Tra gli argomenti discussi: Esteri, Guerra, Integralismo, Iran, Iraq, Isis, Islam, Italia, Nucleare, Rassegna Stampa, Siria, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
Rubrica
Conferenza stampa
Oggi non riesco tutori di Radio Radicale sabato quattordici marzo questo l'appuntamento con la rassegna della stampa internazionale accurate di David Carretta tra i temi di cui ci occuperemo gran parte legati tra loro partiremo
Dallo Stato islamico l'organizzazione
Che come ben sapete occupato buona parte del Sirianni e dell'Iraq e contro cui è in corso un'offensiva Tikrit condotta in sostanza dall'Iran
Leggeremo Libération che ieri dedicava lo Stato islamico e alle sue più recenti sconfitte un lungo
Dossier il vento gira per lo Stato islamico tra sconfitte militari defezioni difficoltà finanziarie l'organizzazione Gelmini vista non è più
Primo un fante nel cuore del caos siriano ma c'è un rischio
Secondo l'idea ratio che lo scrive nel suo editoriale a giovi RAI in qualche modo a cantare vittoria di fronte a quanto sta
Accadendo e pareggio Remo un intervento pubblicato dal Washington post diligence stabili di gas ex comandante supremo della NATO che aveva guidato l'intervento nel due mila undici l'Italia
Dal titolo significativo difendere l'Italia dallo Stato islamico il nostro Paese secondo stabili disse può essere l'oggetto
Di un attacco significativo anche se non una vera a propria invasione o qualcosa dissimile parleremo poi
Dire anche l'accordo sul nucleare che
L'Amministrazione americana sta ipotizzando lo faremo con il Washington post secondo cui questo potrebbe segnare la fine della politica e di contenimento della
Repubbliche islamiche chiuderemo con la Siria che entra
Domani nel suo quinto anno di conflitto leggeremo l'editoriale dalle mondo un disastro senza precedenti ma cominciamo
Dalla situazione dello Stato islamico l'ora dei rovesci era al titolo in prima pagina ieri su libera siamo il vento gira per lo Stato islamico tra sconfitte militari defezioni difficoltà finanziarie
L'organizzazione già vista non è più così trionfante nel caos siriano e questo intrattiene le speranze dei suoi avversari ma
C'è un rischio rischio il titolo del editoriale di ieri di libera lasciamo che scrive cubane è stata riconquistata dai curdi Tikrit sta per essere recuperata dalle forze irachene
Sì assiste forse all'inizio del declino dello Stato islamico vista da lontano l'idea appare insensata tanto la follia assassina del gruppo jihadista
Non sembra avere alcun limite il recente video che mette in scena un bambino assassino lo dimostra
Questo gioco al rialzo della crudeltà potrebbe però essere un segnale che lo Stato islamico ha bisogno di mostrare la sua onnipotenza all'esterno per compensare le sue sconfitte all'interno
In particolare in Siria laddove
Ha prosperato grazie
Al sollevamento contro Bashar al-Assad
Il gruppo terrorista prosegue Libération
Sarebbe indebolito dai conflitti Inter giallisti dai bombardamenti degli occidentali e ironia della storia dalla caduta del prezzo del petrolio perfino la Turchia molto ambigua nei confronti dello Stato islamico fino a poco tempo fa
Sembra aver compreso che non ha nulla da guadagnare da lasciare questi folli furiosi accrescere il controllo su un territorio vicino al suo
Va beh mi piace o non bisogna cantare vittoria anzi il rischio e grande di vedere un altro gruppo già dista approfittare dei rovesci dello Stato islamico
O che ad approfittarne sia Bashar al-Assad dittatore a tal punto settato di sangue
Che pur di non cioè di non lasciare il potere ha voluto trascinare il suo popolo in una guerra sanguinaria la più grande tragedia umanitaria dalla seconda guerra mondiale con più di sei milioni di sfollati e duecento mila morti
Si vede bene qui o là che soprattutto in Iran un Paese che ritorna in forza del gioco diplomatico
La tentazione di ridare una legittimità ad Assad per meglio combattere vige visti dello Stato islamico questa opzione però non ha futuro solo la ribellione democratica a una legittimità in Siria ed è
Da quattro anni che chiede aiuto così conclude libera sul suo editoriale sulla Siria torneremo in in chiusura prima un altro articolo sullo Stato islamico l'intervento pubblicato ieri dal Washington post diligence sta vide risse ex comandante supremo nato che aveva guidato l'intervento
Nel due mila e undici in Libia il titolo riguarda il nostro Paese difendere l'Italia dallo Stato islamico e scrive sta Vitis nel mille novecentoquarantadue Winston Churchill
