Sono stati discussi i seguenti argomenti: Rassegna Stampa.
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Buongiorno queste Stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale quotidiani di oggi, domenica 30 agosto, strage russa in Ucraina ha colpito un deposito di armi 37 morti vicino a chi offre l'apertura del Messaggero, l'allarme della NATO.
Possibile escalation,
Raid russo, strage a Kiev e il Corriere della Sera, Putin, offensiva su Kiev e la Polonia teme attacchi Giorno Nazione, Resto del Carlino.
Questo è uno dei temi principali di politica internazionale e poi sulla politica interna.
La questione primarie sì primarie, no, che agita il cosiddetto campo largo con l'intervento di Michele Serra e due interviste di segno opposto, primarie, scelta obbligata, Patuanelli sul Corriere della Sera è di parere opposto, Fratoianni su intervistato su Repubblica e c'è il tema del fine vita perché,
Martedì, in Consiglio regionale del Veneto si affronterà e si voterà la proposta di legge di iniziativa popolare dell'Associazione Luca Coscioni, il presidente del Consiglio regionale del Veneto, ex presidente della Regione Luca Zaia, interviene spiegando la agli elettori di
Diciamo l'oggetto del del voto.
E questo è un tema che provoca anche divisioni nel centrodestra vedremo sui quotidiani poi il caso Ranucci, con la possibilità o la quasi certezza di strascichi sul piano legale, il tema della legge della legge elettorale con intervista deprimono su Fratelli d'Italia che non esclude nemmeno in modo tassativo la possibilità di recuperare il tema del ballottaggio in ogni caso domani è previsto un vertice in Parlamento sulla politica internazionale, la le celebrazioni per,
La Aldrich in Serbia e qualche riflessione Intervista sul tema la presidenza Trump, 23 di Ezio Mauro sul labirinto, nel quale Trump si è cacciato l'apertura anche di prima pagina del manifesto, la foto di Trump che interviene e il gioco di parole Pozzo scatenato oltre 65 miliardi di barili nelle riserve venezuelane di greggio agli USA che raddoppiano così le proprie per Trump.
è il più grande accordo petrolifero nella storia del mondo e durerà un secolo Caracas, ringrazia e ammaina le foto di Chávez e Bolivar, non so, ma la il Venezuela si ritira dalla Corte penale internazionale.
Con tutto il rispetto per le foto di Chávez e Bolivar, né sembra una questione più rilevante, il governo tibetano in esilio che spiega il di andremo su Libero quanta responsabilità ci possa essere anche nelle politiche di devastazioni ambientali del regime cinese sul Tibet e poi il tema del cambiamenti climatici e dell'intelligenza artificiale iniziamo naturalmente aggiungendo Hirsi, aggiungendoci al al al coro di auguri e preoccupazione per le condizioni di Alessandro Di Battista ricoverato,
In gravi condizioni a Cuba non si sa, almeno dai giornali, se quasi quando sarà il rientro, la possibilità per le cure per rientrare con un aereo in Italia e la vicenda ricordata.
Dai da tutti i quotidiani, ma c'è, mentre gli occhi sono puntati, sull'Islanda, sull'esito del referendum, esito.
Che, a quanto pare può essere determinato, diciamo così, sul filo di lana del del referendum, sulla riapertura dei negoziati per l'adesione all'Unione Europea, e iniziamo con la scelte di apertura di prima pagina del giornale e della verità perché,
Si poteva notare, nei giorni scorsi, l'assenza di informazione verrebbe quasi da dire di indignazione se non fosse una categoria.
Morale e forse poco poco utile per l'inserimento da parte dell'amministrazione degli Stati Uniti d'America, della lista delle organizzazioni terroristiche, di un collettivo, diciamo così hacker, ma anche free software open source.
Italiano
Ora c'è una notizia che.
Diciamo porta all'attenzione la questione, ma non per lo scandalo di quella decisione dell'Amministrazione USA, ma per un utilizzo nello scontro politico interno, allora vediamo.
Perché magari, diciamo così, partendo da un motivo?
Forse non proprio così centrale e importante, magari si arriverà a affrontare la questione collettivo terrorista, scoppia il caso del consulente di Elly, che naturalmente è Elly Schlein, e allora accostare il termine terrorismo al termine Schlein.
Paolo De Rosa, che aveva lavorato con il governo, Gentiloni, Conte e Draghi,
Gli accostamenti diventano molti e che oggi è funzionario europeo e collabora con il Partito Democratico risulta essere tra i fondatori dell'associazione che raccoglie le donazioni di autistici inventati, l'organizzazione che nei giorni scorsi è stata bollata come terrorista dal Dipartimento di Stato americano Fratelli d'Italia, chiede chiarimenti sul suo ruolo, quindi non Giorgia Meloni che chiede chiarimenti a come sia stato possibile che il Dipartimento di Stato americano abbia inserito un'organizzazione del genere che col terrorismo evidentemente non ha nulla a che fare nel nell'elenco delle organizzazioni terroristiche. No, i chiarimenti vengono chiesti
Dal partito della presidente del Consiglio nei confronti del consulente che era tra i fondatori dell'associazione che raccoglie le donazioni di autistici inventati, anche la verità non si lasceranno sfuggire l'occasione l'uomo della app anti-Covid, quindi alle banche ha anche un altro.
Demerito agli occhi della verità, gestis gestisce un'associazione che supporta i terroristi e qui la cautela è di mettere terroristi tra virgolette, c'è un esperto di tecnologie informatiche che ha lavorato su Immuni, Green Pass Claudio, infrastrutture strategiche della pubblica amministrazione, attraversando i governi Gentiloni contro i draghi che oggi la Commissione europea sull'identità g digitale ma nel 2018,
Fondò l'organizzazione di volontariato AI che autistici inventati una specie di condominio digitale dell'antagonismo, appunto, era questa organizzazione alla base dei finanziamenti per autistici inventati, e qui tocca andare.
Sono due interventi di Michele Serra su Repubblica, oggi andiamo a vedere entrambi per alcuni passaggi.
Ma iniziamo, iniziamo da questo perché?
Diamo Repubblica.
Ecco proprio le antenne, non era dove.
Ho preso io.
E comunque spero di ritrovarlo molto a breve, sennò lo vediamo.
Lo vediamo più tardi perché.
Serra su Repubblica, sì, e si interroga sulla sul senso che si dà al termine.
Al termine terroristi e di come, evidentemente, la decisione del Dipartimento di Stato americano.
Sia una decisione che va completamente completamente, eccolo qua, scusatemi, tempo aveva consegnato.
La pagina sbagliata e terrorista per chi, come me, è nato e cresciuto nella seconda metà del 900 è una parola importante e ricorda che cosa definisce ora, grazie al nuovo potere paranoico che vede entrambe il suo campione terroristi, è diventata una parola fasulla, un abuso lessicale è quasi sinonimo di dissidente o di antagonista o di radicalmente differente.
