Sono intervenuti: Arrigo Boldrini (PCI), Emilio Paolo Taviani (DC), Ottaviano Del Turco (CGIL), Achille Occhetto (PCI).
Tra gli argomenti discussi: Commemorazione, Decessi, Pajetta, Pci.
La registrazione audio ha una durata di 38 minuti.
Rubrica
09:30
PCI
DC
CGIL
PCI
Il
I i
Devono
Ieri
Ma
Pervenire
No
No
La vivono
Il pubblico contiene
Appunto
Viene
L'idraulico
Il che
Una
Non
Diviene
Compagni amici siamo qui riuniti per il saluto di noi tutti a Giancarlo Paietta
Per salutare il partigiano nullo ha per primo la parola il presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia senatore Arrigo Boldrini
Signor Presidente della Repubblica
Creare il casco ragionando Lucca cara Miriam
Nella mestizia dimostreremo saluto nostro nullo
è molto difficile per me non ascoltare le voci della mia coscienza
Per i ricordi comuni gli affetti profondi che hanno segnato la lunga e sincera stima ed amicizia scritta con lettere maiuscole
Da quel lontano incontro dal febbraio mille centoquarantaquattro
Quando nullo a Roma membro della delegazione del Comitato di Liberazione Nazionale alti taglia
Per regolare i rapporti con il governo
E poi in decenni e decenni molti di noi comunisti dei garibaldini
Abbiamo vissuto con lui la vita democratica del nostro Paese imparando collaborando con quella fraternità il lunghe e difficile battaglia alle volte con corsie dissensi ma alla luce del suo esempio con un continuo impegno ed un'altra indiscussa moralità
Ma quando affermiamo che Giancarlo è stato il garibaldino il ragazzo rosso si pone sempre un interrogativo una domanda per noi per le nuove generazioni
E la risposta inconfutabile la ritroviamo nella sua straordinaria testimonianza della generosità
Né il carisma di un grande dirigente dal carcere
Al comando generale delle Brigate Garibaldi quale capo di stato maggiore
Poi nei vari incarichi parlamentari e del Partito Comunista ha servito con fermezza con una sua appassionata dialettica asservito ripeto e mi si passi il verbo che si trova in molti casi solo nel dizionario della lingua italiana
Ha servito con dedizione la Repubblica e le sue istituzioni a tutti i livelli
Ha rappresentato per molti di noi
Quello straordinario collegamento della generazione nelle mani del nemico
Cioè conoscitiva Cereol ti avevo scoperto della cultura antifascista una nuova solidarietà i valori della libertà della giustizia del socialismo
Anche se certe in modo non sempre è critico
Non fu un educatore in una lo scolastica ma nel vivo della società
Con una straordinaria capacità per farsi conquistare nuovi spazi con nuovi impulsi per uno cultura in una società moderna abbiamo operato giorno dopo giorno delle nostre associazioni con lunghi con Luigi Longo con Riccardo Lombardi con Giorgio Amendola
Con Emilio Lussu con Pietro Nenni con Sandro Pertini con Ferruccio Parri
E tanti viale di diverso formazioni politiche ricercando nel comune patrimonio della Resistenza
Con un approfondita analisi storica di quel periodo
Ed è appunto nella dialettica delle posizioni e nel reciproco rispetto del pensiero delle opinioni altrui sorretti anche da quelle esperienze abbiamo ritrovato un'unità costruttiva per aiutare la formazione di una coscienza moderna capace di affrontare i problemi dalla nostra società dei momenti più difficili che ha attraversato per la pace
Contro il terrorismo per la crescita della democrazia
La Repubblica che la Costituzione il signor Presidente affondano le loro radici del grande patrimonio antifascista della nostra storia
Abbiamo imparato che era da motivati e non può avere uniti ma ha bisogno di una continua verifica con una politica aperta che sappia cogliere esigenze le aspirazioni del Paese
Abbiamo unito Conte caro Mimmo le nostre modeste forze contro la politica di repressione le falsificazioni della storia non solo per salvaguardare
