Sono stati discussi i seguenti argomenti: Rassegna Stampa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 27 minuti.
17:18
17:30, Roma
10:06 - CAMERA
16:34 - SENATO
8:30 - Senato della Repubblica
9:00 - Parlamento
10:00 - Parlamento
10:30 - Senato della Repubblica
10:45 - Camera dei Deputati
11:00 - Camera dei Deputati
11:00 - Roma
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E buongiorno agli ascoltatori, eccoci anche oggi, venerdì 5 giugno, l'appuntamento con stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale, grazie a Piero Scaldaferri, in regia e a Roberta Jannuzzi in redazione, allora oggi i temi di cui parleremo in questa rassegna stampa, a cui dedicheremo più attenzione a cui i quotidiani dedicano molta attenzione
Sono relativi a due questioni che riguardano la giustizia, quindi ci dilungheremo abbastanza su questa questione, naturalmente scusandoci con gli ascoltatori che
Ci diciamo, ci chiedono poi anche di parlare di tutti gli altri temi d'attualità di queste giornate, ma il tema della giustizia è un tema importante degli esiti di queste due vicende di cui vi diremo tra un attimo una riguarda Silvio Berlusconi, scomparso, Silvio Berlusconi, un'ennesima archiviazione poi la vicenda della grazia a Nicole Minetti la questione della giustizia da queste frequenze, come sapete,
E è sempre stata, è sempre stato un tema importante e anche al centro della iniziativa politica del partito radicale, tra l'altro oggi due quotidiani.
Fanno anche riferimento a un comunicato del segretario del Partito radicale Maurizio Turco e della tesoriera del partito radicale, Irene Testa.
In particolare, sulla necessità, proprio alla luce di queste questioni di cui vi diremo tra poco.
Di rilanciare, anche dopo l'esito del referendum di marzo, rilanciare la necessaria riforma della giustizia, di appunto ritornare su questi temi si parla anche sui quotidiani c'è stato un vertice di maggioranza di cui anche i oggi i giornali in qualche modo riferiscono vedremo poi naturalmente vedrete poi nelle prossime settimane sui quotidiani se,
Se ci sarà un percorso in questo senso, ma appunto il primo tema di cui parleremo oggi, è questo che riguarda la notizie relativa alle stragi mafiose archiviati i, la richiesta di un nuovo processo per Silvio Berlusconi e dell'Utri, 30 anni di fango su Berlusconi sono già i commenti che trovate su diversi quotidiani.
Per esempio, il giornale 30 anni di bugie, mafia crolla il teorema su Berlusconi, vi diremo oppure cercheremo di raccontare anche la storia, in sintesi, naturalmente, di queste inchieste.
Ah, ah, parlare, sono in molti di questa vicenda, von cercheremo di dirvi qualcosa anche sulla sul contesto delle stragi del 1993, perché l'ipotesi degli inquirenti che e poi è stata negata dal.
Al giudice dell'udienza preliminare era che in qualche modo, Berlusconi e dell'Utri fossero gli ispiratori delle stragi di mafia del 1993. Con la notizia di ieri, per la sesta volta volta, è stata archiviata questa richiesta di proseguire dal punto di vista penale.
Su questa strada
A parlarne diversi ed utile editorialisti Minzolini sul giornale Guzzanti che racconta Paolo Guzzanti, che racconta anche di un.
Testimonianza sua personale, ma poi le dichiarazioni di Marina Berlusconi della giornata di ieri, di cui avrete avrete già sentito tra l'altro Marina Berlusconi, ha riflettuto sulla questione dei tempi, perché questa decisione di archiviazione nei confronti di Silvio Berlusconi e Marcello dell'Utri è arrivata in gennaio e abbiamo saputo di questa decisione solo nella giornata di ieri che cosa sarebbe accaduto se avessimo saputo?
Di questo ennesimo stop, di una tesi, diciamo non dimostrata non dimostrabile da parte dei pm. Avrebbe influito questa notizia sull'esito del referendum. Alcuni giornalisti, alcuni editorialisti pongono anche questo quesito sulla questione dei tempi. Alcuni spiegano che si tratta di una procedura consueta, non è naturalmente non ci sono accuse, diciamo così su questa questione, ma anche, certamente, la questione dei tempi del funzionamento della giustizia è un tema di possibile, diciamo ragionamento di riforma della stessa, ma insomma, vi diremmo meglio queste cose in maniera più chiara tra pochissimo, leggendovi gli articoli che parlano di questa vicenda relativa a Berlusconi, parlano anche i pm
Tescaroli, che era uno dei pm proprio.
Legati a questa questione intervistato da Repubblica, ma parlano appunto anche parla alla famiglia di Silvio Berlusconi Marina, Berlusconi, Barbara Berlusconi, intervistato da Libero, il fratello Paolo intervistato sul giornale, l'altra questione che riguarda
Ancora, diciamo, la questione giustizia è quella dell'aggiornamento, che è arrivato ancora da un comunicato.
Del del della procuratrice generale è Francesca Nanna, nella giornata di ieri sulla vicenda della grazia concessa dal Quirinale a Nicole Minetti, un'altra protagonista della storia ormai non recentissima, politica del.
Del centrodestra italiano sono state.
Confermate le ragioni che hanno portato il Quirinale a concedere la grazia, c'è stata una nota del Quirinale anche in merito ad alcune questioni che erano state messe in evidenza al Fatto Quotidiano, cioè la segretezza della decisione, in realtà è stato spiegato che la discrezione su queste dice decisioni da parte del Quirinale è una,
Prassi legata anche alla tutela, per esempio nel caso di specie di un minore, ma.
Su questo anche troviamo
Diversi commenti approfondimenti, il foglio per esempio mette insieme le 2 cose lo fa il direttore Claudio Cerasa, da Minetti alle balle su Berlusconi, strati stragista, l'impunità del circolo mediatico giudiziario, che distrugge le vite degli altri senza pagare un prezzo, tra l'altro ecco questa questione.
Del distruggere le vite degli altri, il danno, diciamo, è un tema al di là anche del caso specifico di cui parliamo in questo momento è un tema importante che è stato sollevato anche nelle iniziative politiche, per alcuni aspetti dal partito radicale anche recentemente.
I giornali annunciano peraltro perché quello che riguarda la vicenda di Nicole Minetti che gli avvocati stanno organizzandosi per chiedere, appunto, dei danni relativi a queste settimane di forti feroci polemiche, anche.
E che hanno riguardato anche la stessa Nicole Minetti, una lettera molto dura, Marco Travaglio già da ieri, dalle colonne del Fatto Quotidiano ha rilanciato, ha contrattaccato, non sono arrivate, diciamo scuse, anzi oggi Marco Travaglio dice in questa lettera alla procuratrice, Francesca Nanni chiede le scuse della procuratrice perché argomenta la sua,
Posizione, la sua inchiesta con una serie di questioni di notizie che preannuncia ci saranno anche nei prossimi giorni vi leggeremo anche qualche passaggio dell'intervento dell'editoriale di questa lettera, in realtà alla procuratrice di Marco Travaglio, che trovate sul Fatto quotidiano, ma quello che colpisce anche per i toni diciamo non proprio,
Come dire British, per non voler usare altre altre questioni.
Il titolo del Fatto Quotidiano oggi è questo, Grazia Graziella e Mattarella, non c'è la rima oppure qui la rima è cercata, chi non è, diciamo romano probabilmente non sa che cosa si riferisce.
E questo detto, ma insomma, è un'educazione abbastanza volgare per attaccare ancora una volta la posizione del presidente della Repubblica, infatti qui poi si spiega il Quirinale prende per buona l'auto conferma.
E della procuratrice generale e infatti
Si spiega questo nelle pagine interne, tra l'altro viene intervistato anche.
Antonio Di Pietro, l'ex pm, che su questa questione dice hanno chiuso il caso per salvare la reputazione del Colle della procura generale e di Nordio, questa è la dichiarazione di Di Pietro, che si posiziona a questo punto in questa vicenda, in questo campo queste sostanzialmente le
Le questioni che riguardano la vicenda Minetti e di cui vi vi diremmo meglio tra poco.
E che dire di di di di delle altre, delle altre questioni e ci sono?
Diverse notizie che riguardano uno scenario di cui i giornali hanno già parlato abbondantemente nei giorni scorsi, quello che sta succedendo, in particolare in questi ultimi due giorni nel.
Nel Partito democratico, cioè la l'addio di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo al suo partito, e quella che è la prospettiva politica che sta seguendo il Partito Democratico di Elly Schlein, oggi ancora trovate approfondimenti interviste sulla stampa si cerca di capire meglio questa questione della patrimoniale di cui nei giorni scorsi, se avete letto i giornali o se avete ascoltato anche questa trasmissione, i giornali che guardano l'elettorato di destra hanno parlato ampiamente la prospettiva di una patrimoniale. Oggi la stampa approfondisce, ricorda che si è trattato anche di una domanda, non è che sia pronto un programma vero e proprio. Per oggi ci sono
Delle notizie un po'più precise si parla dei cosiddetti.
