Tra gli argomenti discussi: Cinema, Cultura, Famiglia, Film, Giovani, Malattia.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 4 minuti.
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Un saluto agli ascoltatori di radio radicale
Certi film subito dopo che li abbiamo visti possono lasciarci in sospeso nel senso che per certi aspetti non ci hanno convinto il potremmo essere tentati di respingerli in blocco
Ma allo stesso tempo certi momenti ci hanno emozionato altri ancora perfino commosso
E tuttavia non ce la sentiamo di approvarli totalmente e prima di distinguere quello che ci è piaciuto da quello che invece non ci ha persuaso
Sarà necessaria una riflessione distaccata a distanza almeno di qualche giorno dalla visione
Una tale sospensione del giudizio mi è stata suscitata dell'ultimo film di Paolo Virzì dal titolo cinque secondi
Il film racconta FT due storie intersecate fra loro per tutta la durata del film o meglio due momenti di una stessa storia
Il primo momento racconta di un uomo un affermato professionista un avvocato di mezza età
Il quale dopo una grave disgrazia familiare di cui è stato corresponsabile
E che avrà anche delle conseguenze giudiziarie cade in una crisi profonda abbandona la professione si ritira in un casale in campagna nove non aspirerebbe ad altro che a restare da solo e in silenzio
Il secondo momento racconta del rapporto che l'uomo si trova costretto ad instaurare con una comunità di giovani i quali proprio del prato antistante il casale si danno alla coltivazione delle viti
E allo stesso tempo scherza non ridono fanno festa aborigeno provocano insomma proprio quella confusione che luogo nel suo ritiro intendeva rifuggire
è proprio questo il momento del film che può provocare maggiori perplessità la comunità di giovani così pieni di iniziativa vitali generosi inclusivi
Dichiaratamente contraria al Patriarcato leader del gruppo è una ragazza rimasta incinta da uno dei giovani del gruppo ma l'intero gruppo in alternativa alla famiglia tradizionale si mostra disposto ad allevare il bambino
Questa comunità insomma è un tale concentrato di virtù civili
Qualche difetto di attribuito mai del tutto marginale che risulta un po'il reale proprio per eccesso di positività
Mentre il recupero e la vita che la comunità opera nei confronti dell'uomo in crisi avviene a Tampere troppo brusche per essere davvero credibile all'aria insomma di una forzatura ideologica
Eppure in questo blocco del racconto dentro un personaggio più ambiguo è una boccata sociale l'uomo in crisi la quale con una premura quasi materna lo esorta a riprendere in mano come si dice la propria vita
Ma intanto invito si avverte un'angoscia che dà l'impressione che la donna sia reagendo così ha una sua propria crisi più latente
E forse per questo le sue parole i suoi gesti suonano autentici la interpreta con la consueta bravura Valeria Bruni Tedeschi
Ma i momenti migliori del film appartengono alla prima fase a cui ho accennato nuovo come dicevo è reduce da una disgrazia familiare
Ha provocato lui steso certo involontariamente per un incidente la morte della figlia affetta da sclerosi laterale Amiotrofica
Sarebbe stato facile dipingerlo come un completo irresponsabile o piuttosto malgrado tutto come un padre esemplare e innocente
Ma lei l'ha resa del rapporto dell'uomo con la figlia il film non è schematico dà prova di sottigliezza
Si intuisce un affetto paterno profondo si capisce che l'uomo voleva consentire alla figlia per quanto possibile una vita libera la riaperta perfino sportiva non soffocata insomma dalle cure mediche
Ma in tale proposito si nascondeva anche una negazione della malattia degli impedimenti che questa necessariamente comporta
E dunque l'accusa che gli rivolgeva di continuo la moglie di essere un incosciente non era infondata il riconoscimento in tribunale di tali ambiguità è un momento di verità che può commuovere
Diviso tra personaggi ed episodi riusciti ed altri che possono risultare in autentici il film dimostra comunque una capacità narrativa abituale dei film di Virzì per cui il racconto non perde mai di interesse
E Valerio Mastandrea nel ruolo del protagonista dà un'interpretazione molto sobria ma convincente
Si tratta dunque di un film nel Complesso interessante cinque secondi di Paulo Virzì un saluto da Gianfranco Cercone
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