Non solo già non solo per salvaguardare dall'usura del tempo qual tempo un patrimonio comune che tu con Giuliano con i gas quale con mamma il vera ha edificato pietra su pietra
Ma per riproporlo con tutto il suo valore morale e civile banco di prova davvero aperta a tutti per l'affermazione dei diritti dei popoli per nuovi grandi valori universali
Un contributo che ha visto impegnati insieme ai partigiani viale partigiane i partiti democratici di combattente all'estero le forze armate della nuova Italia di internati nei lager tedeschi
Amici e compagni una storia completa e sofferto tutti nuovi partigiani
Patriottico delle nostre organizzazioni continueremo a lavorare con modestia sostenuti dal nostro vanto dovere morale e civile oggi la Resistenza l'Italia dell'antifascismo e della lotta di liberazione Bank perde un suo storico rappresentante forse il più amato per la continua partecipazione
Per la continua partecipazione alle battaglie più impegnative nel corso dello show
Possiamo per ripetere con Gabriel periti grazie a te
Ci conosciamo meglio domani e anni per il tuo straordinario il ruolo di protagonista è una speranza aveva in molti di noi per costruire una nuova società della pace nel progresso vera giustizia
è stato scritto da Thomas Mann nelle lettere dei condannati dalla resistenza europea non si è stati idea per cui gli uomini abbiano combattuto e sofferto con cuore puro abbiano dato la vita che sia andato distrutto
Questo messaggio di speranza con il tuo testamento così ricco da grandi italiano garibaldino comunista lo consegnamo carabinieri via
Cari a casa voleva Giovanna Lucca
Lo consegniamo
Lo consegnamo alle nuove generazioni perché aggirò sempre più in alto le bandiere della pace della libertà e del progresso
Grazie caro nulla per noi per l'Italia per i popoli che combattono per la loro libertà radio audio calembour
Prende ora la parola il presidente della Federazione italiana volontari della libertà senatore Paolo Emilio Taviani
Signor Presidente della Repubblica
Amici partigiani
Desidero parlare qui non soltanto per portare il saluto
Formale
Ma anche affettuoso cordiale paterno della Federazione italiana nazionale dei volontari della libertà
Ma anche per un saluto personale
Per un ricordo per una testimonianza
Ho conosciuto Giancarlo Paietta
Da cinquant'anni
Siamo stati insieme insieme abbiamo combattuto con comuni ideali
Al volto e non di rado abbiamo anche discusso contrastato
Però sempre
Sempre amico
Ma il nemico avversario mani
E questo per le sue doti
Desidero qui rimangano in mezzo a noi
In un momento in cui
Mi sento profondamente commosso triste
Perché caro
Boldrini
Tu forse
Meglio lo puoi comprendere
Al di là della colleganza stretta
Della resistenza
Della guerra di liberazione
Al di sopra anche
Di talune differenze
C'è una certa consanguineità
Generazionale
Se non ci può non far commuovere non far sentire
In questo momento
Per Giancarlo che se ne va
Non ne il primo altri lo hanno preceduto
E altri lo seguiranno perché così al destino della vita della storia
Ed allora per quelli che invece rimangono e per i giovani vorrei che questa mia testimonianza fosse vi ricordo di quelle che furono le sue grandi doti la prima un estremo coraggio un coraggio in montagna combattendo
Un coraggio ancora
Un coraggio ancora più raro nelle città e nei gorghi tra le spire le insidie i doppi giochi tripli giochi il coraggio soprattutto talvolta di essere impopolare il coraggio di imporsi non dimentichiamo all'Ulissi deve se si poté concretare quel patto di unione che con Cadorna ha portato alla Resistenza nazionale alla vittoria di questo Pajetta a moltissimo Mary
Poi