Eh.
Basta non omologarsi, non obbedire, non regala il dritto di fronte alle autocrazie finanziaria e politica che si crede sola regola del mondo, così la piccola vicenda del sito autistici inventati, oscurato dagli americani perché terrorista, ha un grande significato.
Provate a organizzare il senso o a diffondere il pensiero antagonista, anche senza alcuna intenzione azione violenta, sarete terroristi e perseguitati per esserlo.
Incredibilmente provò a chiamare terroristi l'Amministrazione americana, anche lei innocente per circa 20 dell'Ice della polizia anti immigrati, dovette ingoiare la bugia perché troppo smaccata, troppo ignobile, perfino per l'ignobile bolla del tran Pismo, ma di qui in poi, quando sentiamo dire terrorista prima di pensare al destinatario di quella definizione sarà meglio pensare al mittente è così forse il Giornale e la Verità che aprono con il titolo di apertura,
In prima pagina, col termine terrorismo, una valutazione sul quanto limitato possa essere il danno, diciamo così ho il vantaggio nella polemica elettorale.
Nell'utilizzo di questo termine e quanto invece profondo possa essere il danno nella svalutazione che un termine così importante, e così è così grave.
Andiamo al andiamo alla strage.
Di civili.
E prendiamo su questo l'articolo del.
Giornale.
Ride sul deposito e strage a Kiev
Putin vuole allargare la guerra.
Prima la cronaca, 37 morti e 42 feriti, oltre 400 sfollati e la proclamazione di una giornata di lutto.
Una delle immagini più drammatiche di una guerra che continuano a trovare nuovi modi per entrare nella vita quotidiana dei civili, ma questa volta, accanto alla condanna di Mosca a Kiev, si pongono la domanda perché munizioni droni di esplosivi dell'apparato della difesa erano conservati così vicino a un centro residenziale come peraltro si evince dalle mappe Zelenskij ha parlato di una grave negligenza sottolineando che le norme vietano lo stoccaggio di demolizione in prossimità delle aree Residenz,
Reali, e quindi c'è anche un'apertura.
Di un'inchiesta e vediamo però alla.
Alla allo scenario complessivo, a Kiev si guarda con crescente preoccupazione anche a ciò che potrebbe accadere sul terreno.
Secondo il vice capo dell'ufficio del presidente ucraino, l'intelligence ha verificato che il comando militare russo sta elaborando piani per una possibile offensiva verso Kiev e Czerny e fra l'Europa teme che la guerra possa spingersi verso i suoi confini. Il premier polacco Tusk, dopo un colloquio con il segretario della NATO Rutte, ha lanciato un avvertimento. L'escalation da parte della Russia prosegue chiedendo sostegno aereo per l'Ucraina, essenziale anche per la sicurezza europea. I prossimi sei mesi saranno decisivi. Dobbiamo prepararci a diversi scenari. Come provocazioni russe contro uno dei Paesi dell'Alleanza. Il la testata Politico riferisce che il Governo tedesco attribuirà a Mosca la responsabilità del tentato attacco con droni all'aeroporto di Lipsia e varerà misure contro la Russia, in coordinamento con il pacchetto di sanzioni dell'Unione europea.
La voce fuori dal coro e del presidente slovacco Fico demonizzare la Russia è inaccettabile, mentre loro eccellente rafforza l'umidità Lukascenko, presidente bielorusso, incontra Putin a Mosca per fare il punto su cooperazione tecnologica ed economica a proposito di economia, la nuova proroga del divieto russo di esportazione del petrolio evidenzia difficoltà di approvvigionamento. Questo articolo di Luigi guelfa passaggi dell'articolo di Luigi Guelpa sul giornale c'è anche
Una intervista alla quale il Corriere della Sera dà grande visibilità l'ex consigliere di Putin, ma Harkhuf, la guerra Europa USA può diventare inevitabile.
Dove porterà questa ostilità sempre più diffusa tra Russia, Europa, chiede Marco Imarisio.
L'altro giorno in una paradossale intervista alla domanda sul perché la Russia viene sempre ingannata, il ministro degli Esteri Lavrov ha risposto così noi siamo sempre fiduciosi che i farabutti non possono essere del tutto farabutti quando invece si deciderà che dall'altra parte sono tutti completamente mascalzoni. Allora, a mio parere, non ci si fermerà più. L'Europa pensa di muoversi seguendo la strategia cinese dei 1.000 passi, non oltrepassare una sola linea rossa per la Russia, ma spezzettare le linee rosse russe in tanti fili, per poi tagliar del piano piano. In altre parole, si dice cuocere la rana a fuoco lento
Una strategia fruttuosa, fatta di accuse ingiustificate e di provocazioni basate sul fatto che la Russia non risponderà in maniera concreta, ma se l'Europa continua a seguire l'odierna strada di escalation, l'Europa
Temo che una qualche forma di guerra sia ineluttabile.
Ma Putin avrà il coraggio di attaccare uno Stato membro della NATO?
E Sergej Markov, ex primo consigliere degli esteri di Putin,
Risponde Putin sarà costretto a rispondere perché di fatto l'Europa sta già attaccando la Russia e l'Occidente ha già preso di mira alcune navi russe che trasportavano le materie prime e l'Unione europea ha ormai deliberato che è possibile sequestrare il petrolio russo. La Russia risponderà e punti ha detto che anche noi colpiremo navi al Versari in qualunque punto degli oceani. Lo scenario più realistico è quello del blocco. Da parte nostra, degli stretti del Mar Baltico. Ce n'è un altro più improbabile, ma non impossibile. La Russia potrebbe colpire, sia nel territorio ucraino che altrove, le fabbriche che produrranno droni con i quali saranno uccisi centinaia di migliaia di russi. Come sa, questa possibilità è già stata prospettata nei confronti della Gran Bretagna
Questo, tra l'altro, l'ex consigliere del punti Markoff, e ci potete leggere la favola del lupo e dell'agnello.
Con queste accuse, all'Europa di
Volere l'escalation.
Oppure, come altri fanno in questo periodo, ritenere che sia tutta una innalzare di Tony per poter alzare alle spese militari, ecco forse?
Le notizie che.
Continuamente arrivano su la guerra di aggressione della Russia all'Ucraina, dovrebbero indurre a prendere con la massima serietà i rischi di quello che sta accadendo, andiamo alla politica.
Alla politica interna.
E diciamo che con il centrosinistra o campo largo chiamarlo campo largo.
Ci misuriamo con il tema delle primarie nel centrodestra con il tema del fine vita e allora torniamo alla seconda citazione.
Di Michele Serra.
Il titolo è abbastanza esplicativo per vincere serve una proposta prima di un leader e potremmo dire che.
è anche la la linea editoriale del del quotidiano Repubblica almeno di queste settimane, perché sono molti gli interventi raccolti in questa.
