Dibattito organizzato da Festa de L'Unità.
Sono intervenuti: Antonio Gambino, Rossana Rossanda, Romano Ledda.
Sono stati discussi i seguenti argomenti: Europa, Festa Dell'unita', Pci, Sviluppo, Tecnologia, Usa.
10:30
09:30
10:05 - SENATO
11:51 - CAMERA
8:30 - CAMERA
8:30 - CAMERA
9:15 - Senato della Repubblica
11:00 - Camera dei Deputati
13:40 - Camera dei Deputati
14:40 - Camera dei Deputati
14:55 - Camera dei Deputati
Per l'ambiente del patrimonio artistico delle strutture civili
Infine una nuova politica economica su questo non voglio dire niente l'abbiamo detto altre volte che Muti l'attuale meccanismo assurdo
Di formazione distribuzione allocazione delle risorse che premia in sostanza il parassitismo alle
Io questo ho voluto dire quando sollevati da tempo qua il problema di un'alleanza tra le forze produttive
E quelle interessate a un nuovo tipo di sviluppo compresi ovviamente gli emarginati disoccupati i movimenti per una nuova qualità della vita
E voglio concludere dicendo che se vogliamo camminare su questa strada noi dobbiamo coinvolgere il mondo delle imprese
Perché l'impresa
Non è soltanto il luogo del conflitto dello sfruttamento
Impresa questo deve capire il movimento operaio uno strumento essenziale per la creazione della ricchezza
Ma non soltanto e anche il luogo dove si esprimono valori essenziali
Tanto più oggi in presenza dell'innovazione
Valori di capacità innovative di creatività di efficienza
Il cervello sociale
E credo che i compagni emiliani queste cose le sanno bene questo non significa affatto subire la sua egemonia perché per tutte le cose che ho detto mi pare chiaro che sono profondamente convinto che l'impresa da sola
Non è in grado di risolvere i problemi di fondo che stanno di fronte al Paese
Ma io per il secondo giro partirei proprio da quest'ultima considerazione di Reichlin
L'impresa da sola e in condizioni di risolvere problemi di questa dimensione mi pare che già anche De Benedetti nel suo intervento abbia posto chiaramente la difficoltà per l'impresa singola e anche per il sistema delle imprese di affrontare questo proprio vorrei a ripartire da alcuni dati agli inizi degli anni ottanta
Delle tre centonovantadue maggiori Impresit ritenute capaci in qualche modo di interna li rizzare i fenomeni di innovazione centottantadue erano collocate negli Stati Uniti centotré in Giappone centosette nell'aria europea e di queste centosette solo sette in Italia è solo i risultati della Commissione delle delle dello studio la Commissione Europea sulla competitività dell'impresa
E allora c'è un primo problema l'Europa che ha questo così basso un indice di grandi imprese capaci di internalizzare
Tutte le
Tutte le domande poste dall'innovazione e l'Italia che ha un numero ancor più ridotto di questa grande impresa eccome possono far fronte alla sfida che viene dalle altre grandi aree dell'innovazione industriale gli Stati Uniti al Giappone si tratta solo si può trattare solo di iniziative
Dell'impresa di scelte di buona volontà occorrono politiche pubbliche quali politiche pubbliche
La commissione europea appunto di stucchi e studio sulle il problema della competitività delle imprese suggeriva un insieme di politiche pubbliche ma ora a distanza di tre anni
Gli stessi suggerimenti come programma solo nel programma che il il presidente e la Commissione europea dei esecutiva dell'ora
Presentato nel mese di marzo politiche di unificazione delle norme
Per la creazione di uno spazio comune europeo di industriale politica nelle commesse pubbliche politica degli appalti politiche pubbliche della ricerca politiche
Fiscali che danneggino o meno la produzione
E io direi più in generale per tenendo presente il caso italiano politiche di prelievo per evitare che quel che costa all'imprenditore ci duecento
Si traduca in termini di burle di busta paga in cento e quindi crea una condizione permanente di conflitto sociale ecco quali politiche
Europee possano forse alle impresa cioè un diverso sviluppo e ancora per stare nel caso italiano l'ingegner De Benedetti ha citato credo giustamente scandalizzato se ne alcuni dei casi di spesa assistenziale
Il caso dei fondi di dotazione pagato gli statali che anche per i tempi di erogazione più propriamente appunto si potrebbero chiamare fonti di copertura perdite ma i casi della fiscalizzazione degli oneri sociali della cassa integrazione guadagni ecco però io vorrei domandare all'ingegner De Benedetti
Per in qualche modo fare una provocazione in che misura queste tre forme per esempio di fondi alle partecipazioni statali di fiscalizzazione
Degli oneri sociali o di cassa integrazione guadagni sono certo forme di uno Stato assistenziale rispetto al quale però le imprese non sono innocenti o pacifici
Spettatori di una simile politica ma solo più spesso artefici di questa politica pensiamo accollarsi unificato per il sistema delle partecipazioni statali li ha l'acquisizione di pezzi
Diciamo non più non diciamo rotabili pezzi non più funzionali alla strategia delle grandi imprese cosa ha significato per il sistema pere il sistema delle imprese lo sfiatatoio della cassa integrazione guadagni e cosa significa oggi ancora invece a avere la fiscalizzazione invece di affrontare tutti insieme il movimento dei lavoratori e sistema dell'impresa un problema di una più radicale previsione del costo del lavoro che non vuol dire non può voler dire solo il corto il la questione della scala mobile babbo deve significare anche una politica diversa dei prelievi dal fischio il fiscal drag al ai contributi ecco io credo che guai queste politiche e su queste politiche forse possiamo svolgere un secondo giro di questa discussione
Io vorrei solo
Prima di rispondere alle sue domande
Orientale di rispondere alle sue domande
Riprendere da alcune cose che mi sono annotato mentre Reichlin parlava
E che personalmente mi sembrano importanti in un dibattito che ovviamente
Però anche lei incentrato in gran parte sul partito comunista né potrebbe essere diverso data la sua funzione
Però io vedo
Come elementi di novità
Nella nella dialettica più ampia
Almeno su tre affermazione di Reichlin vorrei informare il mio momento
La prima
La convinzione che siamo di fronte
Ad un cambiamento epocale
Ecco questo mi pare che sia
è una convinzione io esprimo e non sono io ovviamente da molto tempo credo che noi siamo in uno di quei cicli storici che si presentano che si sono presentati nella breve storia industriale l'umanità guasto all'industria che duecento anni duecentoventi anni in cui ogni cinquanta sessanta anni
Corrispondentemente
Al declino di tecnologie lo sforzo mette all'introduzione di nuove tecnologie
Si è assistito a dei cambiamenti che hanno coinvolto non semplicemente i prodotti la produzione nelle fabbriche ma la società nel suo complesso
Senza voler
Annoiare l'uditorio penso che ognuno di voi può penso può ricordare o pensare anche solo all'innovazione che ha costituito il trasporto
Sanzione per i grandi le grandi tappe delle innovazioni di questa breve storia industriale sono state caratterizzate da una prima dall'inizio quando si è incominciato a ridurre la fatica dell'uomo attraverso la macchina
Al secondo nel quale si è
Incominciato
Preoccuparsi del trasporto di cose e di beni pensiamo alle ferrovie autostrade l'automobile al terzo nel quale si è trasportato la voce e l'immagine pensiamo ai telefoni alla televisione a quello di cui ha parlato Reich nel quale siamo già entrati che è caratterizzato dal trasporto dalla creazione da trasporto delle informazioni
Non siamo in un cambiamento epocale perché stiamo cambiando da un'epoca che ha trasportato uomini così immagini voci a un'epoca che si occuperà di trasportare informazioni
Riducendo la dimensione del mondo trasformando veramente la struttura della nostra vita e addirittura la localizzazione
Di noi come individui rispetto alle nostre attività di lavoro nel nostro attività di svago alla necessità di spostare circa cioè è veramente e questo il Partito comunista un esponente del Partito comunista come RAI mi riconosca
Che ci si trovi di fronte a un cambiamento epocale mi sembra importante
A seconda affermazione che mi ha colpito perché stranamente coincidente con frasi con frase con concetti con convinzione che danni esprimono e quello di che cos'è un'impresa
Io ho sentito sempre la definizione dell'impresa non da parte di economisti ma da parte di persone più al nostro livello più a livello di ognuno di noi
Il nodo direi antitetico l'impresa ho servito ancora stasera ricordare frasi come l'impresa
Il luogo del conflitto sociale
Oppure l'impresa è il luogo del dominio del capitale
Ecco io credo che