Disse che l'Italia era il ventre molle dell'Europa e lancia in quel Paese l'invasione alleata oggi stiamo vedendo dei barlumi di una tragedia simile dallo Stato islamico dopo la capite azione di ventuno egiziani cotti
Da parte di islamisti estremisti che hanno giurato fedeltà allo Stato islamico il Governo italiano ha rafforzato i suoi sforzi per difendere il suo territorio da un attacco ma quanto realistica questa minaccia e cosa dovrebbe fare l'Italia
Primo secondo gente stavi stabili disse dobbiamo ascoltare ciò che lo Stato islamico dice lo scorso anno un giornale di propaganda del gruppo aveva in copertina un articolo dal titolo riflessioni sulla crociata finale
Illustrato con l'immagine di una bandiera jihadista nera su piazza San Pietro conquisteremo Roma romperemo le vostre croci metteremo in schiavitù le vostre donne
Aveva detto un leader del gruppo se non riusciremo questa volta allora i nostri figli e nipoti ce la faranno e venderanno i vostri figli come schiavi al mercato
Altrove era l'esortazione del settimanale ogni musulmano dovrebbe uscire di casa a trovare un crociato ed ucciderlo e lo Stato islamico rimarrà fino a quando la sua bandiera non sventola era su Roma
Certo prosegue l'ex comandante NATO tutto questo iperbolico e per ora appare impossibile ma irrompe dovrebbero tenerne conto nel momento in cui devono immaginare la possibilità di attacchi sul loro territorio
C'è un impeto medioevale costante nella retorica e nell'azione dello Stato islamico la decapitazione di innocenti le crocifissioni la messa in schiavitù la vendita di donne e bambini
Il saccheggio delle città tutto questo con nota un desiderio di giocare sulla scena internazionale
Un ruolo tanto duro quanto quello dei crociati in passato di cui secondo sta Bridi sull'importanza di Roma forse il simbolo di tutto ciò che lo Stato islamico odia
Lo Stato islamico non ha la capacità di lanciare un attacco convenzionale contro l'Italia ma a due potenziali strade per arrivare e nel Paese via mare
Potrebbe infiltrare le barche di migranti regolari che arrivano dalla Libia sulle coste italiane oppure potrebbe usare un piccolo Nerio come fanno gran parte dei trafficanti di droga
Sull'Adriatico per attraversare il sul Mediterraneo entrambi questi metodi sarebbero più semplici che cercare di entrare via terra attraverso la Turchia i Balcani
Se lo Stato islamico vuole davvero infiammare una guerra di religione il posto migliore per attaccare e Roma un attacco significativo contro un luogo santo cristiano rientrerebbe nella sua strategia rafforzerebbe la sua narrativa
I nostri alleati italiani sono ben consapevoli di questo e stanno rispondendo con passi iniziali corretti come il dispiegamento di militari
E i carabinieri in stato d'allerta l'aumento di pattuglie navali tra la Libia isole del sud Italia
La condivisione di informazioni di intelligence attraverso i canali della NATO e dell'unione europea la pubblicità di queste misure per
Sembrare un obiettivo più difficile da colpire
Cos'altro può essere fatto primo secondo stavo rivisto la NATO deve entrare nel gioco
L'Italia deve chiedere una discussione sulla base dell'articolo quattro del Trattato NATO che permetta un membro dell'Alleanza di discutere di questioni di sicurezza davanti al Consiglio Nord Atlantico a Bruxelles
Queste situazioni vengono generalmente usate per questioni considerati di particolare preoccupazione a volte portano un'azione comune sulla base dell'articolo cinque la famosa clausola
Secondo cui un attacco contro uno deve essere considerato come un attacco contro tutti
Quando
La Turchia si sentì minacciata dall'attività aerea della Siria pelato rispose inviando batterie di Patriot per difendere lo spazio aereo turco quelle batterie sono ancora presenti oggi
Nel caso delle preoccupazioni italiane per le infiltrazioni dello Stato islamico i gruppi marittimi della NATO potrebbero essere usati per sostenere la Guardia costiera e la marina
Italiana secondo occorre rafforzare la raccolta di informazioni di Intelligence non solo attraverso i canali americani e NATO ma avvicinando anche Paesi arabi della coalizione anti Stato islamico
Non c'è infatti sostituto l'Intelligence raccolta sul terreno
Terzo corre concentrarsi ancor di più sulla minaccia marittima usando pattuglie della marina della guardia costiera ma anche trovo Nieri a lungo raggio
