Tra gli argomenti discussi: Economia, Elezioni, Esteri, Obama, Politica, Rassegna Stampa, Stato, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
Rubrica
Dibattito
17:30, Roma
09:30
Buongiorno riscontro torri di Radio Radicale sabato ventitré gennaio questo l'appuntamento con la rassegna della stampa internazionale a cura
I David Carretta sono diverse le notizie
Oggi in primo piano
A partire dall'escalation tra
Cina e Stati Uniti sulla libertà internet ieri Pechino ha detto che
Le dichiarazioni di la Russa Hillary Clinton sulla vicenda Google a Milano i legami con l'America ma noi
Approfondiamo un altro tema questa è stata un po'la settimana di Obama era al primo anniversario
Dal suo arrivo alla Casa Bianca e soprattutto martedì è stata la giornata della sconfitta Obama ha perso la super maggioranza
Al Senato dopo che un repubblicano semisconosciuto Scott Brown ha conquistato il seggio che era ditte Chennedy al Senato il seggio del Massachusetts riproporremo
Alcuni commenti a partire dalla già lo scout Hammer sul Washington post ieri leggeremo l'editoriale dell'Economist
L'uomo che è caduto di nuovo sulla terra il titolo sopra una foto di Obama secondo settimanale britannico il Presidente americano in un'altra scelta se non tornare al centro
Il problema è che Obama
Sembra adottare posizioni toni politica sempre più populiste in particolare
Dopo l'annuncio di voler fare la guerra alle banche sulle
Sulla nuova proposta di Obama a proposito delle banche non leggeremo
Un'analisi dal New York Times con toni populisti Obama attacca le banche poi il vittoriale dal Wall Street cioè un'altra e un altro dal Financial Times in chiusura
Torneremo sulle con un ministro del perché la politica di Obama e questi toni populisti del Presidente americano
Danno la sensazione di un forte ritorno dello Stato nell'economia e l'Economist
Pubblica un numero un po'speciale con una copertina in cui il ritratto un Leviatano che si sta mangiando un cittadino ordinario e questo titolo stop
Le dimensioni e il potere dello Stato stanno crescendo e anche lo scontento pubblico cresce
Questo scrive l'Economist un editoriale che noi
Leggeremo ma partiamo da Obama e dalla sconfitta il Massachusetts con un commento diciamo scout Tanner
Columnist conservatore del Washington posto ciò che la vittoria di Scott Brown significa per i democratici questo il titolo
Ricorda
Cauta me e il quattordici gennaio cinque giorni prima delle suppletive del Massachusetts il Presidente Obama era nel pieno dei una campagna per unire democratici dietro suo dietro la sua riforma sanitaria
Se i repubblicani vogliono fare campagne contro ciò che abbiamo fatto difendendo lo status quo e le compagnie assicurative non le famiglie americane
Questo non lo scontro che voglio a vere aveva detto Obama e quattordici gennaio con un po'di presunzione
Dopo la vittoria del repubblicano Scott Brown Obama ha spiegato che la vera causa di quella sconfitta
Era la rabbia la frustrazione generalizzata non solo ciò che è accaduto nell'ultimo anno ma ciò che è accaduto negli ultimi o toh di anni insomma scrive con i loro ironia CRAL Thunder l'antipatia del popolo americano per George d'avvio Boucher tale talmente potente
Che è riuscita a fare leggere un senatore repubblicano nel rosso Massachusetts nel
Massachusetts democratico i democratici si illudono
Brown ha vinto la campagna contro Obama non contro Bush ha vinto in modo brillante prendendo nazionale la contesa elettorale locale
E facendo una dura campagna contro l'agenda di Obama e in particolare una delle sue riforme quella più significativa la riforma sanitaria
A questo proposito l'Economist in uno dei suoi editoriali di questa settimana chiede a Obama di tornare al centro le elezioni in Massachusetts l'uomo che caduto di nuovo
Sulla terra dopo la sorprendente sconfitta dei democratici Obama l'una altra scelta se non tornare al centro
Un ribaltone politico difficilmente può essere più imbarazzante di quello che gli elettori del Massachusetts hanno
Inflitto il diciannove gennaio giusto in tempo per rovinare il primo anniversario di Obama alla Casa Bianca scrive l'Economist
Per perdere un seggio al Senato che è stato in mano democratica dal mille novecentocinquantatré ci vuole molto perfino nel bel mezzo della peggiore recessione dagli anni trenta
E non si può nemmeno dire che sia un caso isolato lo scorso novembre i democratici sono riusciti a perdere la corsa per i governatori nella roccaforte del New Jersey in Virginia allo Stato che era diventato il simbolo di una vittoria di Obama nelle presidenziali del due mila otto