Pur avendo ricordato non so se condiviso spero di no queste espressioni plug-in comunque ne ha Anna con club conclusi in un modo dicendo che l'impresa è uno strumento centrale anche ecco quando tutto l'Iraq l'anche saremmo d'accordo
Uno strumento centrale per la creazione di ricchezza
E credo che
Forse adattando ti al cambiamento epocale nel quale siamo forse arriverai a concludere l'impresa è sostanzialmente questo
Ecco ma questo poi allora se vuole nello
Cercano di dirle anche qual è la mia idea rispetto a quel problema
La terza domanda e affermazione lo stesso tempo che ha fatto da macchine
L'Italia come si colloca rispetto a questo processo rispetto cioè un processo di
Trasformazione epocale che condivido
E rispetto a una concezione che vede comunque accomunati anche se con una anche anche il partito comuniste su un nuovo affermazione o riconoscimento del concerto di impresa
Io credo che l'Italia si collochi in una posizione
Conservativa
E di difesa anziché in una posizione di coraggio
E io credo che nei momenti di grande cambiamento
Quello che occorra
Liberare le energie che sono all'interno del sistema
Ma per liberare le energie che sono all'interno del sistema
Ed evitare il caos
Occorre uno stato più forte e credo che anche qui il dibattito che continuamente si fa anche in ambiente industriale se si debba andare verso una società in cui l'iniziativa comunque più libera verso una società in cui le iniziative più programmata è assolutamente un falso problema ed un problema comunque che appartiene a un'organizzazione di società
Del passato un modello di sviluppo non del modello di sviluppo verso il quale non ci stiamo dirigendo
Perché nei limiti in cui il modello di sviluppo verso il quale ci dirigiamo io ne sono convinto tra l'altro gli Stati Uniti sono già entrati in questa fase è una società che ha per oggetto la creazione del trattamento e la distribuzione dell'informazione
Il problema di applicare a un tipo di società che ha annullato nel contempo spazio e tempo anche per quanto riguarda l'informazione
Non ha più senso applicare dei concetti rigidi che RAI in definiva di tipo macchinisti perché io dico di tipo storico per quanto riguarda i concetti di libertà verso i concetti di programmazione centrale
Credo che prima Reichlin ha detto
Vediamo quali sono i grandi cambiamenti che avvengono negli Stati Uniti
Poveretto la Cina e poi credo che per
Se non altro
Storicità del partito anche ricordare anche a rischio di etica
Rettore io penso che dovrà cambiare mi auguro per loro e anche per noi che cambierà ecco certamente che oggi si vede rispetto a questi tre aree che tu hai voluto ricordare dei tassi di cambiamento completamente diverse
E si vede un tasso di cambiamento per esempio in Cina infinitamente superiore al tasso di cambiamento che c'è l'Unione Sovietica perché secondo me il tasso di burocratizzazione del Paese
E cioè di soffocazione delle energie individuali molto minori in Cina di quanto non sia Unione Sovietica
Il problema secondo me è quello di liberare le energie degli individuali
In un'ottica di programmazione dello Stato ma in uno Stato che indichi anziché in uno stato che fa e questo se vuoi puoi il modo di rispondere
Alle domande che il nostro moderatore
Mia rivolto per entrare nel merito della seconda parte di questo ping pong
Poi dicono RAI che si è fatto scusate ancora una quarta domanda ma questo è un problema che riguarda
Lui che certamente riguardo al partito comunista che riguarda certamente tutti noi in relazione anche all'importanza che il Partito Comunista ha come rappresentanza popolare e cioè come si pone
Il Partito comunista rispetto a questa trasformazione dalla società
E lui ha fatto un'affermazione che a me sembrerebbe importantissima limiti in cui fosse seguito da comportamenti cioè si pone o si deve porre come un agente di questa trasformazione
Ecco nei limiti in cui il partito comunista si ponesse come agente di questa trasformazione nell'ambito della nostra società io credo che evidentemente farebbe un contributo io penso essenziale alla modificazione della nostra società non ho un contributo unico ma un contributo certamente necessario anche in termini culturali e
Le domande che l'aveva fatto onorevole riguardavano
Riguarda sostanzialmente mi pare che sono due una e quale politiche può fare la groppa per favorire il suo sviluppo e la seconda è bravo industriale sui fondi delle partecipazioni statali sulla fiscalizzazione sulla cassa integrazione c'avete marciato anche alla grande
Ma cercherò di rispondere a queste due domande e poi lei me ne ha fatta una mentre io parlavo che dipende da chi controlla le aziende
La mia domanda
Quale politiche può fare l'Europa per favorire lo sviluppo
Ma io credo di avere già indicato in modo che apparirà vago ma se fosse applicato letteralmente sarebbe estremamente semplice come quasi tutti
Come quasi tutti i grandi cambiamenti di atteggiamento sono fondamentalmente negli atti di semplicità e non degli atti di un'occupazione che invece sono tipici di quando e da un po'che si discute sullo stesso problema
Io credo che debbano
Favorire due cose
La creazione di un mercato unico europeo
E lo sviluppo
Della
Individualità e della possibilità della gente delle iniziative più varie di sviluppare le proprie iniziative
In un clima più mobile e più libero
Quando dico creare un mercato europeo non intendo semplicemente dire al mercato delle merci
Perché quello è stato l'invenzione di grande
Di grande lungimiranza politica ma è stato un invenzione in fondo un compito che i politici ripeto lungimiranti negli anni vicino all'inizio degli anni Cinquanta hanno affidato a qualcun altro
Ma hanno evitato di eseguire per quanto riguardava cioè in sostanza hanno detto noi industriali che allora eravamo estremamente recalcitranti
Ahi noi eliminiamo le barriere doganali e li obblighiamo a competere in assenza di dogane liberamente sulle merci qualsiasi sia luogo riproduzione di queste merci nell'ambito della Comunità europea
E questo è stato il classico compito del maestro
Che però non ha seguito con il suo esempio perché se l'esempio o se il compito che si dava
Al sistema produttivo possono essere il capitano il lavoro cos'è stato seguito anche da chi dava questa indicazione si sarebbe creata per esempio una moneta unica europea
Che sarebbe che invece è stata ovviamente
Bene evitare altre così come è stato evitato alla libera circolazione dei capitali perché quello sarebbe stato un modo di mettere in concorrenza i sistemi politici in quanto ovviamente la moneta ecco una rappresentazione seppure parziale della validità della credibilità
Di un sistema politico meno e abbiamo avuto la creazione della concorrenza sulle merci ma non la creazione della concorrenza né sulle politiche né sulla verifica delle politiche che sono le monete
Credo che questa cioè la creazione di un mercato unico europeo in questo senso credo che sarebbe la risposta che l'Europa deve dare all'Istat uniti e al Giappone anche perché se no l'Europa diventerà un continente di vecchi come ho cercato di dimostrare con due cifre
Di ricchi perché
La il risparmio alla ricchezza individuale in Europa
è la più alta rispetto alle due aree le altre due aree con cui ci confrontiamo
Dei risparmiatori e di consumatori cioè diventeremo un colossale mercato di consumatori
Per qualcun altro che produrrà
E naturalmente gestirà
Dal momento che quello che dobbiamo che diciamo che sarà al centro la produzione sarà l'informazione quindi che gestirà l'informazione che gestirà anche la nostra cultura il che mi pare e anch'punto di vista della del nostro retaggio culturale europeo non è accettabile così come non sarebbe accettabile comunque da nessun'altra per nessun altro Paese
In merito al fatto se noi industriale abbiamo marciato sulle su tre delle fonti di dissipazione del denaro pubblico caratteristica del nostro Paese cioè i fondi delle partecipazioni statali la fiscalizzazione degli oneri sociali alla cassintegrazione la mia risposta sì
Ma questa risposta non senso sei non è
Inserita in un sistema disposizioni
Di trasparenza
Se inserite in un sistema nel quale
La rigidità qui tutti i fattori della produzione dal capitale al lavoro hanno trovato premio
Perché il colossale deficit delle partecipazioni statali
La il trasferimento lui aziende dal settore privato al settore delle partecipazioni statali tra richiesta delle fiscalizzazione sociali la richiesta di cassa integrazione
All'infinito sono delle risposte più o meno eque più o meno corrette
Più o meno USA più o meno morali ad un sistema in cui la rigidità ha costretto
La ha costretto all'invenzione di bypass più o meno naturali con più o meno sotterranei
