Registrazione audio di "L'attualità politica", registrato mercoledì 23 novembre 1983 alle 00:00.
Sono intervenuti: Sergio Turone.
Tra gli argomenti discussi: Governo, Partitocrazia, Politica, Varie.
Rubrica
Convegno
10:00
17:00
10:00 - SENATO
11:00 - CAMERA
8:30 - Senato della Repubblica
9:00 - Senato della Repubblica
9:00 - Senato della Repubblica
9:15 - Senato della Repubblica
11:30 - Camera dei deputati
12:00 - Camera dei deputati
12:00 - Parlamento
Buona giornata da Sergio Turone al microfono per il consueto editoriale
I fatti che la cronaca di ogni giorno riferisce appaiono il più delle volte avulsi l'uno dall'altro
Ma talora basta una riflessione un po'più approfondita per scoprire impensati i rapporti di stretta cuginanza fra episodi apparentemente lontani
Si guardi allargando alla rivolta rabbiosa e populista di Gela
Non c'è forse evidente e pericoloso un filo nero che collega quell'esplosione con le polemiche in atto sul discutibile condono dell'abusivismo edilizio
E anche con lo scandalo degli ospedali letamaio con gli episodi ricorrenti di corruzione pubblica col maschi col malcostume di una partitocrazia che alimenta il clientelismo
è curioso a quest'ultimo proposito mettere in luce alcune cifre del recentissimo scrutinio elettorale di Reggio Calabria
Non intendo affatto scaricare sull'elettorato colpe e nequizie la cui responsabilità ricade soprattutto sulla classe dirigente ma sarebbe demagogico niente negare che una parte cospicua dell'elettorato italiano si adagia nella logica un estro della corruzione pubblica nella speranza davvero mio perdita né qualche effimero vantaggio individuale prendiamo dunque le cifre di Reggio Calabria ed in particolare quelle relative ai due partiti della sinistra tradizionale comunisti e socialisti
Confrontiamo le elezioni comunali del mille novecento ottanta le politiche del ventisei giugno scorso e le comunali di tre giorni fa un particolare balza all'occhio
A Reggio Calabria il PC
Che alle Politiche raggiunge quasi il venti per cento alle comunali oscilla sul dodici tredici per cento
Il fenomeno inverso caratterizza sempre a Reggio il PSI che alle amministrative sia quelle dell'ottanta sia quelle di domenica scorsa
Supera il ventidue per cento mentre nelle politiche
Si fermò il ventisei giugno scorso sotto quota dodici per cento
Come spiegare oscillazioni così cospicue in evidente scambio di voti fa PC e PSI
Con ogni evidenza ci sono a Reggio Calabria ma il discorso vale ovviamente per molte altre città elettori che spostano il proprio voto da un partito all'altro secondo che si tratti di elezioni nazionali o locali evidentemente le amministrative dove i candidati sono a più diretto e quotidiano contatto con gli elettori e possono più direttamente influire se eletti con favori o concessioni
Sugli interessi spiccioli
Le amministrative dunque risentono più Miss massicciamente del malcostume clientelare
è quel fenomeno che Rutelli ieri ha definito ipoteca mafiosa
Ecco perché nelle elezioni comunali un partito come il PSI purtroppo avviato abbattere molti primati in fatto di cliente io sono può sedurre elettori anche d'altro gli Ent amento i quali nelle politiche tornano a votare per il partito d'origine
Questo spiega oscillazioni come quella verificatisi verificatasi in termini così vistosi a Reggio Calabria
Ma le conseguenze di questa mediocre incoerenza degli elettori si rivelano drammatici drammatiche in episodi come quello scoppiato a Gela altra città del tartassato sud
A Gela dove l'abusivismo edilizio ha prodotto guasti incommensurabili
è bastato un modesto e tardivo sforzo compiuto dalle autorità col proposito di porre un freno agli abusi peggiori per provocare una crisi occupazionali di proporzioni gravissime
Si è constatato in questa circostanza che gela una città che anni addietro aveva conosciuto un precario boom petrolifero viveva di abusivismo la sua unica risorsa economica era da tempo l'edilizia ma un'edilizia di tipo unicamente speculativo irrazionale a sociale affidata non ai piani regolatori bensì alla logica delle lotti lottizzazioni patrocinate da assessori compiacenti e corrotti
Ora la genia degli assessori compiacenti e corrotti non prolifera per caso o per infamia del destino
