Sono stati discussi i seguenti argomenti: Esteri, Forze Armate, Geopolitica, Guerra, Iraq, Obama, Pannella, Partito Radicale Nonviolento, Rassegna Stampa, Saddam Hussein, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 20 minuti.
18:00 - Cortina D'Ampezzo
18:30 - Marina di Pietrasanta, Lucca
Buongiorno di ascoltatori e dire a Radio Radicale la rassegna di geopolitica di giovedì diciannove dicembre due mila undici è dedicata alla fine ufficiale dell'operazione americane militari in Iraq
Celebrata con una cerimonia ufficiale il quindici dicembre scorso nella principale tasse militare
Negli Stati Uniti nel Paese vogliamo proporvi intanto la cronaca delle corrispondente della BBC che era presente a questa cerimonia per par profondi
Una serie di approfondimenti sull'entrata in guerra che sul Paese
Che oggi l'Iraq quali prospettive nel contesto anche mediorientale partiamo intanto con la cronaca di questa cerimonia secondo il corrispondente della BBC
La bandiera delle forze americane in Iraq è stata mai nata a Baghdad con sopportando a compimento nove anni circa di operazione militare americane nel Paese
Secondo il Segretario alla Difesa americano Lione Panetta che parlava le truppe la missione è valsa la pena sia in termini di denaro che di contante di dollari
Sono circa quattro mila adesso i militari americani che sono rimasti in Iraq ma dovranno anche si lasciare entro le prossime settimane si ricorda che al punto massimo delle operazioni e le forze americane contavano centosettanta mila unità
Nel Paese sono quattro mila cinquecento le viti e militare americane tra gli iracheni almeno cento mila tra insorgenti e civili le vittime di questa guerra una guerra che
La Casa Bianca stimato in costo ufficiale in un trilione di dollari stiamo parlando di mille miliardi di dollari
Il Presidente americano che ricordiamo si è insediato nel suo ufficio con l'intenzione con la promessa di voler portare a casa le truppe ha dichiarato che
Gli Stati Uniti e lasciano dietro di sé una Paese sopra stabile ed autosufficiente
Sono circa uno virgola cinque milioni di americani che hanno servito quali militari nel Paese dall'invasione avvenuta nel due mila tre oltre quattro mila cinquecento che sono morti circa trenta mila sono rimasti feriti un piccolo contingente di duecento militari
Rimarrà in Iraq e quali i consiglieri mentre circa quindici mila saranno il personale all'interno dell'ambasciata americana Baghdad perché è di gran lunga la più grande ambasciata degli americani nel mondo
Questa la cronaca del corrisponde la BBC che poi ricorda come erano state anche invitati esponenti civile e militare dell'Iraq per questa cerimonia di ammaina bandiera definitivo e nessuno ha pensato bene di presentarsi
Secondo oggi in modo politologo americano che ha scritto per l'Agenzia di sapete nazionale interressa serve essa i dati ufficiale sui costi della guerra in Iraq come detto un trilione di dollari mila miliardi di dollari stimati
Ufficialmente dalla Casa Bianca sono inattendibili
Jim l'opacità infatti se dichiarazioni calcoli del Premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz secondo il quale i costi totali della guerra irachena all'economia americana
Inclusi i costi per l'assistenza ai veterani di guerra
Raggiungono non meno che i tre trilioni di dollari quindi sono almeno tre volte tanto tre miliardi di dollari un totale significativo date soprattutto le gravi difficoltà economiche nel quale oggi si trova il Paese
Per di più gli Stati Uniti scrive l'opera hanno sofferto con immenso labile mancanza perdita di credibilità
Internazionale le dichiarazioni adottate per l'entrata in guerra cioè i legami di Saddam Hussein e con Al Qaeda
Le armi di distruzione di massa con programma nucleare in rapido sviluppo si sono tutte
Dimostrate ingiustificate inoltre le vittime americane sono molta poca cosa rispetto alle vittime tra gli iracheni tra civile sorgente sono almeno cento mila coloro che hanno perso la guerra dal due mila tre che ad oggi