Che si sono trasformati da un lato nel cosiddetto lavoro nero con il lavoro sommerso dall'altra nel caricare allo Stato un prezzo per la rigidità che lo Stato imponeva al sistema delle imprese
Io non voglio dire che
Non ci siano in questo comportamento come ci sono sempre in quel qui nei comportamenti dei singoli operatori ci possono essere stati degli abusi su questo non lo so ma comunque è possibile che ci sia stato ma non è questo il problema
Se ora il problema è quello di rendersi conto che un sistema che viene ingabbiato
Attraverso rigidità e attraverso
Assurdità di negazione di sistema di premi produzione Rispi premi e punizioni rispetto alla creazione di ricchezza reagisce attraverso delle distorsioni attraverso la Disney le distorsioni esistono evidentemente gli abusi così come non è degli abusi dobbiamo parlare male le distorsioni e delle cause delle distorsioni
E poi da ultimo
La domanda
Che lei mi ha fatto a proposito di si dice tutto questo va bene cioè in particolare il fatto che l'impresa ossia uno strumento centrale per la creazione di ricchezza va bene nel limite in cui
Si discuta o si sappia su chi chi le controlla
Ma io credo che anche qui il problema non è quello di inventare l'ombrello
Credo che il problema è quello del superamento del capitalismo inteso nel senso
Di un capitalismo di famiglia di un capitalismo oligarchico di un cateterismo elitario
Che è superato per i fatti di sistemi più evoluti rispetto al nostro Enrico esistono incomincia ad esistere dei segni chiari
Di incrinature di rotture anche all'interno di un nostro del nostro sistema che pure ha diciamo molto fragile dal punto di vista della pluralità degli attori
Credo che per esempio il successo che non è solo un fatto finanziario ho fatto assai più importante che stanno avendo in questo momento io non credo che sia un fenomeno temporaneo
I fondi d'investimento l'interesse degli operatori delle aziende a quotarsi della gente a comprare a capire che la ricchezza reale quella che conta che il debito dello Stato rappresentato da dei certificati di credito in realtà sono già certificati di un debito che un debito che non potrà mai essere ripagato se non con dei nuovi certificati
Incomincia a essere a diffondersi seppure in maniera ancora diciamo non sufficientemente diffusa a mio parere nell'ambito del risparmiatore
Però poi il fenomeno ha una sua risposta che è già stata fatta
Cioè lei mi dice chi le controlla ma io le potrei fare una domanda lei chi è il padrone dell'IBM che il padrone della General Motors che al Padova e la Titti
Partiamo con la questo concetto assolutamente passato provinciale storico di pensare che lo un'azienda anche se grande debba essere di un padrone con il nome colpiscono il suo nome con il suo cognome
Io credo che questa è una fase che in via di superamento
Che una processo di sviluppo rende assolutamente più velocemente superabile
E che credo che ci separano avviarsi verso quella che io non so se col collo stessa di dicitura diciamo la stessa cosa
Reichlin ed io e cioè quella che io chiamo una democrazia economica democrazia economica in cui la gente non si debba chiedere
Di chi è
Non si ponga neppure il problema di chiedersi di chi all'IBM perché nessuno degli Stati Uniti si pone poi chiedersi di chi all'IBM perché l'IBM
Di milioni di persone di fondi pensione di gente che ci lavora di gente che non ci lavora del Pubblico solo che noi abbiamo ancora il vizio che ci deriva
Da una mentalità falsamente
Burocraticamente statale
Che il pubblico è quello che di nessuno cioè dello Stato credo che dobbiamo superare questo concetto dello Stato come di un qualcosa che è al di fuori di noi che in fondo per molti di noi è contro di noi
Credo che dovremmo superare questo concetto per cui il debito pubblico il debito di un altro non è il debito nostro
E in questo credo che indubbiamente c'è un lavoro di tipo non solamente economico non solamente sociale ma di tipo politico
Che si profonda innovazione politica che evidentemente noi operatori economici ci aspettiamo dal sistema politico nel suo complesso
Beh a me mi pare che siamo arrivati via a toccare dei problemi veramente grossi di grandissimo interesse sui quali
Tutti riflettessimo di più
Io vorrei fare alcune
Bene anche alcune risposte fare alcune precisazioni
Beh in innanzitutto io tengo moltissimo a rispondere a questa questione cioè
L'accusa ho l'impressione che il partito comunista di fronte ai grandi problemi del cambiamento sia supposizioni di difesa
Io non sono su questa posizione non credo che noi siamo su questa posizione tutto il mio ragionamento
Tutte le riflessioni che vado facendo portano invece a a un'altra conclusione a a capire come guardando fino in fondo
Con occhi smaglianti senza nascondersi la novità dei problemi
A questo cambiamento delle questioni che questo cambiamento pone io scopro ecco per dirla nel modo più semplice con una formula che la questione dell'innovazione
Torna coincidere con la questione di quella che posso chiamare di una riforma sociale una riforma più complessiva della struttura sociale dell'ambiente dicono si dice nel linguaggio degli economisti ma l'ambiente inteso cioè il Complesso dei delle interrelazioni
Il saper fare la cultura le il tipo di Stato
La diffusione e la distribuzione anche del potere Ferretti così
Non ritengo però ecco questo vorrei questo forse non non l'ho detto un nullo appena accennato non l'ho detto con sufficiente chiarezza nella mio primo intervento
Non ritengo però che in questa situazione qui io sento qui
Ingegnere qui io sento la proprio la la differenza di valutazione che c'è ancora c'è tra di noi io non ritengo che il conflitto si attenui
Bisogna vedere che tipo di conflitto
Ma io non ritengo che il conflitto si ottenne anzi io ritengo che noi andiamo verso un mondo drammatico
In cui confligge si sta suonando a Roma il problema scusa se ti interrompo ma era all'interno dell'impresa tout
Dici no no no anch'io mi riferivo alle case applica il che ci somiglia di più con attuale sicuro io non credo all'interno delle imprese il conflitto non si attenua il suo centro diventa a mio parere insieme perché questo conflitto non non non si attenua nemmeno il conflitto diciamo il conflitto sociale tradizionale
Tra datore di lavoro e lavoratore mi sembrerebbe una ok Sapienza Request però il centro del conflitto il cuore del conflitto si sposta sempre più verso quello che io ho chiamato il dominio sociale la manipolazione delle coscienze
Non è troppo De Benedetti dice non si sa di chi è l'IBM all'IBM ma chi decide le strategie dell'IBM
Che peso hanno le strategie dell'IBM su tutti i numeri siccome il grande problema inquietante questo non è tanto il rapporto solo il rapporto tra operaio e management otto datore di lavoro nelle fabbriche IBM ma diventa una cosa molto più grossa
Non di chi è l'IBM sarà di milioni di azionisti ma TBC in quale logica decide il PM dove incidenti
Il giorno che l'IBM prende io ho ho incontrato vigilia il presunto capo dell'IBM Italia il giorno dell'IBM prende il controllo come si chiama Linda batterebbe della nuova ferrovia in informatica che attraverserà l'Italia che non sarà più la ferrovia delle rotaie
Ma la ferrovia attraverso cui correranno le informazioni giorno che da prendere all'IBM indica il linguaggio noi parleremo
Jack Cosa penseremmo
Che cosa saprei in modo o si vorrà che sappiamo e e il conflitto tocca questi punti spara che bisogna ricominciare a che non lo prendesse l'IBM intanto così Monti può anche la Roma
Come prima cosa come prima a
Stava stava proprio per raggiungere questo il conflitto
Il conflitto mondiale diventa questo l'ho detto nell'introduzione il conflitto mondiale diventa anche più aspro
Perché che cosa sono le guerre stellari per dire la cosa che è sul tappeto adesso
Ah si tratta solo di un programma militare no
Di
Leggere le sa meglio di me queste cose mi pare chiaro che gli Stati Uniti affidano al programma delle Guerre stellari il loro rapporto con con l'Europa anche con con diciamo col futuro dell'Europa il rapporto Imperiale se vogliamo usare questa parola anche con le loro
Le guerre stellari su una partita grossissimo
Tant'è vero che ci sono le forze della grande borghesia europea una parte di esse che tentano di organizzare un contro sistema il sistema è un reggae e così via avuto perciò
Ma proprio per questo che io dico hanno mia Menia hanno gli stessi al movimento operaio il problema non
Nell'impresa e con l'impresa invece noi dobbiamo avere un atteggiamento molto diverso da quello che abbiamo da single del passato d'arresto
Un anno fa noi abbiamo qua col Bologna un convegno sull'impresa di cui si è parlato poco in cui queste cose che ho detto questa sera sono state dette
