Sono stati discussi i seguenti argomenti: Crisi, Esteri, Gran Bretagna, Guerra, Iran, Medio Oriente, Rassegna Stampa, Siria, Turchia, Unione Europea.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 19 minuti.
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17:30, Roma
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Buongiorno agli ascoltatori di Radio Radicale mercoledì quattordici ottobre e questo è l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura David Carretta diversi i temi di cui ci occuperemo quest'oggi partiremo
Tal da un articolo più che da un tema dal conosciuta in sé un commento di Dior Racman pubblicato ieri sulle
Diverse crisi che si stanno sviluppando in giro per il mondo dalla Siria e più in generale del Medioriente
Passando per l'Est europeo il
Mare e del sud della Cina un test globale della potenza americana il titolo
Pechino e Mosca sembrano davvero temere di poter cadere preda dei cambi di regime sostenuti dagli Stati Uniti Racman sostiene che ci sono tutti gli ingredienti per
Un'escalation dei vari conflitti regionali che si stanno sviluppando vedremo perché tra questi c'era la Siria sia che
Si ripercuote su
Paesi vicini per diversi aspetti c'è la questione dei rifugiati
In Europa che verrà nuovamente affrontata in un Vertice dei Capi di Stato e di Governo domani a Bruxelles
C'è stato l'attentato sabato in Turchia su cui torneremo con un editoriale del Guardian l'impatto dell'attacco sulle elezioni in Turchia le teorie del complotto
Su questo attentato sono un sintomo della crescente mancanza di fiducia nel Governo turco scrive il quotidiano britannico diaria laburista
Sempre legato alla Siria la questione Iran
A cui il wall street journal ieri dedicato un editoriale i Mullah dicono grazie di rame diventato
Più belligerante dopo l'accordo sul nucleare chiuderemo infine con l'Unione Europea un altro tema che sarà affrontato nel vertice dei Capi di Stato e di governo di
Domani la possibile Bengasi tra l'uscita del Regno Unito
Dall'unione
Europea il pericolo Cameron il titolo dell'editoriale di oggi
Di l'Hammond pericolo per il Regno Unito il più in generale per l'unione europea
Cominciamo però da alle crisi regionali
Che si stanno sviluppando in una sorta di crisi globale allora contava ieri sul Financial Times diedero Racman un test globale della potenza americana il titolo
Del del convento che è interessante perché
Mette insieme
Quanto sta accadendo in Siria e più in generale in Medio Oriente nell'Europa dell'est l'Ucraina ma più in generale le minacce russe
E poi
Nel pacifico con la sfida della Cina agli Stati Uniti scriverà quanto
Per quanto tempo ancora un Paese che rappresenta meno del cinque per cento della popolazione mondiale il ventidue per cento dell'economia globale potrà rimanere
La potenza politica e militare dominante la questione
Viene posta con il moltiplicarsi delle crisi in Medio Oriente in Europa dell'est nell'Oceano Pacifico
Alla fine della guerra fredda la potenza soverchiare ante dell'esercito americano è stato un fattore centrale della politica globale
Ora in tre regioni cruciali questa potenza viene messa alla prova con i rivali dell'America che stanno testando la determinazione
Per gli Stati Uniti e verificando se e quando Washington risponderà pensate
A queste tre notizia
Apparse sul ferro sciolta INPS la scorsa settimana prima notizia di Stati Uniti avvertono Moscati non intensificare le operazioni militare in Siria
Notizia numero due le navi da guerra americane sfideranno le rivendicazioni cinesi nel mare del sud della Cina
Notizia numero tre il Regno Unito ha dato il suo accordo per unirsi a Stati Uniti Germania nel dispiegare le proprie truppe nei paesi baltici
Questi eventi avvengono in parte quindi molto diverse del mondo ma sono legati tra loro secondo Racman
E la forza militare americana che garantisce le frontiere a livello globale in Medioriente gli Stati Uniti hanno gigantesche basi navali ed aerei che dovrebbero rassicurare amici intimidire rivali
Dell'Asia dell'Est la Marina statunitense un tempo guardava al Pacifico come un lago americano garantendo libertà di navigazione fornendo rassicurazione agli alleati
In Europa la NATO garantisce l'integrità territoriale
Dei suoi Stati membri e gli Stati Uniti contano per il settantacinque per cento della spesa militare complessiva della NATO
