Tra gli argomenti discussi: Afghanistan, Crisi, Debito Pubblico, Economia, Esteri, Euro, Grecia, Iran, Nato, Rassegna Stampa, Rodham Clinton, Unione Europea, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 20 minuti.
Rubrica
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Buongiorno gli ascoltatori di Radio Radicale mercoledì diciassette febbraio questo l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta tra i temi di cui ci occuperemo quest'oggi innanzitutto l'Iran nel duro scambio di accuse tra Hillary Clinton nel reggimento iraniano questo il titolo di un articolo dell'International
Era altri di un dopo che la segretaria di Stato americana a detto che l'Iran si dirige verso una dittatura militare a questo proposito leggeremo
Un editoriale del figlio o di ieri Iran le speranze deluse di Obama per l'indipendenti invece quella dell'amministrazione americana è una politica della disperazione sull'Iran
Le mondo oggi un vittoriale invece si chiede
Quale sia il regime attuale in Iran sul dittatura militare come ha detto Clinton oppure c'è ancora
Quel mix rivoluzionario islamico del dell'inizio possiamo dire dell'arrivo l'Islam mica del mille novecento settantanove parleremo poi di Afghanistan lo faremo con il fanno son Times il suo
Primo
Editoriale di ieri sulla nuova sfida della NATO in Afghanistan cioè l'offensiva che sta conducendo in questo momento nel sud del Paese questa volta l'alleanza deve temere il terreno che conquista
Tenere significa garantire sicurezza sicurezza fisica ma anche economica alla popolazione civile
A questo proposito leggemmo anche un editoriale dal wall street journal con il Wall Street Journal però ci soffermeremo soprattutto sul terzo tema che affronteremo e cioè
La crisi
Greca la crisi del debito il momento della verità per lei euro il titolo di un editoriale di ieri del quotidiano economico americano secondo cui l'unione europea non deve salvare Atene perché
Un salvataggio creerebbe un'unione del debito che lungi dal rafforzare l'unione monetaria cioè lei euro la destabilizzare bene probabilmente in modo permanente leggeremo
Le ragioni di questo editoriali in controtendenza rispetto a quanto scrive gran parte della stampa europea ma cominciamo
Dall'Iran Hilary Clinton scambia dure accuse con lira nel titolo di un pezzo dell'International Herald Tribune che
Dà conto di quanto accaduto negli ultimi giorni in una visita in Medioriente la segretaria di Stato americano si è trovata nel bel mezzo di uno scontro verbale con il Presidente Mahmoud Ahmadinejad sul programma nucleare
Ieri in sostanza Clinton ha reiterato le accuse nei confronti del regime iraniano che
Si dirige verso una dittatura militare e a aggiunto che ci sono sempre più prove che indicano la militarizzazione del programma
Nucleare
Iraniano c'è un cambiamento di tono da parte dell'Amministrazione Obama fosse un cambiamento di
Politica allora andrò a vedere i commenti partendo dall'editoriale di ieri di verifichiamo Iran nelle speranze deluse di Obama il titolo scrive
Il quotidiano francese la mano tesa di Obama regime iraniano si è chiusa il tono cambia
Le parole non sono più le stesse l'Iran si dirige verso una dittatura militare dichiarato lunedì Hillary Clinton
I tempi della rottura collera Bush sono finiti sulla maggior parte dei soggetti diplomatici ho assunto in mostra i muscoli nei suoi discorsi d'esperienza della dura realtà dei rapporti di forza avuto
Ragione sull'umanesimo un po'troppo Candido mostrato un anno fa era prevedibile nel suo braccio di ferro conterrà la nuova amministrazione americana aveva fondato due speranze
O la restaurazione del dialogo interrotto da Boots incitava l'Iran essere trasparente e dunque in regola sulle sue ambizioni nucleari e normalizzare le sue relazioni con la comunità internazionale
Oppure
La contestazione Internal nata dalle truffe elettorali delle presidenziali di giugno
