Tra gli argomenti discussi: Elezioni, Erdogan, Esteri, Germania, Guerra, Iran, Rassegna Stampa, Rohani, Siria, Turchia.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
Buongiorno riesco dottori di Radio Radicale sabato ventidue giugno questo appuntamento con la rassegna stampa internazionale a cura di David Carretta due temi che approfondiremo quest'oggi partiremo innanzitutto
Dall'Iran
La sorpresa dello scorso fine settimana il
Successo alle presidenziali di Hassan Air One il candidato dei riformisti anche se fu anni non può definirsi
Davvero un riformista questo è dedicata la copertina e la principale di per viale dell'Economist che si chiede l'Iran può essere fermato
E la lettura del settimanale britannico è molto netta l'Occidente farebbe bene intervenire in Siria per molte ragioni una di queste eh impedire l'emergere di una potenza persiana vedremo un punto di vista però anche molto
Diverso quello di Philips Stephens sul Financial Times di ieri secondo il quale tempo o di negoziare un bombardamento non affermerà
Una bomba
Iraniana il Presidente americano Barack Obama dovrebbe
Tendere la mano a Hassan ha romani l'altro tema che approfondiremo la Turchia
Deriva autoritaria di Recep Tayyip Erdogan la notizia è che la Germania blocca la strada europea di anche era questo il titolo di un articolo di ieri del Financial Times Berlino blocca l'inizio dei negoziati su un nuovo capitolo per la decisione i turchi reagiscono avvertendo del pericolo di una
Rottura irreversibile dall'Economist leggeremo
Un altro editoriale dedicato in parte la Turchia ma non solo a quella che è una deriva anche in altri Paesi democratici cioè il maggioritari ISMU la democrazia zombie questo il titolo del settimanale
Che invia una sorta di nota al Primo Ministro turco e ad altri vincere le elezioni non basta per essere una democrazia vera
Cominciamo però con
L'Economist ma l'Iran
La copertina del settimanale britannico come dicevamo è dedicata alla successo di Hassan Wang insuccesso a sorpresa e la questione del nucleare l'Iran può essere fermato è l'interrogativo
L'Occidente dovrebbe intervenire insidia per molte ragioni una di queste di impedire l'emergere di una potenza persiana
Scrive l'Economist nel suo principale editoriale nel due mila e nove l'Iran era sul punto di eleggere un riformatore come Presidente
All'epoca leader supremo l'Ayatollah Alì Khamenei prove Schönborn risultato del voto schiacciando le proteste che ne seguirono
La scorsa settimana lo stesso periodo desiderio di cambiamento ha prodotto una vittoria a maggioranza per Hassan Rua anni ma questa volta Khamenei ha salutato il risultato come una sorta di trionfo
Quando un Paese vissuto tanta repressione quanto all'Iran gli osservatori esterni che sperano in un futuro migliore per questo Paese sono portati istintivamente a celebrare con gli iraniani ordinari che sono scesi in strada per festeggiare la vittoria di volani
Le dichiarazioni pubbliche del nuovo presidente incoraggiano all'ottimismo
Almeno lo anni appare come un Presidente abbastanza diverso dal teatrale Mahmoud Ahmadinejad che lo ha preceduto ma se queste elezioni
Forse augurano qualcosa di buono agli iraniani non necessariamente rappresentano una promessa di speranza per il resto del mondo l'aggressività regionale dell'Iran nella sua capacità nucleare significano che
La Repubblica islamica e più pericolosa che mai prima d'ora data la debolezza del Paese e questo potrebbe sembrare impone impensabile l'inflazione oltre il trenta per cento l'economia recessione
La disuguaglianza aumenta con il quaranta per cento dell'INAIL Miani che vive sotto la soglia di povertà alle sanzioni hanno ridotto le esportazioni di petrolio
A soli settecento mila barili al giorno cioè due terzi in meno rispetto al passato
Il risultato è una penuria di generi le basilari e una crescente disoccupazione dovuta alla chiusura delle fabbriche
Eppure sottolinea l'economista il leone persiano non ha perso gli artigli né latte o grazie diventata improvvisamente una democrazia Halouani forse era il più riformista dei candidati sulla scheda elettorale
Ma non molla leale servitore della Repubblica islamica fin dalle sue origini e servitore della sua ideologia per anni Romania diretto il Consiglio di sicurezza nazionale
è vero le mani legate da un alle mani in parte legate ma da un sistema che ha
Permesso solo otto persone di correre per la
Presidenza rigettando altresì centosettantotto candidature
