finanziamento pubblico

2008: Finanziamenti pubblici all'editoria - Il caso di Radio Radicale

1975: manifesto di Radio Radicale1975: manifesto di Radio Radicale

Testate storiche come il Manifesto, Liberazione, Il Secolo e l'Avvenire rischiano la chiusura o un forte ridimensionamento a causa dei tagli dei fondi pubblici all'editoria previsti per organi di partito, cooperative editoriali e testate no profit dalla manovra finanziaria del governo. Le testate che finora beneficiavano dei contributi diretti perdono il "diritto soggettivo" ad avere la loro quota predefinita. Potranno beneficiare soltanto di una percentuale dei fondi totali previsti, che però la manovra riduce di 357 milioni di euro nei prossimi 3 anni.

Da questo taglio dei fondi è esclusa Radio Radicale, che continuerà a riceverli in quanto impresa di informazione di interesse generale riconosciuta dalla legge.

Questa esclusione causa diversi attacchi rivolti a Radio Radicale da esponenti politici e organi di informazione.

La Corte dei Conti diffonde i dati sui rimborsi elettorali per le politiche 2006

Finanziamento pubblico ai partitiFinanziamento pubblico ai partiti

Con un ritardo di oltre sei mesi la Corte dei Conti ha finalmente reso disponibili i dati sui rimborsi elettorali elargiti ai partiti per le elezioni del 2006: i diversi schieramenti politici hanno ottenuto quasi 500 milioni di euro e di questi soltanto un quinto è stato speso per la campagna elettorale. Il finanziamento pubblico ai partiti, dunque, abolito nel 1993 per volontà del 90,3% degli italiani, si ripropone sotto la maschera del rimborso e da allora è aumentato del 600%. Il commento di Maurizio Turco, deputato radicale, presidente della Commissione Attività Produttive e i dati diffusi dalla Corte dei Conti.

Personaggi:

La truffa dei rimborsi elettorali: i radicali, il PD e gli altri partiti. Dati dal 2004 ad oggi

"[…] Giorgio Napolitano ha ragione: «Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni ». Ma certo questa ricucitura tra il Palazzo e i cittadini, necessaria come l'ossigeno per interrompere la deriva, sarebbe più facile se i partiti avessero tutti insieme cambiato quell'emendamento indecente infilato nell'ultimo decreto «milleproroghe» varato il 23 febbraio 2006 dalla destra berlusconiana, ma apprezzato dalla sinistra. Emendamento in base al quale «in caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è comunque effettuato». Col risultato che nel 2008, 2009 e 2010 i soldi del finanziamento pubblico ai partiti per la legislatura defunta si sommeranno ai soldi del finanziamento pubblico del 2008, 2009 e 2010 previsto per la legislatura entrante. Così che l'Udeur di Clemente Mastella incasserà complessivamente 2 milioni e 699.701 euro anche se non si è neppure ripresentata alle elezioni. E con l'Udeur continueranno a batter cassa, come se fossero ancora in Parlamento, Rifondazione comunista (20 milioni e 731.171 euro), i Comunisti italiani (3 milioni e 565.470), i Verdi (3 milioni e 164.920). […]

E sarebbe più facile se i 300 milioni di euro incassati nel 2008 dai partiti sulla base della legge indecorosa che distribuisce ogni anno 50 milioni di rimborsi elettorali per le Regionali (anche quando non ci sono), più 50 per le Europee (anche quando non ci sono), più 50 per le Politiche alla Camera (anche quando non ci sono: quest'anno doppia razione) e più 50 per le Politiche al Senato (doppia razione) non fossero un'enormità in confronto ai contributi dati ai partiti negli altri Paesi occidentali. […] Certo che ha ragione Napolitano, a mettere in guardia dai rischi dell'antipolitica. Ma cosa dicono i numeri? Che la legge attuale, che nessuno ha voluto cambiare, spinge i partiti a spendere sempre di più, di più, di più. Per la campagna elettorale del '96 An investì un milione di euro e fu rimborsata con 4, in quella del 2006 ne investì 8 e ne ricevette 64. E così tutti gli altri, dai diessini ai forzisti. Con qualche caso limite come quello di Rifondazione: 2 milioni di spese dichiarate, 34 incassati. Rimborsi per il 2008? C'è da toccar ferro. […]"

(Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo "LA DERIVA" Rizzoli, Milano 2008 pag. XXI e XXII)

Maurizio Turco, deputato radicale, Presidente della X Commissione Attività produttiveMaurizio Turco, deputato radicale, Presidente della X Commissione Attività produttive

Pubblichiamo un documento redatto dal deputato radicale Maurizio Turco sui rimborsi elettorali nelle elezioni europee del 2004, le politiche del 2006 e l'accordo pubblico tra Pd e radicali. (Fonte dei dati Corte dei conti)

"La casta". Tranne i radicali

“Esclusi i radicali, gli unici che hanno speso sempre più di quanto poi incassavano: l'eccezione per una regola che dimostra in modo abbagliante come le forze politiche, negli ultimi anni, abbiano davvero esagerato”.

“La Casta”, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, Rizzoli – 2007

I Radicali e il finanziamento pubblico ai partiti: un NO lungo trent'anni

Il tesoriere dei DS, Ugo Sposetti, ha recentemente avanzato la proposta di reintrodurre i finanziamenti pubblici ai partiti, in realtà già ripristinati attraverso vari meccanismi anche dopo il referendum radicale del 1993, che ne decise l'abrogazione con il consenso del 90,3% degli italiani.

I documenti d'archivio della battaglia dei Radicali, gli approfondimenti sui costi e le caste della politica e le recenti proposte sulle fondazioni.

Finanziamento pubblico ai partitiFinanziamento pubblico ai partiti

Partiti e fondazioni: Italia e Germania a confronto

La creazione di fondazioni politiche è stata recentemente ventilata come una possibile soluzione al problema di finanziamento della politica e recentemente si è speculato sull'organizzazione che il futuro Partito democratico si darà, forse proprio facendo ricorso a fondazioni.

Sono tuttavia notevoli le differenze tra le fondazioni auspicate dai politici italiani e il modello tedesco cui si ispirerebbero.

Il dibattito sulla proposta liberista di Kealey per il finanziamento privato della ricerca scienza

Il prof. Paul Allan David, dell'Università di Oxford, ha dato una recensione critica delle idee di Terence Kealeys in "From market magic to calypso science policy". Sono qui riportati i principali punti di dissenso e le risposte di Kealeys alle critiche di David.

Le critiche del prof. David si basano sull'adozione della tradizionale distinzione tra ricerca pura (realizzabile solo con fondi pubblici) e ricerca applicata (realizzabile sia con soldi pubblici sia privatamente). Kealey rifiuta questi presupposti e porta controesempi con cui ritiene di dimostrare che industrie private possono realizzare qualsiasi tipo di ricerca facendo profitto.

Infine, Kealey mostra anche il conflitto di interessi e i rischi di compromissione del ruolo terzo dello stato in garanzia della salute dei cittadini qualora esso collabori alla ricerca privata o si interessi diretatmente di ricerca scientifica.

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