Inoltre non si possono ignorare alcuni costi sociali per questo Paese scrive geologo secondo le Nazioni Unite si stima che il numero di persone che hanno abbandonato le loro case all'indomani dell'invasione
Avvenuta nel due mila tre sono circa cinque milioni di persone
Metà sono da considerarsi profughi interni cioè sono rimasti all'interno del Paese pur abbandonando le loro case un'altra metà invece
è fuggita verso i Paesi vicini questi costi sociali per l'Iraq all'indomani dell'invasione citati da Jim globale
Politologo americano andiamo dunque a una serie di letture per approfondire questo argomento forse la prima lettura
Che è opportuno a fare ciò che scrive uno che c'era a quel tempo un membro autorevole della prima Amministrazione di George tempio Bush ci riferiamo
Ha una neo con non al pentito a differenza di altri suoi colleghi in quell'Amministrazione John Bolton
Che che è stato ambasciatore americano alle Nazioni Unite a quel tempo vediamo che cosa scrive John Bolton in una relazione al ritiro
Americano dall'Iraq l'opinione di John Bolton è intitolata attenzione il ritiro dell'America dall'ira che porterà a un mondo di instabilità ed è stata pubblicata dal quotidiano
Britannico Guardian il quindici dicembre scorso scrive Bolton
Il completo ritiro delle truppe americane dall'Iraq onorevole tragico e mette a rischio i guadagni raggiunti dalla giusta decisione del due mila tre e dell'allora Presidente George Bush e di Tony Blair di rovesciare Saddam Hussein
E rischia di sprofondare il Medioriente nel caos
Purtroppo coloro come Obama che hanno benedetto questo ritiro degli Stati Uniti
Per a soddisfare la loro opposizione alla guerra dell'Iraq e sono completamente ignoranti dei reali successi della coalizione internazionale nel Paese
Primo il mondo secondo John Bolton è più sicuro con la morte di Saddam
E con il suo regime che fa parte delle ceneri della storia secondo Illy era che è un posso migliore senza Saddam e la sua dittatura per dire che
Terzo che raffinate ironia che ritiro degli Stati Uniti dall'Iraq aumenterà l'influenza dell'Iran
In questo Paese che all'interno della Regione facilitando il progresso riterrà nel nel raggiungere virtualmente tutti i suoi obiettivi
Il ritiro delle forze americane dall'Iraq lascerà assenso ombra di dubbio dei grandi guadagni per l'Iran come potenza regionale relativa
Gli alleati arabi dell'America nella Consiglio per la cooperazione del Golfo Arabia Saudita innanzitutto sono straordinariamente nervosi circa
Le intenzioni a riguardo di Washington
Così scrive il neocon della prima ora John Bolton allora ambasciatore alle Nazioni Unite e tempi della prima Amministrazione di George cita più Bush in questo articolo che non è pubblicata dal quotidiano britannico Guardian andiamo ancora
Ad altre approfondimenti qui c'è un analista strategico-militare
Cento per gli studi internazionali strategici di Washington e la Cina sei essere analisi Century Cordesman uno dei più autorevoli in assoluto negli Stati Uniti vediamo l'ora che cosa scrivente le corde sfumando
Chiarissimo che molti americani vogliono la fine della guerra in Iraq un recente sondaggio dell'istituto erano scopi con Gallo Vasco pertanto che il settantacinque per cento dei cittadini americani sostengo la decisione del Presidente Barack Obama di ritirare le nostre truppe
Dal Paese anche se
Costa coloro che rispondono ci sono solo forte differenze a seconda del partito di appartenenza
Il novantasei per cento dei democratici e sono a favore del ritiro il settantasette per cento gli indipendenti analogamente sono a favore del ritiro solo il quarantatré per cento dei repubblicani sono a favore del ritiro
E ci sono buone ragioni per questi sentimenti nonostante uno è successo militare degli Stati Uniti e nella riduzione del livello di violenza interno nel Paese la guerra è stato un fallimento strategico quanto si viene a comparare costi e benefici
