Tra gli argomenti discussi: Autodeterminazione, Cina, Crisi, Diritti Umani, Economia, Esteri, Eurobond, Merkel, Rassegna Stampa, Sarkozy, Tibet, Unione Europea.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
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Buongiorno esportatori di Radio Radicale giovedì diciotto agosto questo l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura i David Carretta due temi di cui ci occuperemo quest'oggi innanzitutto la crisi del debito sovrano
Nella zone euro vi proporremo i commenti
I giornali francesi spagnoli tedeschi al vertice che c'è stato
Martedì a Parigi tra Angela Merkel le Nicolas così la cancelliera tedesca e il presidente francese hanno proposto un vero governo economico
Per la zona Euro le molto nel suo editoriale di oggi sottolinea
Limiti del volontarismo del decisionismo della coppia
Franco tedesca critici altri giornali come
Quotidiano popolare tedesco biro tutte entusiaste invece le fidiamo quotidiano conservatore francese vicino sarà così
Che parla addirittura di una
Nuova
Europa tra gli altri commenti che vi proporremo
A proposito di una delle questioni centrali gli eurobond rifiutati da Merkel e Sarkozy
Quello di Martin Sante bus sul fanno sciolta in sé di ieri l'Europa non deve aspettare la Germania alla soluzione lasciare indietro Berlino undici Paesi della zona euro possono creare
Da soli un mercato delle obbligazioni da tre mila cinquecento miliardi di euro insomma
Gli eurobond senza la Germania secondo il fanno sciolta INPS l'altro tema che approfondiremo
La Cina e il Tibet perché le mondo oggi pubblica un intervento del nuovo Primo Ministro del Governo
Chi Bet hanno in esilio lo bussando Sanga ai il titolo del pezzo il dominio di Pechino sulle Tibet è insostenibile
La nostra autonomia e mi e nell'interesse
Dell'Asia e il nuovo Primo Ministro tibetano sottolinea di che i tibetani rimangono attaccati
Ad alcuni principi tra l'altro sostenuti dai radicali da Marco Pannella la non violenza e l'autonomia non l'indipendenza del
Tibet
Leggeremo a proposito di questo anche un editoriale dal Wall Street Journal Europe di ieri sugli attacchi della Cina alla religione alla libertà di religione
In sostanza per questo giornale c'è uno scontro in vista uno sconto tra la cultura del controllo del Partito comunista su tutto da una parte e dall'altra
La crescente coscienza dei cittadini cinesi sui loro diritti ma cominciamo
Per la crisi del debito sovrano nella zona euro dal vertice di martedì tra
Merkel e Sarkozy le monde critico nel suo editoriale di oggi dal titolo i limiti del volontarismo
Scrive il quotidiano francese Angela Merkel e Nicolas Sarkozy non vogliono lasciarsi più dopo una passeggiata
Sulla spiaggia di Deauville e nell'ottobre del due mila e dieci un Consiglio dei Ministri franco tedesco in dicembre e due visite del Presidente francese Berlino questa estate
Si sono ritrovati all'Eliseo il sedici agosto per un altro vertice bilaterale nel momento in cui la crisi del debito sovrano
Destabilizza uno dopo l'altro tutti gli anelli deboli della zona euro l'obiettivo di questo incontro era evidente a dimostrare i mercati e gli speculatori che la Francia la Germania non lasceranno cadere l'euro
Per le monde è il minimo che potessero fare che la Francia la Germania riaffermi non la loro determinazione
Nel difendere la moneta unica dovrebbe essere scontato che i due Paesi si impongano come il direttorio dell'Europa
è conforme al loro ruolo motore nella costruzione europea soprattutto in tempi di crisi
Che cerchino di mettere in piedi un governo economico dell'Europa va nella direzione giusta perché è evidente che una moneta comune esige una maggiore integrazione economiche di Bilancio
Che infine Parigi e Berlino predichi no l'esempio della virtù di bilancio e ne facciamo un imperativo europeo cosa salutare
Ma non sfugge a nessuno il fatto che si tratta di promesse avanzate da alcuni pentiti perché perché la Francia la Germania
Erano stati i primi Paesi nel due mila tre a mandare all'aria le regole del patto di stabilità e crescita
La regola d'Oro del pareggio di Bilancio era già iscritta nel marmo dei trattati europei che almeno in linea di principio dovrebbero essere altrettanto se non più vincolanti delle costituzioni nazionali
Nel mondo dubita che la cancelliera il Presidente possono riuscire a farsi ascoltare maggiormente che in passato da mercati
