Tra gli argomenti discussi: Aids, Anziani, Arte, Belgio, Bruxelles, Cinema, Droga, Film, Formazione, Giovani, Minori, Scuola, Spettacolo, Teatro.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 5 minuti.
Rubrica
Manifestazione ufficiale
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Un saluto agli ascoltatori di radio radicale
Sono usciti nelle sale due film di qualità molto diversi tra loro ma comunali da un tema quel particolare angoscia che si può provare di fronte all'incertezza per il proprio futuro
Il primo film è uscito in Italia con il titolo Foreman Yang ma il titolo originale Elisa Manghi e si riferisce agli studenti di una scuola di teatro operatori presso il Teatro appunto disarma odierno ter
Diretta da Patrice Chéreau il celebre regista teatrale e cinematografico morto circa dieci anni fa
Si sa che il mestiere dell'attore eh costituzionalmente precario
Ma forse ancora più precaria la condizione di vita di chi studia per diventare attore
E ancora non è certo di possedere il talento necessario per quella professione non sa ad esempio che il nostro caso si potrà accedere al secondo anno di quella prestigiosa scuola di teatro
Si avrà un ruolo nel saggio finale che è uno spettacolo che sarà diretto dallo stesso Scirru
A questa incertezza professionale si uniscono poi le incertezze sentimentali perché il clima libertario che anima la scuola spinge gli allievi e le allieve a sperimentare amori plurimi di ogni genere a momenti felici
Ma che a volte genera lo angoscia proprio a causa della loro provvisorietà
E poi imperversa la nuova malattia contagiosa e mortale che si propaga anche attraverso la promiscuità sessuale il racconto è vietato degli anni ottanta e si tratta dunque dell'AIDS
E poi c'è il senso della fuggevole Itza della gioventù una precarietà esistenziale che questo caso certe ombre solo degli attori ma appartiene alla condizione umana
Valeria Bruni Tedeschi che l'autrice del film intesse un racconto collettivo
Nel quale se è vero che alcuni personaggi prevalgono su altri il vero protagonista è piuttosto un sentimento di cui ognuna delle figure che compone l'affresco incarna una particolare sfumatura
Ho parlato del sentimento dell'angoscia che però va detto qui è contrastata dalla sensazione esaltante di vivere comunque una grande avventura artistica e da una sicurezza di sì a volte magari esagerata balorda come drogata petrolieri tra cui di rovina rientrano tra le abitudini di vita di molti dei personaggi e che serve forse a mascherare una profonda incertezza
In ogni caso il film riesce a cogliere delle espressioni delle parole nei gesti dei personaggi tanti momenti di verità che rendono l'affresco nel suo complesso convincente e poetico
Nel secondo film di cui voglio parlare di si intitola Orlando e lo ha diretto Daniele Vicari l'angoscia per il futuro non è soltanto di un personaggio in età giovanile ma in primo luogo di un anziano
Si tratta di un contadino che dalla relativa Sabina si ritrova sbottonato il Belgio sulle tracce della famiglia di suo figlio emigrato e poi morto a Bruxelles
Per il padre abituato a vivere tra il proprio volto e il bar del paese trovarsi in quella città piena di frastuono costellata di grattacieli multietnica dove si parla una lingua che lui non conosce e dove apprende di quella disgrazia è quasi un trauma
A cui lui reagisce chiudendosi in un mutismo intimidito e ostile
Lo costringe a uscire dal proprio guscio la presenza di una bambina suoni Bute rimasta orfana del padre e già alla nascita abbandonata dalla madre
Per la quale l'unico sostegno è ora quel nonno dall'aria tanto stralunata
Il problema è che lei non ha alcuna voglia di seguirlo in Sabina dove lui potrebbe mantenere la e il London buona cuore di abbandonarla in Belgio affidandola a una famiglia adottiva
Si rassegna dunque a cercare lavoro a Bruxelles ma riuscirà mai alla sua età a trovare un lavoro stabile tali almeno da consentirgli di pagare l'affitto
E fino a quando avrà energie per lavorare e allo stesso tempo badare alla bambina
Quest'ultima in apparenza è sicura di sé
Ma l'angoscia per il futuro deve corrodere anche lei tanto che una delle immagini più incisive il relatrici del film sia quando per le strade di Bruxelles
Dopo che la bambina crede di avere perso il nodo e poi invece lo ritrova
I due si abbracciano forte in mezzo al traffico come aggrappandosi l'uno all'altra cercando ognuno dell'altra una protezione dalla propria angoscia
Va detto che se il personaggio del mondo è più sfumato e l'autore del film evidentemente partecipe dei suoi stati d'animo ed è poi affidato a una bellissima interpretazione di Michele Placido
Il personaggio della bambina e visto più dall'esterno e dietro la sua durezza la sua padronanza di sé stesa si fatica a volte a intravedere come sarebbe stato opportuno la sua inevitabile inquietudine
Si tratta comunque di due film da vedere forever young di Valeria Bruni Tedeschi e Orlando i Daniele Vicari un saluto da Gianfranco Cercone
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