Puntata di "Notiziario del mattino" di lunedì 8 giugno 2026 , condotta da Gabriele Rossi e Roberta Jannuzzi e Sonia Martina .
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 53 minuti.
17:30, Roma
10:06 - CAMERA
16:34 - SENATO
8:30 - Senato della Repubblica
9:00 - Parlamento
10:00 - Parlamento
10:30 - Senato della Repubblica
10:45 - Camera dei Deputati
11:00 - Camera dei Deputati
11:00 - Roma
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Grazie a Flavia fratello, questa era Stampa e regime di lunedì 8 giugno 2026. Adesso, con la regia di Piero Scaldaferri, apriamo il notiziario del mattino in studio, ci sono Gabriele Rossi Sonia Martina e Roberta Jannuzzi, parleremo della giustizia per cominciare poi un aggiornamento da Gerusalemme con l'Iran che dopo due mesi ha ripreso gli attacchi contro Israele missili anche dagli aiuti, poi le elezioni in Armenia con Mariano Giustino i principali eventi politici della settimana in Europa e in Asia e gli affari di Donald Trump in Albania.
Abbiamo sul caso Minetti come una dichiarazione di Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriere del Partito radicale.
Al di là delle polemiche sul caso, crediamo sia arrivato il momento di aprire una riflessione pubblica sul potere di grazia previsto dalla Costituzione, è affidato al presidente della Repubblica da anni il Partito radicale raccoglie accompagna le richieste di grazia di detenuti e cittadini che si rivolgono a noi molte di queste istanze sono state trasmesse al Quirinale da persone che hanno alle spalle.
Percorsi di detenzione e condizioni di salute gravissime situazioni umane e familiari particolarmente complesse. Troppo spesso, però, tali richieste non trovano accoglimento. Non chiediamo trattamenti di favore per nessuno, chiediamo invece che lo strumento della grazia torni ad essere considerato anche come una risposta legalitaria, umanitaria e costituzionali. Di fronte alla drammatica situazione delle carceri italiane, segnata da sovraffollamento, suicidi, carenza di assistenza sanitaria e condizioni che più volte sono state censurate da organismi internazionali, i dati dimostrano che il percorso alla grazia individuale, oggi estremamente limitato, nel corso dei suoi mandati il presidente Mattarella ha concesso complessivamente poco più di 70 provvedimenti di grazia, a fronte di migliaia di stanze esaminati, un numero che appare molto contenuto se confrontato con quello dei presidenti della Repubblica del passato. Per questo rivolgiamo un appello al Presidente della Repubblica affinché, nel pieno rispetto delle sue prerogative costituzionali, valuti un utilizzo più ampio dello strumento della grazia di fronte a carceri che continuano a violare l'articolo 27 della Costituzione a un sovraffollamento ormai strutturale, a una pena che troppo spesso si traduce in trattamento inumano e degradante. Non è più tempo di assistere passivamente se il Governo e il Parlamento continuano a sottrarsi alle proprie responsabilità. Chiediamo al capo dello Stato di esercitare fino in fondo le prerogative che la Costituzione gli attribuisce. La grazia non risolverà da solo alla crisi della giustizia e delle carceri, ma può rappresentare un segnale concreto di attenzione verso migliaia di persone detenute che oggi vivono in condizioni di illegalità, che uno Stato di diritto non dovrebbe tollerare.
Questo è il comunicato del segretario del Partito radicale della Tesoriera, Maurizio Turco e Irene Testa di giustizia, ancora partendo però dall'archiviazione dopo 30 anni di Silvio Berlusconi e Marcello dell'Utri, come mandanti delle bombe del 93. Ha parlato il segretario del partito radicale nel corso dell'inchiesta della consueta intervista al settimanale e che è andata in onda ieri pomeriggio.
Condotta da Michele Lembo,
Diciamo anche che sono trascorsi trent'anni.
Dalla prima inchiesta archiviata
Nonostante la prima archiviazione ci hanno riprovato archiviato, ci hanno riprovato archiviato, ha archiviato, Archia sei archiviazioni in trent'anni nulla di strano che ci polls che possano provare a riprovarci, diciamolo a fare un'altra inchiesta poi archiviata è così ma si mantiene vivo Hood un racconto si mantiene vivo sostanzialmente U un sospetto, un sospetto che dal punto di vista giudiziario è stato praticamente a più riprese a sei riprese smentito. Questa ipotesi investigativa è stata smentita dai dei magistrati. Non dà dei politici da dei magistrati
E è sicuramente racconta una storia, la storia di una giustizia che non funziona quella italiana, Bellia, video zucche, due, 33 anni di carcere Enzo, Tortora, massacrato all'apice della carriera, centinaia di persone in galera per anni dai docenti.
Migliaia di persone dei Galera oggi che domani saranno i docenti, che è tutto un sistema che non funziona, si regge proprio sul funzionamento del sistema giustizia italiana, è e resta in piedi perché non funziona, perché se funzionasse qualcosa sarebbe un grande scandalo vedere il resto e invece non funzionando niente e tutto resta al suo.
Al suo posto.
Adesso
Non conosciamo il testo integrale, però c'è l'archiviazione e ci basta per dare un giudizio almeno politico, però c'è questa cosa gravissima del 15 gennaio, l'ho data della quale è stata presa questa decisione, beh febbraio, Bars, April Barak,
Va be'che, è lenta la giustizia, ma qui non c'è proprio dolce velocità, Nord velocità zero, cioè è una cosa incredibile e se fosse tutto come dire a Norba, cioè nella norma della giustizia, che non funziona ancora peggio ancora peggio, se fosse normale che un provvedimento del genere,
Sia reso pubblico a a distanza di mesi e, ancora peggio, è ancora peggio e probabilmente sarà così, spero comunque questa storia no di Berlusconi e la mafia è partita con la discesa in campo e poi, con la discesa che obbedire.
