Tra gli argomenti discussi: Costituzione, Diritto, Droga, Fini, Giovanardi, Giustizia, Legge, Magistratura, Penale, Procedura, Proibizionismo, Riforme, Roma, Tossicodipendenti.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 6 minuti.
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10:00 - Roma
18:30 - Marina di Pietrasanta (LU)
17:00 - Catania
avvocato, presidente del Comitato Radicale per la Giustizia "Piero Calamandrei"
Pochi giorni fa il ventotto gennaio per l'esattezza la terza sezione penale della Corte di Appello di Roma ha adottato una decisione in tema di reati connessi alla detenzione di
Sostanze stupefacenti che per molti versi possiamo definire clamoroso certamente
Sorprendente
La Corte doveva decidere dell'appello proposto due imputati e condannati in primo grado la pena di cinque mesi e venti giorni di reclusione per essere state trovate in possesso di quattro grammi e mezzo di marijuana
E
Zero trentasei grammi di eroina
Si badi che il Difensore aveva in sede di discussione sollevato eccezione di costituzionalità della famosa legge Giovanardi che come si ricorderà
Aveva in sostanza abolito ogni differenza sanzionatoria sanzionatoria tra cosiddette droghe pesanti e cosiddette droghe leggere
Prima di tale famigerata legge quarantanove del due mila e sei di conversione del decreto-legge duecentosettantadue del due mila cinque
L'attività di detenzione o cessione delle così dette droghe pesanti era punita con pena da otto a vent'anni mentre quella relativa alle cosiddette droghe leggere da due a sei anni
La modifica voluta dall'onorevole Giovanardi dalla maggioranza politica da lui rappresentata intese negare ogni distinzione
Tre i tipi di sostanze cosiddette drogati un'affermazione di natura smaccatamente ideologica come sempre in questi casi caratterizzati da fare una all'analfabetismo scientifico addirittura
Imbarazzante che imponeva come conseguenza di equiparare nel regime sanzionatorio
Pena unica leggere o pesanti che siano da sei a vent'anni di reclusione
Ma la questione di costituzionalità da dell'imposta dal difensore pur pregevole si era limitata ad invocare la violazione dell'articolo settantasette comma secondo della Costituzione che regola la delicata materia della decretazione di urgenza
Eccependo il difensore sia la mancanza dei requisiti di urgenza che avevano portato il Governo a modificare con decreto legge il precedente regime sanzionatorio sia la disomogeneità
Delle materie oggetto di quel decreto
Originariamente avente ad oggetto l'assunzione di personale di polizia di Stato le olimpiadi invernali invernali ed altre materie del tutto estranee alle tematiche
Delle sanzioni penali in materia di stupefacenti more solito secondo un malcostume parlamentare divenuto regola
All'interno di un decreto legge dedicato a tutt'altro fu inserita questa assurda modifica della legge stupefacenti ispirata ad un fanatismo proibizionista e per ciò stesso indifferente ripetiamo
Ad ogni evidenza scientifica ad ogni elementare buonsenso dunque
Dice la Corte d'Appello mandiamo la Corte perché faccia conseguire a questo malcostume costituzionale genetico della norma la sua illegittimità la sua caducazione ma
Dice la
Sorprendente bello ordinanza redatta dal Presidente del Collegio al dottor Bettiol c'è un secondo profilo di incostituzionalità quindi qui lo solleva d'ufficio alla Corte che attiene proprio al merito di quella norma
E lì ritenuta violativa dell'articolo tre della Costituzione perché punisce allo stesso modo condotte che invece sono e devono considerarsi e il tutto diverso e qui leggiamo testualmente l'ordinanza
Per i Colette pur non essendo questa la sede dice la Corte d'appello di Roma per una disamina su basi scientifiche delle profonde e comunque note differenti se intercorrente ti
Tra i due tipi di stupefacenti varrà tuttavia la pena di rilevare quanto meno
L'assenza di effetti di dipendenza nei consumatori di cannabis a differenza di quelli che assumono droghe cosiddette pesanti quali gli oppiacei
Di cui diventano entro brevissimo termine dipendenti
L'altra altresì rilevata la modestia degli effetti negativi sull'organismo non differenti da quelli che provocano al con l'unico Tina delle droghe leggere rispetto a quelli devastanti prodotti
Dalle droghe pesanti
Sono parole di una
Straordinaria chiarezza e durezza
Che e naturalmente colpiscono ed impressiona
Aggiunge poi la Corte un secondo profilo che la violazione dell'articolo
Centodiciassette comma uno dalla Costituzione posto che la legge Giovanardi si pone altresì secondo i giudici capitolini in contrasto con quanto stabilito da una precisa direttiva del Consiglio d'Europa proprio in tema di sanzioni penali
Riguardo alle sostanze stupefacenti sì e psicotrope che appunto esige una netta distinzione
Tra droghe ad effetti psico troppi del tutto diverso tra di loro
Va salutata con grande plauso questa decisione
Che ripropone le questioni che furono la base
Delle grandi lotti antiproibizioniste degli ultimi venti anni portati avanti innanzitutto anziché esclusivamente
Da dirigenti e militanti radicali con atti di disobbedienza civile che produssero
Decine di procedimenti penali a carico appunto di militanti dei dirigenti radicali decine di condanne ripetute questioni di legittimità costituzionale
La corte di appello di Roma rilancia di ufficio dunque e di propria iniziativa quindi quelle tematiche che la quotidiana evidenza dei fatti impone alla fine a chiunque non voglia chiudere gli occhi su questa realtà
Ci piace pensare che questo inatteso germogliare di una decisione così importante sia anche frutto di quella Simina culturale e politica
Buona giornata a tutti
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