Super-ricchi o insomma.
Certo, qui naturalmente, è sempre questione di prospettive, anche di di chi legge.
La Tasi, la tassa sui ricchi, l'imposta potrebbe, diciamo nelle idee e nella discussione potrebbe essere.
Rivolta a chi ha più di 2 milioni lo Stato, per esempio, in questo caso incasserebbe 26 miliardi, l'anno quanto quanto una manovra ci sono anche delle grafiche, poi Niccolò Carratelli ricorda sulla stampa, pagina 10, dove è nata questa sua istruzione e discussione poi il tandem con Landini perché questa,
È un po'la questione e l'area riformista un po'diciamo lasciata da parte per una rincorsa.
Invece a lei, ed è anche la lettura politica che il segretario della Cgil ha sempre manifestato.
Tra l'altro si discute anche del bacino dei voti che la Cgil rappresenta in caso di primarie per leggeremo qualcosa anche da questo punto di vista oggi ancora una volta interviene Enrico Morando sul dubbio.
Disciplina sbaglia, però si lotta dal De dal di dentro del partito, un partito che però ha perso la bussola, dice, Morando leader riformista, interviene anche Walter Veltroni, che in una recensione del Corriere della Sera.
Parla del tema della sicurezza, che è un tema molto importante dal punto di vista elettorale, un tema sul quale tradizionalmente negli ultimi anni la destra è stata, diciamo, più abile, nel proporre formule convincenti per l'elettorato italiano Veltroni, entra nel merito di questa questione, appunto a proposito di un libro che parla di queste,
Di questi problemi di questi temi non affrontati in maniera concreta dalla sinistra, cercando di delimitare un po'il campo, anche se e qui ancora siamo, anche in questo caso siamo.
Alle alle discussioni generali, anche dall'altra parte la situazione e, diciamo complessa, si discute di Judith di giustizia, nella Lega ci sono delle novità Zaia, scelte in scende in campo, per esempio spiega il libero con il titolo di apertura rivoluzione Lega Salvini Salvini convince l'ex governatore veneto ad accettare il ruolo di vice segretario del Carroccio con delega al nord ecco il piano e gli uomini per rilanciare il partito perché la spina nel fianco
Qui non è detto esplicitamente, ma Vannacci appunto, ha lasciato la Lega e di Vannacci, si parla in diversi articoli di cui vi cercheremo di dare conto il nucleare,
Il primo passaggio parlamentare e via libera per ritornare al nucleare nel nostro Paese, il ministro dell'Ambiente Fratin, intervistato dal Corriere della Sera, ma anche sul tempo dal direttore, Daniele Capezzone, in qualche caso, riferimenti non espliciti al referendum, promosso anche dal Partito radicale del 1987. Nessuno ricorda che anche in quell'occasione non c'era una posizione ideologica nel partito radicale e si guardava in prospettiva alla evoluzione tecnologica. Vedremo se queste questioni saranno approfondite perché, per esempio, ci sono molti articoli critici sul fatto che davvero questi mini reattori, di cui si parla siano davvero reali, realizzabili, siano davvero più sicuri, anche se da molte parti poi, si ricorda che l'evoluzione dal 1986 a tragedia g Chernobyl ad oggi,
In tema di sicurezza sull'energia nucleare sia stata notevole, anche se poi c'è stato Fukushima nel 2011, ma li si trattò di un evento dal punto di vista, diciamo naturale, davvero davvero straordinario, ma insomma sul nucleare pure trovate moltissimi.
Approfondimenti, vi daremo un qualche conto anche di questo lo scenario internazionale oggi è agitato, diciamo così, da quanto è successo negli Stati Uniti nei giorni scorsi nel nei due giorni.
Scorsi con il Congresso che ha manifestato una posizione.
Diversa, diciamo così, dall'amministrazione oggi su diversi quotidiani, con un voto che chiede appunto di sospendere la guerra con l'Iran, sostanzialmente oggi sui quotidiani trovate spiegazioni, diciamo così chiare tecniche che ci fanno capire che è appunto data la struttura istituzionale,
Degli Stati Uniti questo voto non è, diciamo.
Non ha forza di legge, ma certamente dal punto di vista politico, rappresenta un momento importante di quella che è anche, diciamo, Lab, la opinione manifestata da al Congresso.
E negli Stati Uniti su questi temi è un'opinione che è appunto poi si manifesterà in novembre con l'importante passaggio delle mid term.
Anche la situazione del Libano.
E la offensiva israeliana, gli attacchi di Hezbollah alla ai civili in Israele sono temi che trovate segnalati su alcuni giornali noi vi leggeremo qualcosa, anche però, sulla prospettiva delle elezioni in Israele, sul dubbio, a pagina 6, per quello che riguarda invece l'aggressione della Russia alla Ucraina oggi su diversi quotidiani c'è un certo ottimismo forse dopo la dimostrazione di forza da parte dell'Ucraina con la capacità di attaccare,
San Pietroburgo nei giorni della cosiddetta Davos dell'Est, una manifestazione di forza da una parte dell'Ucraina e di debolezza dall'altra di Putin da questo punto di vista, oggi sembrerebbe che si avvia un percorso forse davvero per la prima volta, sembra che alla debolezza, tra parentesi, tra molte virgolette perché la Russia poi normalmente ha sempre il suo enorme arsenale nucleare e riserve.
Diciamo notevoli, di cui non si non si conoscono bene le cifre, riserve militari notevoli oggi si parla di una prospettiva di dialogo con l'Ucraina Zelensky ha inviato una lettera, trovate su tutti i quotidiani sintesi di queste questioni ve ne parleremo, ma ci sono anche interventi che invitano alla cautela perché, appunto,
La storia della presidenza, tra virgolette, di Vladimir Putin e dal 2000 ad oggi, dal 99 ad oggi, è costellata di guerre e le guerre sono state, diciamo, l'elemento strutturale che lo ha mantenuto.
Al potere e ha mantenuto forte il consenso nei suoi confronti, perché il tema, quello è importante, chiuderemo poi con due segnalazioni.
Feltri sta.
Compilando come dire, dei ritratti sul giornale, oggi ce n'è uno interessante su Brera, una giornalista d'altri, tempi con uno stile d'altri, tempi sul giornale a pagina 20 e poi il tempo che riporta una testimonianza dei Hippogroup contro gli ebrei in Libia del 1967 molto viva questa testimonianza a pagina 11, vedremo come arriveremo alla fine della rassegna stampa di Radio Radicale di oggi. Questi, sostanzialmente, i temi, non mi pare di aver saltato nulla, no, ho saltato un argomento è che la morte di Marjane Satrapi, che è stata una straordinaria testimone, ci ha raccontato l'Iran per quello che è davvero le discriminazioni e la violenza sulle donne sui bambini morta. Eran Satrapi in circostanze che non sono state
Chiarire, ma che naturalmente non interessano, ma appunto viene a mancare con la la sua scomparsa, una artista straordinaria, con un fumetto che ormai 19 anni fa fece il giro del mondo anche un film.
Persepolis, che ricorda un nome antico persiano di luoghi oggi che conosciamo anche per la diciamo toponomastica imposta dal regime dei mullah.
Diversi ritratti diversi ricordi Roberto Saviano, per esempio, su Repubblica noi vi leggeremo qualche riga dal Foglio questi gli argomenti di oggi andiamo più nel merito degli articoli partiamo dalla archiviazione per Silvio Berlusconi, lo facciamo con un articolo che trovate sul dubbio.
A pagina 2. Tiziana, Maiolo appunto, come è stato ricordato ieri, conosce quelle vicende per averle vissute, è finita, dice Maiolo. Questa volta finirà davvero l'ossessione del circo mediatico giudiziario per Silvio Berlusconi, la giudice per le indagini preliminari di Firenze. Patrizia Martucci. Ha archiviato l'inchiesta che da 30 anni vedeva il fondatore di Forza Italia, insieme a Marcello dell'Utri, come mandanti delle stragi mafiose, del 1993 bombe che, secondo l'accusa, sarebbero state finalizzate alla vittoria di Berlusconi alle elezioni politiche del 94 contro la sinistra di Achille Occhetto. Una decisione storica dice Maiolo, dopo cinque precedenti archiviazioni
Di un'inchiesta nata 30 anni fa a Caltanissetta, proprio nella procura siciliana, dove Luca Tescaroli era un giovane pm alla Primera aprile anni, sarà lui, molti anni dopo, a gestire il fascicolo su Berlusconi e dell'Utri nella sua veste di procuratore aggiunto a Firenze, dove il capo dell'ufficio alla Luca Turco ora non c'è più, nessuno dei due prima è andato a dirigere la Procura di Prato, il secondo è in pensione, ma in tutti questi anni quel fascicolo si è aperto e chiuso. Vi diremo qualcosa anche su questa questione dei fascicoli che si aprono chiudono
L'ultima volta quando un gelataio di nome Salvatore Baiardo è andato in tv, in diverse puntate della trasmissione condotta da Giletti, raccontare di una foto degli anni 90, in cui Berlusconi era ritratto con il generale Delfino e il boss di cosa Nostra Graviano tanto è bastato perché è un fascicolo che languiva si avviava verso lì l'inevitabile ennesima archiviazione riprendesse improvviso vigore resuscita se ora la Gip Martucci dice che non c'è nulla di concreto che dimostri un rapporto tra Berlusconi e la mafia, forse prima erroneamente abbiamo detto il gup,
Ma che per trent'anni diversi pubblici ministeri lo hanno detto ai tanti quotidiani, da quelli più schierati fino al Corriere della Sera lo hanno scritto un po'come è successo con il famoso processo siciliano che aveva come teorema la trattativa tra organi dello Stato e le cosche mafiose ora non lo si potrà più dire né scrivere a questo va be'siamo in un momento storico prosieguo è Maiolo in cui alla soddisfazione si mescolano sentimenti di amarezza della famiglia Berlusconi.
