Tra gli argomenti discussi: Borsa, Cina, Curdi, Economia, Esteri, Finanza, Isis, Rassegna Stampa, Terrorismo Internazionale, Turchia.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 18 minuti.
Rubrica
Quel gennaio scrutatori di Radio Radicale mercoledì ventinove luglio questo è l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura
I David Carretta due temi che cercheremo di approfondire quest'oggi partiremo dall'economia per una volta
Abbandoneremo in qualche modo la crisi
Grecia per occuparci di Cina del nuovo tonfo che c'è stato lunedì
In parte anche ieri della Borsa di Shanghai cosa che preoccupa
I quotidiani internazionali non è proporremo un editoriale da nel mondo di oggi interrogativi sulla seconda economia del mondo e poi un commento dal
Financial Times la borsa cinese deve trovare
Il suo livello da sola un boom dei prezzi deciso dallo Stato non può essere parte dei piani della Cina alla fine
Anche il Governo di Pechino dovrà riconoscere che occorre lasciare al mercato non alla dirigismo i livelli della borsa l'altro tema di cui parleremmo la Siria in particolare
La decisione della Turchia di intervenire nel conflitto con dallo Stato islamico
Ma non solo anche era deciso di lanciare dei bombardamenti anche contro le basi del PKK all'organizzazione
Indipendentista curda della Turchia leggeremo editoriale dal New York Times la svolta dalla Turchia nella guerra siriana e poi
Un commento di Derrick Garner columnist del Financial Times le bombe purché mostrano il fallimento della politica siriana di Recep Tayyip Erdogan
Guard tra l'altro spiega che trattando l'acqua dizione pro curda come
Dei terroristi Erdogan sta cercando di pescare i voti nazionalisti le ragioni di politica interna sembrano
Prevalere nei calcoli del Presidente Turco ma cominciamo dall'economia dalla Cina dal tonfo della
Borsa di Shanghai lunedì che ha perso più dell'otto per cento anche ieri ha chiuso in territorio negativo a questo indicatore editoriale di oggi di Piemonte interrogativi sulla seconda economia del mondo scrive il quotidiano francese
Nel mondo dei barbari cioè fuori dalla Cina quando le Borse registrano una serie di cali consecutivi significa che l'economia in difficoltà
Questa sfiducia nei confronti delle prospettive economiche congiunturali può perfino essere il segnale di una crisi di fiducia politica
Il corso delle Borse riflette la vita delle società quotate ma anche qualcosa di più che si chiama clima politico economico del momento e in Cina secondo nel mondo questo clima non sembra più essere così positivo
La fine del mese di giugno è stata dura in pochi giorni il principale indice borsistico di Shanghai aveva perso il trenta per cento del suo valore con ripercussioni locali altrettanto forti sulle Borse vicine in particolare quella di Shenzhen
In meno di un mese più di
Tre mila miliardi di dollari di capitalizzazione borsistica erano stati cancellati ma anche questa fine di luglio si annuncia multipli movimentata martedì mattina l'indice composito di Shanghai
Ha perso
Il quattro per cento prima di terminare a meno uno virgola sessantotto per cento
Ma è lunedì che si è registrato un tonfo più dell'otto per cento prosegue nel mondo dopo aver tardato a prendere le misure del vento di panico in giugno
Il Governo di Pechino aveva fatto ricorso a un al vasto arsenale di misure a disposizione di un regime autoritario per sostenere il corso delle Borse rassicurare gli investitori
Ma la volatilità continua ed è il riflesso di un'inquietudine persistente come minimo testimonia delle preoccupazioni profonde sull'evoluzione della crescita della seconda economia al mondo numerosi economisti infatti
Hanno dubbi sulle cifre che vengono date dalle autorità cinesi la crescita del sette per cento l'anno annunciata alla fine del secondo trimestre del due mila e quindici non viene appresa come Oro colato
Alcuni analisti dicono che la cifra reale della dell'aumento dell'attività economica
In Cina è tra il due il cinque per cento sono scettici anche sul sette virgola tre per cento di crescita
Che secondo Pechino si è registrato nel due mila quattordici per le monde i limiti del modello di crescita cinese sono conosciuti calo durevole dalla domanda esterna in particolare europea