Insisto gli Stati Uniti sono entrati in guerra per ragioni sbagliate non c'era nessuna minaccia di missili iracheni e di armi di distruzione di massa l'Iraq non era collegato ad Al Qaeda o altre attacchi terroristici sugli Stati Uniti o contro i suoi alleati
Gli Stati Uniti non si erano preparati adeguatamente per quello che sarebbe successo all'indomani della caduta di Saddam
Si erano legati nella programmazione a degli esiliati le cui ad dichiarazioni e ambizione non erano in linea con le speranze i bisogni della popolazione irachena
Personaggi e che spesso avevano ambigui collegamenti con l'Iran si è dovuto improvvisare un piano per lo sviluppo egli gli utili che è stato messo in atto dopo che il Governo iracheno era effettivamente collassato
Negli anni che hanno seguito il due mila tre l'esercito americano adattato sia dotato creare un effettivo sforzo
Eccezionale e di capacità anzi contro insorgenza e ciò ha parzialmente compensato il fatto che le azioni degli americani hanno provocato lo scivolamento dell'Iraq in cinque anni di guerra civile
E gli Stati Uniti hanno creato solo una parvenza di democrazia inefficace che ha lasciato il Governo iracheno debole che potrebbe portare un domani di nuovo a farlo governare da un uomo forte
Sebbene gli Stati Uniti abbiamo ridotto il livello di incidenti di sicurezza nel Paese molto al di sotto del picco che Four aggiunto nel due mila sette
è allucinante vedere che altri dati forniti ufficialmente dagli Stati Uniti dimostrano che oggi lei era che è ancora più violento
Dell'Afghanistan alla fine del due mila dieci l'ultimo periodo in cui questi dati sono stati dei secretati e dunque resi disponibili vediamo che cosa ancora scrive questa analisi sento ricordo est ma l'Amministrazione Obama non può essere certo incolpata per gran parte dei fallimenti e hanno portato
Alla nascita di un'insorgenza nella Paese e il problema che l'Iraq adesso deve affrontare l'Amministrazione Obama nemmeno può essere accusata per il fatto che l'Iraq
Non aveva niente più di forza militare necessaria a fermare o a contenere anche l'avanzata dell'Iraq
L'omessa azione Obama però può essere tenuta a responsabilità per il fatto che la guerra in Iraq e non ha avuto nessuna fine significativa
E nessuno può prevedere quello che potrà succedere all'indomani di questo ritiro Anthony Cordesman a uno degli analista più pericoli negli Stati Uniti
Per il centro studi strategici internazionali di Washington passiamo ora a una Centro studi molto vicino ai democratici negli Stati Uniti la Centerphone American progress guidato da John codesta
L'analista Peter Zullo che cosa scrive a riguardo più di otto anni e mezzo dopo l'invasione americana che ha rovesciato Saddam Hussein l'Iraq rimane un lavoro in corso quanto meglio
Rimane un Paese eccezionalmente violento nonostante un declino della violenza trecentocinquantacinque civili iracheni sono Stati uccisi solo nel mese di ottobre
I terroristi continuano a cercare di fomentare una violenza settaria rinnovata mentre l'ambasciata americana a Baghdad da ha posto in essere nuove restrizione movimenti del suo personale nella
Ex zona verde a causa di un aumento della minaccia di rapimenti
La politica in Iraq rimane fragile suoi politici hanno impiegato nove mesi per formare un Governo all'indomani del risultato delle elezioni parlamentari del marzo
Due mila dieci
I che non aveva fatto emergere un chiaro vincitore tra i due tra i tre principali blocchi arabi il settarismo rimane l'idioma po'dico dominante infatti esatto anche dal comportamento del premio Al Maliki con la sua retorica anti Battista arresti legislazione
Leggi proprio anti Battista
Il Primo Ministro stesso che ha accusato di un aumento di tendenze autoritari centralizzando
Il controllo nella sua persona delle forze della sicurezza e usando le per guadagnare dei vantaggi politici