In questa direzione direzione e Serra si permette un'autocitazione, mi permetto l'autocitazione perché sono passati cinque mesi, ma quasi nulla, a parte qualche fotografia sorridente, sembra essere accaduto sulla via di un'intesa politica solida, nero su bianco.
E dunque potrei riscrivere oggi le stesse identiche parole e cosa aveva scritto Michele Serra cinque mesi fa, datevi una mossa, voi che, guidate i partiti all'opposizione, tutto ci aspettiamo da voi nel bene e anche nel male, tranne un faticoso inespressivo tergiversare, tattico sospettabile di nasconde a interessi personali e interessi di partito non ne vogliamo sapere niente delle vostre mire personali sono comprensibili, anche legittime.
Ma in questo momento le vediamo come un imperdonabile intralcio al lavoro che vi aspetta, unire le forze e mettere nero su bianco un programma di governo, così aveva scritto Michele Serra cinque mesi fa e allora oggi scrive da allora ad oggi si è parlato molto, anzi moltissimo della questione della leadership dei body per stabilirla primarie sì primarie no pochissimo o per nulla degli obiettivi politici.
Condivisi dagli aspiranti alleati,
E allora ti dà.
Del delle motivazioni.
Serra la prima, il programma comune impossibile, la seconda Conte e Schlein sono convinti che un programma comune sarà possibile, ma solo dopo che le primarie avranno insegna insediato un leader e forse è questo quello che poi troveremo nell'intervista a Patuanelli ma l'obiezione di Serra che questo è il casco wishful thinking pio desiderio perché è fortemente in dubbio che gli elettori di con teste sconfitta alle primarie votino Schlein e viceversa.
Verso il concetto di programma in sé, a non appassionare i leader del centrosinistra Banz bastano e avanzano come collante famoso i valori comuni e Costituzione welfare, Pace che è molto meglio della guerra, i diritti che sono molto meglio della loro ininterrotta abrasione da parte del governo in carica obiezioni di Serra,
Andare a votare per i sacri principi, francamente non si sente in giro molta, voglia, non per cinismo ma per realismo, e poi.
Approfondiamo la quarta motivazione, no, siamo troppo impazienti, noi elettori un programma sarà fatto, un leader sarà scelto e questo nell'ordine naturale delle cose la destra ha fallito e dunque per contrappasso tocca alla sinistra, governare accadrà perché deve accadere.
Obiezioni,
Sarebbe questa, tra le tante, la peggiore delle ragioni per non accelerare i tempi. Elaborare un programma comune della sinistra, semmai l'abbia mai avuta, non hai alcuna pezza d'appoggio per vantare una superiorità di partenza di fronte alla destra, non ha alcun diritto naturale al governo, deve conquistare i voti dei cittadini uno per uno, perché è più convincente, più laboriosa, certo non perché è più brava, a prescindere proprio perché la coalizione oggi al governo non ha un programma comune, è divisa su molte cose tenute insieme quasi solamente dall'esercizio del potere. Bisogna far valere sul campo una volontà di studio e di lavoro di applicazione che possa attirare alla sinistra politica che non brilla per questa qualità, una certa umiltà mettersi lì a testa bassa, lasciando da parte le ambizioni personali e lavorare per un puro ma di dignità repubblicana e di sollievo sociale. Sarebbe infine una prova di umiltà molto apprezzabile
Questo Michele Serra su Repubblica e allora andiamo a confrontare.
Le interviste.
Ah, Patuanelli, Movimento 5 Stelle e Fratoianni, Alleanza Verdi e Sinistra.
Patuanelli è intervistato da Monica Guerzoni, Patuanelli e ex ministro, il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato per Elly Schlein il dibattito sulle primarie è inutile e dannoso, è d'accordo.
I dibattiti non sono mai dannosi, confrontarsi sulle diverse posizioni fa sempre bene l'intervista di Roberto Speranza e il Corriere ha aperto il vaso di Pandora anche all'interno del Pd lei cosa vede nel vaso le riflessioni di Roberto non sono banali, ma vedo una preoccupazione eccessiva non la convince la tesi secondo cui se vince contro il Pd va in pezzi e se prevale Schlein nei vostri un votano per il centrosinistra che,
Poi l'argomentazione che abbiamo l'obiezione sollevata anche da Michele Serra e Patuanelli risponde è la teoria di chi è freddo verso le primarie, ma se ci fosse un accordo a tavolino, siamo sicuri che i rispettivi mondi ci seguirebbero un momento di grande partecipazione e democrazia potrebbe avvicinare alle urne i nostri popoli, non allontanarli. Quindi le primarie sono una strada inevitabile e qui c'è la risposta più breve, ma anche a questo punto più pesante dal punto di vista politico data da Stefano Patuanelli a Monica Guerzoni sul Corriere sono una strada inevitabile, delle primarie. La risposta è sono oggettivamente l'unica script, nemmeno sono l'unica scelta, ma lo sono oggettivamente
In autunno, a ridosso del vuoto urbano, non abbiamo certezza di quando ci saranno, le elezioni non devono essere troppo ravvicinate, ma nemmeno convocate otto mesi prima delle politiche, insomma.
Ci vuole, ci vuole tempo.
Sulla politica estera, Patuanelli dice che in realtà non siamo divisi, ha fatto quattro anni di attività parlamentare.
Lo dimostrano.
A sinistra c'è chi invoca la patrimoniale, ma, Giuseppe Conte, non la vuole, ma c'è stato un confronto in cui si sono chiarite le posizioni, la voglia di inserire un elemento patrimoniale è solo di una parte, siamo tutti d'accordo sulla necessità di aumentare la progressività e spostare la tassazione dal lavoro alle rendite. È fondamentale, esclude che Conte possa accettare la regola secondo cui il candidato premier lo decidono le elezioni, a sfidare Meloni, sia chi prende un voto in più, ma è qualcosa che non sta in piedi.
In un sistema elettorale che prevede l'indicazione del leader di coalizione al momento della prepara della presentazione delle liste, una candidatura simbolica sarebbe una presa in giro degli italiani e quindi il partigiano e il neo 18enne, una presa in giro speranza ha fatto solo degli esempi, ma penso non sia una strada.
Conte vincerà le primarie o vede meglio lui e vede meglio lui o Schlein per battere Meloni, ma quando mai si partecipa a una gara, pensando di perderla Conte, ha dimostrato di saper fare bene il presidente del Consiglio ha tutte le carte in regola quanto la sfiga alla sfida con Meloni certo non vogliamo che le primarie incoronano il perdente del
Critiche.
E poi televisioni sulla legge elettorale.
Teme le urne anticipate, resteranno aggrappate il maggior tempo possibile e si voterà a scadenza naturale e continuerete a prendermela comoda per decidere leader alleanze programma, ma fra tre settimane, nell'evento conclusivo di Nova 2.0, definiremo le nostre proposte da ottobre in poi un movimento pronto per lavorare al programma condiviso è evidente che alcune posizioni politiche saranno determinate dalle primarie è appunto l'esito,
Delle primarie sarà quello a determinare il diciamo a sciogliere alcuni in ordine del programma, invece che, viceversa, sembra essere il concetto.