La lealtà ho detto anche avversari su questa piazza quante volte abbiamo discusso di cose con gli stessi intenti altre volte con intenti opposti però sempre leale non mancava mai la parola e infine la coerenza in una stagione in cui qui e in tutto il mondo troppo spesso si dimenticano i valori morali dobbiamo ricordare che la morale è coerenza e Giancarlo Pajetta fu coerente Sempre può avere
Perciò i minori al di sopra delle fedi e dell'ideologia noi salutiamo l'uomo che ha portato al PD i valori morali questo è il mio giudizio personale la storia
Io credo oggettiva se vorrà essere oggettiva non potrà non dire
The Pajetta fu uno dei massimi dirigenti della Resistenza Europea uno dei massimi dirigenti del secondo Risorgimento nazionale
Ha ora la parola il segretario generale aggiunto della Confederazione generale italiana del lavoro Ottaviano Del Turco
A molti di noi
è capitato di ascoltare
La notizia della scomparsa di Giancarlo Pajetta
Qualche istante dopo la fine
Della lettura della sua ultima confessione pubblicata sul Mattino di Napoli
Quell'intervista
Trasmetteva il senso di un dolore infinito
L'idea di una sofferenza che non si fermava senza riparo senza rimedio
Uno di quei dolori che solo i grandi sentimenti solo le grandi passioni
Possono provocare
Bisogna provare il destino dividere per la politica
Dentro il fuoco della politica
Per capire
Per capire quanto grandi siano i turbamenti che una causa che è un ideale possono suscitare
Noi ci chiediamo spesso
Se tutto ciò è ancora un valore che vale per oggi
Se le nuove generazioni che si affacciano all'impegno politico possono e vogliono vivere queste tensioni e questi tormenti
Adesso ci chiediamo anche se sia giusto dell'impegno politico comporti questi prezzi da pagare
Ma per Giancarlo Paietta
Per molti della sua generazione è stato così
Per il vecchio e caro nullo questa scelta ha voluto dire innanzitutto carcere e carcere duro
Negli anni più belli della vita di una persona quegli anni che dedichiamo alla scoperta del senso dalla nostra esistenza
Del nostro posto della vita nella società gli anni degli amori e dell'affollarsi delle cose belle
A Pajetta
Tutto questo venne rubato
Entrò nel carcere dai liceale
E ne uscì da un anno fa
Tutti possono testimoniare la composta civetteria con cui parlava dei suoi studi del liceo più ambito della Torino operaia del primo quarto di secolo i suoi compagni di scuola solo un pezzo della storia della nostra cultura e della politica del nostro Paese Norberto Bobbio Vittorio Foa Franca Antonicelli Levi Giulio Einaudi Cesare Pavese neologismo Massimo Mila e tanti altri ancora
Quando Pajetta parlava di queste cose si sentiva
Una punta di orgoglio
Che non riuscirà a reprimere
Per essere stato a parte importante di quella comunità
Ma mai ripeto mai
Un rimpianto un'esitazione un dubbio verso quella scelta di vita che gli costerà sacrifici artistiche
A luglio è stato chiesto di capire tutto
Dalle prime drammatiche vicende del gruppo dirigente in esilio a Mosca alla Tragedia spagnola dalle sofferenze del carcere alla scomparsa nella lotta dei suoi affetti più cari
Dalle illusioni insurrezionale degli anni della resistenza all'arte di capire di fare i conti con le dure repliche della storia
Lui che aveva sognato la repubblica dei Soviet è stato un parlamentare che ha fatto onore al suo mandato e al suo ruolo ed è il riconoscimento più grande che si possa fare oggi a un comunista italiano per questo eh già è giusto salutarlo
In questa piazza davanti al Parlamento che lo ha visto tra i suoi protagonisti più vivace e combattivo
Giancarlo Pajetta parlava spesso
Con chi lo frequentava
Con drammatica ironia
Anche dei suoi funerali
Delle bandiere che avrebbe voluto
E anche di quelle di cui avrebbe fatto volentieri a meno
Era duro inflessibile in questo ma sentiva profondamente compagni l'assillo dell'unità a sinistra
La nostra amicizia è stata segnata da una serie di immaginarmi di discussioni ed anche militi