Prolifera quella genia perché c'è una parte dell'elettorato che la coltiva
I partiti di potere hanno a loro volta interesse a coltivare quel tipo di elettorato mansueto controllabile e complice che non riserva sorprese
Nasce così una spirale di interessi mafiosi che è tanto più pericolosa quanto più ostenta atteggiamenti democratici
è una spirale che riusciremo a rompere solo se sapremo far nascere una cultura civile capace di vedere nella questione morale la prima delle questioni politiche
Mi sembra che una precisa indicazione in tal senso sia stata espressa dal massiccio e crescente fenomeno cui ha dato significato politico la campagna radicale
Dell'astensionismo elettorale attivo
Sergio Turone e vi saluta con la risentirci a domattina
Buona giornata da Sergio Turone al microfono per il consueto editoriale
Francamente non capisco perché il presidente Sandro Pertini se ne vada tanto in giro per l'Italia
Ignoro a quali i dignitari di Palazzo si debbano queste continue iniziative di viaggi massacranti
Che Pertini abbia la solidità di una vecchia quercia è un fatto noto che ci conforta
Ma che per una tardi ma che è però uno ottuagenario questa vita da globetrotter senza riposo non sia la più indicata evidente a tutti
Provate lì ad ascoltare in un qualsiasi locale pubblico
I commenti della gente comune quando il televisore trasmette le immagini di Pertini tra la folla Pertini in elicottero Pertini a una cerimonia Pertini in visita un Paese terremotato o ex terremotato
Il commento più usuale dell'italiano qualsiasi eh
Ma possibile che questo presidente non se ne possono restare un giorno tranquillo
Ieri l'infaticabile regista delle trasferte presidenziali ha spedito il Capo dello Stato a Potenza dove si inaugurava una nuova università
E in Irpinia dover ricorreva il terzo anniversario del tremendo terremoto
E non si sa bene che cosa ci fosse da celebrare visto che gli interventi d'emergenza cominciati malissimo a suo tempo come Pertini spesso denuncio schiettamente in tv allora facendo scandalo e sono continuati peggio
Ma la ritualità del regime voleva che l'anniversario fosse celebrato e ancora una volta si è utilizzata senza pudore la carta Pertini
Di tutte le realtà istituzionali di questo devastato Paese la Presidenza della Repubblica è la sola che da quando al Quirinale c'è Pertini abbia recuperato prestigio
Il capo dello Stato dunque rappresenta la sola faccia pulita delle istituzioni percezione luminosa il punto di riferimento ormai unico al quale gli italiani onesti guardano con fiducia
Ma se un potere spregiudicato e corrotto insisterà nell'utilizzare la figura di Sandro Pertini per coprire tutto e continuerà ad usare il presidente come alibi per dimostrare che al vertice del Paese c'è pulizia
Mentre la polizia sta di casa unicamente al Quirinale e solo grazie all'attuale inquilino
I rischi entrambi gravissimi sono due
Il primo rischio è che Pertini sottoposto a trasferte faticose si logori fisicamente
Credo giusto nel formulare questo rilievo ricordare l'allarme lanciato l'estate scorsa da Marco Pannella sui pericoli anche fisici che il presidente corre e sottolineare che se gran parte del mondo politico accolse il monito del leader radicale con grossolani sarcasmi
Proprio Sandro Pertini mostrò apprezzamento esplicito per le preoccupazioni manifestate da Pannella
A troppa gente nel clan del potere l'attuale capo dello Stato dà fastidio
Troppi sono e troppo potenti coloro che per esempio allo scopo di varare la ventilata grande controriforma auspicano un presidente accomodante verso la partitocrazia
Troppi per non temere che a qualcuno sorride all'idea di un logorio fisico del presidente attuale
Naturalmente nell'esprimere questi timori io faccio tutti gli scongiuri di cui può essere capace una laico non superstizioso quando spera con tutto il cuore che le sue paure siano infondate
Ma c'è un secondo grave rischio al quale in me i misteriosi registi delle continue trasferte presidenziali espongono Pertini
Ed è che il capo dello Stato si logori politicamente
Che cioè la sua immagine di uomo di uomo politico diverso profondamente diverso dai meschini partitocratiche guidano il Paese finisca con lo stemperarsi