Nel camposanto di Silvio Berlusconi, che lo ha accompagnato per tutta la sua vita politica, ma qual è la cosa che a me inquieta di più e che, fino a quando non è sceso in campo, lui c'erano problemi, era un cittadino, aeroplani, imprenditore, un bravo imprenditore, poi anche un bravo imprenditore televisivo,
Devo dire.
Almeno robe note non ce n'erano,
Non era un caso di cronaca giudiziaria e nel momento in cui scende in campo e fare Balog da barbarica.
Di una?
Massacro più bassa agro di famiglie politiche democratiche.
Nel momento in cui lui scende in campo per fermare quell'orda barbarica viene massacrato perché 30 di trent'anni e di sospetti sono abbassatelo, solo basta greco, a fronte di questo massacro, che giustizia volete che ci sia, già c'è stata l'ingiustizia ha fatto il suo corso, ecco, è l'ingiustizia che ha fatto il soccorso, troveremo quelli che sicuramente di rado questa è la dimostrazione che la giustizia funziona, ecco una giustizia che funziona, sì, allora non piace, non piace per i cittadini, non per noi non piace per per i cittadini, questo dimostra anche un'altra cosa,
Io credo che su questo 15 gennaio sia necessario riflettere, spero che il ministro voglia accertare i fatti, ecco come mai tutti questi mesi perché sicuramente avrebbe influito sulla campagna referendaria come un dato di fatto oggettivo, cioè non è l'equivalente dei manifesti Broglio del comitato per il no dei magistrati no, la politica vuol mettere il cappello sulla magistratura, non è allo stesso livello, qui c'è il dato di fatto vero oggettivo di li cellula menzogne, sulla quale la Procura di Roma indaga indaga indagherà. Va bene
E va bene anche questo voglio dire dopo, a parte di questa giustizia, quindi non ci meraviglia che non si sia indagato nell'immediatezza dei fatti da noi da noi denunciati e quindi adesso
Giocoforza il rilancio, il rilancio coltivo, cioè diciamo che noi non abbiamo mai smesso.
Come Partito radicale e di lottare per la giustizia giusta lo abbiamo fatto prima del caso Tortora,
Lo abbiamo fatto in diversi altri altri casi, ma lo abbiamo fatto sempre non per quei casi ma a partire da quei casi noti no alla pubblica opinione per arrivare a dare giustizia ai cittadini, al povero cittadino che da sconosciuto viene da questa giustizia massacrato.
Così Maurizio Turco, intervistato da Michele Lembo a nessuno cambiamo argomento, veniamo alla politica internazionale, gli aggiornamenti dal Medio Oriente con l'Iran, aiuti che hanno lanciato missili contro il Paese e le Forze di Difesa israeliane hanno colpito nel frattempo un impianto petrolchimico in Iran e obiettivi militari Trump aveva chiesto a Netanyahu di non reagire al lancio di missili iraniani.
Che nella scorsa notte ha costretto i cittadini nei rifugi stamattina alle scuole in Israele sono chiuse e gli ospedali si sono trasferiti nei sotterranee e non si segnalano per momento feriti nell'ultimo attacco missilistico iraniano che arriva dopo due mesi di tregua almeno nominale.
E aiuti affermano che bloccheranno la navigazione israeliana nel Mar Rosso questa mattina abbiamo contattato Fiamma Nera e stanno a Gerusalemme, sentiamola Radio Radicale, siamo in diretta e in collegamento con Gerusalemme con Fiamma Nirenstein Fiamma, ci sono degli attacchi in corso fino a poco tempo fa.
Vorrei appunto che ci sia un'intensificazione dei tempi, siamo andati giù nella siamo andati nei rifugi dalle 6 di mattina, già tre volte una volta erano acuti, siedano detto, e che si sono uniti al coro e quelle altre due volte missili iraniani di cui appunto non qui a Gerusalemme ma altrove sono caduti ne sono caduti dei pezzi, hanno anche danneggiato un edificio, però non ci sono feriti. Per il momento questa è la situazione, allora diciamo, da un punto di vista generale, che cosa si può dire, si può dire questo che dopo che ieri la diciamo il succedersi degli eventi, grosso modo è questo ieri, durante riaprire le prime ore della giornata
Gli Hezbollah attaccano in maniera molto aggressiva addirittura dei gruppi di bambini che che del disco dei gruppi scolastici in Alta Galilea, tanto che tutti sotto in tutta Israele, si vedono queste immagini dei bambini dentro i rifugi che piangono spaventati, eccetera era la prima volta che li portavano a fare una passeggiata affidandosi.
Ed è cessate il fuoco con con il Libano e invece di Hezbollah dopo una nottata anche molto difficile ieri, ieri, la ieri notte ricominciano a bombardare e questa volta ho go per per intenzione o per caso, finiscono su kibbutz, Rothmans e Hot Mordechai, dove ci sono tutti questi,
Per questi bambini e lo si vede in tutta Israele, è una cosa che ha fatto un'impressione enorme. Nel frattempo venivano seppelliti altri due soldati ventenni e siamo già a 15 da quando c'è la tregua, quindi, insomma, in cui durante questa tregua di Israele piange molto disperata, insomma su queste perdite che non ci dovrebbero essere perché c'è c'è la tregua in corso e a quel punto Netanyahu nonostante la lite precedente contratto e di cui tutti i giornali,
Hanno scritto e nonostante appunto l'iter,
L'intimazione praticamente a non agire su Beirut colpisce da che colpisce un una, un obiettivo molto piccolo, ma perché è un piccolo edificio in cui appunto, insomma, non non è un attacco sostanziale, ecco, è Up, è un avvertimento praticamente che dice che cosa che dice Israele non perderà la sua.