Sospettosi inquieti rigettando la creazione di obbligazioni europee degli eurobond che permetterebbero di collettività dei debiti pubblici dei Paesi dell'euro
E rifiutandosi di dotarsi
I nuovi mezzi finanziari per il fondo europeo di stabilità finanziaria la Francia la Germania hanno mostrato i limiti del loro volontarismo del loro decisionismo Merkel lo ha ricordato senza mezze parole
La gente vorrebbe la bacchetta magica non credo a questo tipo di soluzioni occorre avanzare passo dopo passo
La scommessa francotedesca però è doppiamente rischiosa
Rifiutando oggi gli eurobond ma lasciando l'aperta lasciando aperta la porta queste ipotesi Sarkozy e Merkel sembrano dire mercati
Continuate ad attaccarci finiremo per cedere
Su questo sì che rischiano di essere ascoltati soprattutto i due dirigenti sono disperatamente Muti sul solo rimedio in grado di generare più entrate
E di ridurre il debito pubblico cioè una crescita economica più vigorosa
Per SR presi sul serio sulla virtù di Bilancio non si deve dimenticare la crescita economica così
Le monde critico di queste conclusioni
Del vertice tra Merkel e sarà così
Critiche anche la Bild quotidiano popolare tedesco che si chiede tutto questo basterà calmare i mercati finanziari Merkel e Sarkozy si sono incontrati e hanno deciso ma cosa hanno deciso
Che vi diciassette Stati membri dell'euro avranno un governo economico comune
Cosa buona in linea di principio necessari anni fa ma la domanda è se un'istituzione presieduta dal docile Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy
Istituzione che si dovrebbe riunire due volte l'anno può davvero prendere decisioni efficienti
Gli Stati membri dell'euro poi sono anche chiamati e scrivere
Nelle loro costituzioni nazionali un freno all'indebitamento solo che quel freno già esistenti e del Trattato di Maastricht che però
Tutti ignorano di questi tempi
Insomma per la Bild sono buone idee ma tutto dipende da come e se saranno messe in pratica
Entusiasti invece un quotidiano conservatore francese le Figaro si lanciano in titolo
Addirittura definire l'accordo franco-tedesco una nuova Europa
L'esito della battaglia per risolvere la crisi più grave della storia europea resta ancora incerto ma una cosa è sicura per darsi una possibilità di superarla
L'Europa non ha
Scelta se non condurre due combattimenti frontali il primo immediato consiste nel prendere misure urgenti per controllare i deficit il secondo di lungo periodo e di riformare profondamente il suo modo di funzionare
Questo l'obiettivo delle proposte di Merkel e Sarkozy a cui occorre riconoscere il merito di saper assumersi le proprie responsabilità scriva con un po'troppa enfasi forse
Mia figlia o positivo il commento di un giornale progressista spagnolo El Pais
In un editoriale di ieri dal titolo un passo avanti Merkel e Sarkozy hanno lanciato segnali di speranza per una migliore governance della zona euro scrive El Pais le iniziative concordate
La Merkel e Sarkozy martedì in risposta alle difficoltà attuali della zona euro sono un segnale di speranza per il medio periodo nella sfida ineludibile di una migliore governance economica dell'Europa l'idea di creare
In Consiglio dei Capi di Stato e di governo della zona euro
Inizialmente presieduto da Hermann rompo e conferma la volontà di aprire la strada una maggiore
Integrazione fiscale di Bilancio dei Paesi dell'euro e cancella l'ipotesi suggerita da alcuni di un'uscita della
Germania dei Paesi più ricchi dalla zona euro alcune delle proposte di Merkel Sarkozy come l'armonizzazione delle imposte sulle società o criteri comuni terrà elaborare politiche di bilancio
Sono segnali di una nuova leadership politica europea del duo franco tedesco secondo El Pais
Il problema è che i segnali
Positivi che sono venuti da Parigi martedì probabilmente non produrranno alcuna euforia nei mercati
Perché perché le proposte di Sarkozy e Merkel non sono una cura immediata per riparare i danni che questa crisi ha già prodotto nella zona euro
Se si è arrivati a una calma relativa sui mercati del debito dopo le turbolenze dei primi giorni di agosto e grazie agli interventi della Banca centrale europea
Ma rischia di essere secondo il PAI su una calma effimera perché perché il rallentamento della crescita economica