Avrebbe contribuito a mandare in crisi il regime iraniano fino alla possibile caduta del Presidente ma MUD Ahmadinejad ma nessuno di questi due scenari si profila oggi all'orizzonte
Sul dossier nucleare spiegami fidiamo otterranno continua dalla sternale il caldo il freddo fingendo un giorno di accettare le condizioni occidentali sull'arricchimento dell'uranio
Prima di chiudere la porta all'indomani in realtà dire hanno approfittato delle divisioni dei suoi interlocutori e attestato la resistenza del Presidente Obama
Quanto invece alla rivolta verde degli oppositori Ahmadinejad questa sembra
Esaurirsi senza dubbio ma anche un capo carismatico ma la rivolta si scontra anche a un regime perfettamente organizzato
Attorno i guardiani della rivoluzione la forza sottostimata all'estero che detiene il potere reale in Iran e su questo
Torneremo più avanti con le Monde pena essere accusato di debolezza prosegue le fidiamo Obama ha dunque dovuto cambiare attitudine tanto più che l'ultimatum posto a Teheran sul nucleare ispirato
Soprattutto Washington spera di poter contare su Mosca a lungo sulla stessa linea della Cina
La Russia ora evoca la possibilità di un rafforzamento delle sanzioni
E questo per tre ragioni l'abbandono dello scudo antimissilistico americano in Europa centrale la volontà di giocare un ruolo di mediatore Medioriente qualche mancamento dell'Iran nella sua partnership nucleare con Mosca
Resta da convincere Pechino per un voto favorevole del Consiglio di sicurezza dell'ONU gli americani si dicono ottimisti ma ci sono molte ragioni per esserlo meno di loro conclude
Lo richiamo l'Independent invece un editoriale di ieri è critico nei confronti di questo cambio di tono dell'Amministrazione Obama una politica della disperazione sull'Ira nel titolo
Per secondo editoriale scrive il quotidiano Diario alibi del
C'è una certe ironia nel fatto che la segretaria di Stato americano Hillary Clinton lo stia facendo il giro dei regimi autoritari del Golfo per ottenerne il sostegno
Nella sua controversia con l'Iran ha parlando di deriva verso la dittatura militare
Ma questo per l'indipendente uno dei tanti segnali di quanto l'Amministrazione Obama stia tornando alle politiche del Presidente Bush sull'Iran e più in generale sul Medioriente
L'allusione di Clinton è calcolata di fronte a un regime inflessibile sulla questione nucleare sotto pressione del Congresso dell'opposizione iraniana per mostrare più sostegno alle forze democratiche in Iran
La Casa Bianca ora sta diventando sempre più critica del Governo iraniano lo stesso tempo sta spingendo per sanzioni più dure contro Teheran in particolare per colpire i guardiani della rivoluzione e le loro tanti e i loro tanti interessi commerciali
L'intenzione chiaramente di penalizzare più il regime che il popolo iraniano l'obiettivo di Clinton suo attuale tour della Regione di trovare sostegno arabo per queste sanzioni
E aumentare la pressione sull'Iran ma questa per l'indipendente è una politica nata dalla disperazione
La realtà come ha messo la stessa Clinton è che il Presidente Obama ha fallito nel realizzare tutte le speranze che aveva sollevato in Medioriente
Un accordo sulla questione palestinese più lontano che mai i negoziati nucleari con l'Iran sono congelati la questione ora è oscurata dagli scontri interni
Alla politica era ignara sanzioni mirate potrebbero dimostrarsi dolorose per le liti militare del Paese ma difficilmente cambieranno la politica
Dell'Ira non renderanno regime più morbido sulla questione nucleare le ambizioni nucleari hanno certamente alimentato i timori dei vicini arabi ma non è detto che questi siano pronti a scontrarsi contare anni in modo più diretto schierandosi apertamente dalla parte degli Stati Uniti
Aumentare gli aiuti militari e la Regione non farà che aumentare la corruzione
E aumentare anche il sentimento popolare nei confronti di regimi che sono già considerati troppo vicini all'Occidente ciò di cui Washington ha bisogno e ciò che il mondo arabo vuole da Washington è qualche nuova idea sul Medioriente