Di Pëtr espresso da Patuanelli.
Cosa ne pensa?
Fratoianni che invece è intervistato da Concetto Vecchio su Repubblica.
Lei è sempre dell'idea che le primarie è meglio evitarle, Fratoianni risponde, sono mesi che lo sostengo fin da quando è cominciato questo dibattito surreale, ma perché lo trova surreale, perché chi si è mobilitato allora per difendere la Costituzione forse si aspettava qualcosa di diverso da una discussione tutta concentrata su chi debba essere il prossimo governo di centro Orsini il capo del prossimo governo del centrosinistra.
Leggi elettorali o meno, non non è un elemento di chiarezza presentarsi con un nome, credo che gli elettori continuano a chiederci cosa faremo se vinciamo le elezioni, qual era la nostra agenda politica, come possiamo restituire speranza a un Paese che l'ha persa quindi non è una discussione da fare adesso si può discutere di tutto, ma non abbiamo tempo da perdere. Ci sono cose più importanti su cui siamo in ritardo, ma perché le primarie non vanno bene, non va bene concentrarsi su chi comanda nella coalizione, un'idea buona per chi vuole il premierato.
Ti coglie una subalternità alla destra, tutti i leader della coalizione progressista sottolineano ad ogni piè sospinto che il nostro punto di riferimento è la Costituzione, ma poi ci concentriamo sul nome invece che mettere tutte le energie sulla definizione della nostra agenda, dicono che lei sia tentato di candidarsi nel caso si facessero non o tentazioni personali però un pensiero fisso a cambiare questo Paese la vita di milioni di italiani decideremo insieme in a VS come sempre,
Avvenuto ci sono milioni di persone che hanno uno stipendio troppo basso, la crisi climatica esplosiva di cui incredibilmente non si discute politicamente.
Incomincerebbe dal clima, il 16 ottobre è convocato un grande sciopero globale per il clima dobbiamo essere in piazza costruttore in una proposta di governo in sintonia con quella mobilitazione alternativa alle destre clima previste.
È una enorme questione politica.
Il Concetto Vecchio chiede ancora a Nicola Fratoianni questa storia delle primarie, ancora una volta ripropone le divisioni nel centrosinistra, ma guardi che rispetto al passato, ai tempi dell'Unione di Prodi Bertinotti noi siamo molto più uniti, ne è sicuro, ma per la prima volta il centrosinistra, largamente coeso sulla stragrande maggioranza delle questioni come è successo nell'ultima risoluzione sulla spesa militare, le differenze sono marginali, ma questa coesione bisogna farla vivere, offrire speranza a chi l'ha smarrita, le cose possono cambiare e la politica può servire a cambiare la loro vita.
Insomma, bisogna fare prima il programma e Fratoianni lancia la proposta, farla vivere nel Paese con una mobilitazione comune, iniziative raccontare, cosa abbiamo in mente di fare in maniera comprensibile e quindi la proposta di Fratoianni è una.
Mobilitazione,
Comune, ciò che lo preoccupa di più è il rischio di offrire l'impressione di gruppi dirigenti scarsamente capaci di assumersi la responsabilità di cosa significa elaborare una proposta di governo per risolvere i problemi del Paese
Questo, tra l'altro.
Fratoianni, intervistato su Repubblica, se sono le primarie del programma e quant'altro a costituire elementi di divisione all'interno del campo largo il tema del fine vita, qualche questione pone soprattutto a destra, e allora prendiamo.
Prendiamo intanto.
Questa lettera di Zaia.
Sul fine vita, Marta Zambon sul Corriere della Sera, a pagina 13.
Si rivolge direttamente ai suoi concittadini. Luca Zaia, ora presidente del consiglio regionale veneto, in merito all'atteso conti di martedì sul fine vita, non voteremo sulla morte, ma sulla libertà della persona, esordisce Zaia, che già a febbraio del 2024 sponsorizzò senza fortuna quella stessa legge promossa dall'associazione Luca Coscioni leggere aggiungiamo noi d'iniziativa popolare promossa dall'associazione Luca Coscioni, che ora emendata dal suo successore, Alberto Stefani, ritenta la sorte in Aula.
Allora evento mancò di un soffio, un solo voto. Il primato tra le regioni il 1 settembre ci si gioca è quello tra le regioni di centrodestra, non a caso Zaia scrive su Palazzo Ferro-Fini sede del consiglio regionale, saranno puntati gli occhi dell'Italia intera, perché ciò che accadrà in Veneto va inevitabilmente oltre i confini regionali. Riguarda il rapporto tra libertà individuale e responsabilità delle istituzioni tra progresso della medicina, il limite delle cure tra diritto, coscienza, dignità e sofferenza. Avverto, quindi tutta la solennità di questo passaggio
L'ex governatore nel respingere anche solo l'ipotesi che su questo tema tanto dedicato si innestino calcoli di consenso avverte, ci sono momenti nei quali la politica deve avere la forza di rinunciare alla politica, la lunga missiva è punteggiata da frasi nette davanti a una materia tanto complessa nessuno possiede il monopolio dell'etica ricordando che il suicidio medicalmente assistito già esiste in forza della sentenza della Corte costituzionale del 2019. L'ex governatore chiede che la politicamente si assuma la responsabilità di organizzare procedure chiare,
E poi?
Vedremo, vedremo come andrà, non possiamo che ricordare come quella sentenza della Corte costituzionale sia stata il risultato e anche le 3 sentenze successive non meglio precisate specificato.
Incontro ordine
Frutto di una lunga battaglia partita con Piergiorgio Welby è proseguita con attraverso disobbedienze civili, proposte di legge, di iniziativa popolare e di referendum di iniziativa popolare e quindi poi anche di leggi regionali.
D'iniziativa popolare come quella
E sarà votata appunto in Veneto nei giorni scorsi ecco, questa è stata anche la settimana del primo caso di aiuto medico alla morte volontaria interamente a carico del servizio sanitario in Lombardia, inclusa anche la struttura pubblica nella quale è avvenuto, oltre all'assistenza dei medici e l'articolo della stampa.
Sono all'uopo.
Prendere.
L'articolo della Stampa, la Stampa di Torino.
Allarga appunto il campo titolando su
Zaia, anzi, no, questa è l'articolo proprio su Zaia, ma poi c'è anche un articolo più sulle questioni.