è una caratteristica di tutta la zona euro quest'ultimo riferimento in particolare e alla frenata della
Crescita dell'economia tedesca solo lo zero virgola uno per cento
Nel secondo trimestre dell'anno
E divelta alto giornale tedesco mette insieme la crisi dell'euro e in qualche modo
Il rallentamento nell'economia reale fino a quando i Paesi della zona euro e gli Stati Uniti non riusciranno a tenere sotto controllo
Il debito e la crisi di fiducia che ne consegue
Continueranno ad avere una spada di Damocle sulle loro economie nessuno infatti può predire quali saranno gli effetti dell'attuale crisi sui mercati sul sentimento di consumatori e impresa
è un dato di fatto che i consumatori tedeschi hanno già cominciato ridurre le spese negli ultimi mesi nonostante un aumento significativo dei loro redditi
C'è dunque secondo divelte un rischio di doppio boomerang
La frenata della crescita rende più difficile per i Paesi indebitati ridurre il loro debito e rende ancor meno propensi i partner economico economicamente forti ad aiutare i Paesi indebitati
Attualmente molti economisti interpretano lì la debolezza della crescita tedesca come un ritorno alla normalità
Ma i rischi sono sempre più grandi così tra l'altro diverte
Vale la pena anche
Leggere un commento dal Times quotidiano conservatore
Britannico antichi euro l'editoriale di ieri dal titolo difficoltà dell'euro
Un'unione fiscale più stretta è economicamente logica ma politicamente rischioso nel loro vertici di martedì scrive il Times a Sarkozy e Merkel hanno proposto una maggiore governance collettiva della zona euro
Se dovesse passare la loro proposta questo vorrebbe dire equilibrio di bilancio obbligatorio imposto tutti i Paesi che usano le euro maggior coordinamento delle politiche economiche probabilmente quel tipo di armonizzazione
Delle tasse che i due leader hanno promesso
Di realizzare insieme a partire dal due mila e tredici
Per Francia e Germania ci sono state parole forti già usato e tra l'altro in passato
Il problema sottolinea il Times che incontreranno una dura resistenza da parte degli elettori elettori che ritengono di aver già ceduto sufficiente sovranità all'Europa insomma scrive il Times gli Stati Uniti d'Europa
Rimangono ancora molto lontani mentre una soluzione immediata la crisi come gli eurobond è stata bocciata da Merkel e sarà così
A proposito degli eurobond vi segnaliamo anche un interessante analisi o commento di mattina
San Budel Financial Times suscitarci ieri sul quotidiano della City l'Europa non deve aspettare la Germania
La soluzione qual è lasciare indietro lasciare fuori Berlino undici Paesi della zona euro il fondo quelli più deboli
Secondo Martin Sandu possono creare da soli un mercato delle obbligazioni da tre mila e cinquecento miliardi di Europ questa
Questa la soluzione in qualche modo alla crisi seguiremo naturalmente il dibattito oggi però vogliamo approfondire un'altra un'altra questione
Il Tibet la Cina la libertà di religione in Cina perché innanzitutto perché le mondo oggi pubblica un intervento del nuovo Primo Ministro del Governo tibetano in esilio la lo Sanza Hungary
Eletto da poco con elezioni democratiche tra l'altro monitorate da alcune
Organizzazioni e lo
Sanga Sanga ai in qualche modo
è un outsider studiato negli Stati Uniti non fa parte delle liti di Lhasa dove ha sede il Governo tibetano in esilio
E offre un punto di vista in qualche modo diverso ma in continuità con le politica e del Dalai lama il dominio di Pechino sul Tibet è insostenibile il titolo del pezzo pubblicato dalle mondo scrive
Lo Zhang San GAI
Tre anni fa da Lhasa di Tang i tibetani si sollevavano contro il dominio cinese in Tibet
Non incoraggiamo le manifestazioni ma è nostro dovere sacro apportare il nostro sostegno essere la voce dei nostri compatrioti coraggiosi
Privati della libertà di parola
Nel mille novecento cinquanta nove quando l'esercito cinese entro in Tibet i cinesi pro misero un paradiso socialista i tibetani dopo più di sessanta anni di dominio
Il Tibet non ha nulla di un paradiso socialista non è il socialismo che rendiamo al colonialismo
Invece del Paradiso vi si trova solo tragedia e il Governo cinese farebbe bene a rendersene conto
La repressione politica l'assimilazione culturale la marginalizzazione economiche la distruzione ambientale che proseguono nel Tibet occupato sono inaccettabile
