Sono stati discussi i seguenti argomenti: Africa, Cina, Crisi, Economia, Esteri, Euro, Grecia, Guerra, Islam, Libia, Minoranze, Rassegna Stampa, Religione, Uiguri, Unione Europea.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 20 minuti.
Rubrica
Dibattito
10:00 - Torino
10:30 - Milano
Buongiorno agli ascoltatori di Radio Radicale giovedì ventisei marzo questo l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta diversi temi
Di cui ci occuperemo quest'oggi partiremo dalla situazione economica della Zona euro in particolare
Questione Grecia con un editoriale del Wall Street Journal dal titolo la sorpresa si Rizza qual è la sorpresa cui
Si trova confrontato il primo ministro greco Alexis Sipra sa che i creditori europei non temono più che la Grecia possa
Lasciare la zona
Euro leggeremo anche un'analisi da le mondo sui
Leader dell'Unione monetaria che più che gli architetti fanno i pompieri nel caso della Grecia e poi un editoriale dal Financial Times
Sull'Europa che appare come una sala d'aspetto affollata di malati servono soprattutto riforme strutturali secondo
Il quotidiano della City ci occuperemo anche di Libia oggi
Le monde intervista il generale altare uno dei protagonisti del
Guerra civile in corso nel sud del mediterraneo e poi dedica la Libia un editoriale dal titolo una minaccia per l'Europa sempre con le mondo chiuderemo parlando
Degli
Uyghur lilla minoranza mussulmana che era maggioranza nella parte più occidentale della Cina lo Xinjiang
Ma che a seguito della repressione politica e religiosa di Pechino a riavviato in qualche modo quello che le Monde
Definisce un grande ESO do cominciamo però dalle questioni
Economiche e dalla Grecia Wall Street Journal Europe vi dedicava ieri il suo editoriale dal titolo la sorpresa si rizzare i creditori non temono più che la Grecia possa lasciare l'euro scrive il quotidiano
Economico americano quando lo scorso mese il Governo Greco raggiunse un accordo con i suoi creditori all'Eurogruppo per
Prolungare il suo programma di salvataggio avevamo avvertito che la prossima crisi greca sarebbe arrivata al momento
La fine di quell'accordo cioè quattro mesi dopo e avevamo avvertito che l'incapacità di Atene di riformarsi avrebbe provocato un nuovo momento critico invece
Ci siamo sbagliati eravamo stati ottimisti scrive il giornale
Ci sono volute appena quattro settimane alla Grecia per tornare
Sull'orlo dell'abisso Attene potrebbe finire il contante prima della metà di aprile dopo un crollo delle entrate fiscali e con
I creditori che non hanno ancora
Sbloccato gli aiuti anche se in aprile Atene dovesse riuscire a evitare un default su un rimborso al Fondo monetario internazionale
La Grecia avrà comunque bisogno di un terzo programma di salvataggio in giugno visto che il suo Governo è riuscito a terrorizzare talmente tanto
Gli investitori da escludere un ritorno sui mercati per quella data qual è il punto più a lungo si Rizza rimarrà al potere
Più appariva appaiono improbabile lo sblocco dei sette virgola due miliardi di aiuti che restano nell'attuale programma di salvataggio la conclusione di un nuovo accordo per un terzo salvataggio
E infine la possibilità per Atene di finanziarsi direttamente sui mercati la ragione secondo il giornale e che nelle ultime quattro settimane il Primo Ministro l'ex Sisti prassi non è riuscito
A mantenere
Le promesse che aveva fatto in termini di riforme attenente ha fatto marcia indietro anche
Su uno degli impegni centrali che era hanno previsti dall'accordo di febbraio all'Eurogruppo la promessa di nulla non c'è are dead G di spesa senza consultare i creditori il Governo greco ha legiferato unilateralmente per concedere sussidi alimentari e elettricità grati se alle famiglie più povere negli ultimi giorni poi alcuni procuratori greci hanno rilanciato un'inchiesta controlli Andreas Gheorghiu il capo dell'ufficio statistico greco ca
Cercato di mettere ordine nella contabilità del paese dopo i trucchi sul deficit che scatenarono la crisi del due mila dieci
L'accusa contro di cui al di aver abusato dei suoi poteri perché avrebbe esagerato le dimensioni del deficit il Governo greco infine
Sta chiedendo centosessantadue miliardi di euro di riparazione a alla Germania legata all'occupazione tedesca della Grecia durante la seconda guerra mondiale insomma
