16 SET 1992

Intervento di Alexander Langer sulla situazione nell'ex Jugoslavia

STRALCIO | - Parlamento europeo - 00:00 Durata: 2 min 58 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Alexander Langer sulla situazione nell'ex Jugoslavia", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 16 settembre 1992 alle 00:00.

Sono intervenuti: Alexander Langer (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Asilo Politico, Balcani, Bosnia Erzegovina, Esteri, Jugoslavia, Kosovo, Macedonia, Serbia, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Alexander Langer

    parlamentare europeo (VERDI)

    intevento in tedesco, traduzione in francese Langer interviene a sostegno di una risoluzione per il riconoscimento della Macedonia, sottolineando come ci siano stati diversi progressi come i tredici punti di Londra, l'avvia di un nuovo round di negoziati, la decisione di un maggiore coinvolgimento dell'ONU, il rafforzamento delle sanzioni, la stretta cooperazione tra ONU e CEE, la sostituzione di Lord Carrington. È urgente che ora vengano sostenuti coloro che sono sempre disponibili a rappresentare posizioni comuni interetniche, contro coloro che invece promuovono la pulizia etnica con la forza, con l'amministrazione o con le leggi, in Bosnia-Erzegovina come in Serbia e in Croazia. La Macedonia deve essere riconosciuta. Il soccorso dei profughi non può continuare ad essere delegato all'Austria, all'Ungheria, alla Repubblica federale tedesca e a qualche altro paese, ma gli stessi dovrebbero essere distribuiti in tutta la Comunità. Il parlamentare verde approva la proposta contenuta nella risoluzione di agire preventivamente mediante l'invio di osservatori in Voivodina, Kossovo e Sandschak, e si dice favorevole a un intervento dell'ONU per la smilitarizzazione e per imporre il divieto di volo, proteggendo i convogli che trasportano gli aiuti. Langer conclude rivolgendosi al gruppo liberale e democratico, al quale ricorda che non è possibile nessuna semplicistica soluzione militare, diversamente da quanto alcuni suoi membri spesso immaginano. Bisogna invece sostenere quelle forze, presenti nei diversi popoli dell'ex Jugoslavia, che sono ancora in grado di trattare pacificamente (DE) Signora Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo cofirmatari della proposta di risoluzione e sosteniamo la proposta di riconosci-mento della Macedonia, che abbiamo pure sotto- scritto. Siamo del parere che sono stati fatti dei progressi: i 13 punti di Londra, l'awia di un nuovo round di negoziati, la decisione di un maggiore coinvolgimento dell'ONU, anche il rafforza- mento delle sanzioni, sono per noi dei fatti positi-vi. È positivo, a nostro awiso, il fatto che ora l'ONU coopera strettamente con la Comunità eu- ropea e viceversa. Positiva è la sostituzione di Lord Carrington. Oggi riteniamo urgente che in questo con?itto si sostengano soprattutto coloro che sono sempre di- sponibili a rappresentare posizioni comuni interet- niche e che nei fatti cono contrari a coloro i quali promuovono la pulizia etnica con la forza, con l'amministrazione o con le leggi E questo vale non solo per la Bosnia-Erzegovina e per la Serbia, ma anche per altre regioni, come ad esempio la Croa-zia. Per questo motivo noi crediamo che il governo di Izetbegovic sia da sostenere. Mi associo alle parole del collega Oostlander. Crediamo che la Macedonia debba essere riconosciuta, come dal canto suo ha chiesto la commissione Badinter. Quanto ai profughi - e dico questo soprattutto per il Commissario Marin - dobbiamo trarre un esempio da quanto egli dice delle famiglia dell'ex Iugoslavia Non possiamo continuare a sbarrare le nostre porte in faccia a queste persone. Non pos- siamo delegare il loro soccorso solamente all'Austria, a.ll'Ungheria, alla Repubblica federale tedesca e a qualche altra paese. Dobbiamo trovare il modo di distribuirli adeguatamente in tutta la Co- munità. La responsabilità è comune. Noi approviamo le proposte, contenute nella riso- luzione comune, di agire preventivamente, special- mente mediante l'invio di osservatori in Voivodi- na, nel Kossovo e in Sandschak. Siamo anche favorevoli a un intervento dell'ONU per la smilita- rizzazione e soprattutto per imporre il divieto di volo. Queste misure devono essere sostenute con ogni energia, e naturalmente occorre proteggere i convogli che trasportano gli aiuti. Non esistono scorciatoie. E voglio dire al gruppo liberale e democratico che non e possibile nessuna semplicistica soluzione militare, come spesso alcuni di essi s”immaginano. Dobbiamo fare dunque con la massima pazienza e cautela gli ulteriori passi, sostenendo in modo particolare quelle forze, che si trovano nei vari popoli dell'ex Iugoslavia, le quali sono ancora in grado di trattare pacificamente.
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