Tra gli argomenti discussi: Cinema, Criminalita', Cultura, Diritti Umani, Film, Indonesia, Nonviolenza, Politica, Societa', Storia, Stragi, Suharto.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 4 minuti.
Rubrica
09:30
10:00 - CAMERA
12:30 - Parlamento
12:30 - Camera dei Deputati
14:30 - Senato della Repubblica
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15:00 - Roma
15:30 - Roma
18:00 - Roma
18:30 - Roma
Un saluto agli ascoltatori di Radio Radicale
Si sa che tra il delitto il castigo Dostoevskij nel suo celebre romanzo dedicato a questi temi stabiliva un rapporto intimo è necessario e cioè l'assassino sia pure abbagliato dell'atto di compiere proprio crimine
Da grandi megalomania o idealistica ragioni
Poi per un senso di colpa almeno in parte inconsapevole con i valori spesso incontro alla propria punizione
Ma c'era chiedersi caso dello studente protagonista appunto di ferite castigo stabilisce una regola universale cioè è vero che chi commette un omicidio e non certo per legittima difesa diciamo chi uccide un innocente
Dovrà provare rimorso non è possibile invece uccidere compiacere perfino con divertimento e poi vivere in pace con la propria coscienza
Questi interrogativi che non solo retorici e che riguardano evidentemente della natura umana
Animano uno straordinario documentario presentato alla Mostra del Cinema di Venezia dove ha vinto il Gran Premio della giuria intitolato De Luca of Silence diretto dagli Ochoa Oppenheimer
Il film riguarda i fatti fatti orribili quasi inenarrabili
Accaduti in Indonesia nel mille novecentosessantacinque quando come si racconta una giunta militare guidata dal generale su altro
Instaurò la dittatura e centinaia di migliaia di oppositori politici veri o presunti tutti bollati come comunisti finirono massacrati c'è il massacro fu affidato dall'esercito alla popolazione civile che ero esigui
A quanto apprendiamo con zelo con ferocia
E anche nell'orrore quasi come una specie di ebbrezza
Un'indagine su quelle vicende e affidato nel film a un uomo il cui fratello fu effettivamente ucciso in quelle circostanze
Ma attenzione con cui veniamo all'aspetto più originale del documentario di Oppenheimer l'indagine non vuole tanto appurare l'esatto svolgimento dei fatti e nemmeno l'identità dei carnefici che è già nota
Piuttosto si chiede come quei carnefici abbiano potuto e possano convivere a cinquant'anni di distanza da quei fatti con gli orrori commessi
Alcuni dei mandanti della strage ci viene detto sono tuttora al potere Indonesia e la propaganda contro i comunisti è ancora in vigore
Così gli esecutori della strage possono ritenersi degli eroi col meno degli onesti cittadini che hanno fatto soltanto il loro dovere
No ecco qui a domanda che da una eccezionale tensione alle interviste con gli assassini
Mi sono osservati da loro interlocutore una con indignazione ora con stupore ora con pietà ma anche sempre con la volontà decoro di comprendere ci sono fissati dalla macchina da presa nelle minime pieghe delle espressioni del viso
è possibile che malgrado le menzogne e gli alibi della propaganda
Ecco non filtri nei loro cuori un senso di orrore per i crimini che hanno commesso
La risposta che e demandata allo spettatore
è diversa per ognuno degli intervistati che a volte non esitano a descrivere nei dettagli le tecniche dell'eccidio mai forse suggerita una conclusione si può magari mettere a tacere la Cofide rimorso
Ma il prezzo è ridursi all'insensibilità di una maschera di filiera o regredire a un'ilarità da dementi insomma disumani Zanzi del tutto e per sempre
Mi resta lo spazio per la segnalazione di un altro documentali uscito anche questo in questi giorni
Si intitola eviterei Revelli onde chiedono diretto i fratelli richiamai iraniani emigrati in Svizzera il tema è le lotte non violente nel mondo
Si racconta del movimento tremenda in Russia del movimento quindici maggio in Spagna per il diritto alla casa di occupai Wall Street di alcuni dissidenti insidia in Iran e altro ancora
Si potrà obiettare al fine che per il fatto di occuparsi di tante disparate vicende rischia di non approfondirne nessuna
E magari di mettere sullo stesso piano le azioni nonviolente più velleitaria almeno per come appaiono nel film
Accanto a quelle più pragmatiche e convincenti ma ciò che dà unita al documentario che è comunque interessante annovera vari momenti belli
è la fiducia che la non violenza sia comunque il metodo di lotta più efficace e creativo e quello di cui il potere in tutte le sue forme antidemocratiche ha più paura
In conclusione che ho parlato di due documentari De Luca of Silence Yoshioka Oppenheimer ed Ri.Rei Revelli on dei fratelli IAI un saluto da Gianfranco Cercone
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