L'evento è stato organizzato da Partito di Unità Proletaria.
Sono intervenuti: Lucio Magri (PDUP).
Tra gli argomenti discussi: Pdup.
Rubrica
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09:15
14:30 - Roma
9:45 - Roma
11:00 - Roma
15:45 - Roma
17:00 - Roma
18:00 - Roma
15:00 - Riccione (RN)
15:00 - Santa Maria Capua Vetere (CE)
9:00 - Potenza
PDUP
Allora compagni
Allora invito ancora i compagni che sono in via di sistemazione a prendere posto
Perché
Ecco anche gli ultimi capannelli
Il giovane godono essi perito nove siano essi cedente
Così possiamo iniziare
Pane diamo inizio ai lavori di questa nostra assemblea nazionale dei delegati i compagni saranno che arriviamo a questa Assemblea
Dopo una discussione che nelle strutture territoriali nelle regionali nelle federazioni ha portato all'elezione dei delegati che sono qui presenti sulla base della proposta
La direzione affatto nei mesi scorsi di confluenza del produttore nel Partito Comunista questo è l'atto finale di questa nostra discussione abbiamo voluto quindi in questo senso a questa discussione dare un carattere prevalentemente in quell'anno non parlo di questo quindi una discussione
Di ordine congressuale ma una discussione capillare che vedesse però anche in questa Assemblea nazionale un carattere di discussioni in Terna in questo senso
Abbiamo evitato crediamo opportunamente la presenza anche di partiti politici di delegazione di altri partiti
Abbiamo cioè teso a una discussione ripeto che avesse principalmente questo tipo di carattere proprio perché è anche frutto di una discussione capillare che c'è stata ma di questo tipo di carattere interno
Dal punto di vista mescolando i compagni sanno che abbiamo voluto caratterizzare questa fase anche su un terreno di una verifica politica con iniziative pubbliche confronti
Unitari con il Partito comunista con i nostri sezione le nostre federazioni eccetera eccetera
Alla Assemblea sono presenti inoltre
Una serie dei compagni e che sono stati invitati ai lavori di questa Assemblea
Sulla base di segnalazioni che i comitati regionali hanno fatto stante la questione voi sapete della e accentuare delegati che poteva escludere
Questo o quell'altro compagno abbiamo cioè tesa a vedere anche di non essere fiscali fino in fondo quindi dal suo punto di vista lo preciso perché alcuni mi hanno domandato la presenza di compagni eccetera sono compagni invitati che evidentemente seguiranno tutta la parte dei lavori che riterremo opportuno non limitare ai soli compagni delegati a questo proposito prima di dare la parola al compagno ma anche per la relazione introduttiva ricordo sono ai compagni delegati e invitati
Che ancora non avessero ritirato va bene grazie all'invito di farlo a questo punto al termine ovviamente della relazione introduttiva
Più o meno del previsto il meccanismo laggiù in fondo Company distribuiscono queste cose in modo tale da poter garantire anche formalmente che le cose siano apposto
Allora permeata questa breve precisazione diamo la parola al compagno Lucio Magri segretario nazionale del produttore
Quando due mesi fa
Per la prima volta a nome della segreteria
Ora il tratto la proposta
Di una nostra confluenza tempi rapidi nel Partito Comunista Italiano
Ho detto con molta franchezza
Che queste proposte
Non solo doveva essere approvata e approvata da una larga maggioranza del partito
Per potere poi realizzarsi ma che doveva essere politicamente
Verificato
Anche in un dibattito esche
Perché la confluenza
Aveva un senso
Se riuscivamo a farla vivere
Ai nostri compagni
Ai compagni del Partito comunista che e anche all'esterno
Non come la chiusura di un esperienze
Ma come scelte per il futuro
Ricca di motivazioni
Di convinzione
Voluttà
Risultato non solo e non tanto di difficoltà ma anche di successi politici realizzati una scelta dunque comprese e rispettare
Beh questa verifica l'abbiamo fatta e con impegno
E possiamo dire
Fino in fondo
Che è stata una verifica positive
Una larga maggioranza dei compagni del dubbio
Approvato
Questa proposta
Ma soprattutto nel corso di queste settimane
Molti compagni
A questo proposito sono via via passati da una posizione
Di accettazione rassegnata
A una citazione convinte e anche
Teresa con qualche entusiasmo io per primo devo dire
Nel corso di queste settimane
Ho cambiato
Convinzione è stato d'animo
Quella che all'inizio mi è parsa
Una delle soluzioni possibili del nostro itinerario sia pure la migliore la più ragionevole mi appare oggi fino in fondo come la soluzione
Giuste
è una soluzione
Molto produttivi
Una minoranza del partito cioè non irrilevante che non accetta questa scelte e tuttavia in ogni dibattito abbiamo visto che ne capisce il valore e vuol continuare a lavorare insieme con noi e con il partito comunista in un'area comuniste articolata ma unitaria
Il Partito Comunista ha discusso anche esso seriamente
Di questa proposta
Capendo né il valore politico
Non marginale
Ha accettato non solo questa proposta senza chiedere autocritiche
Ma anzi valorizzando il significato politico della nostra esperienza
E di questa sua conclusione
Come momento di uno sforzo suo di apertura
E di crescita
E questo è avvenuto non solo a livello centrale
Ma in ha sempre numerose in tutto il paese
Con una larga partecipazione di compagni
Nelle quali si è discusso apertamente
Ma senza che sia Russel affiora arse in nessun settore del partito comunista diffidenza recriminazioni
Anche le forze politiche o di opinione esterne
Che hanno variamente commentato questa nostra decisione hanno in comune realtà nel Complesso
Espresso un atteggiamento interessa questa nostra scelta non è apparsa insomma una rinuncia né una bizzarria
Ma una scelta se seria e di qualche ambizione
Insomma oggi qui possiamo tirare le file di questa verifica e prendere senza incertezze o angosce una decisione ormai molto dignità
Questo per azione politica è decollati
Tutto ciò però
Devo dirlo francamente crea ora ammette qualche difficoltà
Ricordo
Non personaggio di Eduardo De Filippo mi pare
In Napoli milionaria
Eduardo si alzava in un basso di Napoli in una mattina d'inverno e diceva mamma mia che freddo che fa stamattina
Beveva il caffè ripeteva mamma mia che freddo che fa stamattina
Cominciava a farsi da barbe ripeteva mamma mia che freddo che fa stamattina
E la moglie sbotta e la terza volta che lo ripeto
Lui se ne rende conto si volta
E poi replica