Ricordate quando poppe quando Pertini contro ogni protocollo si rifiutò ostentatamente di stringere la mano ad Alberto Teardo
Poter rifiutare sì perché lo conosceva
Ma di quanti altri amministratori corrotti che non può certo conoscere uno per uno è costretto a stringere la mano in questi viaggi rituali
Quanti ministri sindaci assessori restaura no la propria mediocre immagine apparendo in tv accanto a Pertini
Ieri nell'aula magna della nuova Università di Potenza di fianco al Capo dello Stato faceva la ruota il Paleo democristiano Emilio Colombo gran maestro di tutte le clientele lucane
Viaggi meno amatissimo presidente l'Italia ha bisogno che lei se ne stia il più possibile a Roma a tenere sotto controllo vigile i personaggi del potere
C'è già il Papa che viaggia tanto e lei per fortuna è così diverso anche dal Papa
Sergio Turone vi saluta evita la risentirci a domattina
Buona giornata da Sergio Turone al microfono per il consueto editoriale
I giornali preannunciano che dal sedici dicembre prossimo i medici di famiglia e gli specialisti ambulatoriali daranno inizio ad una dura protesta sindacale ad oltranza se il ministero della Sanità non aprirà le trattative per il rinnovo della loro convenzione
La convenzione dovrebbe scadere a fine anno ma la legge finanziaria approvata ieri dal Senato prevede che il rinnovo slitti di alcuni mesi in modo che coincida con la rinnovo del contratto dei medici ospedalieri
Non intendo affatto difendere la critica vivissima legge finanziaria deplorevole per molti aspetti e nemmeno entrerò nel merito vertenze dei medici
Ne elencherò le conseguenze preannunciati dalla stampa che lo sciopero delle ricette avrà per il pubblico
Vorrei solo cogliere spunto da questo episodio per una riflessione sul curioso atteggiamento che è ormai diffuso a tutti i livelli nell'opinione pubblica italiana a proposito degli scioperi di categorie
Per così dire borghesi
Chi fra quanti mi ascoltano in questo momento ha visto ieri poco dopo le tredici sul primo canale della RAI la rubrica quotidiana di Raffaella Carrà
Non vi stupisca la domanda
Si dirà che la bionda Raffaella non ha alcun rapporto con le strategie sindacali né col giudizio che la gente comune da in merito agli scioperi
E invece proprio ieri la Carrà che davanti alle telecamere si è trovata a dover subire qualche disagio derivante da un'agitazione di tecnici della RAI promossa da un sindacato autonomo
Ha parlato di quello sciopero con una impacciata reticenza che riflette in pieno l'atteggiamento dell'italiano medio in merito agli scioperi degli altri una sorta di rispetto ostentato e quasi pauroso
La Carrà si è scusata con i telespettatori con gli ospiti per le lacune della trasmissione ma si è affrettata ad aggiungere pressappoco che le lotte sindacali meritano sempre di essere guardate con spirito di adesione
E invece sarebbe ora di piantarla con questa pigrizia retorica e opportunistica che vede comunque nello sciopero in qualsiasi sciopero una lotta sacrosanta
A questo punto mi scuserete se tiro fuori i miei titoli perché sia evidente a chi non mi conosce che il mio parlar chiaro non deriva da reazionari Isma'più o meno inconscio
Da giornalista in tempi non lontani mi sono occupato per anni di resoconti sindacali prima sulle giorno e poi sul Messaggero e l'ho sempre fatto in chiave di adesione alle lotte dei lavoratori
Ho scritto nel medesimo stentano nel medesimo spirito diversi libri di storia del sindacato e insegno storia dei movimenti sindacali in una facoltà di Scienze politiche
I miei rilievi dunque non debbono essere confusi con la critica faciloneria e settaria che al movimento sindacale viene tradizionalmente mossa dalle destre
Sono però le colpe della sinistra che hanno imposto all'opinione pubblica certi cliché in forza dei quali si ritiene doveroso per non passare da fascisti esprimere sempre un giudizio di apprezzamento nei confronti di qualsiasi sciopero
Ebbene si tratta di uno schematismo opportunistico che ha motivazioni ambigue e che risale al tempo in cui le forze della sinistra marxista coccolavano le categorie impiegatizio e con obiettivi diversi il PSI per catturarli a una politica di compromissione ministeriale