Per il giornale
Non si mostra molto disponibile a fare compromessi
La sorpresa però per si Rizzardi e che la sua mancanza di serietà sulle riforme va di pari passo con una crescente convinzione tra i responsabili politici europei e gli investitori
Che l'uscita della Grecia dalla zona euro non innescherebbe una crisi maggiore
I tassi sui titoli di Stato degli altri Paesi sono rimasti bassi
Durante il caos negoziale seguito alle elezioni di gennaio l'Europa e sempre più stanca della tragedia economica della Grecia e ancor di più della sua farsa politica
Un'uscita dall'euro ricorda Wall Street Journal sarebbe un disastro per i greci che rimarrebbero
Con Braque me svalutati in un'economia stagnazione ma si Rizza e gli altri partiti anti euro in Grecia hanno ottenuto più del cinquanta per cento alle elezioni di gennaio
Insomma forse greci meritano di avere ciò che sembrano volere quanto al resto della zona euro
La sensazione che l'obiettivo migliore che possa realizzare la Grecia in questo momento sia di servire da modello rispetto i pericoli di non riuscire ad attuare riforme
Per rendere le economie più competitive non si può salvare qualcuno da se stesso ma conclude il Wall Street Journal si può sempre cercare di imparare da un cattivo esempio così
Il quotidiano economico averi calo nella sua edizione europea nel mondo oggi invece
Pubblica un'interessante analisi divise sì il di Cucchi del
Secondo cui la Grecia la crisi attuale in qualche modo
Spinto i leader europei a dimenticarsi
La loro di promessa di rafforzare l'integrazione della zona euro pompieri invece Cherchi tetti il titolo e scrive le Monde
è una questione importante ma tutti sembrano infischiarsene in questo momento durante un Consiglio europeo dell'ottobre due mila quattordici
I capi di stato di Governo avevano chiesto i quattro Presidenti quello dell'Eurogruppo del Consiglio europeo della Commissione dalla Banca centrale europea
Di rifletterà gli strumenti per fare avanzare l'integrazione economica e monetaria dell'Unione europea europea
Al Consiglio successivo quello di febbraio il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha voluto lanciare un dibattito ma il suo tentativo è caduto nel vuoto non lasciandosi scoraggiare
Di un che erra fatto sapere inizio marzo di aver iniziato le discussioni con gli sherpa dei Governi
Tra le questioni poste dalla Presidente della Commissione ci sono queste come assicurare una situazione economica e di Bilancio sana in tutti i Paesi della zona euro
La condivisione di sovranità attuale e sufficiente o meno a far rispettare
Le le le ambizioni economiche e di Bilancio necessarie a un nuovo a una moneta unica e infine se non sarebbe auspicabile una
Condivisione dei rischi nel se in termini di bilanci pubblici la crisi prosegue nel mondo
Certo ha condotto alla creazione di nuovi strumenti europei di cui nessuno osava sognare fino a poco tempo fa
Allo permesso di rafforzare in alcuni casi di far sopravvivere la zona euro
Tra questi c'è il meccanismo europeo di stabilità una sorta di Fondo monetario internazionale dell'Unione Europea un fondo salva statiche dovrebbe soccorrere i Paesi in grave difficoltà finanziaria
C'è la la sincronizzazione rafforzata dei bilanci
Dei singoli paesi ci sono anche l'Unione bancaria con l'instaurazione di un
Supervisore unico delle banche in Europa l'introduzione della procedura per squilibri macroeconomici eccessivi o ancora
Le competenze rafforzate di Eurostat ma malgrado queste misure eccezionali la crescita della zona euro spiega nel mondo resta fragile e indizi cui libri tra Paesi sono ancora evidenti
L'eccedenza commerciale tedesca è troppo forte la perdita di competitività della Francia è evidente in Spagna Portogallo e Grecia c'è disoccupazione di massa anche se la crisi
Nella zona Euro ufficialmente finita l'interrogativo esse non sia necessario fare ancora di più in termini di
Integrazione
L'Unione monetaria è incompleta avvertito lunedì scorso il Presidente della BCE Mario Draghi uno dei rari dirigenti a preoccuparsi realmente della questione
Tra un rafforzamento del ruolo della Commissione la creazione di una capacità di Bilancio autonoma della zona euro