Mia cara se dovessimo dirci solo quello che non ci siamo mai detti ce ne dovremmo stare sempre zitti e questo è un po'la mia situazione di stamane abbiamo discusso per me sì di questo tema a tutti i livelli
Le opinioni sono ormai radicati definite in ciascuno ciascuno di noi ha già sentito le ragioni degli altri all'esterno abbiamo chiarito eri chiarito le motivazioni della nostra scelta
Ed è stata data a questa stessa Assemblea una relazione scritta che costituisce la base della sua bici discussione
Ed è la nostra decisione del resto un congresso ancora recente aveva già definito in modo abbastanza esauriente sistemato una nostra elaborazione di anni
Mi limiterò dunque in questa breve introduzione a ribadire i passaggi essenziali del ragionamento
Cercando di ripetere
Di non ripetere
Ciò che ormai è del tutto ovvio e semmai di approfondire qualche passaggio del ragionamento rispondendo ad alcune obiezioni che sono immerse nel nostro dibattito interno o ci sono state mosse da altri interlocutori
Prima questione
La confluenza
è il ritorno di un pezzo del Partito comunista
Che si era staccato quindici anni fa
E in quale misura lo vuole in che senso
Non è un interrogativo irrilevante
Perché stimola una riflessione un bilancio sul se senso della nostra storia di quindici anni
Che nel futuro spesso perché spero ciascuno di noi si impegnerà a fare ma che in qualche modo non può essere oggi del tutto taciuto
A me finora è parso opportuno in queste settimane tagliar corto su questo argomento
Sottolineare cioè perché è vero che la rottura del mille novecentosessantanove fu solo l'avvio di un processo
E la confluenza attuale è il prodotto di questo processo
A nuovi protagonisti trasformati dalla spesso esperti loro esperienze e avviene su nuovi basi politiche
Ma forse il discorso deve essere a questo proposito un po'più articolato e complesso
Qualche giorno fa la compagnia cartelline scherzosamente mi ha domandato chiacchierando
Se quindici anni fa avrei mai pensato di tornare nel partito comunista
è un interrogativo che da molti anni aveva in qualche modo censurato
Ma riflettendoci con franchezza mi è tornato alla mente che proprio il giorno che lamiere radiazione
Io avevo su questo punto un'opinione molto chiaro Lucille
Pensavo
Che se riuscivamo a lavorare
A tenere salda una bussola
Saremmo tornati
E questo è questa riflettendoci al fondo
In realtà non era in quel momento l'Effetto
Di un momento duro di un travaglio
Il riflesso di preoccupazione che nasce da una rottura
Era in effetti un punto qualificante
Di quella stessa battaglia che ci portava fuori dal partito
Perché sempre fu almeno nell'esperienza nostra di quel gruppo di allora
Chiara una corsa
Che non si trattava non era né possibile né utile
Costumi la costruzione di una forza rivoluzionaria contrapposte
Alla crisi o al tradimento del movimento operaio storico
Ma che il problema sul tappeto e al quale avevamo dedicato tutte le nostre forze pagando anche quella rottura
Era quella di stabilire un canale di comunicazione una dialettica vitale tra la storia del mondo Chimento operaio e delle sue organizzazioni e quanto veniva emergendo fuori è spesso contro di esse nel nuovo movimento
L'idea
Di questa dialettica
Tra il movimento operaio storico
E movimenti emergenti
Non era soprattutto all'ora
Una velleità una pura esigenza
E se aveva una base reale
Anzitutto una base soggettiva
Perché molte delle tematiche che esplosero proprio in quegli anni
Critica qualitativa dello sviluppo capitalistico e del modello consumistico critica della delega della democrazia delegata e valorizzazione del momento consiglia
Critica dei blocchi e della coesistenza come partnership russo americana volta a consolidare lo status quo mondiale
Erano da tempo presenti il vive nel dibattito del Partito Comunista Italiano
Noi eravamo stati a lungo parte in tutti gli anni si è Sante
E anzi esse avevano radici ancora più profonde nel Togliatti del Memoriale di Yalta e ancor di più nel Gramsci dei Quaderni
Ma poi soprattutto questa idea di una dialettica rivitalizzante reciproca
Tra vecchio e nuovo aveva allora soprattutto una base oggettiva
Proprio nella peculiarità del Sessantotto italiano
Perché qui nuovi soggetti nuovi bisogni che oggi potremmo definire delle società post industriali emersero con un intreccio intimo con una singolare contemporaneità
Con il movimento di rivolte e di affermazione dei propri diritti e dei propri valori dell'operaio massa quel movimento che altrove era avvenuto in altre fasi penso ad esempio agli Stati Uniti degli anni Trenta
E proprio in questo soggetto sociale definito gli operai gli operai della grande fabbrica i loro consigli le loro rivendicazioni qualitative di contestazione dell'organizzazione del lavoro della gerarchia
Poteva operarsi la saldatura tra vecchio e nuovo
Che desse consistenza a un pieno sbocco politico ma allora quell'obiettivo fu mancato
Per errori nostri e per incapacità del Partito comunista e di usare positivamente la nostra stessa dissidenza un filo si interroga
E questo costoro un prezzo un prezzo allo stesso partito comunista
E proprio in una fase decisiva
Pur mantenendo a differenza di ogni altro partito comunista dell'Occidente viva un'attenzione culturale e anche una sapienza tattica nei confronti del movimento in sorgente
Non riuscì a sviluppare una vera riflessione strategica del tipo ad esempio di quella che si è venuta avviando negli ultimi anni rispetto alle tematiche nuove che nel sessantotto ha sfiorato
Cosicché la vera ondata di espansione politico-elettorale avvenne in una fase successiva
Quella per intenderci del divorzio delle lotte civili quando già il movimento aveva perduto parte della sua forza ricchezza e qualità
Ma comportò quella rottura un prezzo ancora più pesante per noi
Perché ci trovammo fuori dal partito comunista per così dire come sospesi nel vuoto
Con un bagaglio di idee che ci permise l'ora di elaborare alcune ipotesi alcune tesi penso alle tesi del settanta che ancora oggi appaiono rilevanti
Ma del tutto privi di uno strumento di un radicamento che ci permettesse se non di praticarle quelle idee almeno di farle intendere
In questo senso dunque radicale quello di oggi non è un ritorno perché è una scissione del Partito comunista allora non ci fu
I soggetti cui prevalentemente la nostra riflessione si rivolgeva anzitutto gli operai dei consigli rimasero ben ancorati nella sinistra storica sia pure nella forma specifica Offerta dall'autonomia sindacale
