"Non è sempre estate" è il primo cortometraggio, che tratta di declino cognitivo.
Un tema difficile.
Scegliere di raccontare in un corto una così grave malattia e condizione di disabilità non è facile.
Si tratta di questioni, di argomenti veri, la disabilità e la malattia che sono insieme un diritto civile e un grande problema sociale.
Scegliere di scrivere e dirigere.
Un problema di informazione, di pubblico confronto, di riflessione, di … dibattito.
L'ultimo lavoro è su di un tema di cui si parla troppo poco: un tuffo in acqua non è privo di rischi.
Una delle più frequenti cause di lesione midollare conseguente a infortunio e che riguarda soprattutto i giovani.
L'enorme sofferenza, l'avvilimento nel constatare che il corpo, non risponde come dovrebbe rispondere, non è anche questo un qualcosa che a giusto titolo di può definire "problema sociale"? Primo passo la sensibilizzazione.
Ma senza sostegni è tutto più difficile.
Chi finanzia questi lavori? Le istituzioni come dovrebbero porsi? Anzi non dovrebbero essere le istituzioni pubbliche a promuove adeguate campagne? Se da questi lavori scaturiranno dibattito e confronto, significherà che ancora una volta il cinema ha saputo trovare le chiavi per approfondire, interpretare, dare un senso a quei fatti della cronaca e della nostra vita di tutti i giorni.
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