Sono stati discussi i seguenti argomenti: Crisi, Diritti Sociali, Economia, Lavoro, Politica, Riforme, Welfare.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 15 minuti.
Rubrica
Dibattito
Dibattito
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direttore di IMT Scuola Alti Studi di Lucca e CERM
Buongiorno a voi buongiorno agli ascoltatori di radio radicale
Con la ripresa
Dopo la
La breve pausa estiva
Speriamo che si sia concluso un periodo in cui ci siamo parte di tutti come attaccati agli schermi dei tracciati di un malato
Seguendo le oscillazioni dell'economia in tempo reale concentrandoci sui saliscendi che le grandezze economiche ci hanno consegnato nell'ultimo periodo questa concentrazione stata ovviamente il frutto di un momento di crisi che ha raggiunto il suo fisico ormai qualche mese fa
Il picco della crisi sembra alle spalle come anche le dichiarazioni
Del precedente della Federal Reserve Dal Ben Bernanke hanno fatto
Capire la settimana scorsa
Ed ecco appunto che l'auspicio è quello di lasciarci alle spalle questa fase di estrema focalizzazione sulla congiuntura sul breve periodo quasi sugli andamenti istantanee
Per ritornare ad alzare la testa e per ritornare a pensare a una dimensione più strutturale
Che ci dica quali sono le tendenze di fondo della nostra economia pensando all'Italia dell'economia internazionale
Per risolvere quelle trade-off possibile che io più volte evocato
Che particolarmente valido purtroppo per il nostro Paese
Il trade-off tra due approcci di apparentemente contrastanti
E poi in realtà convergenti nel nulla fare cioè a dire da un lato l'idea alla Pannullo che come nel personaggio dei candidati volte
Sottolinea che tutto va bene che viviamo nel migliore dei mondi possibili cariche quindi nulla fa da fare
E dall'altro lato istante velleitari formulate spesso a prescindere dall'analisi dei fatti
Più Scelli ai tentativi fuori contesto fuori storia di un piccolo club giacobino
Che però non ha poi la capacità e la volontà di realizzare veramente delle riforme strutturali
Tant'è vero che nell'ultimo periodo anche lo stesso riferimento al termine riforme strutturali più purtroppo
ACI-Istat nel passato ha una connotazione difficilmente distintiva cioè difficilmente si riesce a capire a questo punto di che cosa si sta parlando
E allora per risolvere questo credo povertà tensione Trapani grosse club giacobini
è all'attenzione di alcune variabili che sono destinate a rimanere nel tempo che dobbiamo forse passare
E da questo punto di vista nulla è cambiato noi rispetto a alle tre dimensioni che hanno influenzato l'economia prima della crisi
E che continueranno e influenzarla dopo la crisi
Abbiamo una componente di grandi mutamenti demografici che a livello dei singoli Paesi a livello internazionale l'amico intanto la ridislocazione
Delle forze produttive delle pulsioni verso la crescita della capacità economica dei Paesi
Abbiamo un'integrazione dei mercati non solo i mercati finanziari ma i mercati dei beni e dei beni finali e dei beni intermedi che stare lì e terminando la la la distribuzione geografica della divisione del lavoro
E abbiamo poi una convitato di pietra che nell'ultimo anno non è stato quasi mai revocato
Ma che è stata alla base della crescita per tutta la fase post bellica ma direi per tutto il periodo successivo alla rivoluzione industriale che è il cambiamento tecnologico
Nel dibattito sulla crisi dell'ultimo anno singolarmente il cambiamento tecnologico l'avanzamento della scienza e della tecnologia sembra quasi
Essere stato dimenticato sembra quasi che i mercati dei capitali i mercati finanziari
Svolgano solo una funzione di sostegno comportamenti speculativi e non anche una funzione di allocazione degli investimenti per usi produttivi
Ebbene no il cambiamento tecnologico continuare anche nei dati che ci dicono che gli Stati Uniti pian piano stanno ripartendo il motore della crescita
Se c'è stata praticamente una ragione di un ritardo europeo negli ultimi due decenni rispetto agli Stati Uniti
Questa ritardo è stato dovuto a una minore capacità di sviluppare nuovi processi produttivi nuove tecnologie e nuovi prodotti e di essere al traino dell'economia statunitense