Per mantenere un aggiornamento costante di tutto ciò che attraverso il Mediterraneo quarto il più importante occorre sviluppare una strategia per affrontare il problema alla radice in Libia
Data la crescente marchi alibi alla tentazione potrebbe essere semplicemente di guardare altrove ma la Libia può
Essere un successo con le sue importanti riserve petrolifere una popolazione distribuita è una geografia da fare invidia per
La vicinanza all'Europa e le norme costa l'Europa secondo sta Brindisi ha bisogno di una strategia per aiutare la Libia muoversi verso la stabilità
Questo significa esplorare la possibilità di una missione di mantenimento della pace dell'ONU dell'Unione europea
Significa sostenere il Governo dito Brooke relativamente moderato riconosciuto a livello internazionale significa cooperare con l'Egitto per dare la caccia militarmente allo Stato islamico anche con bombardamenti e risse necessario
Come Churchill vedeva l'Italia come una porta di ingresso facile verso l'Europa lo Stato islamico a interessi geografici politici e simbolici nel dirigere nel colpire l'Italia
Dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per aiutare l'Italia a prepararsi così
James sta Brinis ex comandante supremo della NATO
Sul Washington post
Di di di ieri lo Stato islamico sotto attacco invece a Tikrit lo abbiamo visto in parte con con
I Biasio
E torna ad occuparsene Washington post in un editoriale dal titolo la fine del contenimento dell'Iran questo l'interrogativo ed è l'interrogativo legato alla politica americana nei confronti della Repubblica islamica
Due questioni
Forse in realtà di più
L'accordo sul nucleare e il tacito consenso al fatto che gli iraniani stiano guidando l'offensiva nella città sull'intera china di Tikrit che lo cento imposte l'Amministrazione Obama sta cercando di rassicurare gli alleati dell'America gli scettici al congresso che l'accordo nucleare che sta contemplando con l'Iran
Non porterà ad una più ampia distensione con la Repubblica islamica non stiamo cercando un gran Bar Can ha dichiarato
La scorsa settimana il Segretario di Stato John Kerry durante una visita a Riad con l'obiettivo esplicito di risponderei sospetti dell'Arabia Saudita rispetto al contrario
Non chiuderemo gli occhi di fronte ad altre azioni destabilizzanti dell'Iran in Siria Libano Iraq nella penisola arabica detto carry
L'imperativo politico dietro questa chiarificazione facile da comprendere negli ultimi mesi la nozione secondo cui il Presidente Obama sia pronto a cancellare trentacinque anni di politica americana
Destinata a contenere l'influenza iraniana in Medioriente è stata ampiamente evocata da responsabili arabi israeliani ma anche da commentatori americani
L'opposizione a questa svolta nelle relazioni erano americane è una delle ragioni per cui la prospettiva di un accordo sul nucleare sta provocando malessere bipartisan al Congresso
Lo stesso Presidente alimenti alimentato queste speculazioni dal suo ingresso la Casa Bianca inviato quattro lettere private al leader supremo l'Ayatollah a lì Khamenei nella più recente in ottobre Obama assicurato all'Ayatollah che gli Stati Uniti non avrebbero attaccato forze iraniane o quelle del suo alleato siriano nelle operazioni contro lo Stato islamico pubblicamente Obama ha detto in dicembre i sperare in un accordo nucleare che serva base per cercare di migliorare le relazioni nel corso del tempo
Se li renderà il consenso l'accordo raggiunto potrebbe diventare una potenza regionale di grande successo queste dichiarazioni secondo Washington post hanno comprensibilmente allarmato i leader
Mediorientali visto che terranno impegnati in quella che il premier israeliano Benjamin de Netanyahu definito una marcia di conquista dominio e terrore
Una allentamento degli sforzi americani per resistere a questo tentativo iraniano di egemonia regionale sarebbe una calamità strategica per Israele e gli Stati del Golfo persi col Ministro degli esteri saudita Saud Al Faisal
Dopo aver incontrato Kerry ha detto che questa è davvero la principale preoccupazione del Consiglio di cooperazione del Golfo purtroppo le rassicurazioni dell'Amministrazione scrive Washington post
Sono in contraddizione con le sue azioni se i negoziati sul nucleare continuano Obama ha rifiutato finora di sostenere un'azione militare contro il regime di Assad in Siria in sostanza
Ha rispettato la promessa contenuta nella sua lettera la al grande Ayatollah in ottobre