Del centrodestra, firma Laura Berlinghieri, Berlinghieri e Francesca Del Vecchio, lo strappo della Lega e i dubbi di Fratelli d'Italia. La partita si gioca anche in Lombardia e allora leggiamo sulla stampa di Torino, pagina 17. Sul fine vita il centrodestra si ritrova ancora una volta a fare i conti con le sue divisioni, con una Lega che prova a fare un passo avanti rispetto a Fratelli d'Italia, nelle due regioni più importanti guidate dal Carroccio veneto Lombardia. La posizione dei due figure apicali da tempo più aperta di quella di una parte della maggioranza a me interessa il secco no dei meloniani. L'ex governatore Luca Zaia due anni fa aveva sostenuto il percorso per una legge regionale sul suicidio medicalmente assistito fino al voto contrario del consiglio regionale.
Attilio, Fontana in Lombardia ha mantenuto negli anni un atteggiamento favorevole a discutere il tema, distinguendo la propria posizione da quella delle componenti più conservatrice della coalizione. Ora le 2 partite tornano a incrociarsi in Veneto, ci ri ci si riprova sulla scia della vecchia Amministrazione Zaia, quando l'Associazione Luca Coscioni aveva approvato a rendere Last la Regione leghista la prima in Italia a dotarsi di una legge sul fine vita. Due anni fa l'esito era stato sul filo di lana bocciatura, per un solo voto a contribuirvi. L'astensione della dem, Anna Maria Bigon, che ora ha cambiato idea martedì di il progetto di legge, tornerà in aula ancora davanti agli occhi di Zaia, che dismetterà le vesti super partes del Presidente del Consiglio regionale veneto, votando a favore
Quanto al resto un po'Kiesinger un po'pompiere stavolta ci ha pensato il governatore Stefano. Cercare una mediazione tra i suoi sarà garantita. La libertà di coscienza assicura il capogruppo leghista Barbisan io, ad esempio, mi alzerò. Voterò contro, mentre il presidente voterà a favore. Vedremo se, davanti a persone che aspettano una risposta, preparando degli equilibri tra partiti e correnti o il coraggio e dalla politica di decidere, commenta la consigliera di Abu S. Elena Ostanel, e dunque in Veneto continua la tradizione di una Lega progressista, incurante di uno strappo che comunque con il resto del centrodestra ci sarà
Questi pensano solo ad ammazzare la gente di chi acquista illuminata frase è la sintesi di Stefano Valdegamberi di futuro nazionale, mentre Riccardo Šujskij, leader di resistere partito che ammicca ai no-vax, dichiara da medico, sono per salvare le persone, non potrei mai votare questa legge,
La legge piuttosto limitata che fisserà la composizione delle commissioni etiche ci sarà anche un palliativista chiamato a fornire un parere da cui sarà possibile disvelarsi solo motivatamente introdurrà l'obiezione di coscienza che in realtà aggiungo io è già tale perché la sentenza della Corte costituzionale non impone ad alcun medico,
Di partecipare all'aiuto medico alla morte con totale, ma comunque è anche l'istituzione di un Comitato bioetico regionale a questi condizione, a quest'connettersi cominceranno anche diversi leghisti, ma non il capogruppo, né il suo vice, il cui voto sarà decisivo, sono 19 consiglieri su 51 e non si convinceranno i Fratelli d'Italia
Riquadri far sapere il vice capogruppo Baldan non ci sarà libertà di.
Coscienza quindi la coscienza.
Non resta leader, la Lombardia intanto aggiunge un elemento nuovo alla partita, alcuni giorni fa è stato reso noto il primo caso di suicidio medicalmente assistito, gestito interamente dal servizio sanitario regionale, un passaggio che rende il tema ancor più difficile tenere fuori dall'agenda politica e che riporta al centro anche la posizione di Fontana e del suo assessore Guido Bertolaso. L'apertura di entrambi è stata lungamente contestata da Fratelli d'Italia. Matteo Forte, consigliere meloniano ha parlato del rischio che il sistema sanitario si occupasse di morte invece che di salvare le vite. Una posizione quasi sovrapponibile a quella dell'associazione Pro Vita
Qui la discussione tornerà attuale nelle prossime settimane, poiché l'associazione Luca Coscioni ha comunicato che il prossimo 15 settembre saranno consegnate in Regione.
Le firme per chiedere una legge regionale sul suicidio medicalmente assistito in entrambe le regioni, più che una semplice spaccatura della maggioranza, è un problema di linea politica su una materia.
Perché ormai ardita concretamente dentro il sistema sanitario centrodestra deve decidere se continuare a considerarla soprattutto una questione identitaria o provare a costruire una disciplina, un'ulteriore apertura arriva dalla vicepresidente del Senato.
Di Forza Italia, Licia Ronzulli. È fondamentale che la politica si prenda le proprie responsabilità, come ci chiede da anni la Corte costituzionale, il Parlamento decida una volta per tutte questo.
Ronzulli.
E l'articolo di Berlinghieri Del Vecchio lo trovate sulla Stampa di Torino e quindi questi i due temi principali che abbiamo scelto relativamente al confronto.
Tra i partiti ci sono invece all'interno, soprattutto delle coalizioni.
Campo largo sulle primarie e centrodestra sul fine vita ci sono invece i i temi che dividono più nettamente le coalizioni, anche se non con toni e termini del tutto omogenea, ma il caso Ranucci e la questione della legge elettorale, allora sul caso Ranucci.
Possiamo prendere per intanto vediamo dai titoli dai titoli di apertura, allora, da una parte.
Prendiamo.
Repubblica battaglia sul nuovo report.
Sigfrido Ranucci attraverso i suoi legali, contesta formalmente la.
Rimozione da Report è illegittima, chiede il reintegro redazione in rivolta, solo cinque giornalisti su 60 si schierano con i due nuovi conduttori indicati dalla Rai Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi il caso arriva a Bruxelles con l'accusa di violazione del.
Media Freedom Act, la destra all'attacco del giornalista, questa è la sintesi che fa
Repubblica, prendiamo anche quella.
Del Fatto Quotidiano, la lettera di Ranucci per la battaglia in Rai, il giornalista vuole spiegazioni sulla sua incompatibilità possibile, una causa per un reintegro in video in tempi brevi e dall'altra parte in termini di schieramenti, tra virgolette politico editoriali abbiamo,
Delle accuse dagli USA
La cosa si fa naturalmente interessante.
Il pm ora si chiedono perché il conduttore?
Abbia dovuto inviare.
Un determinato messaggio.
Le sms da Ranucci a Lavitola, con l'indicazione delle due automobili.
Poi colpite dalla bomba
Paolo Zampolli, questa è la novità lo scoop del giornale Paolo Zampolli al giornale dice Ponti di Washington ritengono che Ranucci fosse a conoscenza del fatto che si stesse organizzando un attentato ai suoi danni.
Tutto questo diventa titolo in prima pagina accuse dagli USA, sapeva e queste accuse sono di Paolo Zampolli, che forse qualcuno avrà seguito come personaggio.
E non saprei bene definirlo, ma nelle vicende.
Vicino a Trump,
In qualche modo, ma insomma fonti di Washington, quindi.
È la citazione di Zampolli che cita, non meglio precisate, fonti di Washington libero.