Il pc perché vedeva nel ceto impiegatizio un ponte fra la sinistra operaia e il potere
L'ultrasinistra nella speranza ridicola di trasformare gli impiegati in masse rivoluzionarie
Ora da almeno tre anni
Da quando cioè l'aggravarsi della crisi minaccia la sopravvivenza stessa di molte fabbriche
La percentuale degli scioperi operai in tutta Italia è nettamente diminuita
Sono invece in continuo aumento gli scioperi di categorie relativamente privilegiate borghesi il cui posto di lavoro non è in pericolo e che approfittano di questa sicurezza per ottenere condizioni migliori
Mi piacerebbe davvero sapere quanti di quei tecnici RAI che in questi giorni mettono in difficoltà Raffaella Carrà e costringono il telegiornale ad accorciarsi
Il che dal con è poco male
Quanti di questi tecnici oggi sciopero furono assunti a suo tempo dalla RAI dietro segnalazione di un funzionario di partito o di un sindacalista influente o di un ecclesiastico di un generale di un burocrate
Quanto al preannunciato sciopero dei medici non dubito che il disagio della categoria abbiamo di motivazioni valide ma quale categoria oggi non ha ragioni di disagio
Francamente escluderei che i medici sia pure di famiglia siano fra quelli che stanno peggio
Ma sciopero no perché possono farlo senza rischio
Scaricando sul mutuati le conseguenze della loro agitazione
Grazie alla retorica sindacalese sciopera Ando sentono il brivido emozionante della rivoluzionario in barricata
Tanto sui professionisti che scioperano mai nessuno oserà esprimere giudizi duri
Beh io stavolta beninteso a titolo personale ci proverei
Dottore fai proprio schifo
Sergio Turone vi saluta con la risentirci non a domani ne a domenica bensì a lunedì mattina lunedì dopo l'editoriale come di consueto leggerò commenterò
La posta arrivata in questa settimana a risentirci dunque
Buona giornata da Sergio Turone al microfono per il consueto editoriale
Qualche sera fa a quei pochi superstiti che ancora guardano il secondo canale la televisione ha mostrato un servizio dalla Tanzania sui bambini che muoiono a milioni per disidratazione da miseria autore del servizio è stato in via del tutto eccezionale un giornalista che solitamente non si muove da Roma e si occupa di politica interna Mario Pastore
Ma l'eccezionalità si spiega perché il servizio televisivo più che riguardare un Paese africano e Compaq e un problema mondiale aveva proprio una valenza prioritaria di politica interna
La ragione infatti per cui la RAI aveva deciso di mandare un autorevole inviato in Tanzania e alla cerimonia Italo tanzaniana svoltasi nella capitale di quel Paese
Dove le autorità locali si profonde vanno in ringraziamenti verso il Governo italiano per gli aiuti giunti da Roma e diretti a salvare i bambini moribondi
Ora io non ho elementi certi per affermare che anche le autorità della Tanzania usino trasformare in investimenti militari
Come fa per esempio il dittatore della Somalia Siad Barre tanto amico di Craxi e del suo cognato Pillitteri
Gli aiuti sedicenti alimentari
Non ho elementi per ciò non lo affermo anche se ho motivi per sospettare lo tuttavia è un'altra la ragione per cui il servizio di Mario Pastore mi ha colpito è l'accortezza professionale con cui a saperci fare
Si può redigere un servizio giornalistico che suoni accorato preoccupato persino pessimistico amaro tragico ma che di fatto rechi al pubblico un messaggio rassicurante
Mario Pastore e il regista del servizio hanno ripreso la dolente lunga camminata di una madre che portava in braccio il bambino malato dal suo villaggio alla guardia medica
Non domandiamoci se non sarebbe stato preferibile anziché ritrarre la donna con la macchina da presa darle un passaggio in auto e riconosciamo l'efficacia delle riprese
Le immagini successive ci hanno mostrato la visita medica fatta al bambino il pianto del bambino poiché il bambino che dormiva
E a questo punto il telespettatore pensa è fatta è guarito invece no perché Mario Pastore ha troppa professionalità per ammannire il dodici in altezze di facile ottimismo
Così intervista una dottoressa italiana la quale dice che il bambino è troppo grave e morirà certamente poi intervista un medico italiano il quale riferisce che lo spettacolo cui più spesso si assiste in Tanzania è quello di un funerale