Nelle lunghe chiacchierate cercavo e non sempre ci riuscivo di esprimermi convincimenti
Di sì di un militante di un altro partito di un'altra generazione ma ogni discussione ogni piccolo o grande Rita era segnata da quel sottile robusto sentimento
Che unisce compagni militanti di diversi partiti uomini e donne di diversa generazione ed anche di diversa provenienza sociale
Ecco il sentimento che ci fa dire
Che ci sono rapporti umani
Sentimenti individuali e collettivi che solo una concezione alta della politica
Si può posto produrre
Ed è per questo
Che non ci sentiamo
Di interrogarci come ha fatto ieri autorevolmente
Il signor Presidente della Repubblica
Ha significato quello che ha fatto a Pajetta
Lo ha fatto per qualcosa che vale
Lo ha fatto per qualcosa che dura
Non ci sentiamo di rispondere che sì le cose fatte da Pajetta hanno significato che rimangono qui
Tra di noi che lo salutiamo oggi
Vale qualcosa battersi per la solidarietà degli oppressi sì vale ancora battersi per questa causa
Vale qualcosa battersi per riparare i mille torti che ogni giorno subiscono i più deboli si rispondiamo noi vale ancora battersi per questa causa vale qualcosa del partecipate
A quel patto
Come lo chiamò il grande Calamandrei tra uomini liberi che si chiama Ora e sempre Resistenza sì vale la pena appellarsi ancora quei valori
Noi continueremo negli anni a onorare la memoria di uomini come Giancarlo Paietta
E così speriamo facciano quelli che verranno dopo
Fino a quando questo Paese avrà rispetto di sé e della propria storia e della propria coscienza della propria identità sarà giusto rendere omaggio alla memoria di uomini come Pajetta
Voglio salutarlo così
Anche a nome di tanti di voi
Da sindacalista che non rappresenta solo la CGIL in questa circostanza
Pajetta Marra il nostro lavoro
I suoi occhi si illuminavano quando parlava dei suoi comizi nella Torino operaia del dopoguerra fino ai giorni più recenti
E se qualcosa qualche volta criticava il nostro modo di fare lo faceva da militanti innamorato della confidenza che aveva con gli operai con i lavoratori
Con la gente che sa di aver bisogno più di altri
Della solidarietà dei compagni degli uomini liberi degli uomini che si battono con loro
Lasciate però compagni che lo saluti anche da socialista
Non c'era l'idea o proposta che provenisse
Dal nostro versante
Che lui non sottoponesse a discussione critica
Che lo convince essa pieno ma sempre al termine di ogni discussione
Concludeva con uno sguardo carico di speranza
Eppure un giorno per cambiare veramente le cose bisognerà pur trovare la via dell'intesa così diceva Giancarlo Pajetta
Io l'ho ascoltato
Con il rispetto che si deve ad una parte della storia della nostra Italia
Ed anche una parte di quel dramma di milioni di uomini e di donne che fu la vicenda della Terza Internazionale
Il Presidente della Repubblica si è chiesto e ci chiede
Questo è qualcosa che dura
Non ci sentiamo di rispondere che sì durerà la passione civile di chi decide di dedicare una parte della propria esistenza alla causa degli umili e degli oppressi
Durerà il bisogno di sentire gli uomini di ogni razza di ogni fede come parte di un'umanità che vuole vivere sviluppare nella pace
Durerà il bisogno di proteggere uomini e donne dai torti che ogni società produce tutti i giorni
Durante i compagni
Il bisogno di trovare qualche volta ciò che ci unisce rispetta l'insistenza con cui ci sforziamo di trovare ciò che ci divide
Per tutti questi valori la vita di Giancarlo Paietta valeva la pena di essere vissuta noi lo ripetiamo adesso
Con l'amarezza di chi sa di non poter più parlare con lui di queste cose
Ma anche con la consolazione di aver fatto in tempo a dirigere quando una parola giusta poteva lenire le sofferenze di un uomo che sentiva tutto il peso dei suoi anni e della storia belle tremenda che si portava dietro