E d'altro lato la nuova sinistra per esperienze per cultura tendeva a seguire altre strade altre culture molto più movimentista è o più dogmatica e del resto ciò non fu vero solo per noi
Anche tutta un'emorragia di quadri che nel corso degli anni sessanta si staccarono dal Partito comunista italiano penso allegorici dei gruppi marxisti treni misti non incisero mai sul serio
Sulla base sociale operare
In quel momento dovremmo allora in un certo senso ricominciare da zero partire dalla realtà militante della nuova sinistra per ricostruire nella lotta e con tutti i pericoli dunque ricorrenti di estremismo una riflessione critica complessiva una visione del processo rivoluzionario in Italia
Non a caso quelli furono gli anni in cui mettemmo radici nuove di gruppo politico
Raccogliemmo più copiosamente militanti ma anche nei quali meno rilevante fu il nostro ruolo politico intellettuale
Una nostra specifica funzione nel quadro del movimento
E tuttavia tra moltissimi errori esima arrendo in qualche momento lasse della nostra specifica collocazione nella sinistra italiana un risultato
Fu acquisito proprio grazie alla ostinata decisione di fare politica nella realtà e organizzando compagni reali
Quello di costituire un nucleo di quadri e di idee
Che avrebbero poi retto la prova cruciale degli anni di piombo il momento cioè che la crisi della nuova sinistre senza cedere la logica del pentitismo politico della liquidazione di un'esperienza ma senza nessun compiacimento verso la tentazione nella lotta armata
Anzi proprio alla metà degli anni Settanta si può dire che prese forma pienamente una nostra identità politica culturale
Uno stile di lavoro che poi ci hanno portato come progetto politico alla scelta attuale e le danno un significato di sviluppo e non di rinuncia
Un'identità nuova sulla quale si ritrovarono proprio all'ora e non a caso se poi in do percorsi del tutto autonomo altri spezzoni della nuova sinistra una parte di avanguardia operaia il movimento lavoratori per il socialismo che concorsero a formare il nuovo Due
Proprio a metà degli anni settanta infatti e in un periodo nel quale badate il conflitto con il Partito comunista sul piano delle scelte immediate viveva uno dei momenti più acuti
Noi ci riproporremo non più in termini astratti ma come scelta reale operante il tema dell'unità dialettica del movimento operaio e della sinistra
Perché come questua avvenne innanzitutto perché alcuni fatti corpo Orsini che non potevano essere censurati
Come la sconfitta della rivoluzione culturale l'esplosione della crisi economica e le alla strutturazione che essa produceva sui soggetti sociali il terrorismo infine ci costringevano a recuperare una riflessione su temi e valori troppo semplici s'tipicamente esclusi anziché criticamente superati
Il tema della democrazia politica del consenso quello delle alleanze sociali e politiche quello dei rapporti di forza internazionale
Ma poi e soprattutto qualcosa di più nuovo e profondo avvenne nella nostra riflessione
La costatazione cioè del fatto che da un lato sia privo ormai un problema acuto di gestione di governo della crisi di una crisi storica che investiva il sistema e poneva dei grossi problemi di potere
D'altro lato che nel corso della crisi soggetti sociali i loro bisogni nel loro lotte non tendevano a unificarsi e anzi rischiavano di degenerare
Senza la mediazione di una grande forza politica capace di sintesi e anche capace di governo della crisi
Anzi quanto più emergeva dalle corse il carattere radicale di questa crisi e delle trasformazioni sociali e culturali che una alternative implicata
Tanto meno l'alternativa stessa poteva presentarsi come lo sbocco naturale del conflitto sociale esigeva organizzazione Progetto cultura programma
Da quel momento il nostro problema è il nostro obiettivo
è stato quello di contribuire nella Teoria e nella pratica a una nuova saldatura tra movimento operaio storico riconoscendo in questo senso la centralità in Italia del Partito comunista
E culture ed esperienze della nuova sinistra che andavano criticate superate ma non liquidate perché era una ricchezza
Di questa storia
Questo tentativo ha dovuto andare controcorrente svilupparsi in una fase di riflusso culturale politico e ciò spiega anche la modestia al di là dei nostri errori di risultati direttamente raggiunti
Ma individuava anche una strada giusta è una tendenza reale
E per questo ha avuto un peso effettivo e ci ha consentito non solo di produrre il bene ma anche iniziativa politica e movimento
Non è dunque questa nostra confluenza un ritorno la ricucitura di vecchie lacerazioni e neppure però il risultato effimero di alcune recenti battaglie unitarie o della convergenza su comuni parole d'ordine di fase
è il punto di approdo di un'esperienza reale di un pezzo di nuova sinistre che non a caso Trend ora intellettualmente origine dal ceppo della tradizione comuniste si rincontra connesso su basi nuove e arricchiti
L'identità che oggi sottolineiamo nel momento del nostro ingresso nel partito comunista e per scioglierla immesso non è dunque la rivendicazione orgogliosa di un marchio di origine è il prodotto di un'esperienza di un itinerario nel corso del quale alcuni dei hanno dovuto subire la prova delle cose trovare protagonisti reali con ciò trasformandosi e trasformando per questo anche i compagni che pur non giudicano la scelta della confluenza matura utile
Non la Neagle affatto come problema e si propongono di lavorare in collocazioni diverse allo stesso problema dell'unità e del rafforzamento velare comuniste
Forse non i tempi e i modi ma certo la sostanza il significato di questo atto era iscritto nella nostra storia le dà significato ne trae significa
Ovviamente ciò non sarebbe stato possibile se non fosse avanzato parallele per la le la mente uno sviluppo nega elaborazione e nei comportamenti del Partito comunista
Occorre a questo proposito aggiungere qualcosa a quanto abbiamo detto nelle ultime settimane
Non abbiamo detto noi abbiamo detto infatti che la scelta della politica dell'alternativa
E poi una pratica più risoluta dell'opposizione nel Parlamento e nel Paese
Hanno aperto la strada a questa nostra confluenza ne costituiscono la premessa necessaria
E questo è vero
Perché senza questo non sarebbero state possibili L'Unità nel movimento reale della pace dei consigli