Dignità e la sua,
Ed è il suo diritto all'autodifesa, perché glielo impone un'altra stazione, nella fattispecie Trump, ma seguiterà a difendere i suoi cittadini e quindi fa questo attacco, un attacco che, diciamo così non si può definire simbolico perché ci son stati due morti e questo vedo sempre una cosa però però non non di grandi dimensioni e soprattutto che colpisce un obiettivo molto specifico cioè uno degli edifici di comando degli Hezbollah.
Il link, in cui forse c'era anche una riunione di questo ancora non si sa abbastanza, ma comunque è un obiettivo molto specifico che riguarda gli sfollati in maniera e non il Libano, invece, e allora, secondo le sua, la sua teoria di costruzione dunque di un fronte anti occidentale e antri e antisraeliano composito, e l'Iran, che aveva posto di già alla condizione che per andare avanti nelle trattative contratto e questo è il motivo per cui Trump si oppone a una reazione israeliana si è opposto. Ora non si capisce bene se si sta opponendo nella fattispecie, insomma, però,
Agli
L'atteggiamento dell'Iran e quello di dire se colpite gli sfollati cioè se colpì il loro dicono sì colpite in Libano, in realtà vogliono dire se colpite gli Hezbollah
Colpite noi e saremo e saremo noi a reagire a questo punto comincia.
L'ultima parte della storia perché è l'Iran salto, un po'di passaggi lancia 11.
Missili balistici sul nord di Israele e
E a quel punto tutta Israele
Non capisce che cosa succederà è evidente, come ha scritto poi è che l'Either, l'ambasciatore di Israele negli Stati Uniti, è impossibile per un Paese pensa all'Italia, se si potrebbe si potrebbe d'Italia beccare, professor, potrebbe accettare 11 missili balistici.
Sul suo territorio, senza rispondere no e allora Israele e deve rispondere non dice niente, comincia a dire piano piano la gente nel corso della notte, tutti stiamo davanti alla televisione, naturalmente di di cose, insomma di stare vicino a di stare vicino ai rifugi.
E di preparare qualche bottiglia d'acqua, è detto alle 4 di mattina, dopo una notte in cui dormo solo i vecchi e i bambini.
Di Israele e attacca e attacca anche qui degli obiettivi piccoli, non colpisce Teheran, per esempio, ecco, Terna, non è stata colpita, perlomeno fino a questo momento in cui vi sto parlando e fino a ora non c'erano neanche obiettivi molto significativi perché e invece ora si parla di una fabbrica di petrolchimico in questo caso si tratta appunto allora di come posso dire di di.
Di elementi che non riguardano più soltanto la struttura.
Della del del del regime, ma riguardano anche la struttura del del Paese e quindi hanno una cara, una caratteristica di beta, naturalmente Trump e Netanyahu parlano se Trump fosse stato d'accordo, se abbia cercato di fare di fermare Netanyahu è difficile dire probabilmente li ha posto delle eliminazioni probabilmente non si è opposto all'operazione perché non ho, non credo che Israele abbia nessuna intenzione di rompere con gli Stati Uniti e non credo neanche che Trump vuole fare nel frattempo.
Nel frattempo.
Sì, gli iraniani attaccano anche esauditi e attaccano anche i giordani, dicendo che i giordani devono smetterla, non ne hanno attaccato fisicamente, però hanno detto che per vent'anni no.
Sì, perché gli ha detto le hanno detto, sei Giordani non smettono di di bloccare i missili,
Nostri che stanno andando in Israele dovranno pagarne le conseguenze, ecco questo allora diciamo, c'è una mobilitazione generale,
Mi pare che il lo schema da parte iraniana sia un po'lo stesso con cui hanno colpito un po'tutti quelli che si contrapponevano al suo potere, va bene dagli Emirati e Kuwait, eccetera Essi e loro pensano.
Di di imporre una situazione agli Stati Uniti, in cui anche gli Stati Uniti, insomma quando viene colpito Kuwait non reagiscono, ma Israele è una cosa un po'diversa, quindi ancora bisogna vedere questa diversità come come si sviluppa per digiune uno, un elemento.
Ci sei Roberta
Ecco perdite, un elemento, l'aeroporto che ha in questo momento ancora non è bloccato, lo avevano bloccato per qualche ora.
Proprio un paio d'ore fa, insomma, mentre eravamo tutti sotto, ma adesso i voli.
Perlomeno una parte hanno ripresi, ecco, insomma chi è atterrata è andato, è venuto, ha visto, ha visto che l'aeroporto è diventato una specie di parcheggio per gli aerei americani, quindi, insomma, questo lo sanno anche gli iraniani, è vero, ce ne sono a bizzeffe, ecco, se ce ne sono a bizzeffe, quindi l'associazione e il rapporto con Israele è un rapporto diverso, non tanto che l'ambasciatore Huckabee stamattina ha fatto una bella dichiarazione in cui ha detto,
Ha detto l'Iran attacca Israele, Israele, questo questo Paese diabolico ha detto questo paese di Abba diabolico che aggredisce con la sua rabbia, tutto il mondo deve smetterla, insomma, ora stiamo a vedere, siamo in una situazione che è un po'nel mezzo ci siamo un po'stupiti che per tre volte di seguito siamo corsi di sottovuoto ravvicinati.
