01 GIU 2026
intervista

L'Europa incerta: Ucraina in sospeso, politica interna polarizzata e frammentata. L'analisi di Michele Marchi

INTERVISTA | di Roberta Jannuzzi - RADIO - 12:43 Durata: 25 min 57 sec
A cura di Valentina Pietrosanti
Player
Michele Marchi, storico dell'Università di Bologna (Campus di Ravenna), traccia un quadro dell'Europa alla vigilia di un anno elettorale cruciale.

Sul fronte est, la proposta di Merz di una membership associata per l'Ucraina viene letta più come un rinvio dell'adesione piena che come un'accelerazione: un'Ucraina in guerra non può entrare nell'Ue, ma i precedenti storici - dalla Grecia del 1981 alla Spagna e al Portogallo del 1986 - mostrano che l'Europa ha già chiuso più di un occhio in passato.

Sul fronte interno, Marchi individua due patologie comuni ai sistemi politici europei:
polarizzazione e frammentazione.

Il caso britannico è emblematico: la patria del bipartitismo si ritrova con cinque soggetti politici rilevanti, e il 18 giugno a Makerfield un'elezione suppletiva potrebbe aprire la sfida alla leadership laburista tra Starmer e il sindaco di Manchester Andy Burnham.

In Francia la campagna per il 2027 è già aperta - Philippe, Retailleau, Attal, con de Villepin possibile candidato - ma la sinistra è nel caos: socialisti divisi, Glucksmann e Mélenchon entrambi in corsa e entrambi contrari alle primarie.

Tutti i sondaggi indicano un ballottaggio con il candidato del Rassemblement National, Le Pen o Bardella.

Uno scenario che Marchi paragona al 2002, quando la frammentazione a sinistra portò Le Pen padre al secondo turno per 0,5 punti.

leggi tutto

riduci