E non sarebbero state feconde oltre che possibili
Le intese elettorali
Non avrebbe cioè ha avuto fondamento quella base concreta su cui la confluenza a camminare
Ma giustamente mi è stato fatto osservare
Che è un comunista
Non entra o non esce da un partito per il convergere Old divergere su una parola d'ordine di farsi tanto meno su di una proposta di governo e questo è verissimo
Infatti ho appena cercato di dire quale svolta nostra culturale politica quali innovazione profonda abbia portato a noi a questo estro
Ma esso non sarebbe stato possibile se una grande positiva svolta di fondo non fosse avanzata nello stesso Partito Comunista Italiano
Questo termine di svolta può essere irritante anzi ambiguo
Quasi suggerire un'oscillazione tattica un contraddirsi sulla base di occasionali confusa e niente
Se è così abbandoniamo l'oppure il nostro congiunti convincimento infatti proprio l'opposto
In questi anni il movimento comunista italiano e mondiale ha vissuto e ancora vive un travaglio di proporzioni storiche
Di cui l'esperienza dell'unità nazionale la sua crisi non è stata certo nei solo nel più importante elemento ciò che più a contatto e la crisi del modello storico di riferimento
Ciò che Berlinguer ha definito esaurimento della spinta propulsiva che ha aperto un vuoto che altre esperienze come quelle cinesi o quella jugoslava non hanno certo potuto riempire
Non solo ma contemporaneamente si è aperta la crisi della cultura del programma delle forme organizzative del riformismo di matrice socialdemocratica
Il quale sia pure in modo conflittuale era l'altro interlocutore del movimento comunista europeo
Si è dunque aperto un interrogativo di fondo radicale che riguarda non una specifica linea politica ma l'identità stessa del movimento comunista e di tutta la sinistra
E ciò in presenza di un conflitto sociale internazionale che non offre spazi di valle di pelliccia mento pragmatico e di fronte a una controffensiva di destra
Che cerca discriminanti proprio sulle questioni di fondo
Sì e dunque presentata in questi anni una duplice possibilità al movimento comunista
Quella di rinchiudersi in un orgogliose settario isolamento di ribadire vecchie certezze ideologiche cavalcando nel contempo le spinte della protesta e del bisogno
E rinviando a tempi migliori un'ambizione di alternative
O quella di aprirsi disperatamente la strada
Per queste alternative tagliando ogni legame con la tradizione comunista con lo schieramento anti imperialista mondiale diventando cioè fino in fondo come molti sollecitavano non solo una forza socialdemocratica
Ma dato che la socialdemocrazia a sua volta in pieno travaglio diventando una forza neo liberale moderna sana razionalizzate riduce ma pienamente organica all'attuale sistema e i suoi valori
Erano entrambe per il Partito Comunista Italiano strade distruttrice
Entrambe erano incompatibili infatti non solo con la sua storia ma con la sua rappresentanza sociale e culturale
Cosa sarebbe oggi il Partito comunista se avesse imboccato la strada di coniare o se avesse seguito i consigli di Scalfari e De Benedetti o se avesse come Marché mischiato l'uno è cauto e l'altra cosa
Non è solo non era e non è solo questione di immagine
L'abbiamo detto più volte soprattutto al nostro congresso
Il fatto è che la natura stesse la dinamica della crisi che il mondo vite rendono impraticabile la ipotesi di un riformismo razionalizzato rocce re di un Reagan ISMU dal volto umano
Non solo l'esperienza di Craxi ma quel dell'ultimo Mitterrand lo dimostrano
E nel contempo la crisi stessa però pone problemi di governo e di sviluppo senza una proposta credibile la stessa protesta si divide e viene sconfitto
Bene nel fuoco di queste difficoltà storiche il Partito Comunista Italiano per merito anzitutto di Enrico Berlinguer
Ma anche per la sua storia reale avviato un tentativo nuove quello di elaborare via via i contorni di una nuova identità comunista proprio a partire dai dati nuovi che emergono dalla fine dello stato sociale
Ecco l'autonomia dall'Unione Sovietica coniugarsi ad una riaffermazione più netta dell'autonomia dell'Europa della necessità del disarmo
Di nuovi rapporti con l'avanzata del socialismo europeo
Ecco una definizione del blocco sociale che rompe i confini classici del blocco dei produttori e ingloba nuovi soggetti e bisogni
Ecco un discorso sullo sviluppo che accetta di criticarne la qualità oltre che la insufficiente quantità di affrontare la tematica del posto industria lirismo e di criticare il limite dello statalismo
Ecco la riflessione sull'autonomia dei movimenti di massa come soggetti necessari di un nuovo modo di governare e di produrre
Si può certo dire che si tratta di un discorso appena avviato
E che soprattutto esso procede per suggestioni spezzoni o con scelte episodi che senza avere ancora assunto la forma e lo spessore di una piena riflessione strategica
Ma è comunque queste alla direzione di marcia la tematica maturata nella coscienza diffusa del partito
Questo dà il segno alla formula politica dell'alternativa
E qui si è determinata non solo la convergenza con una ricerca nostra su molti temi ma una discriminante di fondo che oggi ci consente l'unificazione
Noi infatti abbiamo per quanto potevamo contribuito a questa scelta
Abbiamo preso parte attiva nella grande lotta politica e culturale che ha percorso la sinistra in questi anni proprio intorno alla discriminante tra alternative alternanza
Abbiamo visto crescere acquistare pregnanza politica tematiche che ci erano connaturati e insieme constatato quanto sia difficile dallo dar loro pieno sviluppo teorico e pratico
Senza raccogliere nuove grandi forze e raccoglierle in modo nuovo con una maggiore produttività politica
In questo senso
Non banale dunque ecco la prima cosa che volevo chiarire fino in fondo
Possiamo ben dire che la confluenza non è una scelta improvvisa ma il logico sbocco di un processo politico ed avviene su questioni di fondo
Ma tutto ciò lo si dice in modo assolutamente netto nella relazione scritta non basterebbe a giustificare questa scelta o meglio la giustifica come prospettiva come tendenza non come scelta stringente è perentorio insomma come decisione
Ci deve essere c'è
Una seconda ragione
E su questo noi insistiamo
L'ottantaquattro apre una fase nuova
Nella crisi italiana e mondiale che già al congresso mi pare avevamo sostanzialmente intravisto e previsto