Quindi globalizzazione integrazione dei mercati demografica del cambiamento tecnologico sono le tre dimensioni che stanno determinando porti cambiamenti nell'assetto dell'economia internazionale
E ci sia una delle conseguenze molto concrete anche sulle priorità dell'azione di politica economica che dice an giorno dalla posizionamento che ciascun interlocutore che ciascun soggetto che ciascuna forza politica
Rispetta quelle tre grandi tendente o almeno così e auspicabilmente dovrebbero essere cioè a dire
Prima di prendere una posizione su come riformare o su come intervenire sul nostro mercato del lavoro sul nostro sistema pensionistico sul nostro sistema di welfare
Sarebbe opportuno strutturare una riflessione su come quelle tre grandi ora quella demografica quella di integrazione dei mercati e per il cambiamento tecnologico
Parlerò impattando impatteranno sulla scelta della nostra economia
Perché sono quelle tre porte che determinano ad esempio il fatto che sia venuta meno aveva una distinzione tra cosiddetti ispettori nascenti cosiddetti settori al tramonto settori tradizionali
Che ha guidato la discussione per qualche decennio dice sul modello di specializzazione produttiva
Abbiamo visto in parte che anche i settori cosiddetti nascenti ad alta tecnologia hanno vissuto processi di deindustrializzazione di trasferimento di impianti di produzione di centri di ricerca in Italia dai Paesi sviluppati
Che sono stati del tutto analoghi a quelli che si sono verificati per i fattori tradizionali qui in altre parole
La divisione del lavoro a livello internazionale Schembra attraversare trasversalmente i settori che fino a poco tempo fa sono stati considerati con
Chiavi di lettura e con lenti di ingrandimento diverte così come l'evoluzione stessa del lavoro è influenzata da queste grandezze in modo apparentemente trasversale tra i settori
E allora
Due sono le interpretazioni principali di queste di come intende il modo attraverso il quale queste tendenze stanno influenzando ad esempio il lavoro e il welfare
Secondo una prima interpretazione che fu introdotta per prima la prima volta da
Da un premio Nobel nella sua nuova formulazione da Paul Krugman alla metà degli anni Novanta
In fondo la globalizzazione e l'integrazione dei mercati sta determinando congiuntamente alle dinamiche di progresso tecnologico
Una sporte amplificazione della dicotomia tra lavoro cosiddetto anch'io
Quindi non qualificato
E quindi tra i salari più bassi e lavoro perché il
Quindi il lavoro qualificato e legato a livelli di istruzione più alti
E a collocazioni più ad alto valore aggiunto all'interno dei sistemi produttivi
Che quando questa interpretazione
Discende una priorità nell'organizzazione dei sistemi di welfare che sarebbe anche una priorità esportabile o in portabile nel nostro Paese
Che è quella lì puntare innanzitutto sulla salvaguardia per il lavoro a bassa qualificazione
Quindi per i bassi salari per i disoccupati per le pensioni minime
Fissando appunto l'agenda attorno a questi tre obiettivi integrazione dei redditi con un salario minimo garantito per i salari Bartlett
Previsione di sussidi individuali di disoccupazione
Per coloro che si trovano in condizioni appunto di di occupazione temporanea e innalzamento del livello delle pensioni minime
Parametrando loro a livello di reddito minimo garantito
Ecco la fattoria recente di alcuni Paesi in particolare della Germania c'è un libro
Cito non molto tempo fa di un autore che cita Marcinnò il libro è Cangemi alibi scelte possiamo
Salvare la Germania
Ebbene queste analisi e questa discussione in Paesi non lontane dall'Italia ci dicono che in realtà fissare questi obiettivi come prioritarie quindi strutturare l'agenda attorno a questi tre obiettivi
Può presentare delle distorsioni
Può presentare la necessità che compete contro lo Stato sociale cioè in altre parole può determinare un effetto spiazzamento edili e incentivazione del lavoro della produzione della vita attiva
Perché ad esempio si è visto che fissare dei pavimenti salariali
Quindi fissare dei livelli minimi da
Pentiti di reddito può presentare degli degli elementi di l'incentivazione del lavoro
Così come fissare dei sussidi di disoccupazione
Ha implicato
Forbito incentivi al lavoro proprio per i salari più bassi
E le pensioni minime garantite si sono scontrate contro l'alta incidenza degli oneri fiscali e contributivi che già gravano sulla popolazione attiva