Inoltre tutta una serie di senatori che rappresentanti democratici
Ha deciso di ritirarsi invece che a fronteggiare gli elettori nelle elezioni di mid term di novembre la popolarità di Obama è crollata più rapidamente di qualsiasi altro Presidente
Del dopoguerra eccetto Gerald Ford indipendenti scappano a gambe levate in Massachusetts hanno votato repubblicano con un rapporto di tre a uno
L'intervento personale di Obama nella campagna elettorale per le suppletive stato tanto inefficace quanto le sue due notti a Copenaghen per il vertice sul clima di dicembre
La sua agenda politica interna ha subito un colpo durissimo e allora che fare
Diagnosticare ciò che è nato storto per l'economista è più facile che capire come risolvere il problema perché
Le preoccupazioni degli elettori sono contraddittoria chiaramente la proposta sanitaria di Obama è un problema la maggior parte degli elettori sono contenti con la loro copertura sanitaria attuale non
Vogliono pagare più tasse vedere il loro benefici restringere versi per aiutare minoranze svantaggiate
Un problema più grande connesso con la riforma sanitaria l'esplosione del deficit di governo di quella spettacolare progressione del movimento dei cosiddetti ti parti le manifestazioni per strada per esprimere scontento organizzate da un'alleanza di cittadini ordinari che protestano contro le norme debito pubblico che sta crescendo sotto lo sguardo di Obama
Per i democratici deridere queste persone è un errore politico stupido Obama farebbe meglio are della riduzione del deficit uno dei temi centrali della sua politica
E lo può già fare nel suo discorso sullo stato dell'Unione del ventisette gennaio il problema per l'economista
E che uno degli altri grandi temi del suo discorso sullo stato dell'Unione sarà l'occupazione
Anche se l'economia è tecnicamente fuori dalla recessione questa non è la sensazione che provano molti elettori la disoccupazione al dieci per cento molto altri lavoratori part-time sono diciassette per cento il che significa che non hanno
Non trovano un lavoro a tempo pieno e la sfida più grande per Obama e spiegare come pensa di affrontare questi problemi senza aumentare ulteriormente il deficit
Una cosa però è sicura per l'Economist la breve era in cui democratici si sono sentiti il partito che poteva fare tutto a Washington ringrazia maggioranze trionfanti alla Camera al Senato
E all'occupazione da Casa Bianca quelle era eh finita
Una volta che Scott Brown sarà ufficialmente al Senato Obama avrà perso la super maggioranza e l'opposizione sarà in grado di bloccare quasi tutto ciò che vuole fare accordi con i repubblicani diventa dunque la necessità non un lusso
Non è chiaro però se Obama sappia come farlo nonostante tutte le sue belle parole di campagna elettorale su una nuova politica
Ciò che Obama ora deve capire che si trova in una posizione debole lui ha bisogno dei repubblicani più di quanto i repubblicani abbiano bisogno di lui
Per ottenere ciò che vuole dovrà imparare a dar loro ciò che vogliono una possibilità e riformare la sua riforma sanitaria per fare in modo di ridurre il deficit insomma Obama deve tornare al centro secondo il settimanale britannico ma Obama
Almeno nei toni non sembra voler tornare al centro anzi
Sta puntando a radicalizzare lo scontro in particolare Corno Wall Street le grandi banche annunciato quella che diversi giornali hanno definito
Una guerra a Wall Street Obama dice di essere pronto a porre un freno alle grandi banche era il titolo in apertura
Ieri sulle ad altri i biondi chiara endo tre grandi banche hanno quasi portato al tracollo
L'economia assumendosi rischi enormi sconsiderati alla ricerca del profitto il Presidente Obama
Giovedì ha proposto una legge per limitare le operazioni e le dimensioni dei grandi istituti finanziari i cambieremo picchi le più la riforma vieterebbe alle banche di possedere investirlo sponsorizzare ci found o vi dica di di dedicarsi al trading
Inoltre va ma cercherà di limitare il consolidamento nel settore finanziario entrambe queste riforme hanno però bisogno del sostegno del Congresso e leader repubblicani così come l'industria bancaria
Hanno spiegato che si opporranno a questa proposta ieri dall'America arrivata un'altra notizia che abbiamo trovato
In apertura sul New York Times la Corte suprema con un voto cinque a quattro bocciato i limiti dei finanziamenti
Alle campagne elettorali da parte delle