Il potere del Presidente poi limitato dalle altre istituzioni Rania né molte delle quali sono nelle mani dei conservatori se la politica era ignara probabilmente cambiata meno di quanto l'elezione diretta Guanyi lasci credere
L'equilibrio di potere tra lira nel resto del mondo si è spostato negli ultimi tempi a favore dell'Iran e per due ragioni primo grazie all'investimento massiccio dei Mullah
Nelle capacità nucleari e nonostante i tentativi dell'Occidente di Israele di rinviare o sabotare il programma nucleare molto presto l'Iran sarà in grado di produrre uranio arricchito a livello
Necessario a una bomba
L'Iran ha installato più di nove mila centrifughe in meno di due anni raddoppiando la sua capacità di arricchimento
è un passo molto breve dall'arricchimento al venti per cento
Livello
Essenziale per la tonica anche se le agenzie di intelligence occidentali pensano che l'Iran sia
Ancora da almeno un anno dalla capacità di costruire un'arma nucleare alcuni esperti ritengono che potrebbe essere questioni
Di pochi mesi
Tutto questo secondo l'Economist
Prende la politica occidentale attuale sull'Iran un controsenso ogni round di negoziati per cercare di convincere Taran a non costruire la bomba è stato sostenuto dalla minaccia
Implicita di usare la forza armata ma molto presto l'Iran si troverà nella posizione di costruire una bomba in modo rapido il surrettizio se l'Occidente
Dovesse decidere di usare la forza
L'Iran potrebbe dunque ammassare un piccolo arsenale atomico nell'arco di tempo necessario all'Occidente ad ottenere il sostegno per un bombardamento contro questa prospettiva un Presidente più amichevole secondo l'economista
Rappresenta
Sia un'opportunità sia una trappola
Un'opportunità perché potrebbe offrire una chance di costruire migliori relazioni attraverso
Il dialogo e la graduale elevata delle sanzioni
Ma è anche una trappola perché l'Iran potrebbe avvantaggiarsi sfruttando questo lento processo per costruire la bomba l'altro sviluppo che secondo l'Economist minaccia l'interesse dell'Occidente
Sta avvenendo torno all'Iran nonostante i suoi problemi economici lo Stato iraniano è molto più potente rispetto i Paesi vicini
Ed è pronto ad affermare troppi interessi oltre i suoi confini il Governo iracheno ormai un alleato Mitterrand
Il Libano l'Iran manovra hezbollah le milizie partito uscite
Che non a caso sono state inviate in Siria dove i combattenti di Hezbollah si sono uniti e consiglieri militari al denaro le forze speciali dell'Iran per contribuire a far pendere il pendolo del conflitto
Dalla parte di Bashar al-Assad forse
L'analisi dell'economista è troppo pessimista scrive il settimanale è possibile che l'arrivo di quali annunci una posizione più pragmatica e meno aggressiva da parte della Repubblica islamica
Il nuovo Presidente era stato il capo negoziatore sul nucleare in campagna elettorale ha riconosciuto in modo chiaro che legame tra la crisi economica
E le sanzioni sul nucleare e deve essere
Risolto anche con migliori relazioni con l'Occidente l'Occidente farebbe dunque bene a rispondere dicendo chiaramente che non ha alcuna intenzione di impedire sviluppi pacifici da parte
Dell'Iran allo stesso tempo deve continuare a spingere per progressi sui negoziati sul nucleare
Ma nel fare tutto questo secondo l'Economist l'Occidente deve anche essere ultra prudente
Qualsiasi accordo offerto all'Iran deve includere misure sufficientemente draconiane ispezioni sufficientemente intrusi veda impedire la costruzione clandestina di una bomba
Altrimenti sarebbe peggio di un mancato accordo e un accordo serio con ogni probabilità sarà inaccettabile per l'Iran
Il crescente rischio di un Iran nucleare è una delle ragioni per cui l'Occidente farebbe bene anche intervenire in Siria non solo Armando i ribelli ma anche instaurando una no fly zone
Questo priverebbe Assad delle sue armi più potenti le bombe lanciate dagli aerei e permetterebbe ribelli di creare delle basi militari dentro la Siria
Questo giornale ricorda l'economista sostenuto più volte la necessità di farlo per ragioni umanitarie
Ma il crescente pericolo iraniano è un'altra ragione per intervenire
In Siria non è infatti nell'interesse o ci dentale che uno Stato che sponsorizza al terrorismo e rigetta al diritto di Israele di esistere diventi la potenza egemone regionale così
Tra l'altro l'Economist in questo lungo editoriale ma risposta in qualche modo l'abbiamo trovata ieri sul