Tutte chiuse le scuole chiuse e autobus, quasi non si muovono qualcosa lavori dove non ci sono i rifugi chiusi solo se c'è il rifiuto dell'influiscono questi paesi paese tutto bloccato un'altra volta e gli esami di maturità non hanno luogo e nemmeno dell'università, insomma, il Paese è di nuovo tutto bloccato il Nord nei rifugi, però, ti dico una cosa che sola da quando l'Iran ha attaccato o non hanno più attaccato. Ecco, stiamo a vedere cosa cosa sta succedendo e io quello che so è che veramente anche a un ieri, ieri e aveva proprio detto adesso siamo stufi di essere nelle mani dell'Iran, capisci perché il loro Paese intero
Hai sentito
Sì, l'ha preso l'ha preso le distanze e lo aveva già fatto anche nei giorni precedenti durante le trattative fra i due ambasciatori a Washington è chiarissima la posizione numero sarebbe quella di voler far la pace con Israele e quella di gradi, di voler fare la pace con il Libano è del tutto evidente, questo che uno può scrivere quel che gli pare, ma è la verità e la verità è questa che ci Israele e Israele ha un problema con gli Hezbollah, non certo col Libano,
Allora fermiamoci qui, ci aggiorniamo nelle prossime ore, vediamo cosa succederà.
Prego, prego, arrivederci.
E ora Armenia al voto sul suo futuro geopolitico, ieri gli armeni hanno votato per il rinnovo del Parlamento, le ha seguite per noi, Mariano Giustino che abbiamo in collegamento da Yerevan, buongiorno i dati reali aggiornati alle 10:38, ora locale, corrispondenti allo spoglio di 2005 seggi sui 2000 e i 5 c'è praticamente,
Spoglio concluso il partito del contratto civile del primo ministro uscente Nikol Pashinyan raccolto 727.160 voti il 49,85%, dunque 61 seggi su 105 maggioranza assoluta di seggi, il 58%, l'alleanza forte per l'Armenia del miliardario russo, almeno Samuel Carpathian, attualmente agli arresti domiciliari con l'accusa di aver incitato al rovesciamento del governo accuse che lui respinge definendo le politicamente motivate ha ottenuto 340.062 voti.
Il 23,31% di consensi 28 seggi, l'Alleanza per l'alleanza Armenia di Robert Coccia Arianna guidata dall'ex presidente, Robert Kocharyan, altra forza politica filo russa, ha ottenuto 145.097 voti, il 9,5% e 11 seggi, l'alleanza Armenia Stan propone una più stretta alleanza con Mosca sostiene il ripristino di stretti legami strategici con la Russia considerata l'alleato chiave per la sicurezza dell'Armenia e infine il partito dell'Armenia Prospera dell'oligarca Gagik.
Attestato Crihan, che ha ottenuto 58.368 voti, il 4% appena superata. La soglia di sbarramento 5 seggi sia clou qui Anna è legato al Cremlino, sebbene si definisca un partito centrista e conservatore, sia la sua leadership che le sue posizioni in politica estera hanno storicamente favorito il mantenimento di stretti legami con Mosca e il rapporto tra l'Armenia e la Russia, suo ormai ex tradizionale protettore, è stato il tema centrale della campagna elettorale. Nelle ultime settimane Mosca aveva imposto restrizioni alle esportazioni armene in risposta al riavvicinamento di Yerevan con l'Occidente. Il primo ministro Nikol Pashinyan si conferma dunque nettamente per un terzo mandato, dopo una dura campagna in un'elezione parlamentare che si è trasformata, ricordiamo in un referendum cruciale sulla direzione geopolitica di Yerevan. Il voto di domenica 7 giugno ha visto contrapporsi la linea filo occidentale di Pashinyan ha un fronte di opposizione sostenuto dalla Russia con Mosca, che aveva intensificato la pressione attraverso il divieto di importazioni di merci armene. Il Cremlino aveva anche accennato alla possibilità di espellere i lavoratori stagionali armeni, aveva minacciato di abolire gli accordi preferenziali in materia di energia e di commercio, ma tutte queste mosse si sono rivelate controproducenti. Hanno invece rafforzato il sostegno di Pashinyan gli armeni sognano di entrare nell'Unione europea, ma sanno che la strada sarà molto lunga e dunque credono
E che di che ci sia mai hanno creduto che sia Nec sta sia necessario in questo momento, premiare la prudenza di Pashinyan, che ha posto al centro della terza rielezione la pacificazione con l'Azerbaijan e la normalizzazione dei rapporti con la Turchia, gli armeni ci ricordano che l'Europa non è soltanto un'istituzione un mercato comune e la via verso la libertà e la via verso il benessere e la via verso la pace è questa idea d'Europa che,
Questa notte appena trascorse gli armeni l'hanno festeggiata ballando in piazza della Repubblica all'annuncio della vittoria di Pashinyan la Russia è la vera sconfitta di queste elezioni perché ancora una volta non è riuscita a ricattare il più piccolo paese del Caucaso meridionale, il più resiliente alla democrazia, il più democratico e il più libero nonostante sia il più dipendente economicamente dalla Russia.
Eh, ma è anche il più isolato con i confini chiusi a est e a ovest, la PROF lo aveva definito la fidanzata inaffidabile e Putin lo aveva punito durante la campagna elettorale, lo ha punito imponendo divieti commerciali sui prodotti per l'esportazione, ma l'Armenia resiste e vince. Insomma, dobbiamo comprendere che il Caucaso meridionale sta iniziando a liberarsi di alcuni degli appellativi negativi che lo avevano accompagnato per anni. Ora non è più dilaniato dai conflitti o turbolento.