Addio caro nulla Bío Pajetta noi ti salutiamo con questa fetta e con questo rispetto e con la serena fiducia che avete parlato con più serenità quando potevi ascoltarci percorrere anche replicare
Prende ora la parola il segretario generale del Partito Comunista Italiano compagni onorevole Achille Occhetto
Siamo qui oggi
A rendere l'estremo saluto al compagno Giancarlo Paietta
Ha un grande
Valoroso combattente dalla libertà
A un costruttore un padre di questa repubblica democratica e antifascista
A un uomo rimasto sempre fedele ai suoi ideali
Per i quali affrontò prove straordinariamente dure
A soli sedici anni fu arrestato per la sua militanza antifascista
E scontò due anni di carcere è in carcere ritorno a ventidue anni di rialzarmi e vi rimase per altri dieci
Sacrificò così per amore della libertà e della giustizia gli anni giovanili della sua vita
Proprio per questo Giancarlo Paietta
è uno dei simboli più chiari della Resistenza
Di quella lunga accanita resistenza contro la tirannide che dovrà sfociare successivamente dalla guerra di liberazione
Egli infatti è stato fin dall'inizio
Perseguitato da quelle forze che nel lontano mille novecentoventi Antonio Gramsci tra i primi
Previde avrebbero potuto determinare il possibile avvento del più atroce il terrorismo che abbia visto la storia
La sua esperienza così profondamente dura
Non indusse nel suo animo disperazione e neanche rancore
Come egli in seguito disse e testimonio
Si rafforzi rafforzo invece in lui la volontà di lottare
Per un mondo diverso
La volontà di dar vita di far nascere una nuova Italia
E dico questo con particolare commozione oggi
Pensando a molte parole speso in queste settimane
Così poco comprensive di quelli che realmente fu nella vita concreta di tanti uomini coraggiosi l'esperienza della milizia antifascista e della resistenza
Pajetta
Pajetta e qui davanti a noi a ricordare sì con tutta la sua storia i suoi sacrifici che nulla può essere utilizzato per mettere in discussione la lotta di liberazione
Come ci ha ricordato
Il compagno bollo
Basta il ricordo di una vita come la sua a dire tutto sui valori reali della Resistenza
è bene che i giovani sappia
Che tutti ricordano quali prove dovette affrontare che si batte per la libertà
E la democrazia del nostro Paese è bene che si sappia si ricordi che la Resistenza non fu davvero una resa dei conti ma la costruzione di una vita nuova
E come disse Pajetta tutti insieme ci sentivamo allora sulla soglia di un mondo che ognuno immaginava a modo suo ma che certamente sarebbe stato diverso da quello nel quale eravamo vissuti esperienza partigiana fu un grande crogiuolo e per lo più tira intraprese uscì da quell'esperienza assai diverso da come vi era entrato fu così che si forma una generazione di democratico
Di uomini uniti da una lotta comune
E anche attraverso quella lotta comune in Como linciare una imparare gli uni dagli altri
Pajetta fu uno di quelli che seppe subito legarsi con altri uomini democratici anche di diverso orientamento politico
Sono a tutti note i legami Hump che si estendevano molto al di là del nostro partito
Di cui il partigiano nullo era capace l'intensità di rapporti umani che sapeva stabilire non solo con chi era diverso ma anche con chi nell'Italia pre persista
Era considerato un avversario irriducibile o lo sarebbe diventato dopo la Liberazione
Da questo dialogo continuo da questi rapporti e incontri egli trasse la convinzione profonda del valore dell'unità
Quel valore dell'unità che maturò e fu opera anche in Pajetta nella tessitura delle organizzazioni di massa nella Costituzione del Corpo volontari della libertà e poi nel Comitato di liberazione nazionale
Quel valore dell'unità che fu alla base della costruzione