Noi viviamo stiamo qui in una regione la quale sa benissimo che cosa è l'impresa che l'impresa non è soltanto il capitalista
Con la
Di un tempo quante sono in Italia compagni io credo che ci sia qualcosa come un milione di impresa la provincia che non ha più l'impresa è rispetto agli abitanti guarda caso al Pistoia poi c'è Firenze poi c'è Modena cioè sono le province rosse che hanno più prese
E basta fare un'inchiesta tutte le inchieste che si stanno facendo sul mondo operaio dicono quanto sia forte ormai travaso tra il lavoro dipendente e l'iniziativa imprenditoriale singolo associata di lavoratori
Quindi
Questo è qualche cosa che ci deve far riflettere detto questo però io non credo
Che si possa mettere tutto sulle spalle dell'impresa di risolvere tutto con le logiche di convenienza di mercato questa idea mi sembra straordinariamente debole Alpi guarda il problema
Posti di nuova azione
Del resto a ben vedere la forza dei paesi che ci sopravanzano non nell'azienda in se la FIAT non è meno competitiva della Renault
Alla Francia è più competitiva dell'Italia per tutta un'altra serie di ragioni
Che non sono una singola impresa
Cioè un'efficienza generale del sistema Capasa tutti i costi le interdipendenze le università in servizi trasporti la cultura l'efficienza dello Stato il fatto che non ci sia un sistema fiscale in cui quest'anno lo stato italiano in cassa duecentosettanta mila miliardi e di questi cento mila sono imposte dirette salari e stipendi profitti centodieci mila sono contributi sociali salari e stipendi profitti
E un milione e mezzo di miliardi di attività finanziarie tra depositi bancari Botto
Obbligazioni e così via afgano il resto sessanta mila miliardi
Questo
Come si può fare l'innovazione in queste condizioni ritengo inoltre questo credo che le verifiche sarà d'accordo come quinto con punto di fondo non credo che basti più l'accumulazione interno all'impresa
L'accumulazione diventa sempre più un fatto sociale
Nel senso che a livello nazionale a livello più ampio
Io aggiungo un'altra cosa che si allarga e molta l'ho accennato il concetto questa è una cosa che non è su cui vorrei farmi delle idee più chiare ma io spunta il concetto stesso di produttività nel nel nell'era del dell'innovazione perché se è vero che diminuisce il tempo socialmente necessario
Per produrre le merci aumenta il lavoro necessario per produrre quelle funzioni sociali senza le quali non si sviluppa l'innovazione produttiva
A cominciare dalla dalla formazione professionale la scuola i servizi e così
Ma come si calcola l'ora la produttività in questo campo
Ecco una cosa che la logica di mercato non è più in grado di dirmi come si calcola la produttività
Non soltanto per unità di prodotto evidentemente
E come ancora
Ecco il tema che io sollevo della produttività complessiva del sistema
La produttività complessiva del sistema pone un problema
Molto più poi non soltanto economico ma politico economico di politica economica di politiche dello Stato dei governi di trasformazione delle strutture sociali
Qui detto perciò non ha paura dell'innovazione
Qui io vedo il ruolo essenziale
Di una forza riformatrice moderna la quale si faccia il gente della modernizzazione complessiva del Paese
Insomma a me pare questo che noi stiamo andando in Italia e che si è fatta stringente in Italia la scelta tra due giorni
La prima grosso modo consiste nel puntare su sentimenti ristretti del settore industriale e del sette e del terziario capace di competere sul mercato mondiale
Si taglia il resto
Si mandano a casa centinaia di migliaia di operai tecnici di quadri si sacrificano pezzi vitali dell'Italia aumenta la disoccupazione
Ad occupazione in qualche modo si deve provvedere si provvederà gonfiando la spesa pubblica o continuando i servizi che diventeranno sempre più improduttivi come se come settori rifugio su occupazione
Questa è la via verso cui l'Italia si sta mettendo su questa via noi perdiamo
Oppure c'è un'altra c'è un'altra scelta
Ed è questo il tema che noi ci sforziamo di portare avanti cioè
Adeguare l'intera struttura produttiva del Paese non soltanto l'industriale nuove sfide del nostro tempo
Aumentare non diminuire il numero dei produttori
Porre la questione dell'occupazione in questo quadro come grande questione nazionale
E la questione del Mezzogiorno creare le condizioni economiche e finanziarie naturalmente questo richiede da parte nostra cose grosse perché occorre ripensare
Che cosa lo stato sociale inefficienze la burocratizzazione combattere su questo fronte
Come rilanciare su nuove basi il processo di accumulazione sapendo però che occorrerà produrre cos'è diverso in modo diverso
E che anche i meccanismi del potere dovranno diventare una cosa diversa io così vorrei concludere con la impressione mia so che questo e è proprio il punto di fondo di scontro con le forze governative
L'impressione mia e che l'Italia non facciamo del
Del catastrofismo ritardi in questi trent'anni andata molto avanti
Ha ragione De Benedetti quando dice ci sono le condizioni le vitalità le energie
Ma io ho l'impressione che l'Italia si ritrovi oggi proprio di fronte allo sviluppo dell'innovazione su scala mondiale di fronte a un passaggio estremamente
Tutto sommato una questione politica cioè delle prospettive
Della necessità o meno di uscire da questo stallo di concepire le alternative che non sto parlando di formule politiche parlamentari di alternative vere
Io ritengo che è più che mai sul tappeto
Naturalmente la venire nonni
Assicurato per nessuno
E implicito lo anche detto l'ho accennato che ragionando così io non non non sfuggo a le necessità di
Profonde divisioni da parte nostra anzi mi vengono sulle labbra mi vengono all'ordine del giorno le vedo con maggiore concretezza però francamente e non non capisco ecco no no non mi sento con le pratiche hanno come dire con una forza colpevole i no anzi sento per lo spazio nostro del movimento sindacale
In realtà e e nuova voi diverso ma enorme
Che ritengo essenziale che e in una visione di questo genere si abbia una concezione delle alleanze molto più larga di quella che di fatto voi noi abbiamo ma non parlo qui soltanto delle alleanze politiche fanno delle ansie sociali è una necessità di dialogo liberamente io riscopro certe cose di Togliatti anche una necessità di dialogo col Paese anche con una parte della borghesia italiana non non possiamo affrontare problemi di questo genere
Non comprendendo che oggi tutto una parte del Paese e anche della borghesia italiana la quale questi problemi in qualche modo simile
Io credo che anche il dibattito di questa sera in qualche modo sia la riprova di questa mia convinzione
Io credo che possiamo chiudere una discussione si è trattata come avete visto non di una discussione astratta ma di una discussione che ha approntato i temi concreti che noi ci troveremo di fronte sin dalle prossime settimane con la la fase di dibattito sui politica economica sulla legge finanziaria e sul bilancio dello Stato mi pare che sia emerso qui un esigenza non indetto pubblico ma di un pubblico radicalmente diverso di un diverso orientamento della spesa vi pare e sin dalle prossime settimane sarà possibile verificare in che misura le forze politiche sociali si muoveranno su questo terreno noi ringraziamo in particolare l'ingegner De Benedetti e tutti voi che avete affidato
Onere Europa nuovamente a io credo che possiamo
Giulio rapidamente indicarne il significato all'innovazione una sfida per entrambi due Pollini menzionati in questo nel titolo ma anche per un terzo polo che l'interlocutore forse più rilevante dal punto di vista dell'inseguimento e in qualche caso del sorpasso in questa sfida intendo riferirmi al Giappone i rischi che are industrializzazione consolidata perdano la sfida dell'innovazione insieme di tecnologie istituzioni di nuovi modelli sociali esistono esistono quale
Quali risposte l'Europa negli Stati Uniti le imprese cinesi e gli interlocutori politici debbono dare a questa sfida abbiamo mi condoni per affrontare questi temi due interlocutori espressione in qualche modo di due mondi diversi l'ingegner De Benedetti espressione di un'impresa che sull'innovazione ha naturalmente investito gran parte della sua prospettiva e lo ringraziamo per essere qui presente a questo nostro dibattito è Alfredo Reichlin della segreteria nazionale del PC che rappresenta l'altro polo del discorso dell'innovazione d'impresa e il movimento operaio credo che possiamo iniziare il dibattito dando la parola al nostro ospite l'ingegner De Benedetti per una prima esposizione di come questo tema così cruciale viene visto dall'ottica dell'impresa