Aumento del costo del lavoro con invecchiamento della popolazione esaurimento del surplus di manodopera rurale
Crescita delle disuguaglianze costrizioni ambientali ecologiche crescenti salvo rischiare catastrofi
Sovracapacità produttiva dovuta a una politica di investimenti forzata in particolare nel settore delle costruzioni con rendimenti decrescenti
Riconoscendo alcune di queste patologie prosegue nel mondo il Primo Ministro leakage Yang conduce una serie di riforme coraggiose con un dubbio doppio obiettivo più posto al mercato è più posto i consumi interni
Ma non sta andando bene come previsto e non convince come se il contesto politico giungesse altri dubbi al legati all'evoluzione dell'economia
Il contesto politico secondo le Monde è segnato da un ritorno in forza del partito comunista cinese con una campagna condotta dal presidente ci Jim Pinga sotto
La copertura della lotta contro la corruzione che si traduce in una repressione politica cresciuta nel soffocamento di qualsiasi fenomeno di contestazione
Interno alla società civile per le monde la domanda è se sia possibile riformare l'economia in un contesto politico tanto autoritario finora al partito comunista cinese era sempre riuscito a giocare
Con successo questo a risolvere con successo questo tipo di contraddizioni ma non è detto che anche oggi possa essere così
Questo commento di le Monde al tonfo della Borsa di Shanghai farla sciolta INPS invece come dire in vita le autorità di Pechino a lasciare agire il mercato la borsa cinese deve controllare il suo livello da solo al titolo
Dell'editoriale di ieri un boom dei prezzi deciso dallo Stato non può essere parte dei piani cinesi
Scrive il quotidiano transiti anni di crescita economica forte stabile avevano avvolto i governanti cinesi in un'aura di onnipotenza
Ma mantenere quest'aura ha un costo stress settimane dopo che la Cina è intervenuta per frenare un crollo delle Borse
I prezzi delle azioni sono tornati a scendere con Lou l'indice composito di Chiang ai che ha registrato lunedì la peggiore giornate in otto anni Pechino ora si trova di fronte a una scelta poco invidiabile intervenire ancora di più per far risalire valori
Per i mercati oppure togliersi la sua maschera di in vulnerabilità questo è un dilemma di fronte al quale i leader cinesi non avrebbero mai dovuto
Trovarsi scrive il Financial Times Pechino ha già molto da fare senza dover occuparsi anche delle performances delle Borse economia cinese nel bel mezzo di una transizione per uscire da una bolla alimentata da debito investimenti immobiliari
L'industria dei servizi la spesa delle famiglie devono contribuire di più
Alla domanda interna certo le borse possono giocare un ruolo positivo da questo punto di vista le imprese detenute dallo Stato hanno bisogno di più capitale azionario e meno debito
E una borsa ricca può dare una mano in questo senso le famiglie che hanno avuto la fortuna di investire in Borsa hanno aumentato in questi anni la loro ricchezza e dunque dovrebbero essere incoraggiate a spendere
Un boom delle borse rientra anche nello slogan è che viene usato dal Presidente ci Jim Pinga per segnare questa transizione ruolo decisivo per il mercato ma la verità è molto più vicino all'opposto cioè al fatto che il mercato
Non abbiamo un ruolo decisivo invece di alimentare un boom dei consumi le borse finora hanno drenato il denaro dei portafogli dei consumatori a che sono alla ricerca di alti livelli di redditività garantiti dallo Stato peggio
Il comportamento delle Borse secondo Frasson Times ha confermato l'idea che i governanti cinesi non sono pronti a cedere il controllo alle forze del mercato la benedizione del buon da parte di Pechino e i sugli sforzi per tenere alti i prezzi
Suggeriscono che il mercato è dettato più dai desideri dello Stato cinese che dando una situazione economica oggettiva
Il danno peggiore però potrebbe essere psicologico se per anni ha dato l'impressione di essere in grado di portare l'economia dove voleva
La leadership cinese ora deve ammettere che c'è un chiaro limite al suo potere questo potrebbe danneggiare la fiducia economica in Cina in un periodo di rallentamento serio dell'economia
