Puntata di "Notiziario del mattino" di sabato 15 gennaio 2011 , condotta da Dino Marafioti .
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 29 minuti.
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Le otto e cinquantuno minuti di Novara citati in studio per l'edizione del mattino della notiziario di radio radicale consueto appuntamento ieri mattina da queste frequenze con me all'intervista settimanale con il Segretario di radicale leali Mario Staderini
Ascoltiamo lo ascoltiamo su una delle prossime iniziative radicali Magenta la manifestazione veglia all'ombra
Giovedì e venerdì prossimi quando la Commissione britannica d'inchiesta per la verità sulle ragioni della guerra in Iraq ascolterà nuovamente Toni Blair Staderini
Berlusconi lo fece attraverso un aiuto diciamo il suo interlocutore Gheddafi che fece fallire
E l'Assise degli Stati africani che voleva appunto rivolgere l'esilio a Saddam e in questa maniera si spiegano da quel due mila e tre e tutta la politica internazionale anche italiana quella che ha visto peraltro unito
Massimo D'Alema come massimo esponente del centrosinistra a Berlusconi nel cercare strategiche intese proprio con Gheddafi comunque il con
Con con Putin e poi adesso con tutti i dittatori del mondo pensiamo alla Bielorussia mischiando quelli che erano interessi
Di fazione con quelli che sono invece gli interessi del Paese di questo purtroppo non riusciamo ancora
A nessuna forza politica italiana ma neanche a quelle forze sociali che furono protagoniste dei movimenti contro la guerra in Iraq a far chiedere conto di quello che accadrà e proprio per questo abbiamo abbiamo proprio in queste ore convocato per il giovedì per giovedì sera a Londra una grande giovedì
Venti giovedì venti gennaio una veglia
Nel giorno precedente alla messa sotto audizione per la seconda volta di Toni Blair all'ex Primo benissimo Primo ministro britannico che andrà nuovamente in Commissione di inchiesta
Per parlare e la Commissione d'inchiesta sulla guerra in Iraq e cerchiamo ancora una volta De Marco Pannella Matteo Angioli già stanno organizzando questa missione e di riuscire a portare
A fare affermare la verità in modo che fortunatamente le democrazie non perdano del tutto la capacità di essere armi di attrazione di massa che possa loro essere istituita all'onore della verità
E che è questo il motivo per cui si spiega la nostra insistenza e l'insistenza di Marco Pannella
Su questa su questa necessità per la comunità internazionale quella che venga ristabilita la verità su quelle vicende
Che peraltro riguardano in prima persona Silvio Berlusconi e massimamente delle sue responsabilità
E ancora una volta dovremmo cercare aiuto all'estero cioè riuscire a far passare magari in Italia le notizie di quello che riusciremo a fare all'estero proprio per questo lancerei da subito un appello ai nostri ascoltatori
Di andare sui siti radicali radicali punto it radical parti
Per il sito poi giacché libero mettendo a punto Iraq libero come parole summum delle per cercare di aiutare l'organizzazione di questa vigilia sì sì hanno persone SIC si conoscono contatti
A Londra per cercare di alimentare quella manifestazione vedere come si potrà poi anche in Italia riuscire a far passare più di quanto ci sia riuscito fino ad oggi informazioni su questo fronte
E veniamo adesso alla situazione in Tunisia Nordafrica su questo ascoltiamo subito una parte del dell'intervento di Emma Bonino ieri sera a Radio Radicale in collegamento onda Istanbul con Lorenzo rende
è evidente a me sembra che tutta la costa sud del Mediterraneo
Aprire la citazione di grandissima difficoltà ed è
In pratica il fallimento e ora non solo del progetto Barcellona ma anche eravamo da Unione per il Mediterraneo e di
Memoriali far così per intendersi
Perché tutti i prestiti progetti in realtà di puro stampo un po'economico ma insomma che ha detto niente di politico
E niente di di sovranazionale ma anche che si basavano sull'accettazione
Degli Stati nazionali in quanto tali è in realtà dimostra oggi tutto il suo fallimento perché non è solamente l'alto Adriatico vedremo gli svolgimenti
Che intimare appassiona ma
O nei giorni che vengono