Ha prima di tutto lei
Spiega Remo
Perché
Nella mia ottica
Dal mio punto di vista perlomeno anche se
Chi ha introdotto nomina non la non l'ha specificato ma dal mio punto di vista perché io penso di essere stato invitato
Oltre che per i motivi che sono stati eletti
Dall'onorevole Macciotta penso anche perché
L'Olivetti ha avuto un ruolo
Non solo negli anni recenti ma anche negli anni passati
Credo che abbia avuto un ruolo determinante nell'innovazione del sistema industriale italiano
Soprattutto non non visto sopruso semplicemente dal punto di vista dei nostri prodotti cioè dal punto di vista di quello che facciamo qualcuno sovente pensa che innovazione sia riferita
Solamente un fatto tecnologico e quindi al fatto che noi facciamo dei computers
O degli apparecchiature elettroniche in genere e che questo significhi automaticamente innovazione
Io credo che oggi il concetto di innovazione
Per essere visto in modo molto più ampio
E credo che come azienda
Penso siamo riusciti a interpretare in qualche modo questo concetto di innovazione globale
Che insieme all'innovazione tecnologica
Un'innovazione organizzativa finanziaria
Di mercato di alleanze
E di nuovi rapporti in un quadro di reale globalità internazionale
E la prima lezione che abbiamo trattato
In questa nostra esperienza
In qualche caso di introdurre in qualche caso di innovare
Il sistema di un'innovazione globale in Italia
Abbiamo dato l'esperienza che l'innovazione non è un qualche cosa che è più controllabile né da una singola impresa ma neanche da un singolo Paese
Credo cioè che nessuno oggi sia in grado di innovarsi in modo autarchico
E per questo il tema di questa sera cioè innovazione Europa o americana
A me piacerebbe di più che fosse leggermente cambiato in innovazione Europa e America
In quanto io non credo che sia corretto porre questa apertura internazionale in termini di alternativo di contrapposizione
E credo che sarebbe un grave errore se si dovesse decidere che una scelta solamente europea significhi chiusura verso le altre cambiare l'innovazione
Mi sono state ricordate prima dall'onorevole Macciotta Stati Uniti e Giappone
Così come sarebbe un errore altrettanto grave fare la scelta dell'America o del Giappone saltando la loro
Ma che cosa significa partecipare
Ad un processo di innovazione io credo che il vero problema è vedere se parteciparci in modo subordinato
Ho condizionato o invece in modo equilibrato
Cioè cercando di avere un rapporto contrattuale nelle trattative
Avendo cose reali da offrire e cose reali da chiedere
E qui di nuovo mi rifaccio ancora per un attimo all'esperienza dell'azienda
Che dirigo
Credo che il settore dell'informatica nel quale noi operiamo
Stia affrontando come ormai è chiaro
Anche ai giornali non specializzati all'opinione pubblica un periodo di grande cambiamento
Quello che in America viene definito cercava
Ecco questo processo di cambiamento
E sta creando gravi crisi in aziende anche in grandi aziende americane che fino a qualche tempo fa erano considerate delle stars
Credo mette in evidenza la debolezza strutturale delle imprese europee
Soprattutto di quelle imprese
Di bandiera cioè quelle imprese nazionali o nazionalizzate protette che non riescono a tenere il passo con il cambiamento
Ed è per questo che il quadro che l'informatica europea è particolarmente desolante
In questo quadro desolante che a compiere comunale sia l'informatica che le telecomunicazioni il rischio di accordi esclusivamente europei è un rischio molto elevato io credo come dicevo prima che un rapporto reale di innovazione debba essere un rapporto globale e quindi che debba essere una sfida per le industrie europee nei confronti delle due aree
Che sono le conduttrici dell'innovazione tecnologica in particolare le nuove tecnologie nel mondo e cioè Stati Uniti e Giappone
Credo che non si debba automaticamente con questo concludere che noi dobbiamo lavorare in una posizione subordinata anche psicologicamente
E credo che l'esempio dell'Olivetti sia una dimostrazione che le industrie europee a può essere riguardo rivitalizzata nei settori tecnologici più strategici attraverso la capacità di innovare radicalmente e di costruire nuovi rapporti efficaci con partners extraeuropei
Non ritengo che l'Europa sia condannata un degrado tecnologico industriale
Né tanto meno che non sia il nostro Paese
Anzi personalmente ritengo che l'Italia abbia un livello di vitalità
E una capacità di innovare
E sia nettamente superiore a quella di altri Paesi europei
Credo che per rinnovare soprattutto quando non si parla solo di azienda ma si parla di sistema
Occorrono vere una consapevolezza di che cosa vuol dire innovare e anche dei prezzi che si pagano per rinnovare
E soprattutto che tutte le parti di un sistema e non solo il sistema industriale sia disponibile alli a questa innovazione
Ecco in questo senso
Ho accettato con molto piacere di partecipare a questo dibattito
Perché sono convinto che
Un discorso chiaro sull'innovazione debba allargarsi
In particolare un dibattito organizzato da un partito che si pone come obiettivo la tutela il progresso dei lavoratori
è estremamente significativo su un tema che come prima conseguenza ha certamente quello di penalizzare la forza lavoro nella sua prima fase
Chi lavora credo in particolare chi lavora in fabbrica
è oggi certamente più toccato di altre dai processi di ristrutturazione che sono indotti dai cambiamenti tecnologici
Però oggi questi processi sono su scala mondiale e l'unico modo per neutralizzare gli effetti riduttivi in termini di occupazione
è quello di puntare il più rapidamente possibile sul rinnovamento e sullo sviluppo di nuove opportunità di mercato a livello mondiale
Questa è la strada che abbiamo seguito non voglio qui certamente fare pubblicità all'Olivetti
Ma voglio suonare alcuni risultati che abbiamo ottenuto
Nel mille novecento anche in termini di occupazione in termini di flussi di esportazione nel mille novecentottantaquattro abbiamo chiuso il ricorso alla cassa integrazione che avevamo aperto diversi anni fa
Abbiamo fatto mille cinquecento assunzioni in Italia siamo l'unica grande impresa che ha assunto nel nostro Paese
L'esportazione del gruppo Olivetti dall'Italia cioè prodotto prodotti costruiti in Italia ed esportati fuori dall'Italia sono stati nell'ottantaquattro mille trecento miliardi
Il cinquantasei per cento in più dell'anno precedente
E nel mille novecentottantacinque prevediamo di raggiungere i due mila miliardi di esportazione cioè di nuovo un cinquanta per cento in più rispetto all'anno precedente
Credo cioè che abbiamo dimostrato due cose
Una che è possibile rivitalizzare un'impresa europea anche in un settore che tecnologicamente ci vede come Europa sostanzialmente perdenti
La seconda che è possibile inserire un'azienda in un contesto di alleanze internazionali senza perdere il
Controllo inteso nel senso di decisioni sulle allocazioni produttive e decisioni sulla
Sulle specializzazione delle produzioni
Terzo che con questo abbiamo incominciato ad aumentare l'occupazione del nostro gruppo
Vero un entità che ripeto riferite alle grandi imprese italiane è un'eccezione quarto che abbiamo aumentato del cinquanta per cento all'anno negli ultimi due anni eppure a livello dei due mila miliardi quindi non a livelli singolarmente orgoglio direi oggettivamente modesti la capacità di esportazione
Ecco detto questo che
Una se volete una premessa
Di
Del perché sono qui e del perché penso che l'Olivetti abbia un qual
Che merito forse per essere qui e per essere presenti in un dibattito che riguarda l'innovazione tecnologica vorrei seppure so di annoiare perlomeno gran parte del Pubblico con dei numeri introdurre la discussione partendo da dei numeri questo naturalmente deriva dalla mia deformazione professionale sia di ingegnere sia per il mestiere che faccio ma io penso che qualsiasi discussione che non ha caratteristica squisitamente politica o tanto meno teologica abbia come base di partenza Vanessa riguardare alcuni numeri
E alcune considerazioni flash sulle quali poi penso che insieme all'amico Reichlin
Avremo possibilità di ping pong dare se è questo che lo scopo dalla sera
La prima cosa è
La popolazione
La popolazione europea cresce meno ed è più vecchia della popolazione degli Stati Uniti e del Giappone
Così per ricordarvi alcune cifre l'Europa l'Europa piccola cioè la loro OPA senza Spagna e Portogallo a duecentosettanta milioni di abitanti gli Stati Uniti hanno duecentoquaranta milioni d'abitanti il Giappone a centoventi milioni di abitanti
Negli ultimi vent'anni l'Europa è cresciuta con un tasso