Cedere il controllo alle forze del mercato non va solo contro l'ideologia comunista ma anche contro il paternalismo che è tipico della vita politica cinese
Ma per rendere il mercato più sicuro oggi servono diverse settimane di paura di crisi se la caduta delle Borse dovesse colpire l'economia la Cina altre leve per spingere la domanda
Se i suoi leader però saranno saggi occorre attendersi ad altre settimane di volatilità insomma deve sgonfiarsi dato bolla della
Borsa cinese per per fare in modo che in qualche modo si torni a una
Normalità e non ha un boom alimentato
Dall'ente autorità di Pechino questa la tesi del Financial Times che tra l'altro è anche la tesi del Wall Street Journal lo trovate
In un editoriale uscito ieri nell'edizione americana oggi però vogliamo approfondire anche un altro tema
Vogliamo tornare sulla Siria e in particolare sulla decisione della Turchia di intervenire al fianco della coalizione guidata dagli americani nella
Guerra o nella
Lotta allo Stato
Islamico Presidente turco Recep Tayyip Erdogan però ha deciso di non limitare i bombardamenti allo Stato islamico ma anche
Estenderli anche al PKK l'organizzazione indipendentista
Curda e questo rischia di avere gravi ripercussioni almeno a leggere
Il mio al Times un editoriale dal titolo la svolta della Turchia nella guerra siriana scrive il quotidiano liberal di New York la scorsa settimana
La Turchia ha aumentato in modo significativo il suo coinvolgimento nella guerra civile in Siria conducendo bombardamenti contro obiettivi dello Stato islamico e annunciando che avrebbe permesso ieri americani
Di usare le basi turche per prendere di mira il gruppo terrorista queste mosse da parte della Turchia membro della NATO che ha uno degli eserciti più potenti nella regione
E che ha esitato a lungo prima di impegnarsi nella guerra siriana queste mosse potrebbero rafforzare l'offensiva contro lo Stato islamico
Ma questa svolta è stata affiancata da un altro sviluppo che secondo il New York Times e pericoloso destinato a creare ancora più caos nella regione venerdì ieri turchi hanno lanciato bombardamenti anche contro i campi
Del PKK al partito dei lavoratori curdi una guerriglia che opera nelle regioni remote del nord dell'Iraq
L'attacco posto fine a una tregua in vigore dal due mila tredici tra il Governo di Ankara degli estremisti curdi
La decisione opportunistica della Turchia di mettere sullo stesso piano i rischi che derivano dallo Stato islamico e un conflitto che dura da tre decenni con i separatisti curdi
Potrebbe minare più ampi sforzi della coalizione guidato dagli americani contro lo Stato islamico ignora Times coglie l'occasione per ricordare che tra l'altro in questa nuova fase della guerra contro lo Stato islamico
Che dovrebbe portare all'instaurazione di una no-fly zone di fatto sulle Regioni
Nel nord della Siria sta andando avanti senza un'autorizzazione chiara del Congresso non
Non essendo riusciti a raggiungere un consenso sull'autorizzazione di guerra fissando chiari paletti alcun giù coinvolgimento di Washington in Iraq e Siria
I parlamentari americani sembrano pronti a permettere l'Amministrazione Obama di coinvolgersi sempre di più in questa guerra complessa
Ma torniamo all'anno alla questione turca nella Giare nuovi attacchi contro il PKK
E avviando al contempo la sua guerra contro lo Stato islamico la Turchia sembra soprattutto motivata
Per il desiderio di frenare la proliferazione di gruppi armati curdi lungo la sua frontiera i curdi gruppo etnico presente in Iran Iraq Siria Turchia da tempo cercano di creare uno Stato sovrano nella regione
Questa minaccia però non scomparirà con l'escalation del conflitto tra la Turchia i curdi che potrebbe realtà essere risolto attraverso negoziati
Nel breve periodo l'azione turca contro i curdi rischia di essere controproducente anche nella lotta contro lo Stato islamico
L'organizzazione
Curda siriana legata al PKK conosciuta come unità di protezione del popolo
è infatti uno degli alleati più sfida affidabili degli americani in Siria nel momento in cui gli Stati Uniti hanno disperatamente bisogno di combattenti sul terreno di cui fidarsi