La mette diversamente con questa apertura, occhio arriva The le toghe, allora uno potrebbe pensare, sostituiranno Ranucci con so con Gratteri, magari e qui invece il riferimento è al preannuncio di causa i legali di rinuncia alla Rai, stop, alla rimozione e minacciano richieste di Lazar germe di risarcimento il piano è quello di commissariare report per mano dei giudici e toccare al coma e tornare al comando ed è il giurista costituzionalista.
Nicolò Zanon, che scrive l'editoriale sui diritti fantasma e il rischio di dare le chiavi ai pm.
E la vicenda Ranucci, che è stato un po'uno dei tormentoni del dell'estate, quindi non promette di non finire qui e che ci consente di andare all'altro tema, quello della legge elettorale, anche il tema della legge elettorale non ha nulla di conclusivo, naturalmente sui quotidiani di oggi anche perché domani è previsto il vertice con gli sherpa cosiddetti dei partiti forse anche ci saranno i segretari, vedremo,
Vedremo come.
Come andrà la cosa qui, la contrapposizione è netta, perché da una parte i paventa, la contrapposizione tra le coalizioni netta da una Paolo, almeno così sembra da una parte si paventa la piazza e dall'altra.
Sì, ragiona su possibili aggiustamenti e allora prendiamo partiamo dalla dal campo largo della piazza, con Andrea Bulleri sul Messaggero, no pasaran è pronto a tornare sulle barricate, il fronte progressista in Parlamento, certo, ma soprattutto fuori in piazza, per provare a mobilitare ancora quel popolo del referendum che a marzo ha arriso,
Al centrosinistra, correndo in massa a votare no alla riforma della giustizia targata Nordio, Meloni e che nei mesi successivi, nonostante il proposito dei leader di non disperdere quel seguito fatto di tantissimi giovani, è sembrato invece riporre gli entusiasmi nel cassetto. E allora, eccola, la strategia che prende corpo tra i progressisti e chiamare la piazza per una nuova madre di tutte le battaglie, quella contro la legge elettorale, quel melone illum, così apostrofato dalle opposizioni che lo considerano un antipasto del premierato, una legge incostituzionale, con premio di maggioranza abnorme che crea un vincitore, pigliatutto martedì scadrà il termine per gli emendamenti in Commissione al Senato. Ed ecco che, Riccardo Magi, fa capire l'antifona, torneremo a dare battaglia, dentro e fuori il Parlamento, tutti in piazza, insomma, contro la legge antidemocratica e plebiscitaria che trasforma una minoranza nel Paese in una maggioranza schiacciante in Parlamento e che ha solo l'obiettivo di far arrestare la destra imbullonata al governo. Questo è tutto un virgolettato di Maggi per la mobilitazione e il segretario di più Europa già in testa luogo e data 15 settembre zone al Senato, il giorno in cui il melone Helium dovrebbe approdare in Aula a Palazzo Madama,
E quindi, secondo Bulleri c'è la possibilità che la proposta di immagini venga accolta.
All'interno della.
Della coalizione.
Sempre diciamo, in coerenza con quello che viene definito il insomma la stella polare, la difesa della Costituzione, vediamo dall'altra parte deprimiamo intervistato.
Sul Sole 24 ore.
Da Emilia Patta, Andrea De Priamo è presidente della commissione Affari costituzionali del Senato.
Era proprio necessario cambiare per la quinta volta in trent'anni le regole per eleggere il Parlamento e deprimiamo risponde il punto è che dopo molti anni siamo di fronte alla legge elettorale, che non è costruita sulle convenienze politiche di una parte, ma si pone l'obiettivo di rendere un dato costante della vita politica parlamentare della Repubblica la stabilità di governo, una stabilità di cui in questa legislatura abbiamo potuto godere sia sul piano delle relazioni internazionali che sul piano economico, Pirelli in condizioni del tutto particolari, a cominciare dal fatto che il centrosinistra si presenta diviso alle ultime elezioni, sa legge consente la creazione di una maggioranza scelta e consente soprattutto di avvicinare e stimolare la partecipazione degli elettori, chiamati ad esprimere un chiaro indirizzo politico attraverso l'indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio, con un programma e una coalizione. Certo, è chiaro che il cittadino
Sa che si va a esprimere su chi governerà il Paese, il nostro intento è evitare la cosiddetta palude un mandato troppo ampio ai partiti.
È messa così.
Qualche problema su una rispetto a una Costituzione che prevede che il presidente del Consiglio, ossia scelto dal Parlamento, in effetti comunque secondo.
Secondo De Priamo.
è chiaro che il cittadino sa che si va a esprimere su chi governerà il Paese.
L'aumento della soglia del 42% dal 40 iniziale è stato deciso per non rischiare di incorrere in rilievi da parte della Corte costituzionale.
La legge elettorale come oggi è effettivamente una legge a vocazione prevalentemente maggioritaria, ma che può avere un esito di proporzionale puro, si confida nella scelta degli elettori nella loro capacità di capire che il raggiungimento della soglia del 42% è fondamentale per avere una maggioranza di governo, un richiamo al voto utile, insomma, ma io penso che il fenomeno, il fenomeno Vannacci, sia sopravvalutato e che al dunque prevarrà tra gli elettori di entrambe le parti la volontà di scegliere chi debba governare il Paese e poi la proposta del ballottaggio rilanciata da Marcello Pera, proprio sul Sole ventiquattr'ore. C'è una riflessione in corso ed esclude il ballottaggio. È un'ipotesi che stava nella prima stesura del provvedimento
Non è certo un tema peregrino,
L'intervento del presidente Pera.
È stato ascoltato attentamente quando parla il presidente Pera, c'è sempre grande attenzione, eccetera, eccetera il ballottaggio, però, al momento non trova una condivisione nel complesso della coalizione, ci confronteremo su questo e su tutti i temi che verranno posti anche con le opposizioni, sia in Commissione,
Che in aula e quindi al momento nessuna Cohen, non c'è condivisione per il ballottaggio, ma potrebbe anche
Essere considerata.
Le preferenze.
In questa legge ha già il vantaggio di avvicinare gli elettori della politica tra mela, tramite la scelta di fatto del futuro governo attraverso le preferenze. Questo protagonismo degli elettori aumenta ancora, perché restituiamo loro la possibilità di scegliere direttamente da chi essere rappresentati. Ne condivido la tesi di chi sostiene che si tratta di preferenze. Finte, perché attraverso le 3 preferenze possibili, attraverso l'evidenziazione che ci sarà un capolista, cioè una maggiore conoscibilità da parte degli elettori rispetto alle liste bloccate sulla questione di genere, ci sarà sicuramente un riequilibrio nella riformulazione dell'emendamento. Inoltre, anche alla luce delle audizioni svolte in Senato, io credo che vada ripensato l'emendamento che esclude i partiti in coalizione sotto il 3% dal computo della cifra elettorale ai fini del premio
Questo, tra l'altro, sono gli aspetti che.