Ma di innanzitutto c'è altrettanto la situazione mai drammatica anche se magari meno evidente inedia Elia che a complicazioni peraltro
è anche più preoccupanti c'è sicuramente è una oligarchia vecchia
Che deve pensare a una successione in Libia al centro e tanto
è in in Egitto con gli avvenimenti e abbiamo visto nel campo darlo in poi e che è troppo superficialmente qualcuno anche in generale anche il Parlamento all'infinito come cristianofobia ma non è così
Bene è un nano nel conflitto interno alle varie
Famiglie dinamiche che è soprattutto almeno visto da qui da Istanbul
C'è la questione dei non stamattina areni era unicamente di passaggio in in
Turchia prima di di rientrare nel suo Paese e con
Tutto quello che apparentemente ma anche qui
Sentiamo che Gramellini di chiarimento e del ruolo che la Turchia
Può avere nel suo dialogo aperto con l'Iran perché è indubbio che
La crede le varie idee si discuterà sicuramente avere l'ultima un'altra capitale dirimente n
è quello che succederà d'ora in poi e che è sicuramente Teheran
Ma abbinarle dei singoli fatti e dei Paesi che vivono crisi divelse con sbocchi diversi quindi
Sarebbe altrettanto sbagliato fare di tutta l'erba un fascio è indubbio che la costa sud del Mediterraneo oggi è in una situazione di di
Critiche aperta
Più o meno violenta occupa o comunque dei premi che invece in cui del obiettivamente nonostante i vari progetti funzionali economici no
E chiaramente alle in cui sicuramente
Mi sembra che ad oggi l'Europa non è in grado di francamente ritoccare alcun ruolo complessivamente parlando magari in qualche capitale a rapporti preferenziali con questa o quell'altra capitale ma insomma
L'Europa sicuramente non sarà
O non è protagonista così come non lo è stata né negli elementi di sviluppo non lo sarà sicuramente un qualche elemento di crisi
E continuiamo a parlare appunto di Tunisia dunque il presidente tunisino Ben Ali ha lasciato il Paese i militari hanno preso il controllo secondo quanto riferito Al Jazeera secondo
Quale sarebbero stati arrestati familiari della moglie del Presidente secondo altre fonti
Il potere ad interim sarebbe stato assunto dalla Presidente del parlamento e l'intervento di Ben Ali non è riuscito a ristabilire la calma in Tunisia i sindacati hanno convocato uno sciopero generale allora sentiamo il racconto della giornata di ieri dalla voce dell'inviato del Corriere della Sera Lorenzo Cremonesi intestato raggiunto telefonicamente a Tunisi da allora insomma
Le rivolte hanno per il confino almeno una settimana fa hanno bruciato nelle periferie delle città del cuore del paese nel nel sudovest appunto
Affinché di Boudin e poi giù verso il mare verso FAQ eccetera ma
Da quattro cinque giorni l'attuazione nettamente deteriorata investito tuniche oggi doveva essere
Sciopero generale ieri sera c'è stato discordi totale apertura entra comunque di larga apertura del Presidente di penali che addirittura annunciato che
Ci sarebbe ma non sarebbe più presentato alle prossime elezioni provinciali previste per il due mila e quattordici da tenere conto che lui
Tecnicamente dittatore
Assoluto dalla mille novecentottantasette e ha sempre sempre candidato alla Regione sempre vinto con numeri improbabili vicini al cento per cento del precedente quindi una assolutamente una dittatura controllata affinché nessuno spazio democratico vero
E comunque le rivolte sono anche oggi che pure doveva sembrare sembrava una giornata
Che poteva essere la giornata del dialogo la giornata del dopo discorso di apertura
In cui molto tutto procedente prometteva la libertà di stampa che in qualche modo è apparsa perché poi alla televisione stati dibattiti contro
Per conosciuti per questo Paese con giornalisti molto critici questo
Di colpo ci stava aprendo qualcosa promesso che la polizia Robert palato rivelatori prigionieri tutto questo
Ma in realtà questa mattina
Prima in modo pacifico e poi via via sempre più il più violento la rivolta investito tutte le grandi città del paese naturalmente tutti quegli occhi puntati erano sulla capitale vero centro politico di tale del Paese
E nel pomeriggio la situazione nettamente degenerata l'orlo della folla era Benalì deve andarsene pedali