Da Barbara, che vede la verità crollare addosso agli accusatori di mio padre, ha detto una delle figlie, si rammarica anche del tanto denaro speso inutilmente dallo Stato, da Marina, la più politica dice Tiziana Maiolo, alla quale non sfugge il particolare sui tempi della divulgazione della notizia della notizia stupisce ha detto Marina Berlusconi,
Che il decreto di archiviazione del Tribunale di Firenze risalga a gennaio e che se ne sappia qualcosa soltanto oggi viene da chiedersi se l'esito fosse stato posto per leggerlo sui giornali ci sarebbero voluti cinque mesi o sarebbero bastati cinque ore se non cinque minuti chiusa. La citazione il pensiero dice Tiziana, Maiolo, come vi abbiamo anticipato poco fa, va subito al referendum di marzo. La conseguente domanda, quindi potrebbe essere sarebbe cambiato qualcosa in quel risultato o la notizia dell'archiviazione di Berlusconi e dell'Utri dall'accusa infamante di essere mandanti di bombe mafiosi avrebbe avuto lo stesso effetto prodotto sul referendum per la responsabilità civile dei magistrati nel caso Tortora, certo, se avesse vinto il sì si sarebbe aperta una vera stagione di riforme. Dice Maiolo, cosa
Comunque auspicata proprio da Marina, così come da Maurizio Turco ed Irene Testa, segretario e tesoriere del Partito radicale.
Come del resto anche dal viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, il quale, considerando il numero di archiviazioni, questa inchiesta fisarmonica ha visto nell'arco di trent'anni. Sostiene che c'è da interrogarsi sull'equilibrio complessivo dell'azione investigativa. Non va dimenticato il fatto che sia stato il ruolo di Silvio Berlusconi come politico, a essere messo in discussione e soprattutto quello del partito da lui fondato, quella Forza Italia che viene dipinta in queste inchieste come una sorta di miccia accesa sulla lotta alla mafia con le bombe usate per spostare l'elettorato verso questo partito difende l'intera comunità che ha votato questo partito insieme agli altri dell'alleanza di centrodestra, la presidente Giorgia Meloni, le quali sta con Berlusconi senza esitazione, definendo la verità storica e giudiziaria che riguarda l'uomo e il politico come incontrovertibile, poi scolpisce parole prive di sfumature, ha detto Meloni, il Centrodestra italiano non si fonda sull'illegalità e non accetta che la propria storia venga letta attraverso teoremi costantemente smentiti dal tempo,
è vero, prosegue, Maiolo queste ipotesi investigative, fin dalle prime inchieste siciliane che si chiamavano sistemi criminali e oceano, non hanno mai trovato alcun riscontro, le archiviazioni sono spesso state chieste dagli stessi pm, però, ogni volta che una si chiudeva se ne apriva un'alta e qui poi un elenco di queste vicende poi però noi ve ne parleremo da un altro punto.
Di vista, anche
Giacobazzi sul Riformista riassume sostanzialmente la questione che noi vi abbiamo raccontato alle parole di Tiziana Maiolo e, in chiusura del suo articolo, che trovate sul Riformista a pagina 1 e 2, scrive, ha archiviato il fascicolo, resta aperta la questione sollevata dalla stessa Marina Berlusconi sul funzionamento della giustizia concetto ribadito anche da Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriere del Partito radicale per i quali la riforma della giustizia deve tornare al centro del dibattito pubblico è un riferimento appunto a una nota,
È di ieri del partito.
E radicale.
Questo è quanto, tra parentesi, perché non abbiamo fatto in apertura, vi segnaliamo invece su tutt'altro tema, una lettera al Foglio di Valter Vecellio che ricorda il decennale e il decennale di Marco Pannella con le parole di Antonio Machado.
Camminare pub, non vi leggiamo la citazione in spagnolo, insomma.
Complice il decennale della morto ta della morte di Marco Pannella, tanti in questi giorni hanno detto e scritto su Marco Pannella tra loro, molti che lo hanno detestato e contrastato in vita, si sono prodigati non vorrei spiegare chi è stato e che cosa ha rappresentato e poi la riflessione con le parole.
Del dello scrittore poeta spagnolo credo questa riflessione dica di Pannella e del Partito radicale di più e meglio di tanti discorsi articoli trovate questa.
Lettera sul foglio, ma torniamo al tema di cui stiamo parlando, ecco.
La riforma della giustizia è sul piatto ancora, è importante portarla avanti.
Noi vi leggiamo un editoriale per capire invece il contesto da cui poi sono nate queste inchieste, noi vi leggiamo editoriale un commento di Augusto Mizu.
Fini?
Che trovate a pagina 3 del giornale, una menzogna che ha fatto male all'intero Paese, siamo alla sesta archiviazione di una vicenda inesistente, inventata su teoremi e suggestioni, nascondendo barlumi di verità dietro una spessa coltre di ipocrisia.
Il tentativo di tirare in ballo Silvio su berlo, Silvio Berlusconi, sulle stragi di mafia, è una delle grandi menzogne della Seconda Repubblica su cui hanno speculato il circuito mediatico giudiziario, è un pezzo di sinistra giustizialista. Il bilancio è negativo per tutti, per le vittime Cave e Marcello dell'Utri, e per che per trent'anni hanno subito una persecuzione giudiziaria che gli ha corroso. L'immagine e Kos è costata risorse a un cittadino comune. Sarebbe morto in carcere per i Torquemada che frequentano i tribunali e le redazioni dei giornali alla politica che hanno perso autorevolezza e credibilità. Almeno il Cav può rivendicare una verità postuma che dimostra come pure in una democrazia la politica può trasformarsi in martirio. La storia
Invece quella con la esse maiuscola invoca Minzolini non quella scritta dai brogliacci di qualche Procura ha pagato per decenni il documento del sospetto, eppure, ad occhi imparziali e non condizionati dall'ideologia, quello che avvenne in quegli anni la famosa trattativa stato mafia poteva apparire chiaro fin dall'inizio vediamo come spiega questo contesto Minzolini in quella fase tragica lo Stato si trovò impreparato ad affrontare la violenza mafiosa, per cui fu costretto a prendere tempo per riorganizzarsi dopo gli attentati a Falcone e Borsellino.
La trattativa, che paradossalmente in piena guerra alle colf che tolse centinaia di picciotti dal carcere duro, nacque da questa esigenza, un esempio di pragmatismo da ragion di Stato dice Augusto Minzolini dalla morale dubbia ma dettato dalla necessità, che preparò la grande offensiva contro la cupola mafiosa e portò agli arresti di Riina e di Provenzano, siamo al Machiavelli del fine che giustifica i mezzi, nulla di più dice Minzolini di questa operazione. Furono probabilmente al corrente i vertici di quella Trimurti istituzionale che governò il passaggio
Tra la Prima e la Seconda Repubblica, il Capo dello Stato, Scalfaro, i presidenti delle due Camere a Napolitano e Spadolini e il capo del governo Ciampi, un segreto custodito gelosamente per trent'anni, anche per te, che tre dei componenti di quel vertice istituzionale salirono sul Colle nei decenni successivi per quella verità che non poteva essere svelata hanno pagato nel tempo servitori dello Stato giornalisti addirittura magistrati,
E le suggestioni che Fiorino sull'altare dell'ipocrisia finirono anche per coinvolgere la vittima disegnata, lo specchietto per le allodole per antonomasia, appunto, Silvio Berlusconi, la storia, quella vera, fu sepolta sotto una montagna di domande che non potevano avere risposte che partorirono appunto teoremi e suggestioni usati strumentalmente anche sul piano politico, in un Paese che non fosse votato all'ipocrisia, uno Stato avrebbe il coraggio di aprire gli archivi, dice Minzolini, è raccontare davvero ciò che fu negli USA, pure un personaggio strambo come Trump non ha paura di alzare il coperchio sull'assassino Kennedy o sugli Ufo e come è stato fatto in effetti in Italia per sapere un pezzo di verità, non tutta bisogna invece affidarsi a decine di processi e a sei sentenze. Il Cavaliere, la sua soddisfazione, l'ha avuta nell'aldilà e questo editoriale di Augusto Minzolini contiene davvero molte questioni. È una lettura
Come vedete, Minzolini invoca la storia perché ormai siamo anche a una certa distanza.