E sulla voce del medico il video mostra fra i cespugli assolati il trasporto funebre di un piccolo defunto non si sa se lo stesso di prima o un altro
Eppure da tutti questi ingredienti luttuosi un bravo giornalista televisivo riesce a tirar fuori un servizio che manda letto confortato il telespettatore
Il quale infatti ha avuto modo di commuoversi di congratularsi con se stesso per la sensibilità dimostrata nell'assistere a quel triste servizio anziché alla rivista su Canale cinque
E di pensare che quel bambino tanzaniano sì purtroppo è morto ma che d'ora in poi con tutti quei bravi medici italiani che il nostro governo ha mandato la giù i bambini malati africani guariranno e vivranno felici
I giornalisti televisivi che mostrano così alte doti professionali nel commuoversi e nel commuovere al punto giusto quando si occupano di fame nel mondo cioè abbastanza di rado
Sono poi gli stessi che quando i radicali danno con regolare anticipo sull'Unicef le agghiaccianti statistiche sullo sterminio per fame Gesù hanno i radicali
Sono gli stessi che quando i premi Nobel e i sindaci insistono sulla necessità di interventi globali a favore del Terzo Mondo liquidano premi Nobel e sintesi e sindaci con sintesi infastidite e deformanti
Questa mistificazione è parente stretta di quella che sta emergendo clamorosa in questi giorni a Montecitorio dove è Indies scusi oneri una informe e deforme legge finanziaria e si parla di problemi economici in un'ottica meschina mente campanilistica
Se si escludono gli interventi dei deputati radicali che tentano di inserire il discorso sull'economia italiana in un'ottica l'Anita planetaria
I parlamentari italiani d'altronde preoccupati assai più di rafforzare le clientele dei rispettivi partiti che non di capire le prospettive della società umana dopo l'irreversibile crisi del modello industriale
Ragionano ancora nei termini angusti delle logiche nazionali tuttalpiù riuscendo a spendere qualche parola di rituale rimpianto per il fallimento della Comunità economica europea
Nessuno riesce a capire che alla vigilia del Duemila le tecnologie hanno rimpicciolito il mondo
Cent'anni fa e anche cinquant'anni fa i paesi dell'Africa erano rispetto a noi ciò che oggi sono i pianeti di altri sistemi solari ormai tutto è cambiato
La Tanzania è come la borgata di Primavalle per i romani come Lambrate per i milanesi
Ma il potere non vuole che questo si sappia
Il potere vuole che la gente continui a credere che la Tanzania è un pianeta lontano
E Mario Pastore obbedisce confezionando un servizio televisivo da antologia con il giusto dosaggio di lacrime e di consolazione
Sergio Turone vi saluta evita la risentirci a domattina
Buona giornata da Sergio Turone al microfono per il consueto editoriale
Quando io sento i nostri governanti affermare perentoriamente che il terrorismo è finito e naturalmente assumersene in merito sono portato a diffidare e a temere
Evitiamo dunque di esprimere certezze ottimistiche e limitiamoci a constatare che la fase più sanguinaria del terrorismo appare superata
Ciò consente se non altro la possibilità di riflettere con più calma sul fenomeno e forse di correggere taluni errori compiuti negli anni terribili sotto la pressione di eventi spaventosi
Lunedì scorso come gli ascoltatori assidui ricorderanno
Ho letto parte di una lettera scritta mi dalla sorella di un ergastolano detenuto in un carcere speciale
Ora come avevo detto mi sono documentato sulla situazione in cui si trovano i cosiddetti irriducibili
Ho accertato la sostanziale esattezza delle informazioni contenute in quell'accorata lettera e le sottopongo alla riflessione degli ascoltatori
Innanzitutto evitiamo di farci suggestionare dall'aggettivo irriducibili che nasce da esigenze di linguaggio giornalistico
Ci sono infatti i pentiti ossia coloro che ammessi reati compiuti collaborano senza riserve con i magistrati
E ci sono i dissociati cioè quelli che hanno dichiarato la propria uscita dalla logica terroristica
Pur senza fare ai giudici di rivelazioni riguardanti altre persone
Identificate queste due categorie
