A commentare il provvedimento è stato un ex dirigente della Rai Calabria, Demetrio Crucitti, intervistato per approfondire il significato di quella che viene definita una misura di rilievo storico.
Secondo l'ex dirigente Crucitti, il decreto rappresenta "un passo fondamentale" per la valorizzazione della lingua … arbëreshë, patrimonio culturale che resiste da oltre cinque secoli grazie alla trasmissione intergenerazionale all'interno delle comunità di origine albanese presenti nel Sud Italia.
Nonostante questa lunga sopravvivenza, il quadro attuale appare critico.
"Oggi l'arbëreshë è a rischio", ha sottolineato, evidenziando come i processi di globalizzazione e l'omologazione culturale stiano progressivamente riducendo gli spazi per le lingue minoritarie.
In questo contesto, il rafforzamento della presenza nei media pubblici, in particolare attraverso la radio e la televisione, viene considerato uno strumento strategico per invertire la tendenza.
Il decreto, dunque, non si limita a un intervento normativo, ma si inserisce in una più ampia sfida: garantire la sopravvivenza e la trasmissione futura di una lingua che rappresenta un elemento identitario unico nel panorama culturale italiano.
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