È quello scenario, appunto, conteneva questi aspetti tragici, quelli elemento violento delle stragi per rileggerlo per rileggerlo, Minzolini propone questa questa.
Prospettiva sul foglio trovate una cronistoria di una persecuzione, le tappe dell'indagine.
A scriverne Antonucci, le agenzie hanno dato notizia Marina Berlusconi, l'ha commentata riassume.
L'accusa, appunto, sulle stragi mafiose del 92 94, ma la verità è che nessuno sa precisamente quante volte le indagine è stata aperta, chiusa e riaperta negli ultimi decenni, misteri della giustizia italiana, determinati dal ricorso sistematico dei pubblici ministeri alla pratica della clonazione dei fascicoli di indagine e un trucco dice Antonucci,
O, per meglio dire, un abuso che ha consegnato alla magistratura, che ha consentito alla magistratura di indagare il Cave dell'Utri per 30 anni con accuse infamanti, la prima indagine venne aperta a Firenze nel 96, ma qui sì, quelli di cui si parlava di autore 1, autore, 2 poi ricostruisce Antonucci tutto questo.
Tragico, diciamolo pure Biagio della eterna persecuzione contro il Cave e dell'Utri, trovate tutte le fasi anche nell'ultima pagina del Foglio.
Sul contesto, appunto, delle stragi, forse può essere utile leggere anche Bianconi che trovate sul Corriere della Sera, che oggi è in verde.
Stampato nel cartaceo in verde, perché è la Giornata mondiale dell'ambiente, il Corriere in verde, c'è anche un inserto 35 39 pagine, sono queste in cui si spiega questa.
Bella importante iniziativa Bianconi sul Corriere della Sera.
Ripercorre lo scenario.
E vi leggiamo qualche passaggio.
Stragi di mafia del 93 il Gip del tribunale di Firenze ha archiviato l'inchiesta su Marcello dell'Utri e Silvio Berlusconi in dichiarazioni di.
Marina, l'ingiustizia, re la giustizia e la forza, il lapsus, forse era utile, resta comunque la questione giustizia, una emergenza scrive Bianconi.
La prima archiviazione è datata il 16 novembre 98, quando le identità di Berlusconi e dell'Utri erano celate sotto pseudonimi, autore, 1, autore, 2. Il giudice accolse la richiesta della procura scrivendo che non erano stati raggiunti elementi probatori validi.
Per poter sostenere l'accusa in un processo, oggi un altro giudice usa una formula diversa, mancano elementi concreti su contatti o rapporti tra i due indagati e la mafia che possono dimostrare la pre, dimostrare la premessa dell'indagine, e cioè che le stragi perpetrate da cosa Nostra nel 1993 abbiano avvantaggiato interessi imprenditoriali e politici di Berlusconi che si apprestava a fondare Forza Italia cambiano le parole, ma non la sostanza, dice Bianconi gli indizi,
Non sono diventati prove e dunque tutto torna in archivio per dell'Utri.
Berlusconi, morto nel 93 e per sì nel 93 nel 2023, e chiedo scusa e per altri indagati, i cui nomi sono coperti da omissis nel decreto acquisito dagli avvocati dell'ex senatore di Forza Italia, è possibile che la stessa sorte qui anticipa Bianconi.
Abbiano avuto anche gli accertamenti avviati sul generale Mario Mori e inseriti nello stesso procedimento per concorso in strage riguardante dell'Utri, accenna questa questa questione, anche l'Unità, se, se non mi sbaglio, sì.
Ma qui ovviamente bisogna, bisogna aspettare, perché dice dice Bianconi i difensori non hanno ancora avuto una conferma proprio per via degli omissis e di una interpretazione restrittiva della procedura sulla conoscibilità degli atti, anche nei confronti delle persone coinvolte. Io vorrei fare una parentesi su questa questione della conoscibilità degli atti. Introdurre ancora una volta una questione che riguardava il diritto alla conoscenza, che è stata una delle ultime iniziative politiche di Marco Pannella che riguardava proprio anche questi aspetti. L'apertura degli archivi anche di quaestio tipo di archivi che si consegue configurava per quello che fu possibile al leader radicale dell'articolazione di questa importante visione, iniziativa che si consi configurava anche in forma diversa rispetto al Freedom of Information Act, che appunto riguarda sempre il diritto dei cittadini a conoscere gli atti come pure invocava invocava Minzolini. Ma anche, diciamo, una procedura stabilita con dei tempi e con delle premesse spreme, sei tipo diverso, ma magari poi ci torneremo
In un'altra occasione, in ogni caso, in trent'anni di indagini dice Bianconi aperte, chiuse e riaperte e a cicli intermittenti a partire dal 1.000 e no no 1996 non si è riusciti a dimostrare l'ipotesi dei mandanti occulti legati a finalità politiche che, secondo l'archiviazione del 98, aveva mantenuto e semmai incrementato la sua pool Pau plausibilità, ma senza andare oltre, pure stavolta dice Bianconi. Beh, è la stessa cosa, anche perché le indagini preliminari hanno le loro scadenze. La riforma del 22 del 2022 ha alzato l'AST l'asticella per superare il rinvio a giudizio. Insomma, diverse argomentazioni
Che che saltiamo, però poi qui ecco rispetto allo scenario del 93 e poi la discesa in campo fu dell'anno successivo lì.
So qui diciamo per questa ipotesi che che.
Diciamo, costituisce un mosaico che nessuno è riuscito a dimostrare, dice.
Bianconi, non si è dimostrato un disegno complessivo di collusioni e complicità negli attentati di Firenze, Roma e Milano, che nel 1993 fecero tremare l'Italia fino alla fallita strage, allo stadio Olimpico del gennaio 1994, alla vigilia della discesa in campo di Berlusconi mai più tentata,
Non capisco bene, questa frase è scaduto il tempo concesso dal codice, inquirenti e giudici si sono giudice, si sono arresi, come nelle occasioni precedenti, perché allo stato spiega Bianconi non ci sono elementi sufficienti nella consapevolezza che un processo senza prove porta dritto a soluzioni irrevocabili mentre a fronte dei nuovi indizi l'indagine per una strage si può sempre riaprire e alcuni editorialisti analisti oggi sottolineano questo passaggio perché non è detto appunto anche per la prassi l'articolo di Bianconi è molto neutro, più orientati, altri anche per la prassi della cosiddetta clonazione dei fascicoli. È stata spiegata poco fa,
Dal foglio può nascere di nuovo qualche inchiesta dopo sei archiviazioni, speriamo di no, ma appunto.
E non è detto che ciò non non accada per questo contesto del 1993, se volete altre notizie, altri elementi, prendete la Repubblica che pagina al 17 di propone un articolo di Lirio, Abbate che dice sulle stragi restano le ombre.
Varie riflessioni che saltiamo, le bombe del 93 scrive Lirio Abbate in chiusura non furono soltanto una vendetta mafiosa, furono pure un messaggio politico rivolto allo Stato e al sistema dei partiti, mentre il Paese attraversava uno dei suoi passaggi più fragili.
E dentro quella frattura che gli inquirenti hanno cercato di capire se la mafia avesse tentato di stabilire nuovi canali di interlocuzione o di influenza, il Gip di Firenze adesso dice che sul piano penale non esistono prove sufficienti per collegare quella strategia Berlusconi e dell'Utri, le domande però non spariscono con un decreto di archiviazione avverte che qui,
Lirio, Abbate e su Repubblica, a pagina 12 trovate.
Un'intervista a uno dei protagonisti di questa vicenda, che è già stato evocato negli articoli che vi abbiamo segnalato. Lo intervista Conchita Sannino Luca Tescaroli, 61 anni, procuratore di Prato, fare questa inchiesta, quell'inchiesta era doveroso. L'intolleranza punta alla delegittimazione. Diamo spazio anche a Luca Tescaroli e cerchiamo di capire anche il senso del titolo. Un problema esiste, scrive l'intervistatrice, siamo ancora qui, dopo un trentennio, ad attendere che ci sia il rispetto dell'azione e delle verifiche che prima i pm, poi i giudici hanno il dovere di compiere prima affermazione di Luca Tescaroli, attuale procuratore di Padova, è stato l'aggiunto che a Firenze aveva aperto le indagini sui mandanti delle stragi del 92 94, domanda, procuratore Tescaroli, la destra insofferente vuole riscrivere la storia del suo federatore
Risposta del PM la politica non tutto certo non accetta il sindacato che la magistratura deve svolgere quando di mezzo ci sono figure che esercitano un grande potere, spiega Tescaroli, domanda vede un'onda di revisionismo per Berlusconi, grande vittima.
Risposta, posso solo dire.
Che eravamo abituati, ma l'intolleranza sta crescendo a dismisura da dismisura, lo abbiamo visto anche durante la campagna referendaria con le offese, la sistematica volontà di demolire la credibilità dei magistrati sembrava dovesse finire e invece non siamo ancora entrati nel merito, queste sono le legittime opinioni di Tescaroli invece adesso è peggio dice l'intervistatrice come se il responso dei cittadini con la vittoria del no non fosse stato accettato fino in fondo.
