Tra gli argomenti discussi: Carcere, Decessi, Diritti Umani, Diritto, Emergenza, Giustizia, Milano, Opera, Partito Radicale Nonviolento, Riforme, Suicidio.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 4 minuti.
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17:30, Roma
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Buongiorno, buongiorno a chi ci ascolta, ma è possibile che, al pari della responsabilità civile del magistrato per il ministero della Giustizia, il carcere non sia una questione urgente, non faccia parte del programma di governo e con buona pace dei 1928 detenuti suicidi dei 3.535 molti peraltro non meglio specificata causa dal 1992 a oggi e nei soli primi cinque mesi di quest'anno sono almeno 24 i suicidi accertati e 64 le morti rubricate come altre cause, un massacro, come si vede, che non suscita indignazione e vergogna semplicemente lor signori del Governo, al pari di lor signori dell'opposizione
La questione non esiste, è caduto nel vuoto le parole di don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei 230 cappellani delle carceri italiane, si dovrebbe lavorare per favorire le dimissioni di coloro che sono arrivati quasi a fine pena il sovraffollamento è un fenomeno endemico ma è legato anche all'introduzione di nuove figure di reato che hanno portato a una moltiplicazione degli ingressi è significativo quello che accade negli istituti di pena per minori dove anche in conseguenza del decreto Caivano sono arrivati molti giovani e la situazione è peggiorata.
La situazione è peggiorata, c'è un carcere, ho parlato il 6 maggio scorso, quello di Opera a Milano, qualche giorno prima il quotidiano il Dubbio aveva pubblicato una precisa dettagliata denuncia in quel carcere qualcosa di molto grave starebbe accadendo da mesi.
Denunce in Procura esposti, segnalazioni di avvocati, reclami collettivi firmati da oltre 100 detenuti, quattro interrogazioni parlamentari, eppure nessuno sembra muoversi un muro di gomma che si consolida giorno dopo giorno, mentre dall'interno continuano ad arrivare voci di pestaggi, umiliazioni, minacce di morte, il primo allarme formale,
Risale al 26 ottobre 2025. Le segnalazioni riguardano le sezioni A B e C, del quarto piano del primo blocco detentivo celle senza acqua calda, docce fatiscenti, coperti di muffa o infiltrazioni di pioggia, impianti elettrici a rischio cortocircuito, topi anche blatte nei locali dove si preparano i pasti, campanelli di emergenza disattivati, un quadro che configura violazioni sistematiche della Costituzione e della Convenzione europea dei diritti dell'uomo nei mesi successivi, almeno con episodi ben più gravi. Un reclamo sottoscritto da 135 detenuti su 147 presenti nelle tre sezioni 12 non firmano per paura di ritorsioni da parte della direzione e nella notte del 24 dicembre 2025, secondo quanto denunciato, sarebbe stato organizzato una vera e propria. Chiedo scusa, spedizione punitiva ai danni di un gruppo di detenuti calci, pugni, colpi, spogliati e lasciati al freddo in una cella minacce di morte. Come si vede una denuncia dettagliata che, solo per ragioni di tempo non ho riportato per intero, ma i detenuti scrivono, non siamo né bestie né carne da macello, abbiamo segnalato le procedure di violazione dei diritti umani di questo istituto e nessuno vuole né sistemare il problema né fare niente. Questo articolo denuncia del dubbio lo ha pubblicato il 1 maggio, è passato ormai un mese. Non una replica, non una precisazione, non una spiegazione, non una smentita. Questa è la situazione. Questi fatti buona giornata
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