16 GIU 2001

Rutelli e Fassino: L'Ulivo riparte dalla Lombardia

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Milano, 16 giugno 2001 h 10.00 - Il leader dell'Ulivo Francesco Rutelli e l'ex ministro di Giustizia Piero Fassino sono intervenuti all'iniziativa "L'Ulivo riparte dalla Lombardia", per l'istituzione di un "Coordinamento dell'Ulivo Lombardia" composto dalle forze politiche della coalizione, da amministratori degli enti locali (sindaci e presidenti di province), da consiglieri regionali, indicati dal coordinamento dei gruppi dell'Ulivo in Regione Lombardia, da parlamentari lombardi, da esponenti del mondo delle associazioni e del volontariato lombardo, da esponenti dei comitati l'Ulivo per Rutelli.

Piero Fassino ha ricordato che "Sarebbe esiziale aprire una competizione per l'egemonia nell'Ulivo".

Le relazioni tra i partiti che compongono la coalizione non sono questioni fondamentali.

L'Ulivo invece deve ripartire "dalla ricerca di un continuo rapporto con i cittadini".

Secondo Fassino "Il centrosinistra deve fare i conti con tutta la società italiana e con i suoi profondi cambiamenti".

Del resto "i dati delle elezioni dicono che l'Ulivo è un valore aggiunto in quanto tale.

Un soggetto politico riconosciuto dai cittadini e dagli elettori".

In questo senso la "coalizione non ha esaurito la sua funzione il 13 maggio, dobbiamo dunque dargli struttura, radicamento e forza - ha continuato Fassino - per vincere le prossime elezioni".

Nella attuale legislatura l'Ulivo dovrà " fare un'opposizione che sia capace di essere riconosciuta e non solo riconoscibile, che sia riconosciuta da larga parte del Paese e che ha l'ambizione di diventare maggioranza".

Si tratta di una battaglia che "non è facile - ha continuato Fassino - dopo aver governato per 5 anni", ma bisognerà ripartire "dalla tutela degli interessi del Paese e non dire mai no per semplice pregiudizio".

Il centrosinistra ha "un programma che era fatto per governare e questo deve essere il punto di riferimento anche per condurre una battaglia dall'opposizione".

Sarà una politica "determinata, per contrastare tutto quello che dal centrodestra ci viene proposto e che a nostro avviso non va nell'interesse generale".

L'ex ministro di giustizia si è detto certo "che non mancheranno le occasioni", che per altro già si prospettano: "dall'aborto al referendum sul federalismo".

Quanto al risultato elettorale nel Nord Italia, per Fassino l'Ulivo è stato "battuto ma non sconfitto." La conquista di 44 collegi "un radicamento da cui ripartire".

''Formigoni bisogna che spieghi come farà adesso a gestire questo famoso modello lombardo della sanità dopo la decisione del governo di ripristinare il ministero della sanità fortemente centralizzato, organizzato su quattro dipartimenti com'era piu' di 10 anni fa''.

Ha inoltre aggiunto Piero Fassino.

''Formigoni, più' che chiedere a noi cosa vogliamo fare, deve chiedere a Berlusconi che cosa vuole fare".

Lo stesso Formigoni "per settimane e settimane ha cercato di fare un referendum in cui chiedeva più' competenze sulla sanità', ora dovrà spiegare ai cittadini lombardi che il governo di centrodestra da lui sostenuto sulla sanità' sta prendendo misure centraliste che toglieranno alle regioni quei poteri che avevano'' ''Non commettiamo l'errore che facemmo dopo la vittoria del '96, quando non riuscimmo a costruire l'unità politica a fronte della divisione del Polo".

Questo è stato l'invito che il leader dell'Ulivo Francesco Rutelli ha rivolto all'assemblea del Coordinamento dell'Ulivo Lombardia.

"Rafforziamo l'Ulivo senza però combattere i partiti che lo costituiscono'', ha precisato Rutelli.

"Non facciamo l'errore opposto a quello commesso cinque anni fa, abbiamo bisogno di un Ulivo forte dove tutti si sentano a casa propria''.

L'obiettivo del partito unico è di là da venire: ''il progetto bipartitico non è né per oggi né per domani.

per arrivarci dovremo fare un cammino molto lungo''.

Il richiamo all'unità è centrale al momento: ''dobbiamo assecondare i processi che sono in corso all'interno dei partiti che costituiscono la coalizione, ma senza seguire logiche di rivalsa e personalismi".

Il centrosinistra deve "costruire un Ulivo forte e unito perché' il nostro obiettivo deve essere quello di battere la destra e governare il paese''.

Rutelli infine ha affermato di avere come unico obiettivo quello di lavorare per la coalizione: ''se domani l'ulivo dovesse scegliere un altro al mio posto perché' ritenuto più' idoneo, sarei io il primo a sostenerlo.

Mio unico obiettivo - ha aggiunto - è quello di far vincere l'Ulivo''.

Anche Rutelli quindi si è detto convinto che ''la prima vera sfida al centrodestra è quella del referendum sul federalismo.

Un referendum intangibile, che si deve fare e che nessuno può toccare".

Per Rutelli questo "sarà il primo momento della nostra riscossa politica''.

Questo ''referendum metterà in evidenza anche le grandi differenze che ci sono dentro la Casa delle Libertà".

Per mesi "Formigoni ha insistito per il suo referendum sulla devolution e adesso si trova un ministero della Sanità' che è più centralista di prima".

Il centrodestra adesso deve "dimostrare quello che sa fare, Come riesce a rispondere ai bisogni della gente e soprattutto a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale".

Rutelli quindi si è augurato che "l riformismo milanese e lombardo torni ad essere protagonista della vita politica nazionale", il quale "ha avuto momenti straordinari, anche se ha attraversato un periodo di difficoltà.

Per questo - ha sottolineato Rutelli - dobbiamo cominciare a lavorare immediatamente, a preparare le condizioni perché' il prossimo sindaco i Milano sia un riformista e dell'Ulivo.

Una persona che sappia saldare l'aspettativa sociale con quella di innovazione".

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