Dall'inizio del conflitto con l'Iran dalla fine di febbraio, le mappe di volo mostrano una stretta fascia di aerei che sorvolano la regione montuosa tra il Mar Nero e il Mar Caspio, nel tentativo di evitare sia la Russia che l'Iran. Questa è una regione tra i confini Alcott tra i conflitti altrui e non è una regione di conflitto. Dobbiamo tener presente che, in un'epoca in cui la multipolarità ha sostituito il multilateralismo, questa regione si configura come una sorta di laboratorio per un nuovo tipo di politica transazionale esercitata dai piccoli stati. Badate bene che l'idea che la Regione sia bipolare, intrappolata in uno scontro binario tra Russia e Occidente ora non è più valida, se non nella mente degli strateghi del Cremlino.
Il Caucaso meridionale è piuttosto un mercato geopolitico. L'Unione europea, la Cina, gli Stati del Golfo, l'India, la Turchia, gli Stati Uniti
Hanno
Ah sì, seguito con molto interesse queste elezioni in questo scenario affollato, ormai la Russia non è.
La predominante è un solo, una tra le tante Armenia e Azerbaijan si stanno come sappiamo, lentamente, muovendo verso un accordo di pace che porterebbe alla normalizzazione delle relazioni. Per la prima volta da quando entrambi i paesi hanno ottenuto l'indipendenza con la fine dell'Unione Sovietica, il conflitto tra i due, che risale al 1988, è ormai concluso. Quando i confini chiusi tra Armenia e Azerbaijan e tra Armenia e Turchia saranno finalmente riaperti, il Caucaso meridionale si trasformerà da ostacolo in un crocevia, una via di transito e di collegamento tra est e ovest. Ma questo quadro ovviamente non è perfetto. La Russia, pur avendo una presenza ridotta nella Regione, cercherà ancora di far valere la sua influenza egemonica, pretendendo lealtà dall'Armenia o appena Santis sanzioni economiche e per questo è importante il ruolo dell'Europa, il terzo Paese dalla Regione. La Georgia sta regredendo, allontanandosi dall'essere una democrazia aperta, come stiamo vedendo funzionante
E filoeuropea per trasformarsi in uno Stato monopartitico chiuso guidato da un'élite Clapton pratica, sebbene un ritorno al conflitto appaiono ora altamente improbabile in questa regione, la pace completa, comunque, non è ancora garantita. Il futuro immediato del processo dipende da quanto sostegno avrà in Occidente il politico carismatico, ma imprevedibile, il primo ministro almeno Nikol, Pashinyan in lui e il suo partito. Le elezioni sono state considerate un plebiscito, infatti, per la sua volontà di perseguire un processo di pace col nemico storico dell'Armenia. Ciascuna delle tre nazioni del Caucaso Medieval meridionale sta diversificando le proprie opzioni a modo suo, avendo scelto una strategia specifica, Pashinyan sta cercando di diversificare le Opitz. Le opzioni di politica estera dell'Armenia, tentando un esperimento di vita senza dipendenza dalla Russia prima del 2020, l'Armenia era un paese molto diverso, era ancora la vincitrice del conflitto con la serba Jelena, difendendo le conquiste territoriali e tenute nel conflitto degli anni 90, ma a costo di confini chiusi sia con l'Azerbaijan che ha con la Turchia e di un'alleanza stretta e quasi soffocante con la Russia. Ora l'Armenia sta imparando che la sconfitta può avere dei vantaggi. La proposta di Pashinyan agli elettori promuove l'idea di quello che lui chiama reale Armenia, un'Armenia che prospera entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti, che non avanza rivendicazioni territoriali nei confronti dell'Azerbaijan, della Turchia
Che diversifica i suoi partner internazionali e che allenta la presa che la Russia esercita sull'economia la sicurezza dell'approvvigionamento energetico del Paese nel 2013 l'ex presidente self che sa Xian fu sul punto di firmare ricordate un accordo di associazione con l'Unione europea, ma cambiò bruscamente idea quando Putin gli ricordò le implicazioni per la sicurezza derivante dall'offendere la Russia da un giorno all'altro sa che si Anna fu convinto ad aderire all'Unione economica euroasiatica russa, ebbene, quel periodo è ormai giunto al termine. La caduta del Karabakh assegnato
La fine dell'era della più ampia influenza russa nella regione, poiché Mosca ha perso la leva più potente che aveva sia sull'Armenia che sulla gelida genere, cioè il conflitto tra i due Paesi, ne riparleremo per il momento è tutto la linea Roma. Grazie grazie a Mariano Giustino, ora ci colleghiamo con Bruxelles e abbiamo il nostro David Carretta, ci parlerà dell'agenda europea, ma riprendendo anche lui dalle elezioni in Armenia oppure se vuole anche dell'incontro a Londra e la Serbia tv ci sono, non ci sono tanti temi David
Sì, buongiorno, cominciamo proprio dalle reazioni di questa mattina i risultati delle elezioni in Armenia la presidente della Commissione Ursula von der Leyen si è congratulata con il primo ministro Nikol Pashinyan lo spirito della rivoluzione di velluto che ha guidato nel 2018 è vivo e vegeto, ha detto von der Leyen,
Sottolineando l'importanza della partnership con un'Armenia democratica che si sta avvicinando sempre di più all'Europa, l'Armenia può contare su di noi. Ha aggiunto la presidente della commissione Cayard Callas. L'Alto rappresentante per la politica estera ha sottolineato che il popolo armeno, pur sotto forte pressione russa, ha comunque scelto un futuro europeo, e questo è positivo. Cercheremo di aiutarli più possibile anche nel loro future riforme. Ha detto Callas prima di una riunione informale dei ministri della Difesa di cui parleremo tra poco. È un piccolo successo europeo, la vittoria di Nikol, Pashinyan, perché, a differenza di altre occasioni, l'Unione europea ha investito molto nel sostegno al primo ministro e al suo tentativo di avvicinarsi all'Europa e di
Allontanarsi dalla Russia di Vladimir Putin due esempi, il primo a maggio c'è stato il primo summit Unione Europea Armenia.