Andrea De Priamo, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, esponente di Fratelli d'Italia, esprime nella.
Sua intervista al.
Sole ventiquattr'.
Per ore.
In questione, che ci si ci riavvicina in parte alla politica internazionale è quella del caso Fedorov Fedorov, arruolato come consulente Fedorov, ex ministro della Difesa, che poi è stato sostituito da Zelenskij, provocando anche.
Importanti reazioni di rivolte di piazza e manifestazioni di piazza in in Ucraina
Ci sono diversi commenti sul punto, uno di questi è l'editoriale.
Di Travaglio che non ha.
Apprezzato.
La scelta del del governo italiano.
Come se non se già non fossimo purtroppo all'avanguardia sul mercato della morte Fëdor of, forse scambiando Roma per Kiev, permette di assistere in Italia, nell'adozione di tecnologie di guerra moderna, qualcuno, magari il garante della Costituzione dovrebbe spiegargli che l'Italia ripudia la guerra moderna eppure antica questa la battuta con la quale Travaglio liquida la questione.
Approfondiamo però il tema del degli onori tributati in Serbia a
Il generale Mladić.
Su questo.
C'è un editoriale di Vittorio Feltri sul Giornale.
Eh.
Andiamo a prendere.
Tra Mladić e alla.
Cosa scrive
Mladić le ragioni dei serbi, che non condivido, ma capisco.
Raramente la mette così.
In quella guerra non l'hanno accesa i serbi da soli c'era stata una dichiarazione unilaterale di indipendenza benedetta dagli Stati Uniti e dalle potenze islamiche, con l'Europa divisa, com'è suo costume, in quel conflitto si esercitano anche i miliziani stranieri della futura Al Qaeda e le loro decapitazioni stanno agli atti dell'Aia non nella propaganda di Belgrado.
E poi veniamo al punto che scotta che cosa abbiamo costruito laggiù dopo due guerre, 30 anni di soldati di denaro occidentale, due Stati fragili, la Bosnia, il Kosovo, dove il potere vero ce l'hanno le reti criminali, dove passa la rotta che porta in Europa eroina armi e uomini.
Da quelle parti, l'Occidente aveva deciso una volta per tutte chi fosse il pericolo lo slavo.
Mentre il musulmano era la vittima da proteggere, il multiculturalismo, la bandiera per coprire le operazioni che di umanitario avevano comunicato stampa quel riflesso non si è spento lo trovate oggi in Ucraina con la guerra che macchina uomini di negoziati fermi sia chiaro perché non mi si faccia a dire ciò che non dico nulla di questo rende Putin un agnello Nam Bloody su un galantuomo rende noi dei sonnambuli,
Non sono d'accordo con i serbi, ma li capisco.
E però va detto anche a loro, se non si rinuncia all'occhio per occhio, alla fine non restano né occhi né denti, Mladić avrà i suoi onori militari, noi faremo di peggio, ci sottometteremo Abdallah questo.
Il Feltri, sul Giornale andiamo a prendere.
Un'intervista.
Di segno.
Molto diverso lo trattano da eroe perché un Paese diviso per etniche dimostra che ha vinto lui.
E stiamo parlando di Ratko scusate, no, naturalmente non di Ratko Mladić, ma di Elvira, Musik, Musik, scrittrice bosniaca, immigrate in Italia negli anni 90, dopo la guerra dei Balcani e suo padre fu uno degli oltre 8.000 uomini trucidati a Srebrenica, cos'ha provato quando ha saputo della decisione del governo di Belgrado di tributare a Mladić gli onori militari e di stato di celebrarlo come un eroe, non pensavo si potesse arrivare a tanto per un criminale di guerra, ma allo stesso tempo devo dire che non è stata una sorpresa, visto il clima che si respira in Serbia, il rispetto di cui Mladić gode tuttora non è una questione che nasce ieri. Ricordiamoci che è stato latitante per più di 15 anni, un periodo nel quale i vertici del governo sapevano dove fosse
E lo hanno coperto viene celebrato come un eroe nazionale, perché per la maggior parte dei serbi lo è. Quali fattori, secondo lei hanno impedito una cesura con quell'epoca domanda, Annachiara Mottola di Amato su Repubblica e risponde la scrittrice per cambiare le cose. Serve tempo, e quello è il passato, ma serve anche lo spazio affinché emergano narrazioni capaci di smontare quella ufficiale, e quest'ultimo elemento che è mancato. Gli spazi per una memoria alternativa sono stati soffocati e compressi. Nel frattempo, una certa visione della storia venne raccontata e sull'edificata questo succede quando vince la guerra e purtroppo nei Balcani la guerra ha vinto perché il trattato di Dayton, che ha messo fine al conflitto, ha diviso un Paese su base etnica, di fatto, confermando le ragioni che avevano portato a quello spargimento di sangue e questa riflessione molto politica è molto importante e fa pensare
Ah, quanto sia fondamentale per una pace e di lungo periodo dove un criminale di guerra non sia celebrato come eroe nazionale, l'importanza del federalismo della.
Delle istituzioni multietniche laiche.
Degli Stati multietnici laici.
E anche della prospettiva federalista europea di come il fallimento di una prospettiva.
Realmente federalista europea sui Balcani sia finora stato totale e le conseguenze.
E le conseguenze che, sì, si continuano a pagare a proposito di federalismo, uno dei leader.
Federalisti mondiali, leader politici in questo caso, anche se pochissimo conosciuto da questo punto di vista è il Dalai Lama e ricordiamo come per decenni con ostinazione abbia perorato la causa non indipendentista del Tibet, ma autonomista e quindi federalista.
Questo a questo va la memoria, se andiamo a prendere un'altra notizia che ha connotato questa settimana la tragedia tra Tibet e.
Nepal
Un elemento politico che non ho visto particolarmente presente.
Sull'informazione in questi giorni lo coglie libero, a pagina 17, dietro il disastro in Nepal, lo scempio fatto dalla Cina.
Il governo tibetano in esilio si legge nell'articolo di Maurizio Stefanini su Libero.
Ha rilasciato una nota in cui denuncia, come sul plateau tibetano, il governo cinese stia portando avanti diverse attività distruttive per l'ambiente con il pretesto dello sviluppo, causando un numero un aumento delle temperature a un ritmo raddoppiato. Oggigiorno il governo cinese sta espandendo apertamente incessantemente progetti in tutta la catena himalaiana, giustificandoli come fonti di energia verde, tra cui la costruzione di bacini idrici e di progetti di energia solare, progetti di collegamento ferroviario, queste azioni irresponsabili stanno infliggendo gravi danni all'umanità nel suo complesso. Questo non è il momento di rimanere in silenzio di fronte a circostanze che potrebbero portare a pericoli ancora più gravi in futuro. E poi ci sono altri approfondimenti approfondimenti sul tema
Ricordiamo che in tutto il Tibet.