Impresa e i giudici in dissenso hanno detto che la sentenza corrompe ralla democrazia ma Obama ha utilizzato parole molto dure per commentare questa sentenza
Definendola una vittoria maggiore per le grandi imprese petrolifere le banche di Wall Street le imprese di assicurazioni e altri potenti interessi che proiettano loro potere ogni giorno a Washington per cancellare
La voce degli americani ordinari queste
Parole
Così come quel
Sulle banche ci aiutano
In qualche modo a capire che Obama
Presidente americano sta adottando toni sempre più populisti e questo era il titolo di un'analisi del New York Times di ieri con toni populisti Obama attacca le banche
L'approccio più duro sulla regolazione finanziaria che il Presidente Obama descritto giovedì rifletta un clima politico diverso una svolta di potere all'interno di un'Amministrazione a svantaggio di quelli che erano
I funzionari più simpatia etici o Wall Street
Nel chiedere nuovi limiti alle dimensioni delle grandi banche alla loro capacità di fare scommesse rischiose
Obama ha gettato tutto suo peso politico contro Wall Street per la terza volta in una settimana dopo la vittoria dei repubblicani nelle elezioni suppletive per il Senato in Massachusetts
L'imperativo per Obama il suo partito democratico e di adottare un tono molto più populista nell'annunciare la sua proposta giovedì alla Casa Bianca
Obama ha detto che se l'industria finanziaria poi uno scontro sulle nuove restrizioni era uno scontro che lo stesso Obama è pronto ad affrontare
Il mio al Times spiega che adottando una linea più dura Obama rafforza un esponente del suo per la sua Amministrazione l'ex presidente della Fed Paul volti a me ai danni del segretario al Tesoro
Timothy Geithner perché ha difeso un approccio molto più limitato alla regolazione finanziaria la nuova tattica dell'Amministrazione suggerisce quanto le grandi banche abbiano sottovalutato risentimento degli americani verso
I salvataggi pubblici la rabbia alimentata dalla disoccupazione dalla fatica nell'ottenere prestiti per le piccole imprese dal ritorno della cultura dei bonus a Wall Street
Grandi banche sono diventate il bersaglio perfetto per la Casa Bianca nel momento in cui cerca di guidare il partito fuori dalla crisi post Massachusetts
La speranza della Casa Bianca e di impostare il conflitto identificando il nemico non tanto nel big government ma nelle big ma ogni tradotto il nemico non è lo Stato come dicono i repubblicani ma i grandi patrimoni finora Obama aveva
Adottato un basso profilo sulla legislazione sulle banche anche se la Camera dei rappresentanti
Aveva trascorso gran parte dell'ultimo anno dibattere di questo alcuni democratici si lamentavano del fatto che la Casa Bianca troppo assorbita dalla riforma sanitaria
Nell'ultima settimana per Obama ha lanciato tra attacchi a Wall Street sintomo che tutto è cambiato con la sua richiesta di nuovi limiti alle banche il Presidente sta personalmente
Assumendo la guida di questa campagna diventando il sul resto populista il primo populista mai più ha detto vanno i contribuenti americani saranno ostaggi di una banca che tu big to fail troppo grande per
Fallire così
Il miglior Times ci sono due paradossi che vanno sottolineati in questo articolo il primo al paradosso che Unipol volti che è stato il presidente della Fed di Ronald Reagan
Difficilmente accusabile
Di essere
Contro il il
Con a favore scusate del vigore mentre di essere uno statalista per intenderci l'altro paradosso
è che le ultime parole che abbiamo letto di Obama mai più contribuenti americani saranno ostaggio di una banca cacche troppo grande per fallire
Sono Paroli parole liberali e lo scrive con un piccolo applauso un quotidiano anche Obama il Wall Street Journal edizione americana di ieri l'editoriale Obama contro Wall Street Presidente
Finalmente prende una posizione seria sull'azzardo morale
A parte l'atto populista della demonizzazione di Wall Street Obama introdotto la sua prima idea seria nel dibattito sulla riforma del sistema finanziario
Chiedendo di porre fine al trading delle società che beneficiano di una rete di protezione statale il Presidente ha dimostrato di capire un principio importante
Assumersi rischi nel mercato di Capitalia incompatibile con una garanzia dei contribuenti
I prossimi giorni ci diranno scrive Wall Street se Obama davvero serio oppure se la sua sia mera tattica politica per incoraggiare i repubblicani e difendere le grandi banche difendere Wall Street