Negli stessi giorni l'Armenia ha ospitato la Comunità politica europea, con l'avvenuta a Yerevan di gran parte dei capi di Stato e di governo non solo dell'Unione, ma anche del resto dell'Europa geografica e pochi giorni prima delle elezioni, nel momento in cui la Russia di Vladimir Putin ha moltiplicato le operazioni di ingerenza interferenza per esempio,
Con il blocco delle importazioni di diversi prodotti armeni a partire dai prodotti agricoli, ma anche il vino e il cognac.
La reazione della Commissione è stata quasi immediata, con la promessa di 50 milioni di euro di aiuti finanziari per far fronte alle conseguenze di questo blocco da parte da parte russa, ora l'interrogativo è, ovviamente, se l'Armenia proseguirà sul suo percorso europeo Pashinyan è molto ambizioso in un discorso al Parlamento europeo.
Questa questa questo marzo ha espresso la volontà di avviare un vero e proprio percorso di adesione, tra l'altro, il Parlamento almeno ha votato una risoluzione per chiedere.
Per l'appunto lo status di Paese candidato, su questo l'Unione europea è molto, molto più prudente,
E di conseguenza occorrerà vedere che tipo di relazione, anche formale, Bruxelles riuscirà ad offrire a Pashinyan, per incoraggiare il percorso di riforme, incoraggiare la normalizzazione con l'Azerbaijan e incoraggiare anche la normalizzazione con.
La Turchia, cosa che rappresenterebbe una sconfitta geopolitica significativa per Vladimir Putin a proposito di Vladimir Putin, come dicevi ieri a Londra c'è stato questo incontro a quattro tra Volodimir Zelenskij, il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron, cancelliere tedesco Friedrich Merz,
Una riunione,
È servita a Zelenskij per ottenere il sostegno del i tre, come viene chiamato qui a Bruxelles, cioè il gruppo dei tre grandi Paesi dell'Europa.
Per negoziati diretti tra l'Ucraina e la Russia, la scorsa settimana Zelensky ha inviato questa lettera aperta a Vladimir Putin Putin ha rifiutato al al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, parlando di carta straccia.
Nel fine settimana ospita l'indiscrezione che non ci sono stati dei colloqui indiretti attraverso la figura di Roman Abramovich, oligarca russo.
Ieri Starmer Macron è emersa hanno detto di sostenere la proposta di Zelenskij di dialogo diretto con la Russia, con la partecipazione attiva di Stati Uniti, Europa la linea di contatto attuale deve servire da punto di partenza nei negoziati, che cosa significa fondamentalmente un cessate il fuoco immediato per poi avviare le vere e proprie trattative cessate il fuoco sulla base della linea del fronte ieri Zelenskij,
In una serie di interventi, tra cui un'intervista a, ha specificato che ancora una volta che l'Ucraina non rinuncerà al Dobbs, una delle tre condizioni chieste da dalla Russia di Vladimir Putin per, appunto, arrivare un eventuale cessate.
Cessate il fuoco, l'altra cosa che ha detto Zelensky e di volere
Un'Europa forte al tavolo dei negoziati e a proposito di Europa forte si apre un momento importante proprio sul sostegno all'Ucraina, dopo l'uscita di scena di Viktor Orbàn stanno cadendo i vari veti dell'Ungheria, si sta elaborando il ventunesimo pacchetto di sanzioni che potrebbe essere presentato.
Questa settimana dalla Commissione di Ursula von der Leyen
E a Cipro oggi c'è una riunione informale dei ministri degli Esteri nella quale si discuterà di sbloccare.
6,6 miliardi di euro della European Peace Facility, che è un fondo che serve a finanziare fondamentalmente il sostegno militare e di sicurezza ai Paesi terzi, questi 6,6 miliardi sono stati bloccati dall'Ungheria di Orbàn dalla primavera del 2023 servivano a rimborsare gli Stati membri che avevano fornito,
Armi, svuotando i propri stock a Kiev nelle prime fasi della guerra nei climi nel primo, i primi due anni, fondamentalmente.
E
Oggi quei 6,6 miliardi in parte verranno destinati, questa è una proposta che sul tavolo e va ancora concordato, in parte verranno destinati ai rimborsi di ormai più di tre anni fa
Da un'altra parte, invece, potrebbe andare a finanziare direttamente il
Le forniture di armi nuove a Kiev perché è importante la European Peace Facility, perché in qualche modo riequilibri ha l'onere del sostegno all'Ucraina, attualmente è un gruppo di Paesi nordici baltici, Germania, che sostiene lo sforzo finanziario maggiore in termini di assistenza finanziaria e militare bilaterale la European Peace Facility viene finanziata sulla base del Pil di un Paese, cioè,
L'Italia è attorno al 13% e finanzia il 13% della European Peace Facility è dunque un modo per costringere anche i paesi più reticenti come l'Italia, ma anche la Francia o la Spagna a mettere più soldi per il sostegno militare all'Ucraina. Gli altri appuntamenti di questa settimana ve ne segnalo due uno mercoledì c'è la riunione della commissione che discuterà di un di un tema scottante anche per il governo italiano, che è la revisione del sistema di scambio delle quote di emissioni Ets
C'è una proposta in arrivo a metà luglio da parte della Commissione e questo dibattito di orientamento serve in qualche modo preparare il terreno.