Diciamo la popolazione europea degli anni del mille duecentosessanta comparata a quella del mille novecentottantadue è aumentata del solo tredici per cento
In America la popolazione aumentata del ventotto per cento nello stesso periodo in Giappone del ventisette per cento
Parallelamente la popolazione che ha più di sessantacinque anni
In Europa come percentuale della popolazione totale il quattordici per cento in America l'undici per cento in Giappone al nove per cento
Cioè siamo un continente che cresce meno demograficamente e che ha una percentuale di popolazione sopra i sessantacinque anni che è quasi il cinquanta per cento superiore a quella del Giappone
Questo è ovvio che ha
In America da quelli che sono cittadini americani
Questo naturalmente ha implicazioni negative sia sulla potenzialità di crescita perché è ovvio che una popolazione che cresce meno e in cui crescono di più gli anziani ha di per se stesso una minore capacità di crescita
Sia soprattutto sul sistema della sicurezza sociale
Questo l'ho detto riguarda la popolazione in genere se perdiamo al mercato del lavoro in particolare
Vediamo alcune considerazioni che però sono interconnesse tra di loro
La mobilità del lavoro espresse in percentuale di occupati che cambiano lavoro negli ultimi dodici mesi
In Europa il dieci per cento
Cioè percentuale di occupati che cambiano lavoro al dieci per cento
In America il ventotto per cento in Giappone l'undici per cento cioè circa come da noi
In compenso di questa minore mobilità del lavoro la durata della disoccupazione in Europa
Cioè intesa come percentuale dei disoccupati da più di un anno in Europa il trenta per cento
In America e il sette per cento Giappone non c'è non c'è cifra non c'è statistica
Cioè in sostanza da noi la gente a una mobilità che è quasi un terzo che la mobilità americana ma in compenso la disoccupazione i periodi di disoccupazione estremamente più lungo
La creazione di posti di lavoro dal mille novecentosettantacinque al mille novecentottantaquattro in milioni di unità è stata due milioni di posti di lavoro distrutti in Europa
Diciotto milioni di posti di lavoro creati negli Stati Uniti sei milioni in Giappone
Cosa vuol dire questo che la struttura del lavoro nel mercato del lavoro in Europa è più rigida
C'è poca possibilità di cambiamento rinnovamento industriale
E questo è l'aggravamento aggrava costi sociali in tutti i sensi non solo costi materiale
Parallelamente al lavoro la struttura industriale
La crescita della produzione industriale
Negli ultimi quindici anni in Europa la produzione industriale cresciuta del ventidue per cento
Intesa come volumi di produzione a prezzi costanti
In America è cresciuto del cinquantadue per cento in Giappone del settantaquattro per cento
In compenso al rinnovamento delle imprese cioè il numero di la percentuale di imprese nuove sul totale delle imprese
In Europa il due e mezzo per cento contro quattro in America il sette e mezzo in Giappone
Il che vuol dire che il rinnovamento industriale avviene a tassi che sono metà di quelli degli Stati Uniti e un terzo di quelli giapponesi
Tentando più specificatamente nello sviluppo tecnologico
Si dice sovente che in Europa si dedica troppo poca ricerca e sviluppo
Bell'Europa dedica in assoluto in termini assoluto spese di ricerca e sviluppo che sono quasi doppia rispetto al Giappone e oltre due terzi rispetto a quelle degli Stati Uniti e tuttavia i risultati sono negativi
E l'Europa sta progressivamente di specializzandosi nei settori strategici
Non voglio annoiarvi con delle statistiche ma
Tanto per avere un'idea alle l'elettronica professionale in Europa allora
Un deficit commerciale crescente
Sia nell'elettronica professionale che nell'elettronica civile
E il Giappone hanno invece una
Esuberanza l'esportazione sulle importazioni sia nell'elettronica professionale che in quella civile crescente
Per darvi solo due numeri
L'Europa ha un deficit nell'elettronica professionale di tre virgola tre miliardi di dollari cioè circa sei mila cinquecento miliardi di lire
Il Giappone ha un'eccedenza di dodici virgola sette miliardi di dollari cioè circa quattro volte quanto nel deficit dell'Europa
E questo sta peggiorando anno per anno se prendiamo le statistiche degli ultimi vent'anni vediamo che l'Europa continua a peggiorare sensibilmente il proprio deficit della bilancia elettronica soprattutto nell'informatica
Teniamo momento all'Italia
Contro una media europea di spese di ricerca del due e mezzo per cento
Sulla due e mezzo per cento del prodotto interno lordo l'Italia spende l'uno virgola tre per cento cioè circa la metà della media europea
Cioè a ottanta dollari a persona all'anno contro duecentoventicinque dollari a persona all'anno come media europea
La cosa più triste greche le erogazioni a sostegno della ricerca
Sono appena pari al cinque per cento dei trasferimenti che lo Stato fa a favore del sistema delle imprese
Consapevole che lo Stato
Trasferisce una parte
Che le proprie entrate e anche una notevole parte del proprio deficit son pensionante in qualche modo al sistema delle imprese
Ecco questo tipo di trasferimenti dallo Stato alle imprese
Per quanto riguarda la ricerca ha rappresentato il cinque per cento
Mentre il trentacinque per cento è andato ai fondi delle partecipazioni statali
Il venti per cento all'INPS per la cassa integrazione guadagni
Il diciotto per cento per la fiscalizzazione degli oneri sociali nel Mezzogiorno e il dodici per cento per salvataggi di imprese in crisi
Cioè questo è uno Stato
Schizofrenico perché è uno stato che spende per garantirsi il proprio futuro il cinque per cento dei propri trasferimenti alle imprese che spende il trentacinque per cento per fondi di dotazione alle imprese di partecipazioni statali il venti per cento per la cassa integrazione
Finito in qualche modo quei numeri
Si può chiedersi che cosa si può fare
Voglio salvare un po'di numeri perché ne avrei ovviamente tanti altri che cosa si può fare per uscire da questa zio
Ma io credo che all'uscita
Sia prima di tutto
Nella in una concezione diversa del rapporto tra Stato e sistema delle imprese
Credo addirittura nella
Vuole dire costruzione in un certo senso dello Stato
E non credo che questo sia assolutamente in contrasto con una visione di moda mi pare anche tra di voi discutere
Se si è in una fase di trasformazione di fuoruscita di annullamento di modifica del capitalismo tutti i fatti che io trovo tremendamente nominalistici e che francamente non mi danno nessuna solletico sollecitazione intellettuale
Io credo che il problema che le porsi una società evoluta anche in termini di consumi anche in termini di reddito individuale come questo Paese è quello di trovare le chiavi
Di gestione di una crescita di uno sviluppo
Allora nei limiti in cui queste chiavi non sono in mano ad uno Stato Allo stato o nei limiti in cui lo Stato è assente rispetto a questo processo non si può pensare che in un sistema posso innovarsi
E consisteva poi innovarsi nei limiti sia disponibile a fare dei sacrifici
Per finanziare questa innovazione per investire sul proprio futuro
Nei limiti in cui si dedicherà sette volte tanto di risorse per il trasferimento al sistema delle partecipazioni statali che vuol dire di fatto la copertura di perdite
Con elementi in cui quattro volte quanto si spende in ricerca si spende per pagare la cassa integrazione operai che probabilmente non rientreranno comunque nel processo produttivo
è evidente che è uno Stato che non esiste ad uno Stato che penso solamente
Di salvaguardare la propria sopravvivenza temporale senza rendersi conto degli investimenti che sono necessari per creare un futuro a chi viene ai nostri figli che poi in fondo a livello di famiglie Oliver di collettività sono è oggettivamente la preoccupazione che ognuno di noi
Più o meno consciamente a
I risultati
Li vediamo
E sono dei risultati che ci devono dare la forza il coraggio per spingere verso un cambiamento quando io dico questo non intendo dire
O per lo meno non è compito mio
Quello di indicare Lodi o di pensare che questo significhi com'è noto normalmente quando si fa questi discorsi un cambiamento di tipo politico in senso nel senso più stretto del termine ma certamente un cambiamento di politiche questo mi pare
In e indubbio io credo che i numeri servono anche a demitizzare
Le polemiche cuoca demitizzare le prese di posizione
Partigiane
La nostra esportazione ci state specializzando
La nostra quota di commercio mondiale sta diminuendo
All'interno della nostra quota di commercio mondiale stiamo perdendo indice di specializzazione che significa cioè perciò indice di specializzazione tecnologico cioè la percentuale i prodotti tecnologici c'è quindi con maggiore valore aggiunto sul totale delle nostre esportazioni
