Tra gli argomenti discussi: Africa, Esteri, Europa, Gheddafi, Guerra, Libia, Nato, Rassegna Stampa, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
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9:00 - Senato della Repubblica
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Urge non esportatori di Radio Radicale giovedì venticinque agosto questo appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta anche oggi ci occuperemo soprattutto di Libia delle ripercussioni della Presa di Tripoli
Da parte dei ribelli leggemmo in particolare un commento di
Applebaum sullo Washington post
A proposito della futura transizione lasciare che sia la Libia a farsi carico della sua rivoluzione e questo è quanto chiede Applebaum sostenendo in sostanza la politica
Di Barack Obama quella di guidare da divieto approfondiremo anche
Le lezioni libiche per la NATO lo faremo con un editoriale dal Financial Times ieri secondo cui la campagna dimostrato
Debolezza dei membri europei dell'Alleanza atlantica e un'analisi dello Wall Street giornali Europe che sottolinea che l'Europa
è in difficoltà perché il ritirata nel sospese per la difesa intanto si è aperto un dibattito sull'intervento sionismo sull'interventismo liberale
Quello che era stato così definito da
Tony Blair dopo la guerra nel Kosovo in un
Famoso discorso a Chicago leggeremo un editoriale dal Guardian negli interventi dopo la Libia e poi
Due commenti uno dallo stesso Guardian di Simoni Jenkins la fine di Gheddafi benvenuta ma non giustifica i mezzi un altro da al Times di Daniel Finkelstein il risultato è irrilevante abbiamo fatto bene ad attaccare
Altre questioni da segnalare una su tutte le conseguenze della
Probabile caduta di Gheddafi sulla più ampia primavera araba in particolare in Siria
Per le Figaro gli oppositori siriani salutano la caduta della guida libica mentre fanno sciolta invece di pubblicava un commento di Usain
Su Assad che non deve sentirsi minacciato dal destino di Gheddafi leggeremo il perché
Infine chiusura ci occuperemo anche della crisi del debito sovrano
Nella zona euro in particolare della manovra in Italia ne parla le mondo con una corrispondenza oggi in Italia il nuovo piano di ostilità provoca uno sciopero generale del principale sindacato la CGIL e divide la maggioranza
Partiamo però con la Libia e con
Il Washington post di ieri che commentava come altri
La le evoluzioni future la transizione del della della Libia
Molti si interrogano su quale direzione prendere al Paese sulla leadership ribelle
A Napoli BA una come dire delle come spesso accade originali lasciare che sia la Libia a farsi carico della sua rivoluzione nel titolo
Il suo commento scrive la columnist del Washington post alla fine la rivoluzione libica si sta concludendo nel modo in cui doveva concludersi
Alcune vittorie lampo qualche atto di coraggio personale e uno ingresso colorito nella capitale questa era la politica occidentale immaginata per la guerra tra nel fatto che la guerra è durata più del previsto e potrebbe non essere ancora finita
Lunedì ribelli hanno raggiunto la Piazza Verde dichiarato vittoria martedì side al Islam Gheddafi il delfino del regime girava per Tripoli
Sui convogli armato dichiarando i giornalisti che ribelli erano caduti in una trappola mercoledì ribelli erano dentro il quartier generale di Gheddafi
Questo il problema con le guerre le rivoluzioni divergono dai piani originali continuano quando dovrebbero essere finite si allargano ad altre aree portano nuovi conflitti ogni guerra nonostante le cerimonie solenni trattati di pace
Spesso ha dei seguiti inaspettati la Prima Guerra mondiale ha scatenato la seconda la Seconda Guerra mondiale ha portato la guerra fredda la guerra fredda innescato la guerra di Corea e così via
Non necessariamente la rivoluzione libica finirà in una guerra civile ma non c'è garanzia comunque sia
La nostra capacità di influenzare gli sviluppi e limitata per Anna a andate non possiamo aiutare i ribelli come stiamo facendo da tempo l'opposizione libica non solo ricevuto sostegno aereo dalla NATO ma anche addestramento militare francese e britannico armi consigli da diversi Paesi europei dal Qatar ma non possiamo combattere per loro la loro guerra
Non possiamo unire i ribelli con la forza e non possiamo scrivere la loro nuova Costituzione al contrario
Se ci rendiamo troppo visibili in Libia con truppe sul terreno di troppi consiglieri con gli occhiali scuri diventeremmo istantaneamente un nuovo nemico se cercheremo di creare il loro Governo al posto loro rischieremmo di renderlo immediatamente impopolare