Ora emergono più chiaramente ancora i connotati di questa fase
Nella relazione scritta
Insisto su tre fatti degli ultimi mesi dai quali emergono grossi problemi strategici
Il primo aria rielezione di Reagan alla testa degli Stati Uniti d'America
Inutile ripetere che non si tratta solo di una riconferma
La seconda presidenza nasce nel segno di una piattaforma politico ideologica più esplicitamente reazionarie
E con il sostegno di un blocco
Politico sociale
Mobilitato intorno a quella linea
E tutto ciò non è un fatto superficiale
Ma riflette la precarietà di una ripresa che ha bisogno di una dose crescente di dominio interno e internazionale
E soprattutto riflette la natura profonda dei processi sociali di ridislocazione del potere del reddito diritti definizione dei valori su cui la ristrutturazione capitalistica procede
Ora questo offre certamente spazi ampie nuovi in Italia in Europa alla costruzione di un'alternativa
Forse sta che si muovono finora nello stesso campo moderato si sentiranno spesso
E presto strette per interessi e culture
Da questa
Egemonia americana
Il conflitto USA e URSS U Europa già latente nel corso della ripresa congiunturale sarà ben più acuto nella fase della nuova stretta
Ma tutto ciò costituisce anche un'ipoteca ben pesante per il progetto dell'alternativa
Una cosa e l'alternativa è un'alternativa che abbia di fronte a sé tanto per intenderci
L'America di cartelle dal dopo Vietnam
Altra cosa un'alternativa che deve fare i conti con un'America diretta da Reagan da quella linea e con quella forza di ricatto che può sostenersi
Il secondo fatto che richiamo semplicemente per memoria su cui abbiamo riflettuto e ciò che sta avvenendo in Francia
Lì si è avuta con ogni evidenza
Una prova un'esperienza concreta
Di un'alternativa di sinistra e come abbiamo già detto nelle condizioni è astrattamente migliori
E invece proprio in questi mesi quell'esperienza sta franando salta in modo ormai definitivo L'Unità della sinistra cresce nella società non solo un momento di delusione di riflusso ma l'attività di azione
Di una spinta di destra
Fino nel cuore
Della base sociale popolare
Si sta insomma verificando che un'alternativa
Magari ambiziosa
Appassionata
Che agita e raccoglie forse
Ma che è cresciuta fondamentalmente come flusso di opinione come generica esigenze del ricambio
Non senza la costruzione di un blocco sociale la definizione di un programma adeguato
La costruzione di una direzione politica forte
Non regge la prova
E rischia di produrre una drammatica sconfitta
Terzo fatto quello che in questi mesi e succede è successo e in questi giorni succede qui da noi
Non ci troviamo solo di fronte al continuo altalenante processo di disgregazione della maggioranza è alla prova evidente della sua incapacità di governare la crisi del Paese questo non sarebbe un fatto nuovo
Ha caratterizzato già tutto il periodo precedente le lezioni del diciassette giugno
Il fatto nuovo l'aspetto nuovo sta in questo
Che fino al diciassette di giugno gran parte della conflittualità interna alla maggioranza ragione della sua paralisi
Era
Una lotta interna
Tra pretese egemoniche della Democrazia Cristiana che voleva confermare il suo ruolo centrale un partito socialista che voleva fermarne uno nuovo
Ma ora non è più così
Dopo il diciassette giugno e almeno fino alle prossime elezioni amministrative i gruppi dirigenti della maggioranza
Erano e sono fermamente persuasi
Che è necessario tenere in piedi questo tipo di governo attutire la conflittualità al suo interno
Ma questa ipotesi si fondava sulla speranza che almeno per qualche mese
Ci trovassimo di fronte a un allentamento della crisi e dei problemi reali che nel Paese se solo lei e invece così non è stato
La situazione finanziaria dissestata dello Stato
E l'impossibilità ormai di farvi fronte accentuando ulteriormente la stretta fiscale sul lavoro dipendente ha in qualche modo costretto la maggioranza stessa
A cominciare a fare i conti con il problema dell'evasione
Ma pur facendolo in modo limitato e contraddittorio è bastato questo a innescare in modo impetuoso
Un terremoto
Una crisi nel blocco sociale su cui la Democrazia cristiana in particolare ma in generale il potere dominante si è costruito in questi quarant'anni
La serrata dei commercianti è solo l'inizio il primo e significativo segno di queste incrinature
E d'altra parte il taglio del salario reale di più del tre per cento nel corso dell'ultimo anno ed altrettanto selvaggio taglio dell'occupazione industriale non sono bastati
La ripresa comincia a perdere colpi e tutti sanno che rimanendo così le cose l'inflazione all'inizio dell'ottantacinque riprenderà a correre
Ecco allora la Confindustria
Che anziché avviare come molti si illudevano una trattativa risolutrice sulla struttura del salario taglia i decimali di scala mobile minaccia credibilmente la denuncia della scala mobile
E il Governo si troverà diffuso di fronte alla necessità in qualche modo di governare questo riso urgente conflitto ma senza potere
Dopo l'esperienza dell'anno scorso
Battere la strada dell'intervento in certi diretto e tutto ciò con l'ipotetica del referendum che incombe
Ora tutto ciò conferma che il diciassette giugno non è stato un episodio
Che si credono nella società e nella sua crisi spazi reali per l'aggregazione di un nuovo blocco di forze alternative
Perché quello che sta succedendo è anzitutto una crisi del blocco avversario una crisi della democrazia cristiana
Ma tutto ciò dimostra anche non possiamo nasconderlo quali difficoltà tremende e destinato a incontrare lo sforzo di costruzione dell'alternativa non penso solo soprattutto alle difficoltà di raccogliere un adeguato schieramento politico ma quello che avviene sul terreno dell'egemonia sociale culturale non si può evitare la domanda
Cosa accadrebbe
Se gli interessi corporativi
Più o meno
Socialmente giustificabili
Venissero colpiti fino in fondo e su tutta l'area mettendoci dentro il patrimonio e i Bot e tutto ciò venisse fatto non da un governo moderato ma un governo a partecipazione comunista
E con la tipizzazione degli Stati Uniti
O dei grandi gruppi industriali
Mobilitati a produrre una crisi politica
O d'altra parte chiediamoci come può arrivare si può arrivare in un'alternativa e poi reggerla
Con l'attuale livello di iniziativa di coesione e di rapporto con la propria base sociale del movimento sindacale