La corruzione rimane endemica e l'assenteismo non autorizzato dal rampante nel Parlamento dell'Iraq
Infine il ruolo regionale del Paese rimane indefinito Baghdad e vuole giocare un ruolo negli sviluppi della politica estera nel Medioriente eppure Lera che rimane largamente disconnesso diplomaticamente dagli Stati del Golfo arabo
E ha votato contro le sanzioni della lega araba contro la Siria per la sua repressione brutale delle proteste interni
Ecco perché gli Stati Uniti dovranno continuare con il loro profondo ingaggio con questo Paese mentre la transizione dovrà portare la relazione normale con Baghdad
Il Dipartimento di Stato sarà l'unico responsabile delle relazioni Stati Uniti ira che comanderà un totale di sedici mila persone operanti nel Paese
Cinque mila di questi saranno contractors collegati alla sicurezza con un Budget per i sei miliardi tiranno e tre principali posizioni diplomatiche sul fronte della si se gli Stati Uniti continuano ad aiutare la costruzione delle forze di sicurezza esterna e interna dell'Iraq vediamo ancora che cosa scrive questa la lista del Center formali che appropriasse andando le conclusioni
Gli Stati Uniti hanno un ruolo complicato da giocare nelle politiche irachene Washington sembra aver chiaramente sostenuto il premier Al Maliki nell'lento processo di formazione del Governo nel due mila dieci
Ma facendo ciò gli Stati Uniti hanno rinforzato il carattere settario delle politiche irachene
Rinforzando anche la personale impresa del Primo Ministro Al Maliki sul potere
Nel lungo periodo gli Stati Uniti dovranno considerare un approccio concentrato sulla salute democratica complessiva del sistema politico iracheno piuttosto che concentrarsi o favorire alcuni attori politici in particolare
Questo è quanto scrive
Peter Jules analista per il Centre for American progresso in questo rapporto delicato ritiro ufficiale degli Stati Uniti dall'Iraq dunque e siamo alle conclusioni corriamo visto perfino centri studi
Vicini ai democratici negli e Stati Uniti e sono molto critici circa i risultati di questa missione
Militare in Iraq ha durata otto anni e mezzo con forti costi dal punto di vista delle vittime civili militari costi
Economici per i Stati Uniti è entrata in guerra basata su false premesse rivelate se poi ingiustificate con un risultato
Un Paese scarsamente democratico con rischi di derive dittatoriali questo e il bilancio molto critica l'uno l'ultima riflessione che vogliamo fare poteva andare in maniera diversa
Questa vicenda dell'invasione dell'Iraq che la sorte di Saddam Hussein e forse sì grazie alla Campania dei radicali Iraq libero la campagna lanciata da Marco Pannella vediamo allora come
Ricorda questa battaglia Emma Bonino
Il venti marzo del due mila tre gli Stati Uniti Giorgi del più bus iniziò la guerra in Iraq per giustificare l'intervento militare contro il dittatore iracheno Saddam Mohsen Bush evocare i mesi precedenti l'esistenza di armi di distruzione di massa che nessuno ha mai trovato
E legami con l'organizzazione terroristica Al Qaeda che nessuno ha mai documentato oggi in queste menzogne sono il pubblico dominio e infangato di fatto la reputazione della più grande democrazia del mondo
C'è dell'altro però la deliberato operazioni di sabotaggio dell'unica iniziativa concreta che avrebbe da una parte scongiurato la guerra
Risparmiato la vita e decine di migliaia di persone evitato rovine distruzioni e al tempo stesso liberato l'Iraq dalla dittatura di Saddam
è la storia insomma di come è stata boicottata l'iniziativa politica esilio per Saddam Iraq libero di Marco Pannella e dei radicali una lettura dei fatti inedite clamorosa ripercorre le tappe di questa vicenda farà capire di cosa stiamo parlando
è il diciannove gennaio due mila tre scrive Emma Bonino quando fa nelle radicali danno il via la Campania e si l'opera Saddam che giorno dopo giorno con cui se il formale impegno del Parlamento del Governo italiano nonché l'adesione di gruppi di sostegno e personalità di oltre centocinquanta Paesi
