Storia

Radio Radicale nacque tra la fine del 1975 e l’inizio del 1976 per iniziativa di un gruppo di militanti radicali in un appartamento di 60 mq situato in via di Villa Pamphili nel quartiere Monteverde di Roma.

Si differenzia da subito dalle altre radio libere per la sua filosofia editoriale incentrata sul tentativo di assicurare la pubblicità delle decisioni istituzionali, invece di divenire strumento della "controinformazione" o organo del Partito radicale. Accanto all’informazione sulle iniziative radicali, infatti, Radio Radicale da vita ad una programmazione incentrata sulla pubblicizzazione dei momenti centrali della vita delle istituzioni e dei partiti: la trasmissione integrale delle sedute del Parlamento, dei congressi di tutti i partiti e dei processi giudiziari saranno il segno distintivo dell’emittente. Tutti gli eventi sono trasmessi in forma integrale. Nessun taglio né selezione, nessuna mediazione giornalistica, al fine di permettere agli ascoltatori di “Conoscere per deliberare” direttamente gli eventi politici nella loro originalità.

Nel 1978, a seguito della vittoria del “no” sul referendum per l’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti, il congresso del Partito radicale decide di utilizzare parte dei fondi pubblici per la costituzione di un “centro di produzione radiofonica e di assistenza tecnica per le radio radicali”. Grazie a questi fondi Radio Radicale riesce a trasmettere su una parte consistente del territorio nazionale e divenire un vero e proprio "centro di produzione" che nel corso degli anni darà vita al più grande archivio sonoro di attualità contenente eventi politici, giudiziari e istituzionali conservati nella loro integralità. Grazie a queste caratteristiche e ad alcuni programmi innovativi, Radio Radicale è riuscita ad acquisire un bacino di utenti che ha raggiunto negli anni Novanta il mezzo milione di ascoltatori nel giorno medio secondo le stime audiradio.

A Radio Radicale sono state inventate trasmissioni che hanno fatto la storia della radiofonia, come la celebre “radio parolaccia” nelle sue varie edizioni, la rassegna stampa dei quotidiani “stampa e regime”, la rubrica di interviste per strada realizzate da Gaetano Dentamaro, e si sono formati giornalisti di successo come Paolo Liguori, Loredana Lipperini, Giancarlo Loquenzi, Giuseppe Cruciani, Guido Votano e Massimo Bordin.

Radio Radicale si caratterizza anche per l’assenza totale di spazi musicali commerciali. Gli stacchi tra un programma e l’altro sono riempiti con musica da requiem, scelta che risale alla campagna radicale contro lo sterminio per fame nel mondo, quando il Partito radicale decise di abbrunare in segno di lutto il proprio simbolo. La radio iniziò allora a trasmettere brani di messe da requiem per ricordare le centinaia di persone quotidianamente sterminate dalla fame e dalla denutrizione. Le musiche trasmesse sono quindi brani delle messe da requiem di Mozart, Verdi, Brahms, Fauré e Cherubini.