Ma le cose stanno scambiando spiegherà ma nell'intervento
Russo nella guerra civile siriana ha evidenziato quanto gli Stati Uniti abbiano perso il controllo del Medioriente dopo gli eventi della primavera araba il ritiro delle truppe americane dall'Iraq
Con gli Stati Uniti riluttanti a inviare soldati sul terreno in Medioriente Mosca visto un vuoto di potere e si è mossa per riempirlo
Sparando i suoi missili Cruise sulla Siria i russi si sono perfino messi a emulare in precedenti interventi americani
Nella Regione ma non solo c'è anche l'Europa con la missione della Crimea che ha rappresentato la prima modifica con la forza delle frontiere del continente dalla Seconda guerra mondiale
è inevitabile che i Paesi baltici si hanno preoccupati di questo precedente e da qui la decisione della NATO di rafforzare la
Sua presenza Cerasi ha poi con il programma di costruzione di isole artificiali della Cina nel mare del sud della Cina
Che è in corso da un anno e da trasformato le rivendicazioni teoriche di Pechino di acque territoriali a migliaia di miglia la sua costa in qualcosa di molto concreto
L'America dice di non voler prendere posizione nelle dispute territoriali tra la Cina i suoi vicini mai determinata proteggere la libertà di Narni navigazione del Pacifico
Di qui l'apparente decisione della marina americana di sfidare la politica del fatto compiuto della Cina con la costruzione di nuove isole artificiali
Tutte e tre le dispute secondo raccomanda ci ricordano che malgrado si sia parlato a lungo in ma seppure in modo vago di un mondo senza frontiere il controllo del territorio ancora fondamentale nella politica mondiale secondo Thomas Bright della Brookings Institutions
La stabilità politica internazionale dipende dall'ordine regionale in particolare in Europa nell'Asia dell'Est se queste regioni dovessero implodere allora niente salverà l'ordine globale certo europei Asimo stanno implodendo
Ma camminano pericolosamente sull'orlo del precipizio nel frattempo in Medioriente si che sta implodendo mettendo in discussione il potere americano
E la durata di vita delle frontiere internazionale non è un caso se alcuni strateghi americani
Che avevano chiesto gli Stati Uniti di riequilibrare la loro politica verso l'Asia e fare meno in Medioriente ora ci stanno ripensando la fotografia secondo Racman è complicato ulteriormente da una disputa su chi sia il vero
Revisionista anni la nella sulla questione dell'ordine mondiale gli Stati Uniti vedono le rivendicazioni russe cinese come una sfida all'ordine mondiale ma i russi dicono che l'America sta
Danneggiando l'ordine globale sponsorizzando i cambi di regime in Paesi come l'Ucraina con la Siria in questo ovviamente c'è un elemento di propaganda ma sia Pechino si a Mosca
Sembrano davvero temere che se non risponderanno la potenza americana anche loro potrebbero cadere vittime di un cambio di regime sostenuto dagli Stati Uniti
Gli americani per parte loro temono che se permetteranno al revisionismo territoriale di proliferare il mondo diventerà ancora
Più caotico e pericoloso conclusione mettete tutti questi timori insieme
E avrete una ricetta perfetta per cui il tipo di discutere i giornali che stanno scoppiando in tout do il mondo così
Il mio Racman sul Financial Times su una in particolare la la la la disputa mediorientale e più in particolare la Siria sarà sull'agenda di un vertice europeo si apre domani a Bruce SEL Siria che
A ripercussioni anche su paesi vicini l'Unione europea con la crisi dei rifugiati e poi la Turchia l'attentato di
Di sabato che agli occhi del Governo turco ha trovato
Un responsabile lo Stato islamico ma sottolineava ieri il Guardian editoriale questa questa spiegazione non convince la popolazione turca e questo il sintomo di un malessere
Molto più profondo nei confronti di Recep Tayyip Erdogan l'impatto dell'attentato sulle elezioni in Turchia al titolo dell'editoriale
Del Guardian che scrive
Nel momento del lutto per la morte di più di cento persone in un attentato sabato in Turchia prevale tanto la rabbia quanto la tristezza l'annuncio del Primo Ministro turco Akhmed
Ha avuto blu che lo Stato islamico e dietro l'attacco non cancellerà queste mozioni
Perché si interna creata dalla guerra dalla Turchia con un i Gruppi Armati curdi e le ripercussioni della violenza del caos nel più ampio Medioriente