Del partito nuovo dello spirito profondamente nazionale che lo Mimmo che lo animo e che costituì la stella polare dell'attività di Giancarlo Pajetta e di tutti i comunisti alla Costituente ed è proprio dalle sue ma morchie di ragazzo rosso che emerge con forza una permanente perseveranza e ricerca dell'unità
Che a costo di sacrificare qualcosa del peso formale della propria organizzazione Eva come egli ebbe a scrivere
Il riconoscimento esplicito che non eravamo i soli a combattere e non volevamo essere i soldi a comandare
E con questo spirito
Che egli lavorò assieme a Luigi Longo con Ferruccio Parri cercando di tessere in tutti i modi la trama dell'unità nazionale
Ma Pajetta non è stato solo uno dei costruttori della nostra democrazia
Egli è stato sino alla fine protagonista di tutte le lotte di progresso che nel corso di questi anni e decenni sono state condotte nel nostro Paese
è stato un dirigente comunista intelligente curioso sempre attento e pronto a cogliere i sentimenti le esigenze
I bisogni del popolo e dei lavoratori
Un vero dirigente del partito nuovo di un partito cioè che seppe coniugare l'iniziativa e la lotta per lo sviluppo della democrazia con quella per l'emancipazione dei lavoratori e di tutte le donne e gli uomini
Egli fu divenne comunista
Innanzitutto perché né i comunisti incontrò degli uomini che come lui volevano battersi per la libertà
Perché fu convinto che le sue idee di una democrazia avanzata contratti persino giacobini
Si incontravano con la storia con la forza del movimento operaio italiano del Partito Comunista Italiano
In tal modo nullo il partigiano nullo incarnava gli ideali la cultura e la tensione morale dell'esperienza garibaldina del secondo Risorgimento
Egli ci lascia una lezione di intelligenza critica e di anticonformismo
La sua è testimonianza il suo esempio sono quelle di un'azione politica sempre concreta insofferente di ogni schematismo ma sempre animata da una grande tensione ideale perciò Pajetta
Che conobbe visse negli anni più duri anche drammatici della vicenda del comunismo internazionale
Si batte con grande forza e coerenza perché il suo il nostro partito
Affermasse i valori di un socialismo fondato sulla democrazia
E sulla base di queste convinzione per molti anni ha diretto la politica internazionale del nostro partito
Anticipando prima di ogni altro l'attenzione per i drammi e le contraddizioni del riscatto del mondo arabo e per i diritti del popolo palestinese
Nella fase più recente della vita del nostro partito
Pajetta partecipato attivamente con la passione di sempre alla riflessione al confronto difficili complesse
E tutti noi abbiamo affrontato
Lo ha fatto con la sua consueta franchezza
Dicendo apertamente in fino in fondo la sua
E ascoltando però quello che gli altri avevano da ma soprattutto coerente con la sua natura intimamente costruttiva
E con la sua profonda sensibilità unitaria
è venuto esprimendo e testimoniando la sua preoccupazione il suo assillo
Per l'unità del partito da preservare pur nella diversità delle posizioni
Io penso che anche se la visione del partito che abbiamo noi oggi è differente
Da quella che un tempo hanno avuto uomini come Pajetta formatisi in un'epoca di fare
Ebbene nonostante ciò noi non possiamo non fare il ponte interpretate alla luce della nostra esperienza quel valore dell'unità che gli ha stranamente affermato
Questo è l'ultimo messaggio che ci ha lasciato Giancarlo Paietta
Un vero democratico
E perciò fermo difensore della democrazia
Un vero militante di sinistra e quindi tenace sostenitore delle ragioni dell'unità della sinistra
Noi piangiamo oggi il nostro compagno ma le tante parole di rispetto e di stima e di affetto
Che sono state pronunciate nell'ora della sua morte
Da uomini di diversa ispirazione culturale politiche ci dicono che tutta l'Italia democratica e progressista saluta deferente Giancarlo Paietta
