Tra gli argomenti discussi: Banca Centrale Europea, Cipro, Crisi, Economia, Esteri, Euro, Giordania, Israele, Obama, Rassegna Stampa, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
Rubrica
18:30 - Marina di Pietrasanta, Lucca
Buongiorno ascoltatori di Radio Radicale sabato ventitré marzo questo appuntamento con rassegnata la stampa internazionale
A cura di David Carretta anche quest'oggi apriremo occupandoci della crisi della zona euro della situazione a Cipro iniziato in qualche modo il conto alla rovescia che potrebbe
Spingere
L'isola del Mediterraneo fuori dalla zona euro leggeremo un'analisi da le mondo di oggi si Cipro fallisse lo scenario che fa paura
Se la Banca centrale europea dovesse chiudere il rubinetto della liquidità delle banche cipriote Nicosia potrebbe trascinare con sé negli altri Paesi fragili della zona euro scrive tra l'altro
Le monde leggeremo poi un'analisi di Stephens filtrato dal Wall Street Journal Europe ieri la crisi di Cipro non colpirà alla zona euro a meno che Nicosia hanno sia costretta a lasciare sempre
La zona euro poi un editoriale dal Financial Times che chiedeva Cipro in qualche modo di andrà patti CONI la zona euro dopo il note del
Parlamento di Nicosia al prelievo sulle banche chiuderemo questo capitolo con un editoriale dal Times
Non ironico salvare Cipro il titolo ci vuole qualcosa di meglio il più vecchio di un prelievo sui
Depositi ed il tempo sta finendo c'è tuttavia un ironia in questo editoriale del che il Times
Tra i giornali che avevano difeso l'ipotesi di un default della Grecia dell'uscita di Atene dall'euro
In quel caso però non c'erano i depositi dei ricchi pensionati inglesi in gioco
L'altro tema che approfondiremo la vista di Barack Obama in Israele nei territori palestinesi tra Cisgiordania
E il Giordania faremo un Bilancio negativo con nel mondo di oggi dal titolo
Editoriale dal titolo Israele Palestina la rinuncia di Obama un bilancio positivo invece lo tra il wall street journal l'edizione americana di ieri in un editoriale
Le migliori intenzioni mediorientali Obama rassicura Israele ma la pace in Palestina sembra una speranza
Molto lontana e il bilancio positivo per il Wall Street Journal perché sostanzialmente
Il Presidente americano si è allineato alle richieste del premier israeliano Benjamin Netanyahu sudore su diverse questioni ma cominciamo da Cipro e dalla zona l'Euro con un'analisi dalle mondo di oggi di triangolo di Gatti nuova e si Cipro fallisse lo scenario che fa paura questo
Il titolo spiega le Monde tre giorni
Al causa Cipro
L'ultimatum dalla Banca centrale europea che minaccia di non fornire più liquidità
All'isola già da martedì ha innescato il conto alla rovescia su nessun accordo sarà trovato da qui a lunedì sera
Per sbloccare l'aiuto dei partner europei del Fondo monetario internazionale e cioè dieci miliardi di euro
Francoforte titola rubinetto dalla liquidità condannando così le banche cipriote lo scenario
Di un fallimento del Paese seguito dalla sua uscita dall'Unione monetaria risorge il perché se le banche cipriote venissero abbandonate al loro destino lo Stato sarebbe incapace di ricapitalizzare alle
O di
Pagare la garanzia sui depositi che è prevista dalla legislazione europea e verrebbe dunque condannato alla bancarotta
La fronte del presidente dell'Eurogruppo Jerome dissero lumbard pronta già di sudore perché Cipro secondo lui rappresenta un rischio sistemico in altre parole
La sua caduta potrebbe fare implodere tutto il sistema finanziario per la zona euro alcuni realtà spiega nel mondo pensano che sia un bluff il PIL
Di diciassette miliardi di euro rappresenta appena un quarto del giro d'affari dei supermercati Carrefour in Francia
Sconcerto dal fallimento di Lehman Brothers nel due mila otto gli esperti sanno che un fenomeno a priori controllabile può fare danni incalcolabili
Ma nel caso di Cipro gli effetti di un contagio diretto di fallimento del Paese sembrano circoscritti
Ti il debito pubblico e di circa quindici miliardi i primi detentori di questo debito quelli che subirebbero le perdite potenziali sono gli stessi
Ciprioti che detengono il cinquantatré per cento dei bond sul mercato il resto sono dei non residenti ma anche in questo caso i Paesi della zona euro sembrano al riparo le banche della zona euro deve detengono
Solo
Sessanta milioni di euro di debito cipriota
Le banche le banche tedesche detengono solo sessanta milioni di euro di debito cipriota quelle francesi novanta milioni quelle italiane dieci milioni