O l'istituzione di un Parlamento dei popoli dell'unione monetaria le idee non mancano secondo le Monde quel che manca perché si è completamente volatilizzata nelle ultime settimane e la volontà politica
Gli Stati non vogliono più rinunciare nemmeno un briciolo di sovranità
Nessun Governo vuole o può vendere ai suoi elettori un'ulteriore cessione di sovranità tutto ciò che viene da Bruxelles viene percepito come mostruoso spiega un alto responsabile europeo
Le monde ricorda
Che l'attualità non aiuta difficile far vivere un dibattito di questo tipo nel momento in cui
Da due mesi la zona euro vive nuovamente al ritmo del problema Grecia i dirigenti europei sono di nuovo in modalità pompieri invece che architetti i loro cervelli sono mobilitati unicamente per la Grecia
Norme per il proseguimento l'approfondimento dell'unione economica e monetaria la decisione della Commissione di concedere altro tempo la Francia sul deficit poi non ha migliorato le cose
Per molti a Bruxelles questa decisione mina la credibilità del patto di stabilità che era appena stato rafforzato
Infine ci sono le agende politiche nazionali compreso il rischio di un referendum sull'uscita del Regno Unito
Dall'unione europea e così alla fine si dice va bene avanzare ma a condizione che le misure proposte non implichino una modifica dei trattati
Insomma il margine di manovra dei quattro Presidenti molto debole se non nullo
Nei prossimi cinque anni ci si limiterà dunque a digerire le misure prese in tutta fretta all'apice della crisi per evitare la catastrofe salvo non vivere una nuova e Rizzi così
Nel mondo in questa
Analisi il il fare Sontag sarà una una una prospettiva un po'diversa perché le riforme non le deve fare la zona euro ma la devono fare
Gli Stati membri così un editoriale di ieri l'Europa è una sala d'aspetto affollata di malati scrive il quotidiano della City
La prima vera portato segnali di ripresa nell'economia europea non è mai troppo tardi l'Unione europea può essere la più grande aria commerciale al mondo ma da tempo e anche la più le Targia ICCA con una crescita che metà
Di quella del Regno Unito e ancor meno rispetto agli Stati Uniti quando si tratta di puntare il dito generalmente si guarda alla mancanza di domanda e con qualche ragione
Per due volte durante la crisi la BCE ha reagito in modo eccessivo ad accenni di inflazione commentando i tassi la politica di bilancio è stata ancor meno utile ha peggiorato
La recessione con i Paesi forti del nord che hanno dimostrato un rifiuto testardo l'aiuta are i Paesi con puliti per gli altri Paesi con politiche fiscali più espansionistiche è risultato è stato
è stata la deflazione secondo il Financial Times
Nel due mila dodici per arrivato la testa dalla BCE Mario Draghi che ha trascinato la sua riluttanti istituzione verso un quantitativi se invero e proprio dimostrando una reale determinazione ad affrontare la crisi eppure
Anche in caso di successo in quantitativi Cindy Draghi non basterà da solo a curare l'Europa dai suoi mali la BCE
Prevede che la disoccupazione rimarrà al dieci per cento malgrado i mille miliardi di euro di Draghi questo è un chiaro segnale che l'economia è bloccata non solo sull'atto della domanda ma soprattutto da problemi strutturali sul lato dell'offerta
Altre prove le troviamo nelle fortune divergenti all'interno dell'Europa i cui Paesi occupano posizioni molto diverse nelle classifiche internazionali sulla competitività secondo la Banca mondiale e la Danimarca al quarto posto la Germania al quattordicesimo l'Italia al
Cinquantaseiesimo il fanno Santa INPS ricorda
Che non più tardi del due mila e due la Francia l'ha descritta come il malato d'Europa un termine che un tempo era stato usato anche per il Regno Unito
Entrambi questi Paesi però si sono disfatti di questo marchio offensivo attraverso profonde riforme strutturali il Regno Unito
Da allora non ha più
Avuto tassi di disoccupazione come quelli degli anni ottanta la Germania oggi un mercato del lavoro che funziona a pieno regime grazie alle riforme introdotte una decina d'anni fa
L'Europa oggi per il ferro sciolta INPS è una sala d'aspetto piena di malati europei come lo erano la Germania e Regno Unito la disoccupazione sopra il dieci per cento
In Francia il dodici in Italia il ventitré di Spagna la debolezza sul lato dalla domanda non ha aiutato ma i problemi sul lato dell'offerta abbondano e risalgono a prima della crisi