Ciò che dobbiamo fare invece per anch'Applebaum né guidare da dietro per usare
Un'espressione
Di cui moltissimi fanno beffe che qualifica la politica libica che è un po'estera di Barack Obama
Lady Trompia indetta
Quando è iniziato l'impegno della NATO Anna più banda ricorda di aver scritto che la migliore arma di Obama era il silenzio nessuna falsa promessa niente retorica no alle minacce
Cioè fare in modo che questa rimanesse la loro guerra non la nostra il risultato e che i ribelli
Che hanno marciato su Tripoli sono sembrati una forza davvero libica non occidentale e le immagini dei ribelli che
Dal prestavano le foto di Gheddafi sembravano più utenti che passeranno meglio in Libia nel mondo arabo di quelle dei marines che abbattevano lo Stato
Di Saddam Hussein e nel due mila e tre c'è un prezzo da pagare per il nostro silenzio sottolinea poi a Colle se vuol finto imposte cioè l'assenza di una leadership americana accidentale
Può aver funzionato brillantemente per i libici ma è un disastro per la NATO non è un caso se l'ex segretario alla Difesa americano Bregenz abbia attaccato i membri europei della NATO in giugno
Dopo un solo mese di intervento la debolezza dell'alleanza era davanti agli occhi di tutti gli eserciti europei avevano finito armi munizioni i due più entusiasti interventisti Nicolas Sarkozy David Cameron non parlavano più di Libia
Non c'era un sostegno pubblico e l'Occidente per un intervento parte occidentale perché non c'erano voci pubbliche che lo difendevano in Occidente questo non è un buon segnale per il futuro
Ma questo non è un problema per la Libia e il nostro problema scrive anch'Applebaum fortunatamente per noi però guidare da dietro in Libia non solo è la sola opzione ma è anche la migliore opzione
Questa era la loro rivoluzione ora diventerà la loro transizione possiamo aiutare e consigliare possiamo indicare l'esperienza di altri come Iraq Cile Polonia che hanno tentato una transizione dalla dittatura alla democrazia
Con errori successi possiamo mantenere le aspettative basse e le promesse al minimo
Dopotutto dobbiamo ancora imparare molto sui ribelli libici le loro divisioni tribali la loro politica la loro economia e abbiamo so un sacco di cose da fare in casa nostra così tra l'altro
Quando appeal non sul Washington post di ieri che pone un problema quello della
Nato
Su cui si sia aperto un dibattito su diversi giornali per esempio il Financial Times di ripubblicato un editoriale dal titolo lezioni libiche la campagna ha dimostrato la debolezza dei membri europei della NATO
Scrive il quotidiano della City
Con la presa del compound di Tripoli di più di Muammar Gheddafi diventa evidente che le forze leali al colonnello stanno con la sanno dopo questa drammatica svolta le operazioni della NATO contro il regime libico si stanno avvicinando alla fine
Ci sono ancora molte domande senza risposta sulla situazione in Libia non ultimo se ribelli riusciranno a formare un governo stabile di unità nazionale
Ma per i membri della NATO arrivato il momento di iniziare a contemplare le lezioni di questa missione per certi aspetti è un successo la NATO
E vicino al suo obiettivo di rovesciare il colonnello Gheddafi senza un numero elevato di vittime civili lo ha fatto senza violare in modo flagrante la risoluzione dell'ONU che aveva confinato l'azione militare alla protezione dei civili
Ma rimangono due grandi questioni su come la NATO ha operato e devono essere affrontate rapidamente la prima riguarda il ruolo degli Stati Uniti all'inizio di questa operazione sottolineata l'assoluta in suo Huffington
Aveva dato un sostegno militare significativo nella distruzione degli assetti militari libici gli Stati Uniti poi hanno rapidamente cambiato posizione offrendo un sostegno più limitato
In parte questo è dovuto alla volontà dell'Amministrazione Obama di non impegnare l'America in un'altra guerra in Medioriente ma l'azione di Washington dimostra anche
Quanto l'America voglia che siano gli Stati europei ad assumersi la responsabilità del loro cortile delle crisi loro confini
Gli Stati Uniti di fronte a un'enorme pressione in termini di bilancio alla crescente sfidanti di sicurezza posta dalla Cina
Non guideranno più tutte le operazioni che la NATO come avevano fatto finora la seconda lezione rifarà affronta in sé che una volta che gli Stati Uniti hanno abbandonato il loro ruolo di leadership beh gli europei hanno faticato a portare avanti la missione da soli
Alcune potenze come Germania e Polonia hanno rifiutato di partecipare altre avrebbero voluto ma non avevano le capacità altri ancora