Resta il problema prosegue le monde delle banche che rischiano di essere l'innesco di una crisi
Se dovessero fallire occorrerà gestire il loro passivo impressionante centoventotto miliardi di euro di giro d'affari e la fine del due mila dodici sarebbe impossibile per lo Stato cipriota farsi carico di un conto del genere
Ma anche in questo caso i grandi perdenti di una bancarotta generalizzata sarebbero i ciprioti le banche del Paese hanno poco debito ma molti depositi ed è ai loro clienti che
Dovranno del denaro in caso di catastrofe in altre parole
Ciprioti e stranieri in gran parte russi la parte di depositi di altri Paesi della zona euro sembra abbastanza ragionevole cinque miliardi di euro
Queste però sono le cifre per le Monde ci sono anche gli effetti psicologici su questo punto nessuno e se a meno in caso di fallimento delle banche Nicosia non sarebbe in grado di onorare la garanzia sui depositi fino a cento mila euro che obbligherebbe un esborso di trenta miliardi
L'Europa difficilmente volerebbe soccorso a quel punto i risparmiatori gli altri Paesi fragili
Potrebbero iniziare a preoccuparsi Portogallo Grecia Spagna Italia è il rischio e di un panico bancario che farebbe cadere i mercati impennare i rendimenti sui titoli pubblici
Precipitando la situazione di altre banche
Con un credit crunch una crisi del credito che con trarrebbe ulteriormente l'economia
Secondo gli economisti Della Oxford Economics Londra lo scenario catastrofe costerebbe la zona euro almeno il tre per cento di PIL alcuni Paesi carta dovrebbero in una depressione potrebbero subire
Un'esplosione sociale seguita da una disintegrazione della zona euro in quel caso
La caduta del PIL raggiungerebbe il dieci per cento forse si tratta di finzione di fiction ma è uno scenario che spaventa conclude
Tra l'altro Clair Gatti ma su l'Hammond di oggi e di una possibile uscita dalla zona euro parlo anche se per il
Filler
Del Wall Street Journal Europe in un'analisi di ieri la crisi di Cipro non colpirà non danneggerà la zona euro a meno che loro Nicosia non sia costretta a lasciare lasciare l'Unione monetaria scrive sigle
Il futuro delle zone euro appeso a una manciata di miliardi otto mesi dopo che Cipro ha chiesto assistenza finanziaria
Sabato scorso i Ministri delle finanze europei hanno abborracciato un pacchetto che è diventato tanto contenzioso da mettere a rischio
L'appartenenza dell'isola alle zone euro la questione che ha generato
Il furore sono i cinque virgola otto miliardi che Cipro dovrebbe prelevare dai depositi delle sue banche per ridurre le dimissioni del salvataggio
A dieci miliardi di euro si tratta di un nonnulla per la zona euro lo zero virgola zero sei per cento del PIL
Tutto il sistema bancario di Cipro messi insieme grande quanto la quarantaquattresimo a Banca della zona euro nell'undicesima della Germania insomma
C'è una sproporzione enorme tra le dimensioni del problema e i rischi della soluzione che è stata scelta allora perché si è arrivati a questo
Primo secondo il Wall Street Journal Europe c'è la convenzione tra
Alcuni responsabili politici che ci però non sia sistemi che in altre parole che le sue piccole dimensioni
Non abbiano implicazioni per la sicurezza del sistema finanziario della zona euro questo è vero fino a un certo punto come dimostra la calma dei relativa dei mercati di fronte alla crisi di Cipro in caso di collasso delle banche di un'economia
Fatta di appena ottocento mila persone Cipro davvero troppo piccola per danneggiare direttamente al resto d'Europa è vero che la decisione di rompere il tabù della tassa sui depositi
In teoria potrebbe spaventare i risparmiatori Spagna e Italia ma non è accaduto anche perché in entrambi i Paesi in caso di ristrutturazione del debito
Con ogni probabilità verranno presi di mira i titoli pubblici eppure secondo Wall Street Journal l'assunto che Cipro non è sistemica si fonda su una sola spetta attiva cioè che resti nella zona euro
Se dovesse uscire e l'uscita diventa una reale possibilità se la Banca centrale europea staccherà la spina come ha minacciato
Di fare giovedì scorso allora e tutto un altro discorso perché perché l'euro in quel caso entrerebbe in un territorio sconosciuto invece di un'unione monetaria irrevocabile diventerebbe un matrimonio di convenienza
Se un Paese può uscire allora anche altri possono farlo e mercati faranno pagare un prezzo per il fatto che i politici europei in alcune circostanze sono pronti ad aprire la porta e lasciare
Uscire un membro della zona euro comunque andrà dentro o fuori dalla zona euro le cose
Non finiranno bene per i ciprioti