Fare Sontag con un commento di Philip Stephens tempo di negoziare un bombardamento non fermerà
Una bomba
Iraniana scrive il columnist del quotidiano della City
La cosa stupefacente dell'elezione di Hassan RU anni come presidente iraniano il fatto che l'Ayatollah Alì Khamenei si sia sentito obbligato a concederli una vittoria al primo turno sarebbe stato facile per la guida suprema
Fargli perdere un numero sufficiente di voti per farlo scendere sotto il cinquanta per cento un secondo turno avrebbe
Dato i falchi almeno la possibilità di raggruppare assi ma presumibilmente scrive Stephens i leader supremo temeva una ripresa del Movimento Verde seguito le frodi elettorali del due mila nove a favore di un secondo mandato di ma MUD Ahmadinejad
Forse Khamenei ha dato un'occhiata cosa stava accadendo a piazza taxi ma Istanbul la rivolta in una Turchia vicine democratica ricorda quanto sia un combustibile
Il disincanto dei giovani mescolato alla tecnologia digitale ad ogni modo
Qualunque sia stato il calcolo di Khamenei questo tilt nell'equilibrio politico a Teheran è importante
La brutalità del conflitto in Siria attirato l'attenzione del mondo ma la sfida posta dall'Iran e di tipo diverso
Per quanto grave l'impatto del conflitto siriano sulla sicurezza internazionale di gran lunga inferiore alle implicazioni del programma nucleare iraniano
Un Iran con la bomba distinti integrerebbe ciò che resta del Trattato di non proliferazione nucleare in metterebbe armi nucleari nella guerra civile regionale tra sunniti e sciiti
L'umore nero che gli occidentali alimentato anche dal fatto che ci sono delle bombe con bandiera saudita nel nel considerevole arsenale del Pakistan d'altra parte prosegue i farmaci Sontag su un attacco militare americano israeliano contro installazioni nucleari dell'Iran produrrebbe
Una conflagrazione più pericolosa di tutte quelle che finora conosciuto questa Regione
Che siede sull'orlo dell'abisso inoltre un attacco non funzionerebbe al massimo potrebbe portare un rinvio del programma con l'effetto collaterale di cementare l'Autorità degli Ayatollah
Nessuno può immaginare che il cambio di leadership presidenziale Teran possa cambiare tutte le carte in tavola romani non spegnerà le centrifughe
Io Aniane come gesto di buona volontà verso la comunità internazionale ma non ho Presidente sottolinea Philip Stephens vuole porre fine all'isolamento dell'Iran non ultimo per l'impatto devastante delle sanzioni sull'economia
Insomma la sua elezione offre un'apertura la possibilità di un dialogo serio tra Stati Uniti e Iran
Spiega tra l'altro Stephens gli attuali negoziati tra i cinque più uno e cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza per la Germania e l'Iran
Sono sì utile non ultimo per mantenere una parvenza di solidarietà internazionale ma tutti sanno che il vero accordo sarà quello tra Washington e Teheran e che dovrà andare ben oltre il programma nucleare
Ci sono voluti cinque anni e l'Amministrazione Obama per riconoscere che
Dialogare con i nemici non è la stessa cosa dell'appeacement del contenimento questa settimana l'Amministrazione avviato colloqui con i talebani
è brutto da dire ma questa decisione arrivata troppo tardi per offrire la prospettiva di un accordo politico
In Afghanistan è che accompagni il ritiro militare statunitense fare un errore simile con l'Iran sarebbe una tragedia norme secondo Philip Stephens
Ciò che deve fare Obama e di esplorare ogni possibilità usare tutto all'Energia diplomatiche e
Utilizzare qualsiasi sanzione incentivo per
Evitare che l'Iran ottenga la bomba in altre parole negoziare seriamente molti dicono che è troppo difficile perché pragmatici o meno gli iraniani non cederanno la guerra in Siria aggiunto un altro elemento di complessità perché potrebbe anticipare un asse Taran Mosca ci sono elementi di verità in tutto questo ma secondo
Stephens e anche
Chiaro che Khamenei non è immune
Di fronte al crescente un sentimento popolare in Iran a favore di una
Riapertura verso il mondo esterno le sanzioni stanno avendo un impatto destabilizzante sul regime Khamenei assegnato la sua
Segnalato la sua preoccupazione di uno scontro con gli Stati Uniti rallentando l'attività di arricchimento dell'uranio il regime non è certo degli esiti
Di uno scontro di un altro scontro nelle strade con i giovani iraniani
A un certo punto il calcolo centrale potrebbe essere che la sopravvivenza stesso del regime meglio garantita senza la bomba