Per l'indipendente cercare di far
Resuscitare i vecchi piani di bus
Per mettere gli arabi contro gli iraniani sunniti contro gli sciiti non è una nuova idea sul Medioriente non è ciò che serio prescrive
Il quotidiano britannico nel mondo oggi invece con un lungo dossier
Approfondisce il il ruolo dei guardiani della rivoluzione messi sotto accusa direttamente da Hillary Clinton nel suo viaggio
Il suo viaggio nel Golfo persi co non abbiamo tempo di leggervi
Le due analisi che trovate nelle pagine interne a pagina due c'è però un editoriale che sintetizza il tutto il Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha qualificato lunedì regime iraniano di quasi dittatura militare
Anche se Clinton usa spesso toni professorali non voleva fare una lezione accademica sulla tipologia dei regimi politici
Parlava in Qatar un emirato del Golfo Persico che intrattiene stretti legami con l'Iran era a pochi passi dalla Repubblica islamica insomma
Lanciamo l'avvertimento gli Stati Uniti i loro alleati vogliono adottare sanzioni contro l'Iran prendendo di mira in particolare i guardiani della rivoluzione
I guardiani della rivoluzione spiegale mondo sono un esercito pretori hanno di circa centoventicinque mila uomini composto da forze terrestri aerei e navali
Senza contare la nebulosa delle milizie formato all'indomani della rivoluzione del settantanove per proteggere il regime islamista secondo Clinton i suoi capi sono i responsabili del programma nucleare iraniano su cui nessun esperto dubita delle finalità militari
E delle violazioni degli impegni sottoscritti data eran dalla prima lezione alla presidenza di ma MUD Ahmadinejad che era stato membro di questo esercito parallelo
I guardiani della rivoluzione non hanno cessato di aumentare il loro potere la loro influenza non sono solo una forza militare sono una forza economica contro non buona parte dell'attività del Paese
Sono una forza sociale perché distribuiscono una parte importante della rendita petrolifera
E sono una forza poliziesca attraverso le loro milizie
Con Ahmadinejad i guardiani di una rivoluzione hanno marginalizzato il clero tradizionale poi con il semi colpo di Stato del giugno due mila otto due mila nove
Allora otto il sistema di poteri e contropoteri che caratterizzava la Repubblica islamica insomma
Questi militari informatici nella guerra contro l'Iraq del mille novecentottanta ottantotto
Quando l'Iran era solo il debole hanno militarizzato in un certo senso seguo secoli secolarizzato laici Zanato il regime
Cerchia mi di Taro teocratica
I dirigenti dei guardiani hanno un'ideologia Islam fascista un insieme di romanticismo politico razionalità tecnica fanatismo freddo e fedeltà incondizionata
I per nazione all'Istituto stanno trasformando l'ibrido che era il regime islamico in dittatura pura è semplice ma sono senza dubbio divisi secondo nel mondo e loro colpo di forza
Di giugno suscita la collera di numerosi iraniani insomma non hanno ancora scritto così il quotidiano francese anche se poi
Andando sull'Herald Tribune di ieri c'era una analisi non può più ottimista sullo stato del movimento d'opposizione iraniano
Alla ricerca di un leader leader che non si trova alla ricerca anche di nuove tattica per fronteggiare una repressione
Sempre più dura il movimento sembrava scoraggiarsi secondo secondo l'Herald Tribune ma passiamo all'Afghanistan
E all'offensiva in corso nel sud del Paese se ne occupava ieri farà sosta INPS con il suo primo editoriale la sfida della NATO in Afghanistan questa volta l'alleanza deve il terreno attenere il terreno che conquista
Scrive il quotidiano della City è impossibile condurre operazioni militari su ampia scala in aree abitate senza incorrere in vittime civili
