The Big Short, la grande scommessa in italiano, di Adam McKay ha dedicato a quegli stessi ambienti qualche anno prima del crack del 2008 un ritratto analogo.
Pur non avendo le dimensioni di un affresco, ci sono i parvenu della finanza che fiutano il marcio e anche loro speculano di conseguenza, c'è chi è indignato rispetto al sistema … corrotto delle banche e scommette sulla loro rovina, ci sono le agenzie di rating che dovrebbero offrire valutazioni affidabili e che invece badano ai propri interessi, ci sono sullo sfondo spesso evocate anche se non direttamente rappresentate la politica e la giustizia che disattendono i propri compiti e i propri doveri.
Come si vede la grande scommessa ha delle accentuazioni da film di denuncia e come non capita spesso in un film americano la giustizia alla fine non trionfa, perché se è vero che i nodi vengono al pettine nel 2008, proprio sul finale del film si suggerisce che i responsabili delle leggerezze o delle truffe all'origine del crack non sono stati puniti, che un caso analogo potrebbe ripetersi e che anzi se ne sarebbero già create le premesse.
Candidato all'Oscar come miglior film e migliore regia".
La critica di Gianfranco Cercone su Cinema&cinema.
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