Voglio
Le foglie in particolare ricordare
Quanto ha affermato il presidente della Repubblica Cossiga
Perché sono parole importanti
Che condivido pienamente so bene come questi siano tempi di grande revisione
E chi vi potrà essere qualcuno che di fronte alle cose che accadono
Potrà limite porsi il problema se ha un significato quello che ha fatto paghi
La mia risposta è che testimonianze come la sua reggono a qualunque revisione storica
A qualunque valutazione ideologica
Perché sono testimonianze di valori umani che debbono essere rispettati
E dobbiamo tutti conservati
Perché se non li sappiamo conservare mi chiedo che cosa possa rimanere della storia prima che politica civile Morandi di questo Paese
Sì
Quello che ha fatto Pajetta
Ha avuto un grande significato umano e morale
Sì caro nullo è valsa davvero la crisi
Ora ci separiamo da te con grande rimpianto
Il rimpianto caro Giancarlo di non avere fatto in tempo
No i compagni che siamo qui attorno a te
A dimostrarvi che i motivi di quella sofferenza
Che ha accompagnato gli ultimi momenti della tua vita
Sofferenza che noi tutti condividiamo
Saranno superati dalla possibilità che tutti noi abbiamo
Sia pure attraverso differenze che dobbiamo incominciare a far sì che siano feconde utili
Di testimoniare con la coerenza e il rigore della nostra azione
Le ragioni di una vita come la tua che rimarrà di esempio alle generazioni future
Per questo
E ringraziamo
E con noi che ringraziano sicuramente i rappresentanti di tutta la democrazia italiana
Che oggi sono venuti qui arrenderti omaggio
Alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte autorità dello Stato
Di quello Stato
E tu hai voluto pagando di persona libero e democratico
Quello che hai fatto
Per il popolo italiano
Rimarrà vivo persegue
Quello che hai fatto rimarrà sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti
Come tutti tu fasti allora in un'epoca nuova e di Venice di costruttore di un nuovo mondo
Così faremo no
Fedeli agli ideali comuni di libertà di giustizia
Liberazione umana agli ideali del socialismo
Questa è la nostra promessa e il nostro impegno così noi ti salutiamo
Col cuore gonfio di tristezza ci manchi
E ci mancherai caro Giancarlo ci mancherà l'acqua sferzante ironia e ci mancheranno anche i tuoi rimproveri
Adesso tu parti RAI da questa piazza Montecitorio
Sede di quel parlamento che che ha visto protagonista di accese battaglie
Per ritornare là dove sono radicati
I tuoi sentimenti più forti
Da dove è venuta a tutta la tua passione civile e politica
E tornerai da una donna forte eccezionale da tua madre Elvira
Al fratello Gaspare ucciso in battaglia
Dal fratello Giordano anche loro combattente deportato torturato
Tornerai
Per le sta per restare con loro in Piemonte in Val d'Ossola a Mengoni
Alle figlie Giovanna e Gaspare al figlio Luca
Ai nipoti e ai parenti
Tutti noi ci rivolgiamo con mosse
Essi hanno l'orgoglio di far parte della famiglia paghi
Che è stata
Una famiglia importante della storia della Repubblica italiana
Ammiriamo la sua compagna
Che ha tampognatura lungo tratto cioè la vita di Pajetta
E con nullo e per nulla vissuto anni intensi e straordinari
Ci rivolgiamo con grande affetto
Ora ti salutiamo tutti no
I compagni del tuo partito uniti
Il Paese intero chi entrato per le tue sofferenze
Per la tua passione e anche per i tuoi sogni Chau Giancarlo
Un un una
Allora uno
Tornano
Leggono
E
Quindi
Tanto regionale
Allora
No bianco
Al
Pronto infine
Riescono
A nero
Che
E Jugoslavia
Dove viene
E vorrei
Va Matteo
Ecco
Mantenuta
E
Sono
Il
Escono
La ordinaria
Andrebbero
Poi
E
No no prima di lasciarci
Evitiamo un minuto di silenzio al pensiero i Giancarlo Pajetta
Tutto il
E così via
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