Fassino Polizia assassina e e quindi i
Sono arrivati via via dalle periferie bande di giovani più o meno pilotati
E più o meno coordinati che hanno cominciato a Vallepietra fa che girare come si è passati dalla rivolta politica alla manifestazione violenta e quindi la polizia
Qui ci sono voci di sparito quantum riconfermati perché poi il fatto che la rivolta sciita
Un elemento importantissimo e aperte non è una rivolta in un Paese continuano del terzo mondo che però del terzo mondo non è affatto dove l'Inter mette diffuso un Paese molto laico degli indubbi cultura laica in uguale per il Medioriente
Con UNAR comunque utili giovani diciamo studiato quindi in grado di usare internet di lavorare con i computer e la rivolta è stata una rivolta non essendone essendoci della stampa libera una rivolta
Web ecco infatti come come si è potuto arrivare a questo tipo di coordinamento quattro sedi spontanee quanto riorganizzate chi è capace quale organizzazione capace sociali sono in grado di portare gente in piazza
Ma non c'è una vera non certo su questo non c'è una vera organizzazione deve fra poi magari ci sono dei gruppi sconosciuti che cercano di
Tirare l'acqua loro mulino non esclusi i movimenti islamici che però non ci sono cioè la simbologia alla Turchia
Ricordo all'Italia degli anni Settanta che ricorda le proteste dei dei movimenti studenteschi negli anni Sessanta europei degli anni è venuto a sessanta molto di sinistra molto laica molto molto comunista come organizzazione ma comunque non è molto spontanea
Il web è fatto da Facebook da individui ieri avvocati professionisti studenti i liberi imprenditori ma proprio giovani che sparano via web che trasmettono ovvio affermo che trasmettono
I filmati delle cose che vedano con i telefonini immettono sul sul
Sul
Sulla rete e lì internet reflui comunicano gli uni con gli altri
E sulla drammatica giornata di ieri in Tunisia sentiamo ora Alberto Negri inviato del Sole ventiquattro Ore svenduto telefonicamente a Tunisi ancora da Lorenzo rende
Dura poche ore
Dal display discorso di binari di ieri sera alle manifestazioni di piazza di oggi che chiedevano le sue dimissioni e l'intervento probabilmente delle Forze armate hanno proclamato lo stato di emergenza al chiuso lo spazio aereo
E praticamente si aspetta quale di capire esattamente di che tipo di intervento si tratti cioè ci sono e ci sarà un regime militare che manterrà in piedi
Qualcuno della vecchio regime oppure sarà un vero colpo di Stato con un nuovo Presidente Circolo non ve le voci
Che della li possa essere sostituito da quel tocco e dove David Presidente del Parlamento
Ebbene
Queste sono quelle cose che accadono adesso a Tunisi una situazione molto confusa al termine di una giornata che si conclude amaramente con la gente in piazza che è stata disperso
Va beh all'intervento dei reparti speciali davanti al Ministero degli Interni e più un Paese
Che oggi va
Probabilmente a chiudere la giornata dell'incertezza nell'angolo
E torniamo a parlare di FIAT
Ha vinto il sì
Ma la notte più lunga di Mirafiori o quella del referendum appunto sul piano Marchione
è stato un vero e proprio testa a testa come in una lunga estenuante partita di poker i seggi sono stati spillati una uno decidere a mettere a segno la lungo decisivo per Risi è stato il seggio cinque quello di quattrocentoquarantanove impiegati
Prima nel conto alla rovescia iniziato con il seggio nove il no era riuscito non solo a resistere ma addirittura assegnare un certo vantaggio
I reparti del montaggio roccaforte della firma avevano risposto al voto iniziato con la turno delle ventidue del di giovedì hanno partecipato cinque mila centodiciannove lavoratori oltre il novantaquattro e due degli aventi diritto il sì ha vinto
Con due mila settecentotrentacinque voti pari alla cinquantaquattro e zero cinque per cento a votare no sono stati invece in tre due mila trecentoventicinque cioè il quarantacinque virgola novantacinque per cento
E mentre scade nulle e bianche sono state complessivamente cinquantanove questi appunto i numeri ufficiali della Commissione elettorale dopo una nottata in cui le cifre diffuse hanno continuato a cambiare