Allora l'intervistatrice dice, ma alla luce della decisione assunta dal Gip di Firenze, giusto chiederle si sente colpito da questa archiviazione o è stato un errore aprire l'inchiesta su Berlusconi e dell'Utri presunti mandanti delle stragi risposta di Tescaroli? Ho troppo rispetto di tutti gli attori in campo dei miei doveri e anche delle persone che non ci sono più per entrare nel merito. Una cosa, però, posso dirla con serenità, tutto ciò che è stato fatto era doveroso fare domanda. Eppure, Marina Berlusconi accusa un'intera comunità politica, finita sotto i sospetti risposta. Mi limito a ricordare ai cittadini che un pm apre un'indagine non sulle comunità, ma su singole persone e di fronte a specifici elementi e connessioni, soprattutto lo fa inapplicazione e dei valori della Carta a carico di chiunque, piccolo o grande che sia, a prescindere dal potere e dalla posizione, perché tutti siano uguali di fronte
Alla legge io non ho competenza specifica per entrare nel merito di questa affermazione, ma penso che poi si debba fare riferimento anche a diciamo, ipotesi di reato specifici, ma davvero tempo di dire cose sbagliate, quindi andiamo avanti.
E la intervistatrice dice la cittadina Berlusconi dice anche che le accuse a suo padre furono costruite con il fango del pregiudizio ideologico risposta rispetto tutti, ma direi che sono affermazioni che non meritano di essere commentate e tornerei al punto c'è l'intolleranza, ormai esibita al controllo di legalità,
Domanda, il clima è peggiore di quello aperto da Berlusconi contro i pm. Risposta, sì, ravviso una un differenziale non positivo, un differenziale non positivo. Siamo oggi, siamo in una campagna continuativa, direi senza tregua. Ogni giorno c'è un atto di delegittimazione che prende anche a pretesto le storie più o meno tragiche e controverse dell'attualità. Sono in magistratura dal 1991 piega Tescaroli e un periodo di tale perdurante aggressività non lo ricordo, non fa bene alla comunità, tantomeno al all'equilibri, e qui c'è un errore di stampa all'equilibrio tra poteri come lo spiega. Si vorrebbe forse da parte di taluni che i magistrati dipendessero dal potere esecutivo? Chiede, chiede, chiede Tescaroli, quindi condivide questa lettura e Conchita, Sannino, dice di nuovo vi sono segnali non confortanti, avverte, Tescaroli. Vi è, tra l'altro l'accentramento di competenze delle indagini nei confronti delle procure distrettuali, un dato che incide sulla diffusività del potere giudiziario che va custodito invece nell'esclusivo interesse di tutti i cittadini. Domanda se quello che lei osserva, è vero, c'è il rischio di ingessare, intimidire e nuove generazioni di magistrati al netto della passione e del coraggio che certamente anima tanti. Devo confessare che vedo nell'atteggiamento di giovani colleghi una burocratizzazione
Che, diciamolo così, nuoce, il pm deve esercitare l'azione con vigore sobrietà, ma con quell'autonomia e indipendenza che vanno messi al servizio della Colt collettività, un pm non deve preoccuparsi, un pm non deve preoccuparsi solo di tenere le carte a posto.
E probabilmente una frase che no, forse, in riferimento a quanto detto prima, insomma, ve l'abbiamo letta tutta questa intervista, Luca Tescaroli, ci sono degli elementi su cui forse ci saranno dei delle delle repliche delle risposte, ma insomma questa l'opinione di Tescaroli che trovate a pagina 12 di Repubblica,
Per una visione, diciamo dal punto di vista opposto e poi passiamo agli altri temi che già abbiamo presso preso molto molto tempo su questa questione.
Varie interviste sul giornale a pagina 4
L'urlo di Marina, la cicatrice dell'ingiustizia, resterà sempre la Presidente, vi Fininvest, cede inchieste assurda, fondata su pregiudizio ideologico, stupore sul ritardo di mesi nel rendere nota l'archiviazione.
Fabrizio De Feo, autore di questa di questo approfondimento viene intervistata anche l'altra figlia Barbara, vittima di un teorema costruito su accuse inverosimili, oggi la verità crolla addosso ai suoi accusatori.
A Paolo Berlusconi, fratello dell'ex premier, questa indagine ha gettato disdoro sul Paese e poi Pasquale Napolitano a pagina 5 raccoglie anche le dichiarazioni del generale di ieri, quelle della presidente del Consiglio Meloni, sono accuse inesistenti, silenzio da Schlein e Conte, e questo quadro rapidamente su,
Sul giornale che poi, a pagina 6, ecco volevo leggervi invece più da vicino qualcosa del il commento di Paolo Guzzanti resterà tutto nella storia delle vergogne.
Lo incontrai dice Paolo Guzzanti, per la prima volta nella sua villa di Arcore di Arcore, dove lo intervistai per la stampa diretta allora da Paolo Mieli e Silvio Berlusconi era solo il grande imprenditore e l'uomo che aveva realizzato la prima televisione nazionale alternativa alla Rai, con i collaboratori che correvano per città e paesi a portare il secondo tempo del film reiterare il primo è stato raccontato questo sistema,
Con le videocassette di allora restai con lui fino a sera perché ci fummo simpatici e perché gli piaceva a mostrare il suo castello mentre raddrizza va alla cravatta un dipendente disordinato, mentre raccontava la sua vita di imprenditore, la villa che era stata dei marchesi Casati comprendeva anche stalle cavalli, uno stalliere, tra i quali il mafioso Vittorio Mangano quando fu fabbricata la leggenda dei rapporti tra Berlusconi e cosa Nostra io provai un senso di grave allarme, proprio perché avevo letto dice Core e dice Paolo Guzzanti, avevo letto sulla faccia di Berlusconi le espressioni dello schifo, della rabbia contro mafia e mafiosi, poi prosieguo di questa testimonianza, insomma,
E queste sono alcune delle parole che è trovate appunto che ci raccontano anche di questi anni, di questa vicenda che è stata costellata da questa ombra
Sul Corriere della Sera anche Fabrizio caccia raccoglie le dichiarazioni di Marina Berlusconi, in particolare, il passaggio viene da chiedersi se l'esito fosse stato opposto, appunto lo abbiamo già letto Marina Berlusconi ieri ha detto, ci sarebbe stato davvero questo ritardo e anche, appunto la questione.
E della necessità di ritornare sulla riforma della giustizia, insomma, vi abbiamo riassunto un po'tutto, ma l'altra faccia di questo argomento giustizia di questa giornata di oggi è la vicenda Minetti, che vi possiamo rapidamente riassumere con il Corriere della Sera a pagina 10 il Quirinale conferma la Grazia Minetti nessuna rivalutazione e la segretezza non è insolita.
Monica Guerzoni.
Autrice dell'articolo, poi trovate anche una scheda, la vicenda, l'inchiesta e gli accertamenti e le inchieste giornalistiche che avevano sollevato dubbi sui requisiti per la grazia concessa da Sergio Mattarella a Nicole Minetti, poi il Quirinale ha chiesto verifiche e siamo arrivati appunto alla giornata di ieri. Sergio Mattarella si è preso 24 ore, scrive Guerzoni Mattarella, si è preso 24 ore di tempo per poi ha inforcato gli occhiali a letto con cura, escludono centinaia e centinaia di pagine di carte finché ieri ha rotto il silenzio e con una nota diffusa dopo pranzo, dagli uffici del Colle, il presidente ha scritto la parola fine alla vicenda della grazia a Nicole Minetti, che per settimane ha trasformato il Quirinale i bersaglio di un'ondata mediatica di dubbi, sospetti, accuse, anche insulti spediti
Via social Mattarella ha preso atto con rispetto delle conclusioni dei magistrati di Milano che non hanno ravvisato alcuna ragione per una rivalutazione del provvedimento di clemenza, concede concedere il perdono alla ex igienista mentale qua si scrive Silvio Berlusconi, ma è un errore anche un po'divertente nella igienista dentale poi viene sempre evocata questa cosa anche,
In maniera forse a volte poco elegante, condannata a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento.
Della prostituzione, e qui si ricostruisce anche il il percorso da febbraio a oggi, insomma, questa la notizia di cui credo avete già sentito e in più occasioni e quindi la la riassumiamo rapidamente anche sulla Repubblica a pagina 15, un
Punto trovate per capire di che cosa stiamo parlando, grazie a Minetti Colle conferma nessuna nessuna, se segretezza le tappe a marzo mi manda Rai Tre svela che a Nicole Minetti è stata concessa la grazia al presidente della Repubblica, il Fatto Quotidiano in un'inchiesta solleva dubbi su alcuni elementi di questo provvedimento il Quirinale quindi chiede al ministro Nordio accertamenti su quanto raccontato dal fatto l'ultima puntata è che la procura di Milano affida Interpol,
Nuovi accertamenti e mercoledì arriva la smentita dei pm e qui sulla Repubblica trovate la notizia, di cui pure vi abbiamo detto in apertura di questa rassegna stampa di Radio Radicale di oggi, che i legali di Cipriani, che il compagno di Nicole Minetti sono pronti a chiedere i danni per 250 milioni e vedremo anche questa,
Prospettiva la stampa.
