24 APR 2026
intervista

Europa, se non ora quando? Intervista al professor Michele Marchi

INTERVISTA | di Roberta Jannuzzi - RADIO - 13:41 Durata: 25 min 40 sec
A cura di Simone Sapienza
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Michele Marchi, storico all'Università di Bologna (Campus di Ravenna), legge il momento europeo partendo da una diagnosi: l'Europa ha vissuto per decenni di rendite di posizione esterne e oggi quella rendita è finita, ma l'Unione stenta a prenderne atto.

Il paradosso è che i leader più visibili a livello continentale - Sanchez, Starmer, Macron - sono tutti ai minimi di consenso interno, una situazione quasi schizofrenica tra progettualità europea e fragilità nazionale.

La caduta di Orbán è storica, ma la vittoria di Magyar assomiglia più al crollo della Prima Repubblica italiana che a
una svolta europeista: è stata una sanzione economica e anti-corruzione, non una riscoperta dei valori europei.

In Francia, a un anno dalle presidenziali, il rischio concreto è un ballottaggio tra due nazionalpopulismi.

Sull'Italia: Meloni si ritrova sotto pressione da Washington e da Mosca insieme.

Lo sfilamento da Trump è per certi aspetti una liberazione, ma lo slogan "prima le bollette, poi le armi" rischia di trascinarla verso una discontinuità con quella serietà europea che era stato il suo punto fermo.

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