E sulla questione appunto del referendum Claudio Landi ha chiesto all'ex ministro del lavoro Tiziano Treu un'analisi della situazione FIAT naturalmente quest'intervista è stata realizzare prima dei risultati finali del voto
La questione è oggettivamente complicata tutte le volte che ci sono crisi che ci sono accordi chiedono sacrifici emotivamente
Ho una situazione complicata che crea disagio anche che crea non per drammatizzare a trasmettere in coperto
Noi non è che siamo gli unici nel mondo Marchionne è l'unico per far decorrere
Ci sono centinaia purtroppo di situazioni simili in Italia e in altri Paesi ricchi in cui sono dovuti fare dei sacrifici
Naturalmente il problema vero è due volte
Sarebbe bene parli in modo
Più partecipato più unitario di quanto non sia venuto in Italia questa è una riforma in Germania decolli vanno morfina Khartoum il Comitato infine fanno con più partecipazione
Perché un conto a cosa servono i sacrifici cioè i sacrifici devono servire
Al rilancio dell'impresa e quindi devono essere accompagnati da Investimenti da innovazione era un piano incredibili queste non è che il calo sia ateo ancora un po'tutto da da vedere il sindacato Vinitaly tutt'altro che unitario e questo è il ruolo del Governo
Ecco perché appunto porre anche Nakata unitaria può e dell'impresa che appare molto partecipativa e poi
Peccato che il Governo poi eclatante perché
Nessun Governo
Dei paesi vicini arrestato con le mani in mano di fronte alla crisi hanno fatto sono fatti interventi di politica industriale
Ha dichiarato sistematico ma anche su su singole avviene invece da noi dov'erano evitato completamente assente o addirittura peggio come nell'ultimo CIPE
E il premier richiederebbe inizio se ne vada pure cosa assolutamente incredibile per
Grappoli del Governo vecchie il secondo lei qui in questa posizione c'è stata questa posizione del Governo il Presidente del Consiglio
Ma del Consiglio voi hanno delle entrate ed uscite
Voi particolare però purtroppo in
La logica generale di questo Governo e negli ultimi tempi
Di non fare niente e addirittura dimostrato
Tremonti ha teorizzato che deve passare la nottata
A e che tutta la nottata della crisi e tutto
Ha tuttora mentre sia guardati più uomini e donne perché neanche militante del branco nord o della corrente
Ha continuato a crescere ma non ha
E in più
Che lo sviluppo per la e prevederlo questo lo dicono mai tutti hanno imprenditori
Quindi caloria perché solo un caso particolarmente grave di questa inerzia colpevole del Governo
E ancora sulla FIAT sentiamo il Vice Ministro delle infrastrutture Roberto Castelli sempre al microfono di proprio ambito ma io credo che occorra fare una premessa se no non non si riesce a capire la situazione attuale
Alla fine degli anni Novanta inizio del del due mila
La lega
Metteva in guardia contro i pericoli della globalizzazione
Che significava che il nostro Paese avrebbe dovuto misurarsi nostro un Paese manifatturiero avrebbe dovuto misurarsi con tutto il mondo
E anche con alcuni
Paesi emergenti dove anziché un'ora di lavoro costare ventidue euro allora come Italia costava due euro
Fummo tacciati di retrograda i locali visti ignoranti rozzi
Oggi siamo in era di globalizzazione e volenti o nolenti dobbiamo misurarci con i cinesi con gli indiani con gli americani coi tedeschi
Intanto ne stiamo parlando in varie parti del mondo stanno costruendo automobili di ottima qualità e appresso contenuto ricordo che
A Detroit figlio per ai giovani guadagnano quindici dollari allora rispetto e venticinque che guadagno gli operai anziani insomma c'è stata una grande trasferimento di ricchezza
Dall'Occidente ricco verso altri Paesi e allora l'alternativa è
O stiamo in questo mercato e noi abbiamo voluto non considerando e quando dico noi dico noi non noi Paesi occidentali da lega non l'avrebbe voluto
O stiamo giocare secondo queste regole non giochiamo più ecco per la durissima
Realtà poi il resto è tutto a poesia
Questo è chiarissimo ma secondo me qui non c'è il rischio che in qualche modo poi dopo la fine preme questo che dobbiamo competere con i lavoratori degli altri Paesi evidente quindi un problema di salario e di produttività con tutto ciò che concerne ma non c'è rischio che il cuore il cervello della FIAT sia già andato all'estero