Che è scomparsa dal tavolo, eccola, qui, chiedo scusa.
La stampa a pagina 15.
Che qui trovate un ricostruzione con tutte le notizie e i legali chiedono 250 milioni e, appunto.
Partita chiusa è chiusa la partita che riguarda i call Minetti no, non è chiusa perché il Fatto Quotidiano rilancia e adesso di diamo conto anche di questo che abbiamo già detto in sommario.
Che Marco Travaglio, che dirige il Fatto quotidiano che è stato protagonista, diciamo che questa vicenda, come vi abbiamo spiegato oggi, rivolge una lettera alla procuratrice.
Grecia, procuratrice generale, Francesca Nanni, lei è liberissimo di concedere a Santa Nicole Minetti tutto quello che è stato concesso di saltiamo, perché già vi abbiamo detto che questa notizie più avanti Travaglio spiega ciò che lei non può fare, dice Travaglio.
Perché non è nei suoi poteri e infangare e diffamare con accuse di falso il lavoro giornalistico di un quotidiano, il fatto che ho l'onore di dirigere in un come che in un comunicato che non ammette contraddittorio, ma permette al peggior feccia qui.
Sarebbe bello fare una storia della parola feccia, perché poi, comunque alla peggior feccia di darci dei falsari, come se l'avesse accertato una sentenza definitiva, la famosa presunzione d'innocenza, perché appunto in uno nella nota si diceva questo della procuratrice generale che le notizie di stampa diffuse nelle scorse settimane non corrispondevano al vero e Travaglio sta rispondendo a questo.
Con queste parole, che vi stiamo leggendo dopo i nostri scoop spiega delle 23 righe del suo parere, pro Grazia, non resta in piedi una virgola dei suoi punti cardine della nuova vita di Santa Nicole, ha continuato quella di prima.
Chiude, diciamo così, travaglio, l'esigenza di evitare i servizi sociali per far curare il bimbo negli USA poteva farlo in nove ospedali italiani, abbiamo intervistato Grassi, è là che l'ex massaggiatrice di casa Cipriani riportando fedelmente ciò che ci ha detto e ha poi ripetuto terrorizzata delle possibili conseguenze.
A una tv uruguaiana sui festini, i festini nel ranch di Cipriani connesse corto d'importazione, selezionate dalla Minetti in tv, ha aggiunto di avere altre cose da riferire per non passare da complici di ciò che ha visto subito, ma chi l'avrebbe fatto solo alla procura italiana che presumibilmente mi convocherà aveva detto cioè a lei la dottoressa Nanni,
Dice dice Travaglio, che invece ha scelto di non ascoltarla, se l'avesse fatto, avrebbe potuto sapere le altre cose tra virgolette e sottoporle alle doverose verifiche e magari sentire le 2 ex colleghe che le hanno scritto lodandone il coraggio quindi escludono che stia mentendo o trovare altri testimoni che i nostri cronisti sul campo continuano a incontrare registrando sempre nuove conferme su questi festini festini sono sempre, diciamo, un elemento molto efficace per
Sostanziare questo tipo di questioni, ma?
Punto sono prospettive della stiamo leggendo quella di Marco Travaglio, che presto il FIA al fatto racconterà questi destini, il fatto li racconterà che la procura generale ha omesso di cercare, esponendo la Presidenza della Repubblica a nuove figuracce involontarie, le auguro di lavorare un giorno con la passione, lo scrupolo il culto della verità che contraddistingue i giornalisti del Fatto intanto attendo le sue scuse chiede Travaglio quindi il travaglio attende le scuse.
Della procuratrice generale abbiamo letto proprio la.
La posizione di Travaglio interviene anche Di Pietro, ve l'abbiamo detto, hanno chiuso il caso.
Mi pare che qui s'è ancora sul Fatto quotidiano qui ci sia un superiore interesse a chiudere la vicenda garantendo l'educazione alla corretta con tutto condotta di tutti gli attori coinvolti, questa la opinione di Antonio Di Pietro intervistato da Giuseppe Pipitone, già pm di Mani Pulite poi ministro eccetera eccetera A proposito della grazia concessa, Nicole Minetti nuovamente,
È ribadita ieri dal Quirinale, eccetera dice.
Dice a un certo punto Di Pietro se è vero che l'accertamento della procura generale si è concluso senza indagini.
Rogatorie mi pare controproducente, potrebbero farvi un favore, potrebbero farvi favore perché chiede l'intervistatore in questo modo avrete l'opportunità di dimostrare la bontà delle vostre fonti, producendo tutti gli elementi utili a dimostrare di aver raccontato una storia vera e quindi dimostrare quello che non hanno potuto o voluto dimostrare.
Sul comunicato dice Di Pietro è contraddittorio, insomma, se volete questo punto di vista, che appunto ci racconta anche di di di questa lettura che viene da da Di Pietro sul domani, Bolzoni dice perché in realtà, invece, indagare Berlusconi sulle bombe è stato un azzardo,
La prima sciocchezza originale, conformismo, inf informativo è definirli ancora oggi occulti e vivaddio, una vera stupidaggine da 30 anni e si fanno i loro nomi, ecco però la lettura di Bozzoni qui dice no, perché proprio esplicita va bene questa questa, insomma, se volete questa lettura.
A chiusura di questo capitolo, invece, noi vi segnaliamo l'articolo di Cerasa da Minetti alle basi alle balle sul Berlusconi, strategia stragista, l'impunità del circo mediatico giudiziario, che distrugge le vite degli altri senza pagare un prezzo, approfondimento che trovate sul Foglio noi chiudiamo qui questo capitolo, abbiamo cercato in qualche modo di rappresentarlo, forse oggi con più disordine del solito, ma come vedete emerge questo quadro della questione giustizia di come funziona di come ha funzionato in questi decenni nel nostro paese e passiamo agli altri argomenti.
E vi diamo un qualche conto di quello che sta accadendo nel partito democratico, nella trasformazione, diciamo, di questa forza, le cui fasi diciamo interessano naturalmente anche la stagione di cui abbiamo parlato poco fa e c'era, anche se è poco raccontato una parte di quel mondo che non condivideva il giustizialismo che oggi,
Confluisce all'area riformista che si trova a vivere grande difficoltà e vedremo come come si andrà avanti da questo punto di vista il Corriere della Sera, a pagina 19, ci racconta lo stato dell'arte, diciamo così.
Del dibattito interno.
Al centrosinistra, l'addio di Picerno e malumori nel Pd, le dichiarazioni di Schlein, eppure fanno riflettere, dice mi dispiace, ma la linea è chiara, dice Elly Schlein scrive Maria Teresa Meli, l'addio al partito di una vicepresidente del Parlamento europeo non sarebbe un affare da nulla, ma nel Pd evidentemente questa regola non vale il commento di Elly Schlein alla decisione di Pina Picierno di lasciare il partito che ha affondato arriva dopo ore e ore, è partito, perché Pina Picierno è tra i fondatori del Pd, è solo di fronte a una domanda diretta a punto dopo ore. Elly Schlein ha detto dico che sono molto dispiaciuta, aperte virgolette, lo sono sempre quando qualcuno decide di lasciare. Noi continueremo a lavorare per un Pd plurale e inclusivo e, naturalmente, senza rinunciare al mandato chiaro che abbiamo avuto per una linea chiara e progressista. Però sempre con cura e attenzione al suo pluralismo, che è un valore
Fine della citazione, ma di quel Pd plurale qualcuno fatica a vedere le tracce, dice Giorgio Gori, aperta alla situazione dei Dem, hanno una linea in cui non mi ritrovo per la maggior parte delle volte l'eurodeputato dem non dà segni di voler di volersene andare, ma nell'Eurogruppo il Pd danno prossima anche la sua di uscita. Una settimana fa, Pina Picierno ha parlato con Zingaretti e l'altro ieri sera alle 23:40 gli ha mandato la sua lettera di addio un mesetto fa ha discusso con Lorenzo Guerini. Pina Selli si siede con te a un tavolo, tu ci stai e risposte da parte sua, sì, ma quell'invito non è arrivato mai, e così l'addio di Picerno com'era inevitabile, mette in imbarazzo i riformisti che hanno deciso di non lasciare il Pd, e questo è un altro aspetto della questione. Dice Guerrini, mi dispiace molto che Pina abbia deciso di lasciare il Pd, abbiamo fatto tante battaglie insieme ne ho sempre apprezzato
La determinazione, il coraggio, anche quando, come in questo passaggio, avevamo una visione diversa, le auguro davvero il meglio e spero che la sua uscita sia valutata con attenzione e con rispetto.
Il valore del pluralismo del Pd credo sia una delle sue fondamenta, se si impoverisce e ne risente in negativo tutto il partito, mi auguro che lo si abbia tutti i presenti è un richiamo, dice Meli.