Non hanno avuto capacità sufficienti il centro operativo della NATO aveva programmato più di trecento uscite era il giorno ma affaticato lanciarle centocinquanta
Dopo undici settimane di operazioni molti alleati europea avevano finito le munizioni e chiedevano agli Stati Uniti di supplire
I membri europeo la natura devono chiedersi come possano coordinarsi meglio occulto e devono tagliare
Le duplicazioni eccessive devono anche chiedersi quanto sia responsabile tagliare i bilanci della difesa il Segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen vuole che il prossimo vertice dalle dell'alleanza arrivi a nuovi accordi per cui dividere
Gli assetti militari nazionali il conflitto libico dimostrato perché l'Europa deve urgentemente affrontare questa sfida così
Il Financial Times ricordiamo che
Emma Bonino propose un po'di tempo fa in parte ancora adesso una
Una soluzione a questa sfida ed era quella di un'unione diplomatica e militare europea l'Unione dubbi
Diplomatica si è goffamente abbozzata con
Con il servizio di azione esterna guidato da Katrina Ashton Alto rappresentante per la politica estera
Di unione militare non si parla se non in termini di quartier generale europeo e la posizione sostenuta dalla Francia sul fidiamo ieri c'era
C'erano le elezioni libiche per gli europei
Non mancano gli assetti e militari manca un quartier generale in realtà non è così almeno leggere un'altra analisi dal Wall Street Journal Europe un po'più
Un po'più come dire indipendente vista che da fatta da un quotidiano americano
Se pur nella sua edizione europea oggi l'Europa in ritirata nel spese per la difesa il titolo scrive il Wall Street il rovesciamento del regime del colonnello Gheddafi è una pietra miliare per le Forze armate europee che hanno fornito sostegno aereo
Hai ribelli sul punto di essere sconfitti solo cinque mesi fa eppure nonostante
L'immagine dei ribelli che avanzavano su Tripoli grazie bombardamenti europei la prima campagna dalla NATO non guidata dagli Stati Uniti ha dimostrato i limiti della potenza militare del continente in un'era i tagli ai bilanci nazionali e in particolare alla difesa
Il fatto è che l'Europa non avrebbe potuto fare
Questo da sola ha detto il Segretario generale della NATO Rasmussen citando un rapporto dell'Intelligence statunitense
La mancanza di investimenti sulla difesa in Europa renderà sempre più difficile per l'Europa di assumersi la responsabilità di gestire crisi internazionali al di là del frontiere europee
A ciò si aggiungono altri problemi per esempio la mancanza di volontà politica se tutti i ventisette Paesi dell'Alleanza hanno approvato la missione di indica
Solo pochi ne hanno preso parte la crescente preoccupazione sulla capacità dell'Europa di proiettare la sua influenza oltre i suoi confini
Emerge scrive il Wall Street Journal nel momento in cui l'equilibrio militare
Lo vale si sta spostando gli Stati Uniti che sono la potenza dominante a livello mondiale sono sotto pressione per ridurre la spesa militare
E aumentare la propria attenzione su un'altra regione del mondo non più l'Europa ma al Pacifico allo stesso tempo la Cina si sta rafforzando militarmente
E i suoi vicini sono preoccupati per le ambizioni globali cinesi il Wall Street Journal analizzate le cifre speso dagli europei per la difesa tutte in declino
L'ex segretario alla Difesa americano Ghezzi in giugno ha detto che si gli attuali trend nel declino della difesa europea non saranno invertiti
I futuri leader politici americani potrebbero ritenere che d'investimento statunitense nella NATO non vale il costo e poi l'analisi prosegue si conclude
Con l'Europa che appunto la ricerca di un quartier generale
Europeo per Rasmussen non mancano i quartieri generali manca il cosiddetto hardware
Militare o sull'intervento in Libia si è aperto anche un altro dibattito non solo la NATO ma anche
L'interventismo liberale
Intervenire come accaduto in corso dal Kosovo in poi prima in realtà anche
Nei Balcani quando le popolazioni civili sono oppresse
Il Garante Nieri pubblicavano editoriale dal titolo gli interventi dopo la Libia e troppo presto per dire se l'intervento NATO in Libia sia stato un successo nel senso pieno do la parola
Ci vorranno settimane per capire dove si dirige la Libia mesi per sapere quale sarà il suo futuro anni prima di valutare l'impatto tra decisione
Di usare la forza per aiutare i ribelli ma si può dire che dal punto di vista puramente militare l'azione accidentale abbia funzionato e che politicamente c'era una giustificazione quella di salvare
