
E con legittimità che stia su un carro armato e di una direzione all'opposizione
Chiedendo l'impensabile cioè la fine del vecchio ordine politico
In questo momento la rivoluzione iraniana non ha un leader del diciotto giugno il candidato Miro semmu Savi non è apparso in pubblico e regime Khamenei Ahmadinejad ha dimostrato quanto può essere efficiente spietato per reprimere una rivolta diffusa
La sua brutalità è stata accusata con intelligenza la chiave è stata atto mitizzare l'opposizione evitando un bagno di sangue stile Tienanmen
C'è il terrore che viene portato avanti da uomini invisibilità i tetti di giorno e con improvvisi e rapidi raid contro contro i dormitori degli studenti e i feriti negli ospedali di notte dai tetti sparano
I cecchini per quanto possiamo credere nel trionfo ultimo di quelli che stanno dalla parte giusta della Storia niente scontato questa seconda rivoluzione iraniane sulla difensiva persino in ritirata
Per riprendersi ci vogliono le masse perché ogni dittatura teme il momento in cui deve dare l'ordine di sparare contro le folle se lo fa come contiene almeno in regime sopravvive se non lo fa come
Con ciò Cesco in Romania il dittatore muore
L'opposizione ha bisogno di uno sciopero generale di norme manifestazioni nelle grandi città ma questa volta con qualcuno che la Guidi e che indichi la direzione la domanda eh se Savi può diventare
Poi il Boris sia i destini di questa
Rivoluzione per caduta annerite gioire prove di Obama durante la rivolta è stata di paragonare di dire pubblicamente che non ci sono differenze tra cantine già de Mussari
Mussari vero ideologicamente può essere vicino Ahmadinejad ma è stato la scelta elettorale di liberali di bere l'in settori laici monarchici radicali oppositori viscerali del regime inoltre le posizioni di Mussari sono cambiate
Come è cambiato lui stesso perché le rivoluzioni cambiano le cose
Per cloud Thunder però mo'sardista esitando tra essere un Gorbaciov fu uno Eltsin un riformatore un rivoluzionari una figura storica oppure un leader e fino a quando questa esitazione continuerà la rivoluzione
La rivoluzione esiterà il regime potrebbe neutralizzare Mussari arrestarlo assassinarlo oppure comprarselo garantendogli la sicurezza
Ma Mussapi deve scegliere deve farlo in fretta questo il suo momento si sta esaurendo rapidamente
Se Musati o un altro non lo coglierà la rivolta democratica dell'Iran si concluderà non come la Russia del mille novecentonovantuno ma come la Cina del mille novecento ottantanove così
Ciò scout Hammer sul Washington posta
Diranno ieri si occupava in un editoriale relativo all'Europa anche il Wall Street Journal Europe in modo in qualche modo
Ironico anche se fuori luogo
Tito Lando l'ultima prese illegittima del potere dell'Unione Europea un editoriale sul Trattato di Lisbona in alcuni Paesi trasferimento all'Iran truccano i voti che l'Unione europea ripeto mi voti fino a quando non c'è risultato desiderato
Perché perché dopo che l'Irlanda lo scorso anno rigettato il Trattato di Lisbona che è una fotocopia dalla Costituzione europea bocciata dagli elettori olandesi e francesi nel due mila cinque agli irlandesi viene chiesto di ripensarci ci sarà un nuovo referendum inizio ottobre
Questa volta gli irlandesi dovrebbero votare nel modo giusto perché in Europa no non è una risposta
Per il Wall Street Journal due settimane dopo il successo degli euroscettici o le elezioni europee però in realtà non è stato così netto anzi questo non è il miglior modo per creare più europea Istica bene
Brillante come sempre vostri germe alla
Venendo però le cose più serie c'è un piccolo paese membro dell'Unione europea dell'est che rischia la bancarotta le Monzino cupa oggi con un'analisi l'Europa lascerà la Lettonia sola sull'orlo del fallimento
La Lettonia presso il diciotto per cento della sua ricchezza nazionale nel primo trimestre non può più difendere la sua moneta tutti sanno in Europa che il Paese corre verso la catastrofe solo questione di mesi
Ma nessuno vuole prendere le sue difese economiche questa questione sarà al centro per la presidenza svedese dell'Unione europea
E al centro probabilmente anche dei dibattiti economici di questa di quest'estate scrive tra l'altro le mondo le monde che oggi nel suo editoriale tornando occuparsi di burqa dopo le parole del presidente francese Nicolas Sarkozy inizio settimana
Contro contro
Il burqa in Europa il burqa in discussione è il titolo
Le Monde si schiera però contro il divieto per legge del burqa perché trasformerebbe scrive il Parlamento francese un'assemblea di ulema e poi ci vorrebbe una polizia
La polizia della morale per applicare questo divieto molti chiedono un'isola moderno e tollerante hanno ragione ma bisogna convincere invece
Che legiferare così la penso nel mondo
Più netto e più convincente almeno da di giochi di chi vi parla invece il Times con un altro editoriale
Di ieri minaccia velata al burqa il simbolo di repressione non ha posto in una città di libera non abbiamo tempo però le argomentazioni del Times sono quelle
Anche quelle di Emma
Bonino ma soprattutto
Nella in una società liberale
Il burqa il burqa non è non ha posto non è accettabile ci fermiamo qui da David Carretta un buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
Salvo dove diversamente specificato i file pubblicati su questo sito
sono rilasciati con licenza Creative Commons: Attribuzione BY-NC-SA 4.0