A Schlein quello di Guerrini, perché non facile del Pd, una grande a Vs che è la definizione di un altro deputato riformista e non è che viene dalla destra, un richiamo che Filippo Sensi non vuole lasciar cadere, dice Sensi con piena. Ci siamo sentiti ieri anche stamattina non ho cercato di convincerla a stamattina riferita ieri. Probabilmente bisogna avere rispetto delle persone, delle loro decisioni. Lei mi ha detto che è stata una decisione molto pensata e sofferta, che il Pd debba rendere più deciso il profilo riformista, ma trovo penoso che all'assemblea e troppo oneroso che alcuni, che alcune chat del Pd, ci sia qualcuno che stia Jacques stampa stappando lo champagne fine della Cit della citazione
L'allusione di Sensi, scrive Meli, non è peregrina, un ex dipendente del Nazareno ha raccontato non smentito della chat di Marta Bonafoni e Marco Furfaro.
Per scatenare sui social la rivolta contro il Picerno Schlein, comunque, è convinto che questi addii non incidono sull'elettorato, perciò va giù dritta senza problemi, non condivido la lettura di Picerno del Pd di oggi, dunque la segretaria del Pd non si ferma nemmeno di fronte a questo addio piuttosto continua la sua ricerca a sinistra vira sul leader della Cgil Landini,
E dice Meli, con una regia calcolata, decide di essere assente all'assemblea di Confindustria, quella di Bankitalia, meglio non mostrarsi troppo vicina istituzioni che l'elettorato italiano non gradisce, questa, naturalmente, le interpretazioni di Meli. La leader dem, perciò, asseconda il capo della Cgil ed evoca la patrimoniale, nonostante Romano Prodi ospite da Lilli Gruber l'altra sera abbia avvertito sarebbe una bellissima cosa, ma non si può fare quando si parla di tasse e migranti. Vince la destra, ma le parole di Prodi per Schlein lasciano il tempo che trovano l'obiettivo un altro. Il segretario della Cgil ha un notevole pacchetto di voti
Semmai saranno primarie, il rapporto con lui è importante, questo sarebbe il punto certo alla leader dem fa paura l'idea delle primarie con un doppio turno, perché a quel punto il nascituro centro presidiato finora da Alessandro Onorato, spinto da Bettini, potrebbe scegliere l'ex presidente del Consiglio invece invece,
Che è il Pd e chi lo sa,
Sulla stessa pagina, la questione Vannacci, che invece affronteremo tra qualche istante, ecco su vari temi.
Sulla patrimoniale prendete la Stampa perché oggi forse c'è qualche elemento in più per capire davvero di che cosa stiamo parlando, ve lo abbiamo anticipato anche in apertura un dossier di Anna Maria Angelone dice che la patrimoniale, la tassa, sarebbe
In discussione, dopo l'annuncio che è arrivato dalla Unione europea, dalla Commissione Europea che ha chiesto diciamo di tornare su queste questioni a tutto il Paese, ma appunto raccolta questa.
Questo stimolo dal centrosinistra, la tassa sui ricchi, torna al centro del dibattito, dopo l'invito della Unione Europea, economisti e politici propongono l'imposta per chi ha più di 2 milioni e c'è appunto la grafica e poi, Niccolò Carratelli, ricostruisce, diciamo, la nascita di questa questione.
E appunto è successo.
Durante una trasmissione televisiva ha risposto Schlein a una domanda si capisce subito che lei non vuole farsi incastrare nel facile titolo sull'asse tra Pd e Cgil sulla patrimoniale, perché tutti sanno come la pensa Landini, che qualche mese fa si è fatto promotore di una proposta per tassare con aliquota sopra l'1% chi ha patrimoni superiori ai 2 milioni, mentre Elly Schlein sa che una sua parola di troppo sarà usata per attaccarla dentro la coalizione di centrosinistra perché Conte e Renzi sono contrari e a destra dove hanno già avviato il tam tam del partito delle tasse, ma ne abbiamo dato conto quindi, durante la presentazione di un libro sul sul tavolo sul lavoro e salari tra gli autori. C'è anche l'ex ministro Cesare Damiano, la segretaria Pd. Concorda con il leader Cgil sulla necessità di redistribuire le ricchezze, il carico fiscale, ma non si spinge oltre la linea già tracciata nelle scorse settimane. Per me non può essere un tabù, una discussione, nessuna tassazione sui miliardari a livello europeo spiega dopodiché so che ci sono idee anche diverse.
E quindi qui nessuno annuncio.
Le ipotesi, appunto sono sono sono tutte da vedere. Si parla anche con Landini di un intervento su su sul Jobs act cita anche il Joe Bat, ricordando la battaglia referendaria fallita, l'anno scontro Schlein ricorda Carratelli, ha schierato il Pd a fianco della Cgil in quella battaglia con Movimento 5 Stelle ha Vs, venendo sollecitata, non si tro si sottrae su buona parte di quella legge. È già intervenuto alla corte di costituzionale costituzionale, ma è chiaro che possiamo ancora fare qualcosa, cioè quello che chiedeva il quesito del referendum. Abrogazione del contratto a tutele crescenti e reintegrazione nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo c'è il piccolo dettaglio che nella coalizione che dovrebbe sottoscrivere un simile punto e programma c'è Matteo Renzi, che è stato l'autore del Jobs Act, ma appunto è tutto in divenire questo ragionamento sul Corriere della Sera, molto molto avanti nella fogliazione pagina 51
C'è o c'è in realtà c'è un box che trovate in prima pagina, che segnala questo intervento di Walter Veltroni.
Però qui si parla di calcio, in realtà però Veltroni, qui parla di sicurezza e c'è un libro che dice Veltroni, i decisori politici dovrebbero leggere e discutere se è possibile, insieme di Carlo Bonini e Franco Gabrielli, che si sono cimentati con questo testo che si chiama contro la paura paura edito da Feltrinelli in impresa inedita compilare un manifesto per una sicurezza democratica queste due parole non compongono un ossimoro, come molti si ostinano a pensare bisognerebbe questo Paese,
Si sottraesse la dialettica tra una destra che offre solo una demagogia inefficace e una demagogica inefficace, Vic, visione securitaria e una sinistra che si limita a promettere che solo una società senza ingiustizie sociali, tutte le età, tutelerà la sicurezza dei cittadini e intanto come si garantisce che una donna possa camminare la sera o altre questioni che una persona non possa essere truffata al telefono, eccetera che qui però, diciamoci perdonerà a Walter Veltroni? Non entriamo proprio precisamente nel merito, è una proposta, naturalmente si vedrà se si svilupperà la scelta a un certo punto dice Veltroni, dopo una lunga analisi che viene proposta in questo testo è quello di un modello di sicurezza relazionale che riempia la vita quotidiana di pratiche condivise, opportunità di partecipazione
Segnali quotidiani di comunità perché la sicurezza dei cittadini, il diritto fondamentale inalienabile, il prodotto di una visione d'insieme che prevede l'utilizzo delle forze dell'ordine e, insieme, il coordinamento con le amministrazioni comunali della rete associativa, la certezza della pena e la certezza delle garanzie per tutti. Insomma, questo manifesto di Bonini e Gabriele da tener presente, che vi sono ancora delle idee generali, però appunto il tema della sicurezza non è un tema, dice Veltroni da
Lasciare indietro, interviene appunto in questo dibattito che c'è all'interno del centrosinistra, sulla questione dei rapporti con l'area riformista che oggi interviene, Enrico Morando tra i fondatori del Pd, oggi presidente, Libertà eguale, sul dubbio.
E e dice a pagina 4
Gli ultimi anni, patito sotto una postura iper identitaria che va combattuta dall'interno dice, devo dire, sono addolorato dalla dipartita di di.
Di.
Picerno, ma appunto va fatto va fatto questo
Questo ragionamento, questa riflessione, è importante farlo dall'interno
Questo per quello che riguarda il dibattito nel partito democratico sugli altri temi, noi vi possiamo segnalare su quello che viene della Lega.
L'apertura di Libero rivoluzione Lega Salvini, convince l'ex governatore Zaia Veneto ad accettare il ruolo di vicesegretario del Carroccio è interessante la riflessione di di Alessandro Sallusti, perché anche abbastanza, diciamo in qualche modo polemica mi sembrerebbe si sa che gli ideali non hanno prezzo ma il consenso sì.