La nuova ferrovia Pechino Lhasa trasporta materiale pesante per sfruttare le nostre risorse naturali
E un numero crescente di immigrati cinesi per dominare del demograficamente il Tibet diluire la nostra identità la nostra ricca cultura oggi il settanta per cento delle imprese sono controllate e gestite da cinesi più della metà dei funzionari quadri
Del partito comunista sono cinesi il quaranta per cento dei tibetani diplomati sono disoccupati questa situazione aggravata
Dai responsabili cinesi che trattano il Tibet come fosse parte del loro patrimonio personale e si comportano come signori feudali il Primo Ministro tibetano lo Brussa anche Sanga iter spiega tra l'altro che questo ha delle ripercussioni sociali tant'è che
La Cina ha dovuto rafforzare in qualche modo
Lo stato d'emergenza in Tibet il dominio di Pechino sul Tibet e
Evidentemente ingiusto e insostenibile nonostante la tragedia in corso vogliamo che il mondo e in particolare la Cina sappiano
Che siamo sempre attaccati alla non violenza scrive il Primo Ministro del Governo tibetano in esilio guidati dalla saggezza dei nostri avi
Proseguiamo con la via mediana che reclama per il Tibet un'autentica autonomia in seno alla Repubblica popolare cinese
Una proposta vincente sia per i tibetani che per i cinesi crediamo una soluzione pacifica del problema grazie al dialogo insomma non violenza autonomia e non indipendenza
I punti sostenuti sul Tibet anche da radicali e da Marco Pannella prosegue ancora nella Primo Ministro tibetano
In esilio la Cina spira diventare una superpotenza possiede un'economia in forte crescita che si appoggia su una potenza militare sempre più grande
Ma purtroppo la sua potenza morale e sempre in ritardo la potenza morale non si può comprare sui mercatini essere imposta con la forza militare deve essere meritata e fino a quando i tibetani subiranno la repressione
Continuerà ad esserci resistenza e poco rispetto verso la Cina
Trovare una soluzione durevole la questione tibetana costituirebbe un grande passo in avanti verso il ritorno a un'immagine positiva della Cina e contribuirebbe a preservare la sua sovranità e la sua integrità territoriale così
L'ho messa in San GAI in questo intervento pubblicato su le Monde anche Wall Street Journal Europe Pieri parlava
Di Tibet in un editoriale dal titolo gli attacchi della Cina la religione
Un polacco tibetano lunedì si è dato fuoco per protestare contro la mancanza di libertà religiosa in Cina la seconda Imola sezione in cinque mesi
Parte di governo annunciato una nuova repressione contro la minoranza musulmana Lingurar nello Xinjiang nel frattempo le autorità stanno rafforzando i controlli sulle chiese cristiane aumentando
Gli arresti di preti cattolici poche voci si sono alzati in difesa dei tibetani degli uiguri ma i cattolici hanno
L'idea perché iniziano rispondere lo scorso mese il Vaticano scomunicato due vescovi ordinati dall'Associazione patriottica cattolica cinese
Magari ma lo diciamo noi non il Wall Street Journal in Vaticano farebbe bene ad alzare la voce anche quando non si tratta dei cattolici ma dei tibetani degli uiguri invece come scrive il Wall Street Journal fino a un anno fa fatto concessioni a Pechino per tentare di essere riconosciuto le cose sono cominciate a peggiorare novembre quando la Chiesa cinese ordinato un vescovo senza l'approvazione del Papa
Le relazioni sono peggiorate quando Pechino continuato una più ampia repressione contro tutte le forme di libertà di espressione
Dovuta al timore dei leader cinesi che movimenti democratici come la primavera araba potessero diffondersi fino in Cina forse in passato la repressione ha avuto successo scrive ancora il quotidiano economico americano
Ma come dimostra la risposta attuale di gruppi tanto diversi commi tibetani gli uiguri cattolici ora la Resistenza è maggiore privando le minoranze religiose ed etniche di spazio per preservare
La loro cultura e la loro fede Pechino sta alienando una generazione
Che ha sempre più aspettative in termini di libertà personale in vista c'è uno scontro
Tra la cultura del controllo del partito comunista
è una crescente coscienza del popolo cinese sui propri diritti così Wall Street Journal euro per ettaro oggi ci fermiamo da David Carretta una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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