Fanno sì che i cittadini turchi non possano dirsi soddisfatti da una
Dichiarazioni di questo tipo del resto non mancano l'ipotesi le voci su chi possa aver avuto interesse a organizzare un attentato così violento nel momento in cui il Presidente Recep Tayyip Erdogan
Non fa molto per chiarire quanto accaduto accusando vagamente dei traditori per l'attentato cercando di bloccare i social media
O la copertura mediatica di quanto
Avvenuto con l'avvicinarsi delle elezioni del primo novembre la tutti entrati in un periodo tetro fatto di accuse
Recriminazioni e teorie del complotto il livello di sfiducia dell'opinione pubblica verso le autorità di Ankara è tale che
L'accusa di colpevolezza nei confronti dello Stato islamico viene messa in dubbio da molti
è vero che la Turchia si trova in prima linea nello sforzo guidato dagli occidentali per rispondere al gruppo già distress prevista aperti su aeroporti caccia americani che operano in Siria ed è diventata molto più attiva
Nel combattere le reti che lo Stato islamico usa per rappresentare combattenti stranieri
Di conseguenza secondo il Guardian assolutamente plausibile che uno Stato islamico abbia colpito Ankara come atto di rappresaglia
Del resto il bis il bersaglio era una manifestazione organizzata da gruppi pro curdi laici e liberali in questo modo
Lo Stato islamico sarebbe riuscita a rendere la capitale turca un nuovo teatro dalla guerra in corso in Iraq e Siria tra i curdi distesi giallisti dello Stato islamico ma molti dei critici di Erdogan tendono a favorire una versione diversa complottistica di questo tentato una versione
Che secondo il Guardian ci dice molto sul livello generale di sospetto che se sviluppato nella società turca
Questa versione punta il dito contro il regime che avrebbe attivato le sue componenti deviate per seminare il terrore il sospetto è di un'alleanza tra gruppi paramilitari da mafie servizi segreti un'alleanza non dissimile da quella che
C'era stata in Turchia negli anni Ottanta e Novanta
L'obiettivo oggi sarebbe di esacerbare le tensioni tra i turchi la minoranza curda con l'obiettivo di galvanizzare il nazionalismo turco seconda questa lettura degli eventi questo giocherebbe a favore
Di Erdogan che sta cercando di riconquistare la maggioranza assoluta per il suo partito l'AKP dopo averla persa
Nelle elezioni di giugno per il Guardian questa teoria del complotto di Erdogan sembra poco plausibile l'unica certezza però e che l'autoritarismo odierno che hanno fatto di le pressioni intimidazioni e politica
Slogan di odio contro tutti gli oppositori escalation militare contro i curdi nel sud est non porterà a una soluzione i problemi della Turchia anzi gli approfondirà per i partner dalla Turchia questo vuol dire che sarà necessaria ancor più vigilanza ovviamente naturale che ci siano in messaggi di solidarietà sull'onda della tragedia di Ankara ed è necessario continuare a lavorare con la Turchia sulla crisi dei rifugiati
Ma conclude il Guardian nessuno deve chiudere gli occhi sulla natura
Polarizzante di un regime guidato da un uomo forte che è stato il potere per tredici anni e che è pronto a ricorrere a mezzi estremi per restarci ancora la migliora speranza ora sono le elezioni del primo novembre
Augurandosi che siano libere corrette e sicure assenza incidenti senza attentati conclude
Per l'appunto il il il Guardian altro altro Paese
Più o meno direttamente protagonista della crisi siriana
E l'Iran da dove questa settimana sono arrivate già diverse
Notizie preoccupanti non tanto sulla Siria anche se il coinvolgimento iraniano si rafforza
Quanto la condanna di un giornalista tirano americano corrispondente alterando il Washington post
Per spionaggio e poi un teste missilistico tutto questo e commentato dal Wall Street giornalino editoriale dal titolo il Mullah dicono grazie grazie a cosa
Fondamentalmente all'accordo sul nucleare perché perché l'Iran è diventato più belligerante dopo questo accordo secondo il giornale che scrive
Il Presidente Obama i suoi ammiratori sul di politica estera speravano che l'accordo sul nucleare avrebbe spinto l'Iran da essere più aperto in termini di cooperazione in Medioriente e di cooperazione con gli Stati Uniti
Ma ancora una volta la realtà del mondo sta deludendo le aspettative del Presidente americano la magistratura iraniana lunedì annunciato che Jason Rezai quindi Rezai Anna