Matteo Salvini si smarca dall'assedio di Vannacci e rilancia, mettendo in campo, Luca Zaia, le sue migliori pedine. L'ex governatore del Veneto ha sciolto la riserva accetta di guidare da vice segretario la partita del Nord, cuore pulsante del partito. Di fatto la Lega gioca d'anticipo apre la campagna elettorale che ci porterà alle politiche il prossimo anno. Non ci permettiamo di dare consigli a Gatti, dice Sallustri leader del centrodestra che hanno dimostrato di sapersi arrampicare benissimo da soli, ma sentiamo che nell'aria c'è attesa di un segnale forte e chiaro. Non mi riferisco alla rotta che già definita, che non può essere che la prosecuzione del viaggio iniziato quattro anni fa. Su questo non mi sembra che ci siano dubbi, come dimostrano i sondaggi premianti della coalizione, ma non nascondiamoci dietro un dito, dice Sallusti l'anno pre-elettorale è quello in cui la gente si aspetta il premio fedeltà che deve essere semplice, comprensibile, e soprattutto efficace e concreto, come aveva ben capito
Berlusconi, il del patto con gli elettori è un contratto. Quando i contratti scadono per rinnovarli serve un incentivo. Spiega spiega Sallusti Matteo Renzi, si inventò gli 80 euro, Rillo e reddito di cittadinanza piena di loro Cavaliere mise sul piatto un'infinità di benefit ad effetto, però poi comunque andarono come andarono queste consultazioni elettorali. Va bene parlare di Ucraina e Iran, di nucleare, di grandi opere, tutto perfetto, ma stringi stringi, la gente chiede a me cosa dai. Ecco ho detto in altre parole, il severo Giorgetti scrupoloso custode della cassa deve mettersi nell'ordine di idee che questa volta la cassa va aperta sopra un messaggio, appunto anche rispetto alla stagione che abbiamo alle spalle, con la legge finanziaria
Diciamo incentrata ah ah ah al risparmio, come dire, ci sono state, come ricorderete, molte polemiche. Insomma, questo è il suggerimento di Sallusti. Lo trovate
Su libero sui sondaggi. Prendete il tempo perché
C'è qui, Luigi Crespi, noto.
Sondaggista e al lettore dei fenomeni politici che dice quelle strane oscillazioni su sondaggi Vanna di relativi a Vannacci. Siamo alla terza puntata del politiche, al brand e, appunto, ci sono stati queste oscillazioni, poi un esame anche di degli atti ai soggetti ESG, SWG Demopolis insomma, prendete questo questo quadro c'è una forbice da 2 e 5 dato Vannacci al 5%, ha difficoltà di testare una start up politica una, eppure è un'operazione mediatica contro il centrodestra, l'articolo a pagina 3 del tempo. Per rispondere a questo interrogativo possiamo chiudere, credo qui questo capitolo è passare rapidamente allo scenario internazionale che affrontiamo partendo dall'Ucraina a pagina 8
Cremonese ci riassume questa giornata che sembrerebbe foriera di.
Buone notizie, segnale di Putin sulle trattative Zelenskij gli scrive incontriamoci la pace tra Russia e Ucraina, scrive cremonesi, forse è possibile, Putin ha fatto sapere dopo ecco, dopo una prima parte che saltiamo Prodi, ha fatto sapere di essere, ha fatto intendere più che sapere di essere disponibile a un'apertura al dialogo già emersa sprazzi negli ultimi mesi, per cui pare sia disposto a negoziare direttamente con lo stesso Zelensky non va dimenticato in precedenza Putin lo aveva definito neonazista assolutamente illegittimo, sostenendo la necessità delle lezioni a Kiev, qualsiasi trattato di pace dovesse venire firmato da un altro presidente per dare più legittime ha legittimità alle sue parole il capo del Cremlino, menzione alle basi di discussione che, a suo dire, sarebbero state concordate con Trump
Ah ah, in Alaska, ma anche questo punto necessita di chiarezza per il motivo che il summit in Alaska venne allora presentato come il nulla di fatto, allora ci sono delle basi.
Insomma, Donald Trump, che ha detto se davvero si incontrassero, sarebbe fantastico tra le aperture apparenti del discorso.
Da ultimo di Putin c'è anche una sua sembrerebbe disponibilità a concedere un ruolo e Unione europea che potrebbe aiutare a risolvere la crisi ucraina, ma comunque.
Putin ha riproposto la necessità che a fare questa mediazione debba esserci l'ex cancelliere tedesco Schroeder notiamo sostanzialmente è stato un dipendente statale che si di altissimo livello di di Brooklyn con la guida di Gaza. Bromma, se non mi sbaglio, sia stata quella la società o un'altra e che, proprio a causa dei suoi ruoli ai vertici dei appunto dei giganti russi legati e Gasmann, appunto sembra visto da Bruxelles come cavallo di Troia al servizio di Mosca. Nella nebbia di queste dichiarazioni che sono arrivate da San Pietroburgo da San Pietroburgo, si aggiungono le parole anche di chi le il Dimitriev, che, per favorire i rapporti con l'amministrazione Washington, è tornato a parlare di questo progetto del tunnel con gli Stati Uniti tunnel, Putin, Trump sotto lo Stealth, lo stretto di Bering, ma per ora sono coinvolte unicamente aziende russe e manca la firma da parte americana e speranze
Di dialogo le trovate, diciamo, evocate su tutti i quotidiani, noi semplifichiamo oggi per perché il tempo sta finendo anche questa mattina.
E anche questa mattina lo abbiamo distribuito in maniera abbastanza
Squilibrata di cui ci scusiamo prendete il foglio a pagina 7 perché c'è un intervento di Bill Browder del brodo, era un finanziere attivista politico fila o dell'Institute for European politichesi, Making della Bocconi, amministratore delegato e fondatore di erigere heritage Capital Management.
E appunto e visiting fillo presso una delle università di Oxford Putin non può negoziare e dice la sua via d'uscita dal la sua via d'uscita, quale può essere
Vediamo quale può essere, non può negoziare perché questa guerra, perché ha bisogno della guerra per restare al potere, non ha avviato l'invasione su larga scala dell'Ucraina soltanto per il territorio, per la NATO, per qualche astratto rancore storico, la avviata, perché la guerra è stata il meccanismo centrale attraverso il quale ha più volte consolidato la propria autorità lo schema è visibile lungo tutta la sua carriera politica dice Brother,
E vediamo qualche passaggio, quando pure in diventa presidente, per la prima volta, quando nessuno sa chi sia arriva alla seconda guerra cecena, i suoi indici di popolarità salgono quando comincia a bombardare la Cecenia, quella guerra segue una serie di attentati terroristici interni in Russia, compresi gli attentati contro condomini attribuiti ai ceceni e usati come pretesto per la guerra semplifica proprio,
Qui è browser anni dopo, quando la sua popolarità era sotto pressione intorno alla crisi finanziaria, Putin fa la guerra in Georgia nel 2008 non è secondo alcun Stato standard militare, una guerra impressionante della Russia, un Paese immenso, finisce per ottenere soltanto la Abkhazia all'Ossezia del Sud due frammenti del territorio georgiano ma politicamente la guerra serve al suo scopo appunto intorno a essere il presidente di guerra poi,
Quando il suo consenso cala di nuovo nel 2014, ecco che prende la Crimea quando arriva il Covid 19 ha stagnazione, lo indebolisce e arriva l'Ucraina, insomma, questo è il ragionamento e poi prosegue la guerra, serve a Putin,
Quindi la via d'uscita non c'è, l'Ucraina ha scoperto di poter colpire direttamente le la base economica della macchina bellica russa, questo è un passaggio importante e di cui si è cominciato a parlare sui giornali.
E, naturalmente, al di là del deterrente nucleare, c'è questo nuovo scenario con equilibri che forse qualche modo saranno ricalcolati e, tra l'altro, questo significa che la guerra potrà alla fine diventare meno calda perché la Russia non potrà permettersi di sostenere l'attuale intensità allo stato finale. Più probabile non è una pace formale, ma qualcosa è più vicino alla Corea, una linea di fronte, appunto, in cui poi la Russia si
Figurerebbe così la Corea del Nord, l'Ucraina potrebbe diventare lo Stato europeo dinamico, resiliente militarmente avanzato, che la Russia ha cercato di distruggere questo scenario che browser sta delineando, di cui poi magari si tornerà a parlare per quello che riguarda gli altri temi, facciamo in tempo solo a darvi qualche titolo.
Pagina 3 sul voto a pagina del Corriere della Sera, sul voto che non è.
Vincolante, la rivolta repubblicana, i quattro ribelli che hanno votato con i dem, che Trump ha subito colpito la sua forte polemica, dovrebbero vergognarsi il nucleare.
Diverse interviste col ministro Frattini trovate Corriere della Sera a pagina 17 e sul tempo, anche e chiudiamo con il giornale l'altra segnalazione sui programma Bella faremo in un'altra occasione perché vi segnaliamo che qui solamente perché si tratta di un lungo articolo di questi
Ritratti di Vittorio Feltri a pagina 20, dobbiamo andare.
Un attimo solo che ci arriviamo, Feltri issimo il papillon spifferare di segnaliamo naturalmente anche la rubrica il ritratto di oggi è quello di Gianni Brera, è un personaggio particolare, le asprezze, la generosità di un uomo che ha inventato il romanzo del calcio ma Gianni Brera è stato un giornalista, poi a tutto tondo, Vittorio Feltri lo racconta in modo molto personale e preciso e profondo a pagina 20 del giornale, con questa segnalazione chiudiamo anche per oggi la rassegna stampa di Radio radicale Stampa e regime torna domani con Marco Taradash,
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