Certo sulla Turchia concentrerà i suoi sforzi per sradicare lo Stato islamico la coalizione internazionale ha tutto da guadagnarci permetterà di ieri americani di operare dalla Turchia significa guadagnare tempo né i bombardamenti
La Turchia sembrano anche determinata compiere passi significative per tagliare i rifornimenti di combattenti e denaro
Per lo Stato islamico tutto molto importante ma la campagna simultanea contro i curdi potrebbe minare gravemente questi sforzi così
La vede il New York Times e a svelare qualche retroscena anche di politica interna turca su questa doppia offensiva
Lanciata da Recep Tayyip Erdogan è delegabile al columnist del Financial Times in un commento dal titolo
Le bombe turche mostrano il fallimento della politica siriana della Turchia scrive Gardner e così la Turchia sembra aver superato la sua riluttanza nell'agire
Contro lo Stato islamico dopo un attentato suicida dell'organizzazione islamista che ucciso trentadue giovani militanti socialisti in un centro culturale curdo vicino alla frontiera siriane nella città di su Lucca
I governanti neo islamisti di Ankara si sarebbero risvegliati di fronte alla minaccia almeno questa la versione
Ufficiale la Turchia inviati sui caccia bombardare lo Stato islamico nel nord della Siria solo che ha anche bombardati tutto in cui ribelli curdi nel nord dell'Iraq che il problema con questa versione ufficiale del voltafaccia di Ankara
Sullo Stato islamico e che nessuno ci credo davvero la linea politica dell'AKP il partito del Presidente Recep Tayyip Erdogan è definitivamente cambiata
Dopo che gli elettori turchi hanno privato lo stesso HP a a AKP della sua maggioranza nelle elezioni di inizio giugno cosa successe Erdogan è andato all'offensiva
Perché in mente elezioni anticipate in autunno in sosta in sostanza sta cercando di pescare voti nazionalisti
Cercando di bollare come terrorista la coalizione pro curda che grazie un franco successo elettorale in giugno ha mandato all'aria e sui piani di ottenere una super maggioranza per cambiare la Costituzione
E dare allo stesso erbe Hogan enormi poteri Gardner ripercorre il fallimento della politica siriana di Erdogan
Che negli anni duemila aveva fatto di Assad un suo alleato salvo poi cambiare idea nel due mila e undici dopo dopo che Assad non aveva ascoltato i suoi consigli dogana cercato tutti i costi
La caduta del Presidente siriano e per realizzare questo obiettivo ha aperto la sua frontiera di estremisti che combattevano Assad
Trasformando la turchi e in un canale di transito di jihadisti i servizi segreti turchi hanno rifornito di armi ribelli facendo poca distinzione tra i vari gruppi e dunque
Favorendo anche lo Stato islamico
E l'affiliato siriano di Al Qaeda già battaglia non lo sarà c'è stato poi l'assedio di cubani in autunno era dogane in quell'occasione ha detto che non c'è una differenza tra lo Stato islamico e il partito di Unione democratica cioè l'organizzazione combattente curda
Che resisteva cubane insomma alla fine
Molti i turchi così come molti curdi hanno iniziato a guardare dogane all'H partiti come complice dello Stato islamico
Significativa anche
Come e dove la Turchia sta bombardando in questo momento Ankara colpisce
Il nord-ovest della Siria ma non a Este dove lo Stato islamico sta combattendo contro i ministri curde
Agli occhi del Governo Erdogan sembra ancora esserci uno Stato islamico cattivo è uno Stato islamico buono o almeno utile nel senso che impedisce curdi di attraversare un frate per punire Cantoni curdi in un'unica entità
All'interno del territorio siriano
Ma queste contraddizioni evidenti secondo Gardner non possono durare innanzitutto perché i combattenti siriani curdi sono tra i più efficaci per combattere lo Stato islamico
Allora sostegno degli americani inoltre allo Stato islamico poco importa dei giochetti politici di Erdogan
Prima o poi risponderà ai bombardamenti della Turchia che piaccia o meno la Turchia alla fine
Sarà costretta a una vera guerra contro gli genetisti così
Per il cardine sul fanno Centax ieri con cui ci fermiamo ricordandovi la casa elementi io ascolto chiocciola
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