No il il cuore il cervello sono ancora a Torino Centro Ricerche FIAT a Torino
Le grandi innovazioni tipo il il Multijet o all'altro
O altri sistemi innovativi che la FIAT sta mettendo in campo sono nati a Torino
è andata via alla maggior parte la produzione
Marchionne un produttore globale è chiaro che
Per lui per
Pena la sotto la la morte necessario per lui e andare a a produrre dove non dove conviene ma ancora priva dove si riesce a sopravvivere
Quindi o in Italia creiamo le condizioni affinché si possa sopravvivere oppure in Italia chiudiamo chiudiamo baracca e burattini lecci dal punto di vista e rivista riuniti con gli accordi per la Chrysler
Il il sindacato americano dell'automobile che funzionano multa aziendale realtà li molto diversa e diventano di fatto il proprietario e azionista molto importante ritardi Clarissa insomma del gruppo
Americano quindi dalle non c'è nulla di tutto ciò
Ma
Se ben ricordo ora li stai i sindacati negli Stati Uniti hanno accettato di trasformare
Loro liquidazione in le assicurazioni sanitarie non mi ricordo eversive fondi pensione quindi ancora peggio in in azioni della Chrysler
Quindi assumendosi un rischio industriale enorme
E quindi addirittura siamo ben al di là di quello che sta accadendo adesso con
In termini sacrificio dei lavoratori
Quindi non soltanto a nome suo in gioco loro presente ma anche il loro futuro e quindi a maggior ragione questo conferma come dicevamo la esiti di lavoro che ha fatto un grandissimo sacrificio ha investito tutto nell'azienda
Qui si vuole continuare su un modello che era ottimale tre del modello sindacale del welfare italiano erogare uno dei migliori al mondo
Peccato che oggi le cose abbiamo voluto noi che cambiassero e oggi non
Sono cambiate
Abbiamo avuto voluto noi che cambiasse noi oggi dobbiamo adeguarci a tutto ciò oppure
Oppure non c'è più Fabbrica Italia questo non vale solo per la FIAT vale per tutto il sistema manifatturiero italiano che è quello che ha dato che dà ancora ricchezza al nostro Paese il Governo poteva fare di più tutto la far FIAT
Ma il Governo non può cambiare queste condizioni
Il Governo non può dire cinesi di lavorare a dieci euro allora non può dire I tedeschi fare automobili di pregio e qualità
E quindi secondo me giustamente se messo parte terza è una questione che è meramente una questione tra le parti certo credo che
Se le cose dovessero andar male del Governo
Si metterà sicuramente una posizione mediazione prevede di
Di diciamo e trovare una soluzione ma io sono convinto che vinceranno i sì
Torniamo a parlare della questione della libertà religiosa dopo il recente attentato Alessandria d'Egitto nei confronti della minoranza cristiane delle mozioni che si sono discusso al Senato lo scorso dodici gennaio
Sentiamo Claudio Landi con la senatrice radicale eletta nelle liste del PD Donatella Poretti
Ma è la posizione dei senatori radicali è che
è la in realtà è una posizione di
Di Emma Bonino che nei giorni scorsi ha rilasciato una analisi a un'intervista e quindi ha proposto un'analisi che
Però non trova riscontro un po'in quelle specie al solito cliché che si ripete quando poi si vanno ad approvare a discutere questa mozione sulla persecuzione dei cristiani nel mondo perché non è la prima volta che il Senato come la Camera che si occupa di questi temi di questi argomenti e purtroppo però si ripropone un po'sempre lo stesso cliché e cioè
Alla la cristianofobia la persecuzione e dei cristiani da parte dei mussulmani lo scontro di civiltà ai nato e quindi per certi versi si continua
A riproporre questo cliché qui cioè dei cristiani che sono perseguitati nei Paesi islamici a parte degli islamici
Se questa è l'analisi ovviamente poi si trovano anche le soluzioni rispetto a questo tipo di analisi qui e allora va pur bene che il Ministro Frattini vada a proporre ogni volta che discute e gli accordi con Paesi arabi o con Paesi appunto dove
Ci sono c'è una una una maggioranza islamica
Di proporre attenzione nei confronti dei cristiani e di queste persecuzioni
Se invece se però questa analisi qui