Aumenta le spese del cosiddetto Stato sociale diminuiscono gli investimenti nell'industria aumentano gli investimenti nel settore finanziario queste non sono le premesse per creare un futuro di sviluppo per il nostro Paese e lo sono tanto meno in quanto noi non viviamo in un sistema isolato ma come ho cercato di dire prima viviamo in un sistema il villaggio globale come alcuni sostengono e cioè in cui per effetto delle comunicazioni delle telecomunicazioni
Del quale la conquista dello spazio stiamo diventando sempre più come monto come per un grande villaggio
E quindi non solo queste cifre che ho detto
Sono tristi in termini assolute ma lo sono molto maggiormente quando le confrontiamo con quelli che sono i due grandi poli di sviluppo del del mondo che hanno dimostrato anche di esseri intermedi creazione di ricchezza di posti di lavoro di capacità di esportazione gli Stati Uniti al Giappone
In questo senso credo che dobbiamo renderci conto che un cambiamento necessario e questo cambiamento evidentemente ha dei costi come tutti i cambiamenti dei costi se non altro di rimozioni di inerzia e talvolta anche solo culturali
Ma che è meglio spendere
Per un cambiamento piuttosto che spendere per un agonia come di fatto in gran parte oggi lo Stato fa nel corso pronti nel sistema delle imprese
Mi pare che le diverrebbe il rapporto mo'con molta nettezza alcune dei problemi non solo di carattere tecnologico ma anche sociale e una politica rinnovazione
Complessivamente pone credo che adesso al compagno RAI prima affrontare
Dal punto di vista della a delle politiche sociali le la ricaduta dell'innovazione è solo un costo è anche un'opportunità di cambiamento complessivo dalla società
Ma di ovviamente io non sono no non sono
Né un tecnico né un un imprenditore
Sono un uomo politico
E credo sia giusto che parlando di innovazione
Io non debba nascondermi
Il tipo di problema
Che e l'innovazione pone al movimento operaio noi
Oltre che al Paese
Problemi ovviamente ma non voglio fare questa polemica che mi sembra ormai stantia problemi evidentemente evidentemente non di nome Emma ma diciamolo pure
Ruolo
E io sono colpito come ancora tutto il dibattito sul partito comunista che sta sviluppando sul giornale sia molto antiquati
Forse perché bisognerebbe chiedersi allora non soltanto dove va il PC ma dove va il Paese
Tutto un senso molto più
Io quindi
Mi permetto
Come dire di mettere i piedi nel piatto
Sulla questione
Che mi sembra di fondo che problemi pone l'innovazione non soltanto alla Società italiana ma una forza come la nostra
E lo faccio anche perché mi sembra rara l'occasione di poter parlare contemporaneamente con una sala come questa una grande folla di compagni di lavoratori mondo nostro e al tempo stesso a uno degli esponenti più significativi del mondo imprenditoriale
Io vorrei misurare anche il grado di realismo e anche di ieri Cocchi considerazioni come quelle che mi accingo a fare possono trovare
In un pin pongo come qui
Partire quindi immediatamente dal fatto che l'innovazione non è soltanto un fatto tecnico
Ma vorrei aggiungere qualcosa di più a quello che ha detto finora l'ingegner De Benedetti
Siamo di fronte a modificazioni profondissime dei meccanismi produttivi della composizione delle classi sociali
Della struttura del
Potere dello stato dei modi di vivere e di pensare
E io mi interrogo da tempo su una domanda cruciale qual è il senso profondo del cambiamento
Certe definizioni sono sempre rischiose ma l'impressione mia è che noi siamo arrivati
Ha un passaggio abbastanza
Epocali
Qualcosa che assomiglia un po'ad altri passaggi
Che ci sono stati nel passato quando
Da una società agricolo industriale si è passato un altro tipo di società
L'intreccio tra vecchio e nuovo e pesante resta ma la principale novità
Mi sembra il declino di un modello sociale fondato sull'egemonia del macchinisti
Sulla centralità della grande fa
E se così non è poco
Perché basti pensare a come questo tipo di società la vecchia società industriale ha modellato tante cose
L'organizzazione del lavoro
Il lavoro a tempo pieno tutta la vita
In modi di vita e la composizione delle classi sociali la crescita
Della quella superare
Il tipo di conflitto sociale
Polarizzato nella fabbrica
Le culture prevalenti
E anche il ruolo dello Stato basti pensare a
Altre al mezzo secolo che ci sta alle spalle ormai quasi di di stato sociale ittiti poche i mesi anno in cui la spesa pubblica
Sostenuta un certo tipo di consumi di massa è un certo tipo di società industriali
Attraverso poi tutto una serie di compromessi con movimento operaio ridistribuzione del reddito servizi spesa pubblica così
E anche aggiungo al tipo di gerarchia tra gli Stati
E su questo quindi niente Benedetti ha detto molte cose di Renzi intercity se prima la potenza degli stati stava essenzialmente nel controllo delle materie prime
Adesso è un altro
Morì mo'in si basa quindi a una società abbastanza diverso
Questo aumentare il problema vero più grosso che sta di fronte al movimento operaio e che sarà poi c'è proprio niente io accenno sono ad alcuni tratti fondamentali
Primo
Diventa centrale nel processo produttivo la creazione l'elaborazione e la distribuzione delle informazioni
Quindi inevitabilmente noi siamo di fronte a una crescita
A una crescita dei servizi rispetto alla produzione dei beni materiali anche a un'altra conseguenze su cui io penso di dover attirare l'attenzione mia prima di tutto ma diciamo del nostro mondo
Non esiste più un luogo preciso unità
Dove avviene l'essenziale della produzione
Ogni oggetto è frutto di ricerche diverse un insieme di componenti costruite in laboratorio officine disseminate in luoghi diversi
Ogni fabbrica
E solo un anello di una catena fatta di servizi consulenze strutture finanziarie le reti commerciali e così via problema Grandis
Dove sta il confine
Come si costruisce un'alternativa strategica
Alle scelte strategiche dovunque vengono
Che forza noi mettiamo
Secondo l'economia si mondializzata perché le nuove tecniche informatiche e microelettronica e si propagano in modo velocissimo e pene troppo in tutti i luoghi in tutti i settori
Anche i più arretrati sconvolgendo equilibri
Consolidati
Creando contraddizioni del tutto nuove laceranti
L'ha detto benissimo De Benedetti le arretratezze i ritardi si pagano sempre di più
Il mondo
Aumenta enormemente la produttività di alcuni settori rispetto ad altri per cui si riduce il lavoro necessario
Per la produzione dei meriti delle merci e anche di servizi ma al tempo stesso si creano nuove divaricazioni sociali sottolineo questo
Dire che di Verica azioni sociali che attraversano un po'tutte le classi
Coloro che vedono riqualificarsi loro lavoro acquistare nuovo senso significato valore
E la formazione di una sorta di non so come chiamarlo di proletariato moderno
Di inservienti passivi delle tecnologie
Compresi impiegati intermediari commessi inservienti
Cosa tuttavia non inevitabile su questo genere per fare una grossa riflessione ci tornerò tra un momento
Infine
L'innovazione cambia la divisione internazionale del lavoro e del potere è vero che essa consente applicazioni tali da estendere i fenomeni di decentramento produttivo ma è più che mai su scala mondiale che avviene il progresso tecnico e quindi l'accumulazione del nuovo capitale questa aumentar leghista
Distanze che non possono più soltanto dire
Ma di qualità solo alcuni producono
E progetta innovazioni
La maggior parte degli altri le consumano lo si bis
Il futuro dei Paesi più deboli e più arretrati e diventa più incerto
Insomma in sostanza il dominio della scienza e dell'informazione diventa la posta di una lotta più aspre e più difficile
Vedo un'ingenuità anche nel dire l'America è quello l'America è quello
E lottato per essere il il quello imbrogliati
C'entra di scena tra l'altro un nuovo protagonista su cui noi dobbiamo fare delle grandi riflessioni las le società multinazionali
I grandi centri del potere finanziario ora la domanda è questa l'Italia come si colloca in questo scenario vitali euro
E qui vengo subito all'interrogativo più grosso sarò molto schematico se questo è lo scenario
Noi non possiamo porci una domanda quali delle grandi tradizionali forze sociali e culturali che hanno dominato la vecchia società industriale
Movimento operaio sindacati
Le socialdemocrazie noire impresa quali sono destinate ad assumere un ruolo positivo nazionale di direzione del paese in questo passaggio di epoca quali sono destinate o rischiano di essere immagine
Perciò a me sembra
Curioso un dibattito tra di noi tutto incentrato sulle autocritica