Il loro errore è stato di votare per governi che hanno permesso incoraggiato che loro banche a fare affari con individui discutibili come giudica archi russi cosa che ha trovato l'Adisu disapprovazione dei contribuenti tedeschi
In ogni caso per Cipro una crisi bancaria e una severa contrazione economica sembrano inevitabili
Insomma per un altro Paese dopo
Dopo la Grecia l'Irlanda il Portogallo la Spagna l'appartenenza all'euro si sta rivelando un alto costo economico e politico così tra l'altro
Spesa infinito e sul Wall Street germanico un altro
Sul Financial Times sempre ieri c'era un editoriale
Su Cipro il tempo che Cipro faccia la sua scelta Nicosia farebbe meglio a fare un compromesso con la zona euro
I farmaci al Times alla fine in qualche modo si accorge che i parlamentari di di Cipro
Rigettando in qualche modo il
Il prelievo sui depositi bancari beh non è che abbiano fatto una grande scelta anche perché lo ricordiamo
Noi il quarantadue per cento dei depositi bancari a Cipro sono sopra di cinquecento mila euro insomma non è proprio
Povera
Povera gente si può discutere tanto più da liberali liberisti se sia meglio se sia meglio un fallimento delle banche questa ipotesi suggerite non editoriale ieri dal Wall Street Journal in Europa
I danni però sarebbero molto di più alti per
Tutti i depositi almeno quelli sopra i cento mila euro e nel caso di Cipro dove lo Stato non può pagare la garanzia i danni sarebbero anche
Per la povera gente comunque per chiudere questo capitolo una segnalazione l'editoriale di ieri del Tai Chi quotidiano conservatore di Londra euroscettico
Sempre su Cipro salvare Cipro l'imperativo questo il titolo qualcosa di meglio e più lei più di un prelievo sui depositi necessario e il tempo sta finendo il paradosso
E che il Times è stato tra i giornali che nel caso della Grecia aveva difeso l'ipotesi di un default e dell'uscita dall'Euro disse perfino un concorso
Su questo in quel caso però nel caso della Grecia non c'erano i depositi dei ricchi pensionati inglesi in gioco ricchi pensionati che hanno deciso di trasferirsi a Cipro che rischiano di rimetterci qualche
Qualche centinaio di milioni di euro in caso di prelievo sui depositi un po'di più
In caso di fallimento delle banche veniamo alla
Dal viaggio di Obama in is in Cisgiordania e in Giordania un bilancio molto negativo lo fa oggi le mondo e con il suo editoriale
Dal titolo Israele e Palestina la rinuncia di
Obama è molto duro il quotidiano francese scrive in apparenza non è cambiato nulla
Barack Obama pensa sempre che la creazione di uno Stato palestinese ripari avrebbe un'ingiustizia storiche assicurerebbe la sicurezza a cui Israele ha diritto Obama pensa sempre che l'occupazione come l'espulsione dei palestinesi non sia una soluzione e pensa sempre che la pace tra questi due popoli sia possibile
Dal discorso del Cairo nel giugno due mila nove è quello di Gerusalemme del ventuno marzo una sola frase scomparsa ma è una frase essenziale per le Monde
La capitale egiziana dopo aver insistito sull'importanza di un accordo israelo-palestinese Obama aveva assicurato che contava perseguire personalmente questo esito con tutta la pazienza e l'impegno che esige questo compito
Al centro di conferenze di Gerusalemme il presidente della più grande potenza mondiale ha mascherato il più abilmente possibile una rinuncia
La Casa Bianca non vuole più cupa assi del conflitto israelo-palestinese
Evidentemente scrive le Monde Obama non vuole più prendere il rischio di un nuovo fallimento dopo quello registrato nel suo primo mandato quando aveva cercato di ottenere un congelamento parziale temporaneo della colonizzazione israeliana in Cisgiordania
Che non aveva soddisfatto nessuno né innescato alcuna dinamica
Toccherà al suo segretario di Stato giorni Carrie tentare di
Avvicinare i due campi più lontani che mai negli ultimi due decenni
Molto sperimentato l'ex senatore del Massachusetts non è privo di carattere qualità ma non dispone del capitale politico di un Presidente degli Stati Uniti
A Gerusalemme Obama incitato gli israeliani a mettersi al posto dei palestinesi per comprendere le loro frustrazioni
Prima di invitarli a porre i loro responsabili politici compromessi dolorosi della pace
Ma è da molto tempo che per ideologico pigrizia gli israeliani hanno cacciato dal loro orizzonte i palestinesi quelli rinchiusi a casa o nelle tasche auto amministrate della Cisgiordania
Quando i giovani israeliani si mobilitano come nell'estate del due mila undici e per denunciare le ingiustizie sociali non la colonizzazione
