L'intervista è stata registrata lunedì 28 settembre 2026 alle ore 14:41.
La registrazione video ha una durata di 6 minuti.
Questa intervista è disponibile anche nella sola versione audio.
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deputato (PD-IDP)
E Radio Radicale, siamo con Alberto Pandolfo del Partito Democratico di Genova, per parlare di quello che è successo in una scuola primaria del capoluogo ligure, dove, in una scuola all'Amadeo, una scuola primaria c'è stata una, diciamo protesta non so non saprei come definirla una critica del lieti degli alunni di questa scuola.
Che hanno messo degli striscioni in varie lingue per criticare
I decreti il cosiddetto decreto sulle classi ghetto, e allora ci spiega che cosa è successo in questa scuola primaria,
Insomma, perché ci le polemiche a Genova sono state abbastanza forti.
Venerdì mattina, ore 8:20 l'ingresso di bambini della scuola primaria Daneo di Genova, che cosa è accaduto e hanno affisso un bellissimo striscione dove c'era scritto qui nessuno è straniero, naturalmente, con gli asterischi, laddove vanno per non discriminare,
I bambini dalle bambine per non discriminare nessuno, per far intendere ovviamente fuori da quello spazio che nessuno è e può essere discriminato. La scuola, il primo luogo di accoglienza lo è perché è il luogo di integrazione, lo è perché il luogo dove si formano i bambini e le bambine, e per diventare dei grandi e delle grandi italiane, ecco, io credo che quel messaggio andrebbe esportato in tutte le scuole e così è avvenuto. Che cosa è accaduto che poco dopo pochi minuti e c'è stata una segnalazione da parte di un cittadino è intervenuta
La polizia di Stato e questo lei sa che tipo di segnalazione ha fatto una telefonata ha telefonato alla polizia locale, la polizia locale ha trasmesso l'informazione alla polizia di Stato, il,
Il diciamo, lo striscione è stato rimosso. Ecco poi è stato dopo poco rimesso perché evidentemente era noto, era chiaro che non c'era nessun messaggio che fosse lesivo, anzi era un messaggio assolutamente condivisibile, che poi è stato replicato di critica non solo un mese e un esattamente e legittimo credito, credo non solo è nello spirito esatto di quello che è l'articolo che ha richiamato il Presidente della Repubblica, che è contenuto nella nostra Costituzione, che riconosce e appunto quello che è il luogo della scuola, luogo formativo, allora noi abbiamo presentato
è una interrogazione al ministro dell'Interno, io oggi interverrà in Aula per stigmatizzare anche a lei la reazione del ministro Valditara, che ha parlato di strumentalizzazione dei bambini. Io credo che non ci sia nessuna strumentalizzazione, credo invece che il ministro dell'istruzione debba essere richiamato non a mettere dei tetti, ma pensare invece ai tetti delle scuole, a pensare alla alle strutture che le nostre scuole hanno, che sono in tanti, intanto situazioni fatiscenti e soprattutto ai tetti, che invece non si devono essere per l'organico, per tutto il settore di chi lavora nel nella scuola e fa grandi sacrifici, allora ho
Anzi allora, siccome le espressioni da quello che ho capito non erano erano in diverse lingue, ci può essere stato da parte delle autorità di pubblica sicurezza una cattiva interpretazione nel togliere quel tipo di fashion. Non credo perché la scritta in italiano era comunque molto evidente e le altre diciamo scritte io non le ho viste e non le sono le so leggere, però aspetteremo che sia il ministero degli Interni a risponderci, speriamo quanto prima per fare chiarezza sull'accaduto.
Che impressione ha avuto del del provvedimento, come è stato preso nelle scuole? Ho visto che il sindaco di Milano Sala ha detto, saremo costretti a chiudere alcune classi, alcune scuole, beh oggettivo, il fatto perché tanto ci deve essere chiarezza rispetto al tema degli stranieri o se è un problema di lingua e capire come poi poter sopperire a quanto è stato evidenziato. Ma un problema che non esiste. È un problema che non esiste, anzi è un problema, diciamo, come le dicevo, i problemi della scuola sono altri, è un problema che si può manifestare perché non si riescono a creare alcune alcune classi. Forse questo sia un problema reale. Non credo che nessun insegnante abbia mai manifestato, anzi, sono contenti quando c'è integrazione da ed è da lì che cresce l'integrazione che nasce, e questo è una risposta alla preventiva sicurezza, diciamo e parliamo giustamente e anche di sicurezza e con la prevenzione si fa così lasciando delle classi integrate e lasciando che i più piccoli e si confronti non si conoscano perché solo così può nascere un'integrazione
Le volevo chiedere una cosa al provvedimento.
Si è subito
Sì ho quando verrà quando però, nel senso che il decreto è arrivato,
Qualche giorno dopo l'inizio dell'anno scolastico, quando le classi sono già stati fatti. Allora io le volevo chiedere se lei ha avuto sentore che già alcuni classici siano stati cambiati oppure se è una cosa che verrà applicata l'anno prossimo, una volta convertito il decreto. Io di questo non ho, diciamo contezza rispetto all'attuazione, mi pare una
è assolutamente sì, invece una norma propagandistica e se fosse stato, diciamo, è un elemento, evidentemente è rappresentato nel nell'ambiente scolastico. Beh, forse si doveva, semmai è prevenire, non farlo prima, però, proprio perché non è rappresentato nell'ambiente scolastico, come le dicevo, anzi gli insegnanti e i genitori, i bambini desiderano poter avere luoghi di confronto e quale, se non la scuola, il miglior luogo di accoglienza a confronto, una cosa lo striscione poi alla fine è rimasto lo striscione è stato subito rimesso
So che è stato subito rimesso. Stamattina c'è stata una bella manifestazione a Genova, davanti alla scuola. Credo che si moltiplicheranno questo tipo di iniziative. Grazie a voi più democratico
Tenuto conto di quello che è accaduto nella scuola primaria. Daneo, Danio Daneo a Genova,
E ascolteremo anche il suo intervento di chi le istituzioni che ci elogiano grazie,
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