Automaticamente tutti gli altri ossia quei detenuti che non hanno voluto o potuto fruire dell'etichetta di pentito o di dissociato
Sono stati definiti irriducibili con un aggettivo di comodo uso ma impropriamente drastico perché ipoteca l'avvenire
I detenuti irriducibili condannati solitamente all'ergastolo con l'aggiunta di altre pene detentive sono in Italia circa ottocento
Distribuiti nelle carceri speciali e i soggetti all'articolo novanta della legge trecentoquarantacinque
Tale articolo prevede la deroga
Per ragioni di sicurezza delle garanzie costituzionali previste dalla legge carceraria
L'articolo novanta è in vigore dal gennaio mille novecento ottantuno
è una normativa provvisoria viene prorogato ogni sei mesi
La prossima scadenza sarà fra qualche giorno il trentuno dicembre
Ed è augurabile che si colga l'occasione per dimostrare in concreto
Evitando di prorogare ancora l'articolo novanta che lo Stato non intende vendicarsi sugli irriducibili delle concessioni che ha dovuto fare ai sedicenti pentiti o ai dissociati
Sono questi temi su cui l'impegno politico dei radicali è costante l'articolo novanta impone che i colloqui fra il detenuto e i parenti o fa il detenuto e il proprio avvocato avvengano attraverso un vetro divisorio
Impedisce che i parenti portino cibi limita moltissimo l'invio di indumenti del tutto escluse le scarpe
Grazie all'articolo novanta sono in funzione in diverse carceri speciali i cosiddetti braccetti morti
Dove un isolamento assoluto è garantito da pulsanti luci rosse campanelli d'allarme
Si parla di percosse di secondini che praticano pestaggi scientifici a danno di reclusi particolarmente sgraditi
Se qualche detenuto per protestare contro forme così feroci di carcerazione decide di cominciare uno sciopero della fame
I comitati di parenti e devono darsi da fare per divulgare la notizia che peraltro le agenzie di stampa riassumono in poche fredde righe e che trovano scarsissima eco nei giornali
L'articolo novanta consente qualsiasi ulteriore misura restrittiva che la direzione del carcere voglia adottare a danno del detenuto
Le cosiddette ragioni di sicurezza possono giustificare il divieto di leggere i giornali e quello di ricevere libri
Poi che taluni detenuti sono studenti universitari e devono necessariamente poter ricevere i testi sui quali preparare gli esami
Le direzioni carcerarie sulla base dell'articolo novanta consegnano al detenuto studente non dall'intero testo ma gruppi di dieci pagine per volta strappandole e così distruggendo il volume
Il detenuto può ricevere le dieci pagine successive solo quando ha finito di studiare le precedenti ed è in grado di restituirle su questo giorni addietro ha presentato una allibita interrogazione al ministro Martinazzoli il deputato Stefano Rodotà della Sinistra indipendente
Insomma una tematica di cui finora si occupavano pressoché soltanto i radicali EDP sta acquistando sempre maggiore diffusione
è recente un convegno in cui i cappellani delle carceri hanno denunciato soprusi e violenze cui i detenuti vengono sottoposti nelle carceri speciali i cappellani sollecitano l'amnistia
è possibile che un discorso di amnistia sia prematuro ma sarebbe ingiusto liquidarlo con frettolosa indignazione
La legge sui pentiti e il trattamento di relativa indulgenza che si preannuncia per i dissociati ci impongono di riflettere sugli ergastolani che stanno nelle carceri speciali
Senza pietismo I fuori luogo ma anche senza comodi alibi
Tra qualche anno ci si renderà conto che gli assassini sono tutti uguali e che tutti nel momento in cui tu ci davano altri uomini credevano di essere rivoluzionari
Perciò sarebbe ingiusta fra gli uni e gli altri una disparità di trattamento abissale quanto la distanza che separa la libertà dall'ergastolo
Se non l'amnistia qualche forma di revisione delle condanne inflitte agli irriducibili dovrà pure essere pensata
E presto d'accordo ma non è presto per eliminare prestazioni gratuite quali quelle autorizzata dall'articolo novanta
Sergio Turone mi saluta evita la risentirci non a domani bensì come di consueto a lunedì quando dopo l'editoriale leggerò e commenterò anche le lettere ricevute a lunedì dunque
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