Se Obama è serio giungerà al suo piano una exit strategies per i contribuenti rispetto i salvataggi pubblici più costosi
Ma siamo comunque incoraggiati dall'annuncio di giovedì democratici sembrano aver finalmente capito che il tubi to fail troppo grande per fallire un problema che va risolto e non può essere la fondamenta di un sistema bancario moderno
Di parere diverso invece il fare asciutta INPS di ieri primo editoriale Obama dichiara guerra Wall Street il flirt con il populismo pericoloso
I mercati sono diventati nervosi quando Obama delineato
Le nuove misure sulla regolazione finanziaria la più significativa il divieto per le banche di fare trading che non sia collegato agli interessi dei clienti questa attività generato profitti politicamente Gennari per le banche e bonus per i banchieri
Per Obama la scelta dei tempi è stata politica il Presidente ha parlato del giorno in cui Goldman Sachs annunciato profitti per quasi cinque miliardi di dollari
Quelli che hanno una natura più populista di Obama a destra come a sinistra diranno che il Presidente americano arriva troppo tardi ed in effetti ricorda effetti la Casa Bianca il segretario al Tesoro
Sin dall'inizio del due mila e nuove hanno resistito alla tentazione di prendersela con i banchieri si opposero una tassa punitiva proposta alla Camera dei rappresentanti invece di usare
Il loro potere di controllo sulle banche salvate hanno fatto di tutto per liberare le banche dalle restrizioni imposte dei piani di salvataggio pubblici
Per il Financial Times Obama sta rimpiange endo quell'opportunità persa perché l'opinione pubblica americana è scontenta e scatenata contro Wall Street e così nel giro di pochi giorni annunciato una tassa da novanta miliardi di dollari sulle banche ora
Questa nuova guerra a Wall Street così il farà sciolta Stuto questo le tasse
Le guerre la regolazione il deficit soprattutto
Che
Sta esplodendo come ricordava
L'economista
In un suo editoriale anche la riforma sanitaria di Obama tutto questo dà la sensazione di un forte ritorno dello Stato nell'economia la crisi ha portato effettivamente al ritorno del di government come si dice
In americano dello statalismo e l'Economist dedica la sua copertina il suo principale di tori alle proprio questo in copertina c'è un Leviatano che essi
Ingoia un cittadino ordinarie questo titolo stop
Il titolo dell'editoriale stop le dimensioni del potere dello Stato stanno crescendo anche lo scontento cresce
Scrive l'Economist sull'onda delle suppletive Massachusetts l'attenzione sarà inevitabilmente incentrata su cosa significhi questa sconfitta per Obama
L'impatto sul Presidente democratico la perdita del seggio che fu di perché non vi sarà senza dubbio significativo ma risultato potrebbe anche essere ricordato come un messaggio
Più profondo di quello di un elettorato in difficoltà che ha perso la fede nel suo leader
E cioè con un atto di ostilità contro il crescente potere dello Stato
La forza politica più vibranti in questo momento in America il movimento antitasse del tipo arti anche nel Massachusetts di sinistra la gente è preoccupata per l'eccessiva spesa pubblica di Obama in particolare per la riforma sanitaria
Per il rischio che questa faccia esplodere il deficit nel Regno Unito dove le elezioni generalmente si giocano sulla spesa la contesa di quest'anno sarà soprattutto su dove tagliare
Perfino in alcune regioni storicamente stataliste come la Scandinavia l'Europa del sud si comincia a dibattere sulle dimensioni e l'efficacia del Governo e dello Stato
Ci sono buone ragioni perché lo Stato cresca innanzitutto la crisi e il salvataggio di alcuni settori ma ce ne sono altrettante di pezzi me di ragioni
E il trend per l'economista deve essere rovesciato farlo sarà molto difficile anche perché più lo stato diventa grande e potente più tende a crescere a voler crescere ancora
Ma il punto e che gli elettori come il Massachusetts potrebbero rivoltarsi
E questa espressione di furia elettorale potrebbe ridisegnare la politica negli anni avvenire insomma
Gli elettori potrebbero volere un ritorno al liberismo di Margaret Thatcher e di Ronald Reagan questo lascia un po'intendere l'Economist che poi
Dedica
Molto spazio alla questione del Big government tutto uno speciale il settimanale promette di tornarci nelle prossime settimane noi colui almeno speriamo però però oggi chiudiamo qui da David Carretta una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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