Vite umane ma tutto questo ci porta la domanda di quanto sia ancora valido il concetto di interventismo libertà liberale
Questa espressione era stata inventata in qualche modo da Toni Blair in un discorso a Chicago nel mille novecento novantanove l'idea era che gli Stati più forti
Possano e debbano usare i mezzi a loro disposizione incluso il rischio del ricorso ultimo la forza militare per proteggere le popolazioni
Da regimi oppressi l'idea è stata ulteriormente definita da una Commissione internazionale incorporata nelle norme ONU con la definizione di responsabilità di proteggere la difficoltà è che molte delle avventure militari che hanno preso origine da questa idea
E altre successive come l'Iraq e l'Afghanistan a cui il Guardian non riconosce questa origine
Sono diventate problematiche alcuni vedono l'interventismo liberale semplicemente come una forma di imperialismo occidentale altri notano la dipendenza dalle forze armate altri ancora
Dicono che semplicemente non siamo capaci
Di attuarla
Nonostante sia stata incorporate nel pensiero o non la responsabilità di proteggere per il Gardena rimanenti un'idea rispetto alla quale il mondo non l'occidentale rimane sospettoso allo stesso tempo l'Occidente ritiene che l'interventismo di altri come Russia Ucina sia estremamente preoccupante
Infine c'è il problema dei limiti delle capacità militari e delle opinioni pubbliche occidentali sempre meno
Tolleranti rispetto a queste avventure questo non significa che non ci siano ragioni per altri interventi militari in futuro
Ne che dobbiamo smettere di cercare di far passare idee come la responsabilità di proteggere ma troppe cose diverse sono state inserite in questo concetto occorre fare chiarezza e la Libia può aiutarci a farla così
Il
Guardian di ieri che pubblicava anche un commento di Simoni Jenkins molto netto da questo punto di vista
La fine di Gheddafi e benvenuta ma non giustifica i mezzi tutti applaudiamo la caduta di Gheddafi ma rimane il fatto che l'intervento britannico in Libia era sbagliato
In sostanza scrive Jenkins perché sono le grandi potenze imporre
Con mezzi militari un risultato a una guerra civile
Il Times con un commento di Daniel Finkelstein la pensa in modo completamente diverso il risultato è rilevante abbiamo fatto bene ad attaccare perché il leader della NATO hanno salvato alcuni
Libici dalla morte quasi certa perché Gheddafi era pronto a tutto di questo e non della caduta del regime deve essere fiero il Primo Ministro dedicando erano e che ha guidato in qualche modo con Nicolas Sarkozy d'intervento l'intervento NATO scrive Daniel
Finché Stein ci sarebbero chi del tenente molte altre questioni da segnalare sulla
Libia una su tutte le conseguenze della presa di Tripoli sulla più ampia primavera araba in particolare
La repressione e le manifestazioni in Siria e le figlia o ieri pubblicava un articolo dal titolo gli oppositori siriani salutano la caduta della guida libica
Però in farmacia al Times aveva un commento di ed Usain anche un ricercatore al Council on Foreign relation non
Secondo il quale Assad non deve sentirsi minacciato dal destino di Gheddafi in Siria non c'è stata alcuna defezione di alto profilo del regime rimane popolare al clero i militari e la classe media
Conclude
Ed Usain è che
In realtà le pressioni più forti vengono da Al Jazeera che invita i siriani a prendere il controllo del loro futuro questo sicuramente giusto e nel lungo periodo devono esserci dei cambiamenti purtroppo nel breve periodo
E in una Regione altamente volatile la Siria confina tra l'altro con l'Iraq l'Iran
In Libano Israele Assad rimane la meno peggio delle opzioni secondo questo ricercatore del Council non sforando election
Vedremo per chiudere non vogliamo accennare anche alla crisi della zona euro che la manovra italiana
Le mondo torna ad occuparsene oggi con una corrispondenza di Salvatore Lo ISEE in Italia il nuovo piano di ostilità provoca uno sciopero generale
Della CGIL e divide
La maggioranza ovviamente si dà conto o di tutto si sottolinea soprattutto che questa è la seconda manovra
In pochi giorni perché quella precedente era stata ritenuta insufficiente dai mercati
E dalla BCE c'è l'annuncio dello sciopero della CGIL era nell'aria ciò che era meno prevedibile l'ampiezza del dissenso interno alla maggioranza
Di silenzio Berlusconi il primo scontento proprio lo stesso Presidente del Consiglio che non ha nascosto il suo disgusto per l'imposta di solidarietà scrive le Monte
Noi ci fermiamo David Carretta una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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