Non non è detto che sia l'analisi corretta e quello che proponeva Emma Bonino in quell'intervista sull'Unità che poi è quello che viene proposto da una parte del
Degli intellettuali e di questi Paesi o di associazioni che si occupano
A e che conoscono bene la realtà di questi Paesi e come l'Iraq come l'Egitto o come l'Afghanistan
è che
Lanaj quest'analisi qui
Non è l'analisi corrette e quindi non c'è uno scontro di civiltà tra Islam e cristiani ma che c'è uno uno scontro tutto interno al mondo islamico e quindi che cerca per certi versi
Di anzi nell'Islam più integralista di attaccare l'esame più moderato più dialogante con il mondo occidentale ebbe se questa analisi e questa l'analisi corretta allora anche gli strumenti per affrontare la situazione
E le terapie le soluzioni devono essere diverso e Pelillo Egitto appare abbastanza evidente anche agli occhi di un ignorante profano come me che c'è una situazioni una crisi politica del regime e tuttora dominante nel momento in cui fa timide aperture di processo elettorale sembrerebbe un po'legati
E ed atto e allora se questa è l'analisi per l'esito chi è fra l'altro vede anche al suo interno tra le varie componente
Le componenti fondamentaliste scontri Nanto al loro interno i fratelli musulmani contro i insomma quelli legali più al CIPE
Esatto esatto è e allora c'è uno scontro interno tra tra tra tra tra i Petrelli delle nell'appunto i fondamentali visti c'è una una critica alla Mubarak o il occidentali basato una sorta di fantoccio eccetera eccetera
Eh beh allora se questa è l'analisi non basta scrivere nelle mozioni chela strade la strage di Alessandria d'Egitto è in realtà un attacco ai cristiani
Che sullo stesso argomento sentiamo ora il senatore Giorgio Tonini del PD sempre con maggior domande
La mi pare evidente che che sia così cioè che in molti Paesi
Islamici cioè o comunque
L'Egitto non è un Paese islamico
Paesi segnati da una forte presenza
Della della religione musulmana c'è un conflitto di civiltà potremmo dire interno al mondo islamico tra
Coloro che guardano alla modernità come ad una in realtà con la quale fare i conti positivamente di cui
Recepire i valori positivi
Guardano anche all'Occidente con spirito di apertura e di dialogo sapendo di poter portare valori ma anche di poterne
Importare e dall'altra parte c'è invece una una visione di chiusura di fondamentalismo
Di estremismo religioso di fanatismo religioso che colpisce in questa fase storica una parte dell'Islam in modo particolare in altre fasi storiche
Ha colpito anche in maniera sensibile do cristiano insomma mondo cristiano è famoso per aver fatto aspre guerre di religione al suo interno all'Europa è nata da quel di religione al suo interno come per altri versi in questa fase storica anche il mondo induista diviso tra
Posizioni di tolleranza e posizioni invece di di fanatismo quindi la nostra non è un'iniziativa a favore di una religione contro un'altra un
A difesa di una religione contro un'altra accedendo in questo modo allo stemma sul o mente da respingere dello dello scontro di civiltà ma piuttosto invece una mozione che
Spinge il Governo che invita il Governo ha un'azione più risoluta nelle sue relazioni diplomatiche internazionali sia bilaterali
Multilaterali a difesa della libertà religiosa come valore fondamentale di tutti gli esseri umani
In in tutto il mondo
Senatore senatore Tonini e la posizione della Chiesa di Roma in questo su questo aspetto secondo lei è soddisfacente
Ma a me pare che il il Papa abbia dedicato passaggi importanti delle
Delle sue riflessi vedi inizio d'anno proprio a questo tema a partire certamente dal dolore dalla riprovazione nei confronti della
Persecuzione dell'attentato gravissimo di cui sono stati oggetto di
I cristiani copti in Egitto ma anche tante altre comunità cristiane cattoliche non cattoliche nel mondo in Africa in modo particolare in altre situazioni
Nove e venti minuti termina qui l'edizione del mattino del notiziario di Radio Radicale grazie a Piero Scaldaferri alla regia un saluto grazie per l'ascolto da di Novara fiotti
Adesso
Nella stampa e regime curata oggi da Marco Taradash
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