Dall'insieme insomma di questi fatti e sono stato molto breve proprio perché ne avevamo già parlato emergono alcune conclusioni che vale la pena non solo di riflette di ripetere
Ma di affermare in modo ancora più netto perché hanno un valore niente affatto congiunturale
Primo
Il tema dell'alternativa è drammaticamente sul tappeto non è un cappello propagandistico da mettere comodamente sopra l'opposizione
Noi non ci troviamo e non ci troveremo soprattutto nei prossimi anni solo di fronte a un nuovo aggravamento dello scontro sociale e politico
Per trent'anni il movimento operaio poteva opporsi anche nelle forme più dure con le più aspre esclusioni
A uno schieramento avversario capace di garantire un minimo di legalità costituzionale e un certo sviluppo la novità sta nel fatto che non è più così
Nei prossimi anni
L'opposizione ci porrà di fronte a questo problema tanto più se sarà efficace
O esce un'alternativa alla crisi
O avremo una crisi senza alternative dello stesso sistema democratico non penso a una precipitazione improvvisa e non sono neppure in quale forme Essa può via via maturando
Sono nelle cose
Secondo
Per avanzare poi reggere un'alternativa
Ecco cosa ci dicono le cose che avvengono ha bisogno di molto di più di una generica spinta di malcontento o di un'altra tanto generica volontà di ricambio
Il malcontento può crescere in varie direzioni la volontà di ricambio sarebbe poi chiamata alla verità
Nella nel momento della prova di governo occorre un blocco sociale
Un mutamento dei rapporti di forza nel Paese un movimento unificato da un programma percorso da una cultura capace di gestire un potere e di reggere il consenso anche nei momenti più difficili
E anche tutto ciò non basta
Questo infatti al terzo punto
Occorre che cresca contestualmente una direzione politica adeguata capace di decidere di selezionare gli obiettivi di fare compromessi quando sono necessari senza perdere il consenso dal proprio blocco sociale
Di definire un progetto generale di trasformazione sociale che dia un senso alle singole misure di riforma
Di tradurre in una strategia e di introdurre nella realtà sociale la massa critica di riforme necessarie a mettere in moto un diverso funzionamento dell'economia
Di resistere al ricatto e alla minaccia inevitabile degli interessi offesi e ai loro tentativi di violenza
Senza tutto questo una proposta di alternativa resta vacua propaganda o diventerebbe pericolosamente avventurista
Ecco allora emergere e con tempi che non saremo noi a scegliere il problema dell'alternative in tutta la sua complessità per i prossimi anni in tutto il suo spessore
Anzitutto come problema del motore di questa alternativa del soggetto politico nella triplice forma
Qualità e il livello organizzativo del movimento di massa affermazione di un'egemonia culturale diffusa nel Paese costruzione d'una direzione politica adeguata
Dire come si dice che il soggetto politico si deve oggi declinare al plurale è assolutamente giusto anzi è un concetto caratterizzante della concezione dell'alternativa
Ma questo anziché risolvere il problema lo rende più ardue urgente
Come organizzare infatti questa pluralità come unificare questa complessità anziché mortificare la senza un'eccezionale capacità culturale e organizzativa
Ora nessuno può negare
Che malgrado i passi avanti degli ultimi anni su questo terreno il ritardo della sinistra politica e sindacale
In Europa ma anche in Italia rimane grande
L'obiezione che ha fatto qualche giorno fa al nostro dibattito Formica
Ha un fondamento
La crisi
Del sistema politico italiano e molto grato il bisogno di ricambio politico molto diffuso ma la coscienza e la strumentazione dell'alternative ancora non lo sono
E potrei aggiungere
Abbiamo recuperato energie volontà sufficienti rispetto all'esercizio dell'opposizione e anzi di un'opposizione efficace non settaria
Ma che coinvolge vasti settori della società e lasci intravedere una proposta
Anche in positivo
Ma per reggere la prova della verità cioè il momento in cui si ponesse il tema del Governo ci manca ancora molto
E non solo come comunemente si dice sul piano della cultura e del personale di governo ma su quello ben più decisivo del blocco sociale e della forza come colmare questo ritardo
Quanto basta e nel tempo necessario perché la prospettiva di un governo alternativo avanzando ma avanzando su basi fragili
Non diventi essa stessa ecco il punto l'elemento catalizzatore scatenante per uno sbocco reazionario della crisi italiana ecco la questione decisiva
Ma come affrontarlo
Qui sia perdo anche al nostro interno un dibattito serio evitarci
Qual è infatti oggi per noia in generale il punto d'attacco più utile efficace per affrontare questo problema del soggetto politico dell'alternativa
Lavorare nel movimento di massa in particolare nei settori più nuovi e parallelamente sul terreno del rinnovamento politico culturale per costruire così le premesse fondative di un nuovo soggetto politico
O consolidare strutture politico organizzative rete ovviamente più definite con un ruolo di cerniera tra società e istituzioni tra movimenti e Partito comunista e i sindacati
Come in particolare il dunque è stato in questi anni
O impegnarsi direttamente in un lavoro in un dibattito che su questo tema si è aperto nel Partito Comunista stesso ecco i termini concreti della scelta
E ovviamente non è una scelta di principio
Siamo tutti infatti profondamente persuasi che è un'alternativa per avanzare poi per reggere
Deve esprimere al suo interno una pluralità di forze politiche
E che per cambiare anzi il modo di governare deve essere costruita ancora più profondo nel profondo su un'autonomia reale dei movimenti di massa unici soggetti possibili di un potere diffuso
Siamo anche tutti persuasi che il centro naturale la forza decisiva di un'alternativa in Italia non può non essere il partito comunista e siamo infine tutti persuasi che esiste oggi una crisi della forma partito
Del suo modo general generico di fare politica della sua struttura fortemente professionalizzata della sua cultura piume di attrice che innovatrici
è certo dunque questo è un punto che ci unifica che la soluzione al problema del soggetto politico dell'alternativa non può venire solo dallo strumento partito
Tanto meno da un solo partito o dal partito comunista come la domanda che concretamente si pone allora
L'attuale configurazione del rapporto partito movimenti