Il presupposto da cui si parte che Saddam non poche trovare conveniente la proposta di un esilio che gli garantisca salva la vita
Una volta esiliato sarda ma sarà poi compito delle Nazioni Unite della comunità internazionale avviare un processo di transizione verso la democrazia dell'Iraq affidato a un'amministrazione fiduciaria
Il cinque febbraio si svolge al Consiglio di sicurezza dell'ONU il dibattito decisivo quei Colin Powell cercherà di dimostrare l'esistenza delle armi di distruzione di massa
L'otto febbraio la stampa italiana riferisce che il Presidente del Consiglio italiano Berlusconi avrebbe inviato un lungo e complesso Memorando ma Gheddafi si configurano i possibili scenari d'intesa con Saddam
Il diciannove febbraio due mila tre e il Parlamento italiano con l'adesione del Governo vota a larghissima maggioranza la proposta radicale di sito per Saddam il suo il pluralismo
Garantendo barra is immunità ma non impunità il voto sancisce così formale impegno del Parlamento del Governo italiano impegno che il Governo allora in carica non manterrà
Il ventidue febbraio Bush scrive Emma Bonino accoglie nel suo ranch di Crawford in Texas il Primo Ministro spagnolo fosse Maria suonare
è un momento chiave per comprendere quello che accadrà a quel colloquio partecipano in collegamento telefonico anche Blair ed esce
Il verbale ufficioso dell'incontro racconta come Bush ritenga necessario e urgente muovere guerra all'Iraq
Quel colloquio che emerge anche come Asinara abbia suggerito prudenza Bush in questo contesto il Presidente americano rivela che quel che gli enti precedenze comunicato Berlusconi l'otto febbraio e cioè una risposta positiva di Saddam attraverso Gheddafi a proposito dell'esilio
Bush si rimossa però irremovibile nel suo rifiuto qualsiasi accordo con il dittatore giudica la condizione di Saddam disperata potrebbe essere ucciso dice entro due mesi e spiega che Saddam chiede un miliardo di dollari
Bush vuole la guerra discutere alternativa dell'esilio prospettata gli dà Asinara Marco Pannella in quei giorni cerca di mettere in guardia Governo italiano né europea e Toni Blair dalla dar fiducia Gheddafi come mediatore
La conferma dell'inaffidabilità del leader libico emerge l'occasione del summit della lega araba Sharm El Sheik che si tiene il primo marzo del due mila tre
Secondo quanto riferito dai giornali di tutto il mondo inclusi quelli arabi Gheddafi riesce a impedire che la lega Araba riesca a dibattere la proposta di esito per Saddam presentata dagli Emirati Arabi Uniti
Siamo arrivati alla vigilia della guerra il diciotto marzo Bush pone un ultimatum sa da ma quarantotto ore per lasciare il Paese senza alcuna garanzia di avere salva la vita
Anzi nelle stesse ore l'opinione pubblica della messa a conoscenza dei clamorosi risultati non sondaggio del venticinque gennaio e fino ad allora non diffuso la maggioranza degli americani il sessantadue per cento si dice favorevole all'esilio per Saddam Hussein
Nelle ore che precedono attacco militare via terra il Bahrain offre ufficialmente a Saddam un esito sicuro purché si eviti una nuova guerra nei territori del Golfo niente da fare Bush ebree hanno voluto la guerra che guerra sarà
Pannella eradicare vi accusano di avere deliberatamente voluto evitare la soluzione pacifica accelerando i tempi della guerra
C'era dunque un'alternativa la guerra e al tempo stesso la possibilità di liberare l'Iraq da Saddam Hussein
Così Emma Bonino ricostruisce la Campania Iraq libero di Marco Pannella e dei radicali con questa segnalazione si chiude la rassegna di geopolitica di quest'oggi dedicata al
Ritiro ufficiale degli Stati Uniti dall'Iraq otto anni e mezzo dopo l'invasione del due mila tre
Un saluto da Lorenzo rende ci risentiamo mercoledì mattina alle ore sette
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