Corrispondente a Teheran del Washington post è stato condannato per spionaggio il momento che la condanna non sarà sfuggito agli studenti di storia
Venerdì era il
Quattrocento quarantaquattresimo giorno dal suo arresto e quattrocentoquarantaquattro il numero di giorni che i diplomatici americani in Iran
Avevano trascorso come ostaggi dopo la rivoluzione islamica del mille novecentosettantanove
La magistratura iraniana anche risposto positivamente a leader supremo Alì Khamenei che la scorsa settimana aveva pubblicato un editto vietando qualsiasi negoziato con Washington
I sostenitori del raccordo diranno che la colpa è tutta di Khamenei e della fazione dei falchi e che il Presidente Assab One il Ministro degli esteri già Maza risse non condividono la visione dell'America
Di grande Satana forse così ma in una teocrazia guidato da un uomo che
Governa come fosse il padrone del mondo guadagni ho già visto contano poco e questo vale anche per il programma
Nucleare e missilistico anche su questo sperando asta già sfidando gli Stati Uniti è rinnegando
Precedenti impegni domenica il regime attestato un nuovo missile balistico te li guidato a lunga gittata in violazione dell'accordo sul nucleare
La risoluzione due mila duecentotrentuno del Consiglio di sicurezza dell'ONU che era stata approvata poco dopo l'accordo sul nucleare per armonizzare le sue disposizioni al diritto internazionale infatti vieta all'Iran di condurre programmi
Su missili balistici per otto anni ma in nulla sono impazienti la Repubblica islamica ha già detto chiaramente che non intende rispettare le disposizioni della risoluzione
Che non le vanno bene in un'audizione davanti al Senato innestate ricorda al giorno il Segretario di Stato americano John Kerry aveva ripetutamente promesso di sanzionare l'Iran in caso di violazione dell'accordo sui missili beh ci siamo
Il problema qual è che molto più probabilmente l'Amministrazione Obama troverà un modo per spiegare che il test missilistico non viola l'accordo
Accordo che Obama considera come uno dei successi della sua politica estera nel frattempo il Governo iraniano potrà incassare centocinquanta miliardi di dollari da poter usare per sostenere
Le sue milizie e altri regimi in Medioriente così
Il il Wall Street Journal come dicevamo tra questi
Regimi c'è anche quello siriano oggi nel mondo e la
Racconta in un lungo articolo le divisioni
Che prevalgono tra gli europei su come affrontare la crisi siriane i rapporti con
La Russia i destini di Bashar al-Assad ma su questo
Torneremo perché un altro tema del vertice europeo di domani il Regno Unito le richieste britanniche di David Cameron per
Ristrutturare diciamo la relazione tra Londra e l'Unione europea prima del referendum sulla Breguet sette l'uscita
Dall'Unione Europa al pericolo Cameron nel titolo dell'editoriale di oggi di le monde che scrive
Il Regno Unito è un'isola i britannici si stanno chiudendo in un dibattito insulare riuscito meno del loro Paese dell'Unione europea la questione potrebbe sembrare dei revisori ha tanto l'Europa ha altri dossier urgenti da affrontare come
Lei euro i rifugiati in realtà la questione gravissima
Tanto più che un nobilita Nico avrebbe delle ripercussioni potenti sull'Unione europea nel suo insieme
Agli occhi del mondo l'uscita della seconda economia europea potrebbe segnare la fine del progetto comunitario sul Vecchio Continente i populisti userebbero l'esempio britannico per danneggiare l'Unione europea e avvicinarsi un po'più
Al potere
Che il rischio per le monde considerevole anche perché
Il no al vento in poppa ci sono i precedenti dei referendum in Francia Olanda Danimarca
Il il Ruanda il problema è che il non non provocherà il vuoto ma il caos
Il giorno dopo referendum il Regno Unito sarà ancora nell'Unione europea per un paio d'anni entrerà in un inestricabile negoziato di uscita
Il giorno dopo però il Governo Cameron esploderà imploderà in caso di vittoria meno la Scozia chiederà la sua indipendenza con una
Reale chances di successo insomma a forza di giocare con il fuoco
Cameron sta minacciando il Regno Unito e l'Unione europea ed è per le monde un po'troppo ci fermiamo qui però oggi ricordando che la casa elementi io ascolto chiocciola Radio Radicale punto it da David Carretta una buona giornata
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