L'Italia insieme alla Polonia e gran parte dei Paesi dell'Europa centrale e orientale.
Non è soddisfatta delle prime misure che la Commissione ha preso sugli Ets, non entriamo nei dettagli, ma fondamentalmente tentare di avere più quote gratuite sui mercati per l'industria energivora.
E continua a chiedere all'Italia, così come la Polonia, la sospensione del sistema ETS, cosa impossibile perché c'è una forte resistenza. Il dibattito dentro la Commissione, però, sarà interessante per capire se ci sono margini in più poi o no per questo pilastro della politica climatica dell'Unione europea. Per il momento Ursula von der Leyen è orientata a mantenerlo così com'è con qualche flessibilità in più, ma senza rimettere in discussione le sue basi. L'altro appuntamento giovedì, consiglio dei governatori della Banca centrale europea a tutti gli analisti danno per certo un aumento dei tassi di interesse, anche perché, secondo i dati euro Eurostat, l'inflazione a maggio è stata del 3,2%, cioè ben al di sopra dell'obiettivo del 2% della BCE. Soprattutto l'inflazione di base comu comincia a sentire le le ripercussioni dell'aumento dei prezzi del dell'energia. Carburanti, gas e quant'altro
L'inflazione di base esclude proprio da DAD su dai suoi parametri l'energia e prodotti alimentari ed è aumentata più rapidamente del previsto, toccando il 2,5% questo è una una ragione in più per aumentare i tassi di interessi e molti degli analisti scommettono in un nuovo rialzo nella riunione di settembre.
Della Banca centrale europea per ora è tutto, saranno le domande, ti restituisco la linea grazie a navi carretta, adesso da Bruxelles ci spostiamo in Asia, dove già il nostro Francesco Radicioni, che ci fa una panoramica sugli appuntamenti della settimana, buongiorno Francesco.
Sì, buongiorno, Roberto buongiorno, a chi ci ascolta, sì, non c'è alcun dubbio, l'appuntamento a cui tutti guardano in Asia questa settimana è il viaggio di essi jumpin'in Corea del Nord e lo sappiamo solo una manciata di settimane dopo le visite a Pechino di Donald Trump e di Vladimir Putin questa mattina il leader cinese è infatti arrivato nella capitale.
è nordcoreana, tra l'altro, stando alle poche immagini diffuse dalla televisione di Stato di Pechino ad accogliere si Jinping, al suo arrivo all'aeroporto di Pyongyang, è stato lo stesso leader nordcoreano Kim Jong, un accompagnato dalla moglie, e poi la Corea del Nord ha letteralmente esteso a siti un Pin il tappeto rosso nella piazza delle grandi celebrazioni nel cui cuore politico di Pyongyang cioè piazza Kim Il-sung tra l'altro Roberta in una particola, pubblicato questa mattina dai media ufficiali di Pyongyang e si Giunti è tornato a descrivere le relazioni tra Cina e Corea del Nord come forgiate nel sangue.
E chiaro riferimento tipico della retorica cinese alla guerra di Corea degli anni 50, quando appunto i soldati di Mao combatterono al fianco dei soldati nordcoreani proprio nella guerra di Corea, ecco, al di là della retorica, negli ultimi tempi i rapporti tra Pechino e Pyongyang sono stati però anche segnati più volte da incomprensioni e per un verso la leadership cinese vuole conservare la sua storica influenza economica e politica sulla Corea del Nord.
Mentre peraltro verso Pechino vuole anche, o almeno voleva anche scongiurare che il programma nucleare e missilistico del regime Kim Jong un
Possa portare a far crescere l'instabilità in Asia nord orientale, spingendo anche alla riarmo tutta una serie di alleati dell'America, proprio nella nella regione, a partire proprio dal Giappone, ma anche la Corea del Sud e tutti gli altri, ecco, possiamo dire Roberta che rispetto all'ultima visita del leader della Repubblica Popolare in Corea del Nord questa volta sì, Jumping trova però un regime di Kim Jong un,
Che pare più fiducioso in se stesso e quindi meno disposto anche a fare concessioni alla comunità internet.
Tonale e sette anni fa, infatti, Pyongyang era letteralmente fiaccata dalle sanzioni internazionali e dalla pressione economica.
Appunto internazionale, mentre tra l'altro sempre del 2019, era da poco naufragato il tentativo di colloqui con la prima amministrazione di Donald Santa, che aveva come obiettivo colloqui che avevano come obiettivo proprio la denuclearizzazione, ecco, nonostante decenni di isolamento, la Corea del Nord è però riuscita a costruire.
