Il 25 settembre, su input del Presidente della Comunità montana Vallo di Diano, arch.
Raffaele Accetta, la Conferenza dei Sindaci ha chiesto al Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro di impugnare il D.L.
133/2014, meglio noto come “Sblocca Italia”, per i profili di manifesta incostituzionalità contenuti nel “Capo IX – Misure urgenti in materia di … energia”.
Il 6 ottobre, presso l’Auditorium di Atena Lucana, si è tenuta una conferenza stampa per illustrare le iniziative assunte dalle Comunità montane del Vallo di Diano e del Tanagro, dai sindaci dei comuni ricadenti nel territorio dei due Enti e dalle associazioni, per opporsi allo “Sblocca trivelle”.
Il Presidente Accetta, nel corso dell’incontro, ha nuovamente sottolineato che il Vallo di Diano è “di fatto territorio protetto sia per l’elevata superficie ricadente nel perimetro del Parco Nazionale ‘Cilento - Vallo di Diano’(37%), sia per la diffusa presenza di siti di interesse comunitario” quali aree SIC e ZPS.
Il Vallo di Diano, in base a quanto riportato dal sito dell’UNMIG, è interessato da due permessi di ricerca: Monte Cavallo con richiedente Shell e Tardiano con richiedente Appenine Energy.
Ai microfoni di Radio Radicale l’arch.
Raffaele Accetta (Presidente della Comunità montana del Vallo di Diano e sindaco di Monte San Giacomo), Carmine Cocozza (fondatore del "Comitato no petrolio nel Vallo di Diano") e Angelo Paladino (già sindaco di Sala Consilina) hanno ribadito il loro secco no ad ogni ipotesi di attività di ricerca, prospezione ed estrazione idrocarburi, perché le stesse – hanno detto - rischierebbero di pregiudicare lo sviluppo dell’area e di provocare gravissime ripercussioni in termini di inquinamento di tutte le matrici ambientali ad iniziare dalle preziose risorse idriche.
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