In tutta l'Unione europea i Governi continuano a tenere i mercati del lavoro troppo rigidi
La contrattazione dei salari centralizzata è una pratica diffusa il cuneo fiscale troppo alto assumere e licenziare è diventato un operazione rischiosa
I lavoratori non sono gli unici a avere protezioni troppo generose molte industrie beneficiano di barriere invisibili del mercato dei prodotti
Per avviare un'impresa possono volerci mesi in Italia il normale aspettare quattro anni prima che un giudice emetta una sentenza per far rispettare un contratto
Per usare un'espressione dice un po'di un che ripuliti Cipro riforme strutturali sanno cosa deve essere fatto il problema è che non sanno come farsi rieleggere
Una volta che lo avranno fatto il problema vero però nel lungo periodo conclude il faro Chon Times e ciò che verrà è e il fatto che
Quel che verrà in termini di riforme sull'atto dell'offerta determinerà la prosperità dell'Europa così
Il quotidiano della City torna a battere un chiodo quello delle riforme strutturali dopo aver sostenuto a lungo politiche fiscali
Più espansive
Voltiamo pagina occupiamoci di Libia oggi nel mondo intervista IRPEF segnaliamo il generale affittare uno dei protagonisti dell'attuale
Conflitto ed etica
Alla crisi libica al suo editoriale una minaccia per l'Europa il il titolo comincia così il commento di le Monde
L'incidente recente ed è stato raccontato da un alto responsabile francese una nave da guerra italiana che incrociava vicino alle coste libiche
Si è avvicinata un'imbarcazione carica di migranti ma è stata accolta da spari di kalashnikov provenienti da un'altra imbarcazione
Decidendo di fare marcia indietro trafficanti jihadisti o entrambi nessuno lo sa ma l'incidente riassume perfettamente la minaccia che costituisce la Libia
Per i suoi vicini Tunisia Egitto a sud Italia e dunque l'Unione europea a nord dalla caduta di Gheddafi nel due mila undici il Paese non ha smesso di disintegrazione tra fratture
Regionali religiosi tribali e politiche se era stato relativamente facile rovesciare Gheddafi gli alleati non avevano previsto che la
Scomparsa della guida avrebbe lasciato un Paese senza Stato né costituzione
Il milizie formate durante la guerra non hanno mai voluto sciogliersi ciascuna
Si è servita in tutta libertà nei giganteschi arsenali del colonnello in questo caso si libici hanno perso fiducia nella democrazia tanto desiderato
In questo momento due grandi forze si affrontano spiegale mondo da una parte del Governo dito Brooke
Frutto delle elezioni del giugno due mila e quattordici riconosciuto a livello internazionale ma incapace di esercitare la sovranità
Sul territorio il suo embrione di esercito diretto dal generale ACTAR uomo del pugno di ferro che ha soggiornato lungo negli Stati Uniti e che accusa tutti i suoi oppositori di essere
Estremisti islamisti dall'altra parte c'è la coalizione Alba della Libia diretta dalle brigate di Misurata vicino ai fratelli musulmani
Ma che conta anche elementi più estremisti come Azhar alla Sharia legata ad Al Qaeda ciascun campo i suoi sponsor internazionali Egitto Emirati Arabi Uniti per il generale a star Qatar Turchia il Sudan per
Alba della Libia un terzo attore complica le cose
La presenza di una branchie locale dello stato islamico sedi jihadisti riuscissero a prendere il controllo della filiera delle costa libica
Intendiamo ogni mese migliaia di migranti verso l'Italia le conseguenze in termini di sicurezza e le conseguenze politiche per l'Europa sarebbero
Enormi cosa fare secondo le mondo la guerra aerea non è un'opzione nemmeno quella di terra
Non resta che sostenere il dialogo promosso dalle nazioni unite ma come ha suggerito il Primo Ministro italiano Matteo Renzi
L'Unione europea può contribuire a una missione di mantenimento della pace se sarà raggiunto un accordo politico tra le diverse fazioni
Peccato che per ora nessuno abbia reagito la sua proposta perché la minaccia di ippica alla fine riguarda
Tutta l'Europa così nel mondo con cui ci fermiamo da David Carretta una buona giornata su Radio Radicale
Salvo dove diversamente specificato i file pubblicati su questo sito
sono rilasciati con licenza Creative Commons: Attribuzione BY-NC-SA 4.0