E la somministrazione e tacitamente dato la benedizione all'offensiva guidata dagli iraniani nel cuore dell'Iraq sunnita
La Provincia di andare in particolare la città di Tikrit occupato dallo Stato islamico l'amministrazione poi non si è mossa per fermare la cacciata di un regime pro americani emenda parte di milizie sostenute
Dall'Iran né ha reagito all'invio di migliaia di combattenti Sciti nel sud della Siria vicino alle alture del Golan occupate da Israele
Questo Bilancio sollevando in un un interrogativo cioè quale potrebbe essere la risposta dall'Amministrazione Obama ad altre forme di avventurismo iraniano dopo un eventuale accordo sul nucleare
L'Ipost si chiede se Obama reagirà aiutando i suoi alleati oppure
Se eviterà di muoversi nell'interesse di evitare una rottura dell'accordo nucleare o al fine di migliorare le relazioni nel corso del tempo come lui stesso ha detto
La scorsa settimana Obama a spiegato che serviranno otterrà l'arma nucleare questo renderebbe molto più pericolosa la Repubblica islamica darebbe all'Iran più margine di azione nella regione non c'è dubbio riconosce il posto
Ma la preoccupazione che le attuali politiche di Obama combinate con la fine delle sanzioni possono avere lo stesso risultato così
Il quotidiano americano per chiudere torniamo dunque alla Siria che entra domani nel suo quinto anno di conflitto ne parlano molto i giornali lo vogliamo prendere
Dopo aver visto l'editoriale di liberarsi o che riguardano lo Stato islamico ma in parte anche la Siria lo voglio prendere l'editoriale di oggi di le Monde un disastro senza precedenti il titolo se si
Se si fa iniziare il conflitto siriano il quindici marzo due mila e undici la Siria entra nel quinto anno di una tragedia senza fine l'esito non era scritto in anticipo tutti vi hanno contribuito attivamente o passivamente
Le Monde ricorda che inizialmente le manifestazioni contro la tirannia del regime di Bashar al-Assad erano non violente
Il clan Assad aveva la possibilità di negoziare ma a regime geneticamente violento ha rifiutato avuto paura voluto sparare da ucciso spingendo l'opposizione
A prendere le armi per riflesso di autodifesa prima e poi nell'illusione di poter rovesciare il regime Hassan per primo ha fatto dunque la scelta della guerra e forse l'opposizione frammentate disorganizzata è stata incoraggiata o forse ingannata
Nella scelta della Resistenza armata dagli Stati Uniti degli europei che dopo gli eventi in Tunisia Egitto e Libia giurarlo che il regime di Damasco sarebbe presto crollato
Assad anche fatto per primo la scelta della guerra di religione
Contribuendo istituire le filiere che sono diventate la matrice dell'attuale stato islamico ha presentato il conflitto come quello tra un regime laico contro orde islamista aiutando in parte queste orde islamista
E probabilmente ottenuto più di quanto speranze il risultato si conosce in quattro anni duecentoventi mila morti un terzo della popolazione sfollata all'interno all'esterno città in rovina paesi vicini sempre più biostabilizzati
Il regime controllata da Marasco le grandi città resto della Siria e nelle mani dei gruppi islamisti alla barbarie di Assad bombardamenti sulla popolazione civile e uso di armi chimiche ha risposto la barbarie
Degli jihadisti per le Monde
Probabilmente
Gli Stati Uniti avrebbero potuto fare la differenza sostenendo all'inizio l'insurrezione armata siriana ma
Obama è rimasto passivo Washington si è mobilitata solo
Dopo l'avvento dello Stato islamico la Russia per parte sua ha giocato la politica del tanto peggio tanto meglio
Alleato tradizionale di Damasco convinto il regime che poteva vincere la guerra la Cina è rimasta indifferente
L'Europa non ha mai dato l'impressione di pesare seriamente nemmeno sul piano umanitario infine le due teocrazia regionali
L'Iran e la rabbia saudita hanno scelto la Siria come terreno di scontro ideologico strategico mai conclude le monde in Medioriente ha conosciuto un disastro di tale ampiezza
Mai ritroverà il volto che aveva prima del marzo due mila e undici ma nessuno sa cosa uscirà dal campo di rovine siriano né quando così
Il quotidiano francese con cui ci fermiamo ricordandovi la casa imminente io ascolto chiocciola Radio Radicale punto it potete scriverci per commentare questa o da altre rubriche da David Carretta una buona giornata sulla di radicale
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