Così c'è una triste inevitabilità nella morte di dodici afgani provocata da un missile fuori controllo morte avvenuta all'inizio dell'offensiva nato nel sud del Paese questo episodio senza dubbio creerà polemiche tanto più che la missione è volta a proteggere la popolazione civile
Ma non deve essere un fattore decisivo nel determinare il suo successo fallimento l'operazione Mortara che la mossa più ambiziosa nella strategia di estendere la sicurezza delle istituzioni
Politiche nelle Province di Kandahar Helmand l'obiettivo di dare agli afgani ordinarie agli insorti la scelta di non stare più dalla parte dei talebani insuccesso importante per dare energia la missione afgana
Io presi militari sembrano andare secondo i piani il fatto che sia stata data pubblicità preventiva
All'operazione al fine di limitare le vittime civili non sembra averla compromessa ma il successo dall'offensiva non sarà determinato dal campo di battaglia lo sarà determinato dei risultati
Militari la sfida per la NATO non è solo di conquistare il terreno ma di tenerlo se riuscirà a farlo le vittime dell'operazione militare o civili saranno gestibili se non ci riuscirà il sostegno politico già debole per la guerra potrebbe
Deteriorarsi ulteriormente ci sono due grandi preoccupazioni al riguardo secondo Fraktion Times
La prima è che non ci siano abbastanza forse sul terreno rispetto alle forze NATO usate nella ex Jugoslavia per esempio
Le forze posto se oggi l'Afghanistan sono quasi limitate la pace la sicurezza furono restaurati in Bosnia con un soldato ogni cinquanta abitanti la coalizione se invece operando in Afghanistan con una ratio di un soldato ogni duecento abitanti
Una seconda preoccupazione riguarda la fase post combattimenti per la sicurezza quotidiana
La NATO si affiderà alle forze afgane i comandanti dicono che l'addestramento della polizia dell'esercito è minato dalla corruzione dalla inesperienza al contempo
L'esercito afgano e dominato etnicamente dare i tagiki e dagli uzbeki insomma
Questa non è una ricetta per insuccesso in una provincia a maggioranza pashtun ad ogni modo rifarla sciolta in C successo di questa offensiva
Non è la sola sfida che ha di fronte alla NATO che deve anche affrontare la questione dell'illegittimità percepita dal governo Karzai
E trovato è un modo per parlare con i talebani ma successo Helmand è un primo passo necessario verso questi obiettivi così il quotidiano dell'ICT
Un taglio più militare possiamo dire lo troviamo invece sul Wall Street giornale in un editoriale dal titolo Marin sa Marshall marcia alla città
Oggetto dell'offensiva una promettente un promettente inizio alla campagna afgana scrive il quotidiano economico americano la competenza del coraggio la disciplina dei militari
Americani di nuovo in mostra mentre quindici mila soldati della NATO stanno conducendo un'offensiva per ripulire dei talebani la città afgana di marciare in quella che è una delle operazioni più pubblicizzate della storia militare moderna
La pubblicità è parte di una nuova strategia di contro il suo lezione il cui obiettivo è conquistare la popolazione tanto quanto uccidere i terroristi
Più talebani se ne andranno in anticipo meglio sarà anche se alcuni fondi sfuggiranno e torneranno a combattere l'altro giorno l'obiettivo più ampio della NATO di ristabilire
Il controllo del Governo afgano sulla città di ottanta mila abitanti lo
L'offensiva di marcia e l'inizio di mesi di operazioni volte a spingere i talebani fuori dalle province di Helmand e Kandahar
Ma queste operazioni militari avranno successo solo sul Governo afgano potrà poi tenere il terreno e fare in modo che la popolazione rimanga leale
L'operazione militare resta però cruciale per dimostrare al popolo afgano che il regno dei talebani non è cosa inevitabile e che possono assumersi il rischio di cooperare con il Governo di Catullo così
Tra l'altro il Wall Street Journal su cui torneremo tra poco per un altro anzi altri due editoriali in realtà
Perché