E la dialettica che essa innesca è adeguata a produrre una trasformazione reciproca e soprattutto un avanzamento complessivo nei tempi e a livello che le cose richiedono
E l'attuale configurazione dell'area politica comunista PCP dubbio dipinti pendenti costituisce un'espressione adeguata
è un elemento di moltiplicazione effettivo delle potenzialità che esistono in quella stessa area
Io non lo credo o almeno non lo credo più
Quel tipo di articolazione che si è costruito assolto un ruolo in
Tante ma è arrivato al suo petto e si avvita su se stesso
Lo ripeto ancora una volta
Si è determinata una sorta di parallelismo anche se non più di antagonismo tra partito istituzione movimenti
Tra grande partito e formazioni minori che non costituisce una risposta un correttivo efficaci al problema della crisi della forma partito Moffo punto di consolidamento e di equilibrio
E dunque alla lunga un elemento di paralisi e di conservazione
Vediamo in concreto
Da un lato il partito istituzione tende a rimanere eguale a se stesso
Non tanto nella sua linea o nelle sue scelte politiche quanto nel suo modo di funzionamento nel rapporto con la società nei meccanismi di selezione dei quadri
Esso si apre segue con attenzione medi accompagna ciò che si muove al suo esterno
Più che essere aiutato costretto a farci i conti fino in fondo
Assumendone univocamente qualcosa
O rifiutando qualcos'altro
Interi settori dei suoi stessi militanti vivono il partito come proiezioni istituzionale del loro specifico rapporto sociale
E in esso quindi si sul sì giusta pongono più che sintetizzare assi culture valori rivendicazioni a volte divergenti tra loro
Il partito rischia di diventare un contenitore più che un soggetto la sintesi se realizza prevalentemente sulle scelte politiche immediate che acquistano così valore di messaggio
E tutto ciò non solo per resistenze e ritardi ma anzitutto perché manca o è ancora insufficiente un'ondata di forze nuove generazioni protagonisti sociali intellettuali
Esperienze che emergono dalla lotta e che Dio lo basi reali e materiali o un processo di rinnovamento e di rafforzamento del partito
E nella storia dei partiti del Partito comunista in particolari alle fasi di sviluppo della linea dar loro vite e credibilità
Ha sempre corrisposto una nuova ondata di protagonisti che portavano il nuovo nel partito e venivano trasformati dalla sua storia
Il partito nuovo del quarantaquattro era impensabile senza i quadri della Resistenza o quelli emersi dalle lotte operaie democratiche contadine degli anni Cinquanta
Oggi questa ondata non c'è ancora o non all'ampiezza necessaria
Gran parte dei soggetti reali che vivono e lottano nel movimento lavora col partito ma si arresta per così dire alla sua soglia o vi entra ma appunto quasi come terreno neutro
Impegnandosi poco a costruirlo a trasformarlo e a farsene a sua volta trasformare dal lato dei movimenti questo parallelismo ha manifestato limiti non meno gravi
Abbiamo avuto movimenti di grande forza e ricchezza in questi ultimi anni e diversi da quelli degli anni settanta perché sono cresciuti con un rapporto dialettico e unitario con le istituzioni il partito il sindacato
Ma la natura e nuova di questi movimenti stanche in un'altra corsa che si pongono problemi ancor più ricchi e complessi rompono di più naturalmente l'orizzonte sin da Cal corporativo
Ma per converso la loro base di riferimento sociale molto meno stabile i loro luoghi di aggregazioni sono meno definiti
Il loro retroterra culturale tutto da costruire lo spazio che si offre loro per risultati parziali ieri nella crisi meno ampio
E allora ecco che è esplosioni straordinarie per quantità e qualità segue non solo come è naturale una pausa
Ma nella pausa non resta un adeguato sedimento organizzativo culturale di quadri
Quella permanenza che permetta di crescere di incidere sul quadro politico di articolare le proposte come in parte avvenne negli anni settanta penso ad esempio
Alla SLM
Come semi partito della sinistra italiana e allora o il partito si intreccia al movimento non seppero per sovrapporre gli una tutela o anche invece per offrirgli un supporto materiale
Ma per animarlo ed esserne animato o una vera crescita qualitativa
Dei nuovi movimenti stessi non ci sarà
Questa Ampa se ancora più evidente tanto per non tanto da non doverci insistere nel settore specifico operaio
Lì si è visto fino in fondo come una straordinaria e matura esperienza
Il quella straordinaria appunto del movimento degli autoconvocati
Non riuscendo a produrre una vera e propria rifondazione del sindacato sia righe vedi te come poteva avvenire altrimenti come si poteva pensare che sui temi dell'occupazione del piano dello sviluppo del potere politico
La separazione sia pure impetuosa del momento consigliare potesse produrre un sedimento adeguato e nel contempo questo riflusso
Del movimento
Ha fatto avanzare una crisi di identità e di efficacia molto grave
Nel sindacato
Un blocco dell'iniziativa sulle politiche dell'occupazione contrattuali
Ma anche la forma le formazioni minori più o meno organizzate la nostra tra le altre sono arrivate negli ultimi anni negli ultimi mesi
Evidentemente ha un tetto nella loro configura attuale configurazione
Abbiamo sperimentato di mensile che la dimensione effettiva del piccolo partito non consente di tradurre il discorso particolarmente il nostro ambizioso discorso dell'alternativa in una iniziativa conseguenti
Pensiamo ad esempio
Come sia stato impossibile per noi
Avviare in concreto quel lavoro di Costituente programmatica su cui pure tutti
Dicevano di essere d'accordo era un'idea che era passata ma non avevate protagonisti culture sedi decisionali capaci poi per prendere forma abbiamo insieme sperimentato che quando si opera come partito
E piccolo partito si subisce tutto il peso dei vincoli materiali di una piccola istituzione in una fase di crisi di militanza e insieme sperimentato che quando si opera come come forza intellettuale indipendente
Si scopre che questa indipendenza e spesso più apparente che reale frutto di uno spazio offerto e non conquistato ma soprattutto che le stesse competenze culturali portano il segno dell'universo che le produce delle sua separatezza
E non riescono ad esprimere idee realmente nuove e tanto meno organiche se non si fondono con una pratica di massa
Insomma il rischio di diventare non una cerniera ma una constatazione di piccole istituzioni di oscillare tra massimalismo di movimento intellettualismo dell'elaborazione continuamente si ripropone