Quindi in altre parole questa enfatizzazione di una differente altra lavoro non qualificato il lavoro qualificato si è poi scaricata
Ruolo neri più elevati sugli attivi sulla popolazione attiva quindi con aliquote fiscali e contributive
Troppo elevati perché hanno poi depresso gli incentivi al lavoro e dall'altro lato non è stata efficace per promuovere l'occupazione proprio tra gli strati ai livelli salariali più ridotti
E questa realtà fieri questa chiave di interpretazione che applicata all'Italia
Innesterebbe sul sistema all'interno del quale da un lato il coefficiente di variazione dei salari del costo del lavoro per occupato
Quindi come dire la variabilità delle remunerazioni all'interno del sistema è già la più bassa
In Europa e circa la metà a di quella tedesca quindi sia a livello geografico che a livello di
Posizioni all'interno dell'industria la variabilità dei salari è molto contenuta rispetto agli altri Paesi dell'Europa continentale
E inoltre il livello del cuneo fiscale contributivo è a livelli particolarmente elevati cioè simili a quelli della Germania
Ma con un costo del lavoro che è più basso di quello tedesco e quindi letto solo remunerazioni mette
Che sono di nuovo tra le più basse dell'Europa a quindici
Da questo punto di vista allora utile per l'Italia questa almeno è la mia modesta opinione
A realizzare quegli obiettivi di tutela per i salari partire per le pensioni
Minime avendo però a cuore un obiettivo diverso che è quello di stimolo della produttività e della crescita e quindi capendo e comprendendo che il Ministero lo stato delle nostre finanze pubbliche visto l'andamento dell'economia esso loro stimolando la crescita della produttività che potremmo correre
Introdurre nuove risorse nel sistema per offrire tutele anche dei redditi più bassi e questo naturalmente ha delle conseguenze forti sull'agenda di politica economica
Un ultimo punto e non vuole essere un mantra delle riforme strutturali però è chiaro che le risorse vanno trovate laddove esiste
Sono e al di là dell'efficientamento della pubblica amministrazione obiettivo sicuramente meritorio al di là
Di una guerra che è stata una guerra sicuramente lunghissima fatta di enunciazioni di più ancora che di risultati contro l'evasione fiscale per avere nuove risorse
Da mettere al servizio degli interventi della pubblica amministrazione efficientato al di là di questi obiettivi dicevo
è chiaro che c'è un terzo grande sistema che è stato toccato con alcuni interventi prima dell'estate che è il sistema pensionistico
Rispetto al quale ancora il due mila dieci ci dovrà offrire delle prospettive di intervento perché il problema ancora non è stato risolto
Il rallentamento dell'economia porterà quali inevitabilmente ha un'incidenza della spesa pensionistica attorno al diciotto per cento passando dall'attuale quattordici per cento che già a un livello tra i più elevati
Di nuovo a livello europeo ebbene quel diciotto per cento crea problemi di sostenibilità
In quest'ultimo periodo si sono evidenziati concorre Teqja
I vantaggi di un sistema pensionistico finanziato a ripartizione quindi finanziato con oneri che gravano sulla popolazione attiva su coloro che sono occupati
E ti garantiscono assegni pensionistici di importo certo a coloro che si trovano in tensione
Va fatta ma sappiamo anche che
Lei questo sistema è alle corde per ragioni di sostenibilità e anche per ragioni di adeguatezza degli assegni pensionistiche pensionistici per le generazioni future
Da questo punto di vista lo sviluppo di un pilastro complementare a capitalizzazione l'incentivazione del secondo pilastro l'informazione da parte dello Stato nei confronti dei cittadini
Di quelle che saranno le nostre pensioni tra venti o trent'anni e quindi di far capire alla popolazione giovane soprattutto riesce anche a un pilastro complementare
Non si avrà un'anzianità una vecchiaia dignitosa
Sono passaggi importanti così come è un passaggio importante la velocizzazione della tradizione alla riforma Dini
Questi due punti non ci sono punti di un'agenda riformista giacobina sono punti di un'agenda riformista e di interventi calibrati che tengono conto della realtà e dei fatti buona giornata e buona scorse
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