Ecco, no, prendiamo questo passaggio, contrariamente a tutte le altre ricostruzioni, i media ufficiali cinesi è la stessa ambasciata di Pechino a Kathmandu continuano a sostenere che la colata di fango e detriti sia stata originata da un crollo avvenuto sul versante nepalese del ghiacciaio, ma in tutto il Tibet l'accesso ai media,
Internazionali è stato bloccato e la censura cinese sulle origini del disastro è stata denunciata da media come Garnier al New York Times e BBC.
Siamo su Libero a pagina 17 e forse questi aspetti sono state un po', diciamo così, negletta dai media.
Dai media italiani abbiamo.
Visto l'apertura del Manifesto su l'appropriazione da parte statunitense del Baccini delle riserve petrolifere,
Venezuelane, prendiamo un'analisi di l'analisi di Ezio Mauro su
Per ribadire il punto su Trump, perché?
Perché ogni settimana?
Porta.
I suoi aggiornamenti e le sue novità.
Qual è l'analisi di Mauro, come se fosse precipitato dentro un romanzo sudamericano e Donald Trump e oggi, prigioniero del suo labirinto, l'uomo più potente del pianeta, che ha trasformato la dottrina americana in forza alla politica in comando? Le alleanze in dominio non riesce a districarsi dal disordine mondiale che ha creato con le sue stesse mani, scambiando alleati e avversari, dirottando l'intesa storica con l'Europa, logorando il concetto stesso di Occidente, abiurando la concezione della regola democratica come principio ordinatore del mondo, anche la rappresentazione di sé che nasce da questo procedere erratico e contraddittoria ambivalente fino all'ambiguità, il grande mediatore mediorientale, il pacificatore del conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina, il pretendente al Nobel per la pace si alterna al grande giustiziere all'uomo che cambia il destino del mondo e in nome di terre, laghi e mari, con un tratto di penna sulla carta geografica, annettendosi lo stretto di Hormuz, minacciando perennemente di prendersi la Groenlandia, avvertendo che l'Oman può farlo saltare per aria se non si allinea al volere della casa Bianca. Si smarrisce il ruolo del presidente americano in questo passaggio della storia. La parte che intende sostenere sulla scena mondiale è infatti non si capisce più se nell'ultima telefonata con Putin sul rischio di un attacco e del di attacco della Russia ai Paesi NATO,
Trump parlava a Mosca come garante dell'Occidente o pensava di rassicurare l'Occidente come garante del Cremlino. Il risultato di questa confusione politica, secondo Ezio Mauro su Repubblica, è la perdita di autorità interna e internazionale della leadership del presidente
Vale a dire l'indebolimento dell'America.
C'è una continua rinuncia alla politica, intesa come costruzione di un sistema di convivenza civile e sostituita dalla libertà della forza.
La stabilità sostituisce l'ordine che era costruito su regole, istituzioni, diritto internazionale, alleanze, convinzioni, organismi internazionali di prevenzione dei conflitti, la stabilità, invece, può reggersi sul pur equilibrio dei rapporti di forza, è un salto rilevante osserva.
Osserva Ezio Mauro
Il rovesciamento di Trump, che vede nell'ordine internazionale un ostacolo,
No al libero dispiegarsi della potestà di comando e ribalta la storia, è qui che il presidente americano si sta smarrendo a diffide, a differenza dei suoi predecessori, ha cancellato la regola in nome di un esercizio sovrano del comando, ha rifiutato ogni coscienza del limite, ha respinto il camion e democratico come principio guida delle sue scelte, ha trasformato gli alleati storici sudditi, ha applaudito i dittatori, è uscito dal sentiero dell'Occidente insofferente ai suoi principi e infine ha infranto l'ordine internazionale in cui costi custodivano la nostra fragile convivenza, l'unica mappa che gli è rimasta e se stesso, che è anche il cuore del problema. Ecco perché non riesce a uscire dal suo labirinto, Ezio Mauro, su
Repubblica, segnaliamo anche in Intervista a Jonathan Safran Foer scrittore,
Intervistato sempre su Repubblica che parla del tema dei cambiamenti climatici, ma vogliamo concludere sulla intelligenza artificiale, perché ci sono due editoriali uno, quello di Taino sul Corriere della sera, diciamo così più neutro, così la la, l'artificial intelligence, ci cambia la vita dal lavoro alle relazioni come l'intelligenza artificiale cambierà la nostra società e perché la politica deve discuterne ora perché è una sfida che non si può ignorare.
È un dato di fatto, è che l'onda della della I è ormai un problema politico, probabilmente il maggiore da ora per i prossimi anni, i governi però fanno una fatica immensa ad affrontarlo.
Poi.
Cosa scrive ancora Taino?
Al momento agli gli elettori sembrano essere un passo più avanti dei politici, almeno negli Stati Uniti, nel 40% delle campagne per le elezioni di midterm di novembre, la questione dei litigi, dell'intelligenza artificiale si sta imponendo, soprattutto per l'opposizione popolare dei data center che consumano grandi quantità di energia acqua ma anche riguardo ai problemi profondi che Lai promette o minaccia.
L'Artificial Intelligence Act dell'Unione Europea, un tentativo di affrontare la questione, ma è stato criticato da chi ritiene che sia troppo rigido e limiti gli sviluppi positivi dell'intelligenza artificiale.
Eh.
C'è un altro articolo, più più nette, più schierato sul Manifesto e che affronta il tema della sovranità tecnologica sul piano.
E a livello nella dimensione europea, negli Stati Uniti assistiamo a un conflitto importante contro il data center e alla rabbia, verso l'uniformità dell'intelligenza artificiale che, vista da vicino sottrae capacità cognitive, restituisce disoccupazione, non garantisce il progresso nelle condizioni di produzione e riproduzione.
L'Europa rincorre investendo in conglomerati industriali imponenti per potenza e consumi, senza sapere se davvero qualcuno avrà bisogno dei loro dati e delle loro elaborazioni.
La narrazione sulla sovranità si ferma alle soglie del digitale, il data center infatti sono costruiti seguendo le richieste delle big tech internazionali e non si capisce se sarà possibile tutelare i loro dati dagli usi abusivi delle multinazionali, l'intelligenza artificiale sviluppata nella California libertaria e un progetto estrattivo che prolifera appropriandosi ed espropriando risorse comuni non abbastanza protette dati personali di energia, acqua minerale, capacità cognitive per tranne il valore commerciale oppure intensificare la sorveglianza a scopo bellico o per controllare la popolazione automatizzando la discriminazione delle soggettività deboli o marginalizzate che tante battaglie per i diritti civili avevano reso più difficili da perpetrare.
E questo è l'articolo di Teresa numerico intitolato l'Europa colonizzata dalle piattaforme, un estratto di questo articolo e con questa segnalazione chiudiamo qui la puntata di oggi di stampa e regime.
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