Questi anni un formidabile arsenale nucleare, secondo gli analisti, oggi Pyongyang sarebbe già riuscita ad avere nei propri arsenali, tra le 50 e le 60 testate e oltre ad avere a disposizione materiale fissile per realizzarne altre piscine IT, fine di testate nucleari
Non solo, come è già avvenuto negli anni della guerra fredda, il regime di Kim Jong-un sta ora diventando sempre più abile nel rimanere nel provare a rimanere di equilibrio tra i suoi due grandi vicini, e cioè la Cina e la Russia e Roberta, anche in questo caso in possiamo dire che il momento di svolta è stato il
L'invasione su larga scala della Russia contro l'Ucraina, perché perché in quel momento la Russia aveva bisogno di munizioni e di uomini a sostegno proprio della macchina della guerra di Mosca, mentre la Corea del Nord poteva ottenere damo proprio da Mosca? Sostegno politico, economico e tecnologico ed esattamente così è andata a una convergenza di interessi che, infatti portato, lo si ricorderà nell'estate del 2024 Vladimir Putin e Kim Jong-un a firmare un trattato di
Mutua difesa tra la Russia e la Corea del Nord. Non solo il regime di Pyongyang ha quindi usato queste relazioni sempre più strette con la Russia, anche per spingere la Cina a fare ulteriori concessioni verso il regime di Pyongyang, tanto che, appunto, dopo che per anni Cina
In Russia avevano in qualche modo condiviso l'obiettivo degli Stati Uniti della denuclearizzazione della Corea del Nord, a partire proprio dal 2022, proprio dall'anno dell'invasione russa dell'Ucraina, Pechino e Mosca hanno posto il veto su le risoluzioni del Consiglio di sicurezza contro il programma nucleare e missilistico di Pyongyang. Questo anche perché spiegano gli analisti davanti al rischio di una Corea del Nord. È sempre meno dipendente dalla Cina. Pechino ha dovuto provare a rilanciare le sue relazioni con Pyongyang e cosicché, oltre al sostegno politico in ambito di Consiglio di sicurezza, sono cresciute anche le relazioni economiche. Per esempio, sono ricominciati i collegamenti ferroviari e aerei diretti tra la Cina e la Corea del Nord, che erano stati sospesi durante la pandemia. Ci sono state diverse visite istituzionali, mentre era stato proprio Kim Jong-un in qualche modo l'ospite d'onore insieme a Vladimir Putin, entrambi seduti a fianco
Altri Jumping durante la parata militare in piazza Tienanmen dello scorso settembre. In tutto questo scenario, negli ultimi anni, proprio a partire dal 2022, Pechino è diventata decisamente più cauta sulla condanna del programma nucleare e missilistico nordcoreano. E questo lo abbiamo visto anche nel corso dell'ultima visita di Donald Trump a Pechino. Perché perché, stando al comunicato della casa Bianca, Pechino Washington si sarebbero trovate d'accordo proprio nell'obiettivo della denuclearizzazione della Corea del Nord, un passaggio, questo, che però non è mai comparso nei comunicati ufficiali cinesi. Staremo a vedere nelle prossime ore come andrà questo viaggio disgiunti in Nord Corea? Per il momento è tutto se non è domande linea a Roma,
Grazie alla Francesco Radicioni. Ora parliamo di Albania, che da fine maggio è attraversata da proteste contro i progetti di sviluppo turistico di lusso nel sud del Paese, che sorgeranno a meno di 50 miglia nautiche dalle coste italiane del Salento. I progetti sono, almeno in parte, legati a Jared Kushner, Ivanka Trump e a Sochi qatarioti, a innescare le manifestazioni, un video che mostrava guardie private, maltrattare un manifestante nella zona costiera protetta non lontana da Valona. Sentiamo come ha risposto il primo ministro Edi Rama a chi gli chiedeva se l'Albania si sta inginocchiandosi Trump nel racconto fatto da Arthur Nura, giornalista albanese e collaboratore di Radio Radicale, nell'intervista di Roberta Jannuzzi, è una domanda di un giornalista italiano, ha fatto a dei dirama proprio a Valona nella stessa zona, dicendo che guarda dirama con queste proteste si va avanti con investimenti e lui risponde senz'altro. Dobbiamo andare verso l'Europa in genere occhiali, sia detto a Trump era della domanda telegiornalista, almeno così dice il politico che sta diventando virale e lui ti risponde. Io mi faccio in zona Chiara, test,
Soltanto a Mellone e lui gli dice ma Trump no, mi hai mai visto in ginocchio, anni davanti al TAR, al Trump. Era la risposta a dir dirama dicendo che andiamo avanti senza sosta
E proprio in Arthur Nura ci racconta, di quelle che sono le notizie che arrivano dal nuovo turno elettorale in Kosovo, Albin Kurti e il suo movimento si confermano prima forza, con circa il 43% di voti nelle elezioni per le parlamentari anticipate di ieri. Ma il risultato, comunque, non basta a garantire una maggioranza stabile alle spalle del premier uscente. Il Partito democratico del Kosovo si ferma al 21% e poi la Lega democratica al 18, in un quadro politico frammentato che renderà necessaria la formazione di coalizioni che però finora sono stati impossibili da costruire. Si tratta della terza tornata elettorale in meno di due anni. Il voto era stato convocato dopo il fallimento del Parlamento nell'eleggere il Presidente della Repubblica, carica che richiede la maggioranza dei due terzi dell'assemblea. Una soglia che, nell'attuale clima di polarizzazione, ha già prodotto paralisi istituzionale, ripetuta preoccupante. Soprattutto il dato sull'affluenza, che non arriva al 40%, si è attestato intorno al 36 37%, segnale di crescente disaffezione degli elettori. Nei prossimi giorni si apriranno le trattative per la formazione di un governo. Le ipotesi sul tavolo sono una coalizione allargata a un esecutivo di minoranza, un caso di nuovo stallo, un quarto appuntamento alle urne
Allora sono le 9:57, noi chiudiamo qui il nostro notiziario, vi ricordiamo che potete ascoltare l'intervista andata in onda nel corso del notiziario e tutte quelle realizzate quotidianamente da Radio Radicale ogni giorno, a partire dalle 11 su RR News, il canale all news della nostra emittente ascoltabile sulla rete nazionale Dabo o in streaming su smartphone e tablet scaricando la nostra applicazione e ora un saluto,
Dallo studio da Gabriele De Rossi, Roberta Jannuzzi e suona Martini a Martina e noi vi lasciamo alla replica di stampa e regime,
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