E le elezioni israeliane anche le ultime
Non sono da tempo non sono più un referendum sulla pace il ritiro americano
Dalla questione Palestina richiude oggi la parentesi di Oslo scrive le Monde
Quel processo iniziato vent'anni fa all'indomani del primo intervento americano contro l'Iraq all'epoca gli Stati Uniti si erano impegnati a sponsorizzare
Un dialogo tra israeliani e palestinesi che doveva condurre alla pace ma quelle poche finita il ritiro americano durerà fino a quando una crisi maggiore
Non obbligherà gli Stati Uniti a re impegnarsi ed è in questo lasso di tempo che la soluzione
Dei due Stati rischia fatalmente tragicamente di dissolversi se questo dovesse accadere allora Obama avrà seppellito una delle più intelligibili speranze di pace in medio Oriente così tra l'altro
Le Monde nel suo editoriale di oggi molto diverso invece
L'opinione del Wall Street Journal che non vede la pace all'orizzonte ma che vede
Nella visita di Obama una una svolta positiva
Perché ora c'è un riavvicinamento con Israele le migliori intenzioni mediorientali Obama rassicura Israele ma la pace in Palestina sembra una speranza lontana scrive Wall Street il Presidente Obama ha fatto un discorso
Senza passione a un pubblico di giovani israeliani a Gerusalemme promettendo l'impegno dell'America per la sicurezza dello Stato ebraico
E insistendo che la pace con i palestinesi è possibile ma parlando affianco al presidente palestinese Mahmoud Abbas a Ramallah lo stesso giorno poco prima
Obama ha avuto un anticipo di quanto sia distante questa possibilità la migliore notizia di questo viaggio che Obama sembra riconoscere che gli amici dell'America devono avere fiducia illumini prima che lo stesso Obama possa negoziare una pace con gli avversari
Il Presidente trascorso sul primo mandato cercando di distanziare si dal premier israeliano Benjamin Netanyahu il risultato è stato
Di delusione reciproca e disaccordi questa settimana Obama ha cercato di rassicurare gli israeliani sull'impegno americano anche se ha chiesto loro di assumersi rischi della pace
Dal riferimento al mio amico BB alle parole dure sul programma nucleare dell'Iran e alla determinazione americana di fermare quel programma nucleare il Presidente si è lanciato in un'offensiva di Sharm per corteggiare i suoi ospiti israeliani scettici
Tutto questo va bene Obama perfino accettato la posizione di Netanyahu che negoziati tra israeliani e palestinesi debbano procedere senza precondizioni si tratta di un'altra piccola svolta rispetto al rancore del primo mandato
Quando Obama aveva incoraggiato l'intransigenza dei palestinesi sullo stop totale degli insediamenti israeliani Obama assicurato agli israeliani che abbassa il suo primo ministro Salam Fayad sono due partner che vogliono fare la pace
Ma questa il problema è che e cioè che questo non si desume dalle dichiarazioni di a basso giovedì l'uomo che dovrebbe rappresentare nel campo moderato dalla politica palestinese si è lanciato in un duro attacco verbale
Contro la presunta violenza l'occupazione gli arresti l'assedio la negazione dei diritti dei rifugiati da parte di Israele insomma questa non è musica
Per dei negoziati il riferimento di abbassa i rifugiati particolarmente tossico visto che gran parte dei palestinesi considerano
I diritti dei rifugiati come il ritorno dei discendenti dei rifugiati arabi per la guerra di indipendenza Israele cosa che distruggerebbe Israele come Stato ebraico
Abbas continua a difendere anche una riconciliazione con Hamas che rimane il riconciliabile con l'esistenza di Israele
Mentre Abass parlava nelle strade di Ramallah diversi palestinesi manifestavano
Attaccando l'America se la pace inizia nel cuore della gente come ha detto Obama Gerusalemme la sensazione che sia totalmente assente nel cuore di molti palestinesi
Almeno in pubblico israeliano di Obama gli ha concesso una ristorante ovazione conclusione
La storia dimostra che una generazione di estremisti può lasciare posto a una generazione di pacifisti decaduto in Germania il Giappone e nessuno deve rinunciare a questa speranza quando si tratta dei palestinesi
Fino ad allora tra Israele dovrà negoziare al meglio che può con gli occhi puntati sulla sua sicurezza le migliori intenzioni di Obama non potranno portare la pace fino a quando un numero sufficiente di palestinesi
Non deciderà di volerla così il Wall Street Journal ma ci fermiamo alla David Carretta una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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