Per i farmaci OPA investe in poppa discutere ce ne nonostante gli avvertimenti teatrali di Benjamin Netanyahu i governi occidentali pensano che Teheran sia diciotto mesi dal costruire una bomba
Le linee di un eventuale accordo sono chiare all'Iran dovrebbe essere permesso di arranchi re l'uranio ma entro limiti rigorosi e con ispezioni internazionali dure per assicurare che l'obiettivo sia
Pacifico le sanzioni dovrebbero essere levate gli Stati Uniti dovrebbero sconfessare la politica del regime Cengio è così tra l'altro
Philip Stephens sul fanno son Times chiederlo chiede dialogo con
Il regime iraniano
E il nuovo Presidente Hassan Hassan romani vediamo la Turchia tornando sulle con un mister perché c'è un
Bell'editoriale
Dedicato non tanto non solo all'autoritarismo alla deriva autoritaria di Recep Tayyip Erdogan ma l'atteggiamento che stanno assumendo diversi leader
A livello mondiale compreso europeo
Quello di
Ritenersi liberi di fare ciò che si vuole perché si è ottenuto la maggioranza dei voti il maggioritari ISMU e la democrazia zombie
Nota indirizzata al Primo Ministro turco e ad altri vincere le elezioni non basta
Scrive l'Economist ma io ho vinto tre lezioni dice il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha i suoi critici
Di fronte a questo il suo caso appare interessante sicuramente molte persone in Turchia nel resto del mondo sarebbero d'accordo ma la domanda è i leader eletti dal popolo possono governare come pare loro
In
Fondo questo è quanto significa la parola democrazia ma la risposta è no secondo l'Economist
Il maggioritari ISMU al credo di un gruppo sempre più grande di governanti eletti ma autocrati in giro per il mondo secondo il quale le elezioni ti danno sempre ragione non è la vera democrazia anche se potrebbe farlo apparire come tale
E vale la pena spiegare perché innanzitutto la legittimità democratica non è semplicemente correlata al numero di voti ottenuti da
Da un governante pochi candidati in Occidente vincono
Con più della metà dei voti ancor meno con una maggioranza assoluta dell'elettorato la maggior parte sono obbligati a governare con mandati elettorali molto ristretti questo di per sé non li rendi legittimi ma
L'enorme maggioranze conquistate tanto per dire da Aleksandr Lukashenko bielorussa spesso
Nascondono regimi antidemocratici generalmente sono risultato di frodi elettorali e anche quando non è così possono anticipare una persecuzione da parte del vincitore legale
Sugli oppositori è accaduto per esempio in Europa in Ungheria con il premier
Di Victor Orban il partito di Erdogan ha preso quasi il cinquanta per cento dei voti nelle elezioni in Turchia del due mila undici è impressionante ma non è una dimostrazione assoluta di Porto virtù democratiche
Se l'ampio sostegno non qualifica automaticamente un leader come
Democratico nemmeno una forte opposizione lo squalifica riforme di Margaret Thatcher erano quanto meno controverse gli scontri
Si sono intensificati nell'era della bici le VIA blog ovvia Fox News Barack Obama viene spesso accusato di essere tirannico traditore
Decisioni difficili come tagliare la spesa alzare le tasse possono provocare una rabbia diffusa così come le riforme strutturali ma tutto questo non rende di leader
Che impongono queste misure degli antidemocratici
La questione centrale in realtà e come vengono gestite le relazioni tra
Sostenitori e oppositori di chi governa in parte questa questione legata alle regole alle istituzioni che servono a contenere
Il potere di un leader e a permettere all'opposizione di esprimersi
Queste regole istituzioni includono rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini tribunali indipendenti media liberi
Da una prospettiva democratica e su questo che la deriva autoritaria di Erdogan e più evidente il problema non è introdurre leggi controverso mal pensata e questa è una sua prerogativa
Ma
Assumere il controllo dei tribunali mettere a tacere il medico ITC attaccare manifestanti pacifici
Quale la conclusione del dell'Economist
L'idea che hanno dogane da altri leader
Della sua pasta e di una democrazia zombie una democrazia solo formale che però manca del suo cuore centrale
Che sono i diritti di tutti i cittadini rispondendo con il gas e con
Con i cannoni ad acqua contro i manifestanti demonizzando lì come terroristi agenti stranieri Erdogan alla fine adatto loro ragione ci fermiamo a David Carretta una buona giornata l'ascolto di Radio Radicale
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