A noi ma a Democrazia proletaria gli indipendenti a gruppi intellettuali sparsi
Finora siamo riusciti nel complesso a contenere evitare questo pericolo e a compensarlo con un lavoro ripeto efficace
Ma via via mi pare mi pare che sarebbe stato fatale Cal quel rischio avrebbe prevalso e tanto più se avessimo scelto come pure ci siamo chiesti a un certo momento
Di tenere in vita il dopo ma in una forma per così dire minore nuovo fa ripetendo una volta dopo l'altra alleanze elettorali e ci si fosse dunque accentuato un nostro carattere di istituzione cento e ceto politico si fosse attenuata l'identità politico culturale di partito
E dunque il livello di militanza
Occorre allora con una forzatura soggettiva
Cercare di rompere quel parallelismo combattere ho detto in quasi tutte le assemblee in modo forse un po'rozzo
Combattere un'idea che è prevalsa che spesso e per le Marche è finita per passare anche all'interno del partito comunista e che è sciagurata
L'idea che oggi nei partiti ci stanno
In Igli ambiziosi o i fessi mentre i generosi stanno nel movimento agli intelligenti fanno gli intellettuali indipendenti questa cosa questo tipo di dialettica non fu
Puntare cioè una dialettica più stretta tra ciò che si muove nei partiti e nei movimenti
Tra ciò che avanza nel PC e fuori di esso non solo nella forma dello stimolo o dell'attenzione reciproca Maro conto con un contributo più diretto un'esperienza comune
Il rafforzamento del rinnovamento del partito comunista non è certo il solo elemento per rispondere al problema del soggetto politico dall'alternativa ma hanno i Tare e quello essenziale trainante
Qui si può organizzare un cervello collettivo una massa critica di competenze intrecciate però in un'esperienza reale di lot e di governo sufficiente a produrre quella nuova stagione della cultura e della lavorazione programmatica che costituisce
Il grande compito dei nostri anni
Qui forse si possono mobilitare energie sociali sufficienti ad animare e dare continuità alle molteplici esperienze di movimento
Qui raccogliere la forza materiale e la volontà come diceva Gramsci concentrata senza delle quale una direzione politica in una fase di duro scontro e vuota velleità
Ciò non vuol dire che la scelta della confluenza nel PC sia la sola giusta o che noi la proponiamo a tutti esserci pare la migliore per noi per la nostra cultura identità esperienze
Se ne possono fare di diverse ciò che non si può fare
Negare rimuovere il problema oggettivo da cui essa origine
Problema che questo sì si pone a tutti e impone a tutti soluzioni e riflessioni nuove faccio un paio di esempi
Esistono nel sindacato forza indipendenti significative che vogliono legittimamente restare tali ma cosa vuol dire questo cristallizzare componenti residuali
Ho formarne di nuove
Trovandosi poi a mediare a consolidare la logica attuale di quell'istituzione oppure è possibile e necessario proprio per queste forze di Pen
Venti chiedere uno scongelamento delle componenti politiche a partire da quella comunista stessa e accettando di impegnatissimo oppure
Nelle prossime elezioni comunali regionali emergerà il tentativo delle liste verdi che in Italia a noi pare in generale almeno e abbastanza privo di base reale il cui risultato sarebbe proprio di ostacolo allo sviluppo del movimento e della sua tematica
E al tentativo di farla percorrere l'insieme della sinistra come forza di governo
Come si risponde però a questa proposta delle liste vero
Mettendo semplicemente un ecologo come indipendente nelle liste comuniste come in parte e finora avvenuto così che nella stessa lista convivranno nuclearista
L'ecologo e via via dicendo o apprendo invece una verifica tra partito e movimento stilando per così dire su certi punti specifici un impegno reciproco
Di programma che comporta da parte dell'uno un sostegno aperto
Alla battaglia elettorale di un partito e da parte dell'altro però l'impegno a un controllo una verifica di cui un candidato può essere rappresentativo iscritto o meno ai partiti poco importa
Insomma è proprio se si prende sul serio nella sua drammaticità e complessità il tema del soggetto politico dell'alternativa che si è spinti a rimettere in discussione le cose come stanno
Ad andare
Oltre le chiacchiere sul pluralismo per cercare invece di individuare del pluralismo i percorsi reali contestando non so loro le vecchie grandi istituzioni ma anche il conservatorismo delle piccole e nuove o dei singoli individui delle loro consuetudini
Noi questo facciamo rimettiamo in discussione Due per contribuire alla costruzione di una forma politica più avanzata contributo badate molto modesto lo sappiamo e lo diciamo
L'altro giorno Repubblica titolava un po'con malignità Magri andiamo nel PC a cambiarlo
Non è esatto magri e è troppo vecchio ne ha viste troppe per come si dice a Napoli non sapersi misurare la palla a ciò che vogliamo fare
E mettere alcune esperienze forse idea al servizio di un'impresa più difficile ma più appassionante e grande
E soprattutto dare un segnale
Dire ai giovani agli operai gli alle donne che in questi anni hanno lottato con altri con non non vinta passione
Che è venuto il momento si sono create le condizioni minime necessarie per un impegno politico del ghetto nel quale portare la ricchezza della loro specifica cultura dei loro bisogni
La loro carica contestatrice ma anche la volontà severa di fondersi in un'organizzazione militante e di trasformarsi in essa che questo segnale venga raccolto non dipende da noi o almeno soprattutto da noi dipende anzitutto dallo stesso partito comunista dal modo come questa confluenza e sola vive la presenta
E da come le prende anche solo spunto per rilanciare la sua iniziativa politica e organizzativa
Segni incoraggianti anche su questo stimolo in questa direzione ci sono stati
Il resto e lavoro da fare
Da comunisti da militanti ecco perché questa Assemblea non è segnata dalla malinconia di qualcosa che chiude malate aspra ma dalla speranza di qualcosa che comincia come quindici anni fa ancora per il comunismo
Nella il dibattito lo apriamo questo pomeriggio iniziando puntuali
Alle ore quattordici e trenta raccomando e compagni altolà che ancora non hanno ritirato le deleghe inteso ma il discorso che ho fatto all'inizio di però cedere sopito
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