Non estende alla persona tossicodipendente la disciplina della non imputabilità propria della malattia mentale, dell'infermo di mente, dell’incapace di intendere di volere.
Il tossicodipendente non è equiparato automaticamente a un malato psichiatrico, ma resta responsabile delle proprie condotte.
La Consulta ribadisce che anche quando i disturbi da uso prolungato di sostanze riducono significativamente la capacità di intendere e volere al momento del fatto, l'autore resta rimproverabile perché non ha intrapreso … prima un serio percorso di disintossicazione in un momento "anteriore ragionevolmente prossimo" al reato.
Come dire non c’è libertà senza responsabilità.
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