Autocritiche vanno bene ma purché non ci sfugga il fatto oggettivo che non è i nostri errori ma il fatto che è cambiato il mondo
Come cambia nonno ogni tanti anni ma ogni tanti decenni e forse anche di più
Certa già stiamo un po'attenti al soggettivismo oltre Partito Comunista importante non sarò io a negarlo i suoi sbagli pensano
Ma dopo tutto la questione veramente importante per capire e come sta cambiando il mondo e quindi come sono cambiati e stanno cambiando sono costrette a cambiare tutto
Il capitalismo ma anche la Cina guardate che cosa sta succedendo in Cina ed Unione Sovietica io ritengo
è il modo di esercitare il potere in Italia
E io non dico questo evidentemente per sfuggire alle esigenze del cambiamento anche radicale al contrario
Lo dico per riuscire a formulare esattamente il quesito se volete più radicale che sta davanti a noi
Un partito come il nostro
Figlio
Di un'epoca storica
Nato col movimento operaio
Ha ancora chance carte
Di protagonista in questa nuova fase dello sviluppo mondiale dello sviluppo della società italiana
Oppure
A me sembra questo inquisito grosso
E non sta davanti a noi perché senza dubbio inutile chiudere gli occhi
Faremo il più grande errore si va creando una situazione in cui
I valori criteri tradizionali
Del lavoro operaio
Perdono di forze unificanti emergono nuovi ceti e nuovi protagonisti sociali cresce il ruolo del terziario
Nuovi protagonisti nascono nuovi bisogni non soltanto sociali ma individuali
Mutano le forme i luoghi del conflitto
Lo scontro diretto nella fabbrica tra capitale e lavoro non è più il centro di tutto
Quindi mutano tante cose
Ecco allora la mia domanda qual è il senso profondo del cambiamento
Ebbene le alternative nuove radicali abbastanza radicali quindi il suo
La domanda mia se volete sono voglio essere proprio molto esplicito e se proprio partendo da qui dal punto più alto dal resto Gramsci partita americanismo e fordismo ricordiamoci
Non partita la vecchia Italia partì dal terrorismo dal macchinista
Per fare pipì
Per scrivere i quaderni
Se noi partendo da qui dall'innovazione
Non riusciamo a ridefinire il ruolo in futuro in Italia di un partito con la storia le caratteristiche ideali e culturali insieme amento sociali valori
Le potenze sociali
Che in Italia noi siamo in grado di mettere in campo
Come rispondo io vengo al sodo in Breve conclude
Mi ha risposto in sostanza il quiz
L'innovazione è fondamentalmente un problema di conoscenze scientifiche di applicazioni tecnologiche per cui
Basta a scatenare gli spiriti vitali del capitalismo come si dice affidarsi alla logica del profitto d'impresa
Stimolare l'iniziativa imprenditoriale imitare il modello americano
Oppure l'innovazione apre problemi molto più grossi del tutto nuovi non soltanto per
Dei problemi di riforma delle strutture sociali dico così
Di creazione di nuove forme di vita di valorizzazione del lavoro
Per dargli un senso corrispondente al salto di cultura
Tifoso del tempo libero
I nuovi criteri per misurare la produttività non più per unità di prodotto evidentemente soltanto
Di soddisfazione di nuovi bisogni culturali ho letto questa estate
Il saggio di un famoso vecchio saggio di un famoso sociologo americano Daniel Bell
Il quale parla addirittura di una contraddizione culturale del capitalismo
Nel senso che non basta più il vice produrre la produzione bisogna produrre anche il consumo questo i bisonti
Una volta soddisfatti i bisogni elementari materiali la casa cibo
Ma chi produrrà altri sogni conta
Ecco mi pare chiaro quindi come a questo punto questo sono i tipi di interrogativi a questo punto allora la lotta si fa più politica
Il centro non è più soltanto lo sfruttamento ma allora libro di napoleoniche allora e l'alienazione
E il dominio sociale diciamo è la manipolazione delle coscienze la manipolazione dei bisogni città più alta ma lo
è l'innovazione pone al tempo stesso anche problemi del tutto nuovo e di politica economica di strategia degli Investimenti
E di distribuzione del reddito ma su questo io ho scritto molto e l'ingegner De Benedetti mi ha parlato adesso io sono completamente d'accordo con le sue considerazioni
Ora una internazionalizzazione inevitabile tutta la nostra ottica non può più essere solo nazionale
Ma questo
Io non ritengo che questo significa che noi possiamo risolvere i nostri problemi imitando il modello americano
Ecco perché io vorrei che noi guardassimo meglio al modello americano
Io vorrei sottolineare intanto prima
Il peso enorme nel dirigere condizionare l'innovazione che ha in America non il libero gioco delle forze di mercato
Ma all'influenza il peso il condizionamento la direzione del Complesso militare scientifico
Altro che mi nostra
Il riarmo las la la gara spaziale le Guerre stellari
In secondo luogo e la possibilità abbia e fare quel miracolo americano che è quello di potere come si creano i posti di lavoro
Attirare capitali
E finanziari in deficit una grande spesa pubblica grazie al dominio del dollaro e anche quella cifra io qui veramente non vi more avventurare troppo meglio ho l'impressione che quando si parla di tanti nuovi posti di lavoro creati in America
Beh si tratta di qualcosa di simile a quello che accade in Italia con il sommerso cioè se non volessimo contare i posti di lavoro
Del tipo di quelli che una parte
Sono analoghi a certi fenomeni che stanno successo
Tempo così alla conclusione
Per dire che in realtà a ben vedere qui voglio proprio citare una frase del maggiore economista industriale italiano che Franco Momigliano
Quale dice che l'introduzione del vedere l'introduzione diffusione delle nuove tecnologie appare fortemente condizionata più del vecchio capitalismo
Da fattori di natura sociale politico istituzionale
Politiche dei governi a sostegno della ricerca creazione di nuovi tipi di infrastrutture economie Sterne reti di trasmissione dati
Politiche dalla domanda pubblica e della formazione del capitale umano
Perciò conclude Momigliano attenzione ai Paesi più moderni in senso i più moderni in senso complessivo
Questo mi pare il un
Accumularono vantaggi nella gara mondiale non per la qualità e l'efficienza delle singole in primis
La forza del Giappone che bisognerebbe esaminare bene in che cosa consiste alpina tendente
E quindi il viceversa
Ecco perché
Se altri Paesi come l'Italia non vogliono subire subire un declino restare vittime di un'interrelazione dotazione di tipo passivo
Si ripresenta per essi oggettivamente la necessità non solo di politiche industriali specifiche
Ma di riforme più complessive della struttura sociale
In sostanza elevare la produttività media del sistema
Questo il
Mi pare questo il punto essenziale che economico ma che voi comprendete benissimo e anche politico e sociale
Perciò mi sembra che in Italia poi questo sia detto fra parentesi ma non voglio occuparmi di questo il problema di un'alternativa non mezzo Cinzano
Perché chi può fare questo
Pentapartito
La democrazia cristiana
A me sembra questo quindi
Compagni amici il tema grandissimo il nuovo che si apre davanti a noi in sostanza
Diventare gli agenti necessari di questa moderna riforma sociale e anche istituzionale
La tradizionale base operaia si restringe
Ma sono le cose che ci chiedono e ci consentono di far leva non più solo
Sul vecchio antagonismo operaio ma sulla necessità di rimettere in gioco tutte le risorse e le energie la creatività il saper fare la cultura diffusa
Di questo Paese singolare
Tale quindi che per costruire un'alternativa a queste cose bisogna andare
Non basta aggiungere qualcosa alla centralità alla vecchia centralità operaia anni
Sommare forze tradizionali problemi fondamentali concludo subito che stanno davanti a noi sono i seguenti primo
L'alleanza con i nuovi ceti della tecnica delle professioni come scelta strategica essenziale
La grande intuizione che ebbe per lingue ma che su cui poi noi non abbiamo molto tempo
Era veramente la fissazione
Secondo
Un sindacato che non si limiti a difendersi dalle conseguenze dell'innovazione
E di ciò che essa provoca nelle trasformazioni produttive nel nella forza lavoro
Ma che le governi o cerchi di governarle condizionarli a monte laddove si fanno le scelte affrontando quindi coraggiosamente il problema ormai maturo
Anche per noi per noi comunisti della democrazia economica
Noi dobbiamo
Terzo mettere in campo un movimento sociale ma anche politico culturale che non solo rivendichi il lavoro
Ma in qualche modo lo crei io vedo questo rapporto molto forte tra
L'ambiente
Tra la creazione di un ambiente capace di gestire le innovazioni di non subirle soltanto e il nodo della disoccupazione perché il disoccupato oggi può anche non morire più di far
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