Vogliamo parlare della Grecia della sua crisi del debito che mette a repentaglio la zone anzi euro ieri e l'altro ieri ci sono state due importanti riunione Bruxelles Ecofin Eurogruppo
In sostanza come titola l'Herald Tribune l'Unione Europea fissa un ultimatum dell'Italia la spesa pubblica greca i Ministri delle finanze europei dicono che la Grecia deve dimostrare entro il sedici marzo di essere sulla
Buona strada per tagliare il suo disavanzo vogliono in sostanza azioni concrete e risultati
Buona parte della stampa internazionale così come di quella italiana
Era a favore e comunque di un piano di salvataggio per la Grecia per non mettere a repentaglio la zona euro e appunto il Wall Street Journal di ieri come sempre a un punto di vista diverso più come sempre come spesso accade un punto di vista diverso originale
Il momento della verità greca per l'Euro il titolo il titolo dell'editoriale scrive il Wall Street la dimostrazione di solidarietà europea alla Grecia di giovedì scorso c'era stato un vertice informale dei Capi di Stato il Governo
Non è riuscita a calmare i mercati o a rassicurare gli investitori sul debito della Grecia
E così negli ultimi due giorni ministri delle finanze della zona euro ci hanno provato di nuovo
è difficile immaginare un Paese che meriti meno solidarietà della Grecia il suo debito rispetto al PIL
E quasi doppio rispetto a quello della Germania le previsioni del governo di Atene hanno nascosto un deficit di bilancio del tredici per cento cosa più importante e alcuni leader europei stanno cominciando a capire che c'è una minaccia ancor più grande della Grecia per l'euro
La moneta unica potrebbe infatti essere trascinata verso il basso dalle conseguenze di un salvataggio di un piccolo paese dissoluto
Un default è un fallimento sarebbe sì doloroso in particolare per la Grecia ma avrebbe anche il merito di chiarire gli obiettivi dell'euro cioè a cosa serve
E a cosa non serve soprattutto la crisi dovrebbe sottolineare che l'euro non è un'unione del debito
I trattati non lasciano alcun margine di ambiguità su questo punto il problema è che
L'ipotesi di un salvataggio della Grecia sta minando proprio questo principio e un'unione del debito lungi dal rafforzare l'Unione monetaria europea cioè lei euro la destabilizza direbbe probabilmente in modo permanente perché perché spingerebbe altri Paesi a comportarsi come la Grecia e così tra l'altro
Il Wall Street giornali in un editoriale di ieri sempre vuol stringere al ieri si occupava di un altro Paese in difficoltà la Spagna con
Con un editoriale che mostra la come dire
Gli squilibri dell'economia spagnola attuale partendo da un esempio la compagnia di Stato spagnola che gestisce gli aeroporti
Pagava i suoi controllori di volo una media di più di trecento mila euro l'anno circa centotrentacinque di loro guadagnavano più di seicento mila euro l'anno
E potevano andare in pensione a cinquantadue anni c'è voluta una recessione con una disoccupazione al venti per cento un deficit a doppia cifra per spingere il premier Zapatero ad agire il suo Governo alla fine ha deciso di ridurre i salari milionari dei controllori ieri
Non sorprende che ora i controllori minacci no scioperi azioni legali
Ma loro sono solo uno dei tanti sintomi dei pianti fallimenti delle colonie spagnola
In particolare l'eccessiva regolazione e le leggi troppo rigide sul lavoro fu un contratto collettivo del mille novecentonovantanove che fornì e controllori eri autonomia sui loro salari triplicando magiche magicamente i livelli di allora
Se la Spagna vuole uscire dalla crisi economica evitare di fare la fine della Grecia
Allora dovrà tarpare molte più ali ai suoi sindacati così in Wall Street Journal non abbiamo più tempo quindi ci fermiamo qui una piccola nota nel novantanove quando fu firmato quel contratto collettivo non c'era stata Piero c'era
Aznar una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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