31MAG2013
dibattiti

Sovranità e dignità della persona

DIBATTITO | Trento - 20:00. Durata: 1 ora 4 min

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Promosso nell'ambito dell'8ª Edizione del Festival dell'Economia in programma dal 30 maggio al 2 giugno 2013 dal titolo: "Sovranità in conflitto".

Registrazione video del dibattito dal titolo "Sovranità e dignità della persona", registrato a Trento venerdì 31 maggio 2013 alle 20:00.

Dibattito organizzato da Comune di Trento e Provincia Autonoma di Trento e Università degli Studi di Trento.

Sono intervenuti: Alberto Pacher (presidente della Provincia Autonoma di Trento, Partito Democratico), Tiziana Ferrario (giornalista, Rai - Radiotelevisione Italiana), Laura Boldrini (presidente della
Camera dei Deputati, Sinistra Ecologia Libertà).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Asilo Politico, Austerita', Bangladesh, Berlusconi, Bilancio, Clandestinita', Corte Europea Dei Diritti Dell'uomo, Costituzione, Crisi, Democrazia, Diritti Civili, Diritti Sociali, Diritti Umani, Discriminazione, Donna, Economia, Espulsioni, Esteri, Europa, Globalizzazione, Governo, Guerra, Immigrazione, Infanzia, Infortuni, Istituzioni, Italia, Lavoro, Maastricht, Mare, Movimenti, Onu, Politica, Propaganda, Razzismo, Rifugiati, Sicurezza, Solidarieta', Totalitarismo, Ue, Unhchr, Violenza, Welfare.

La registrazione video di questo dibatto ha una durata di 1 ora e 4 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.

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20:00

Scheda a cura di

Alessio Grazioli
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Allora
Pochi secondi per dare un calorosissimo benvenuto a nome dell'intera comunità trentina la Presidente Polverini che ringrazio davvero molto per essere qua questo
Si fa davvero un grande piacere non soltanto per l'altissimo ufficio che ricopre che rappresenta in questo momento in un momento così importante anche dedicato nella vita delle
Politica istituzionale del nostro Paese per la qua con noi sottraendo l'anche se per poche ore cioè impedire umani è davvero un grande onore ma si fa anche un grandissimo piacere perché oggi grazie al suo contributo
Troveremo un nuovo una nuova frontiera per declinare il tema su cui si sta ragionando in questi giorni a Trento questo tema delle sovranità in conflitto e oggi si parlerà di dignità delle persone
E sappiamo bene di quanto questo sia importante sia per quanto riguarda gli equilibri le dinamiche che si svolgono all'interno del nostro Paese dei nostri paesi europei ma anche nel momento in cui alziamo lo sguardo e guardiamo anche al di fuori dei nostri confini
Ora che sono davvero convinto che
L'Europa potrà davvero considerare non dico concluso ma in stadio avanzato il proprio percorso quanto più guardando al di fuori dei propri confini
Vedrà sguardi che dalle parti più sfortunate del mondo guarderanno l'Europa con fiducia e con speranza
Ecco quando noi riusciremo in maniera sempre più forte rappresentare questo punto di riferimento di speranza di fiducia di democrazia di diritti dignità delle persone
Ecco vorrà dire che l'Europa è davvero sulla strada giusta per confermare questo suo ruolo di riferimento a livello mondiale ecco questo
Lo si potrà fare anche grazie al lavoro di tante persone anche chi come
La Presidente Polverini nella sua vita precedente se possiamo dire così ecco a svolto davvero un ruolo di grandissimo rilievo all'interno dell'organizzazione le Nazioni Unite interessandosi di ricco già atti quindi somma andando davvero a toccare con mano gli aspetti anche più contraddittori di questa contemporaneità così imbarazzante davvero grazie Presidente Polverini per la sua presenza e per quello che riuscirà a darci questa serata grazie
E allora buonasera faccio un piccolo appunto perché
Mi fa molto piacere essere qui con la Presidente della Camera Laura Boldrini però devo dirvi anche che io e Laura ci conosciamo veramente da tanti anni perché Laura
Prima di diventare Presidente della Camera è stata anche giornalista ma soprattutto ha lavorato molto
Nei campi profughi sempre al fianco dei più deboli è la prima volta che io ho incontrato l'attuale Presidente della Camera è stato nel due mila
In Afghanistan allora vi vi dico questo piccolo particolare perché
Io la chiamerò Presidente però però forse del lei non riesco a darglielo ecco quindi quindi diciamo che mi rivolgerò a la Presidente della Camera però con un po'più di confidenza che somma mi concede la terza carica dello Stato e quindi dicevo ci siamo conosciute nel due mila in in un campo profughi
Al confine tra Pakistan e Afghanistan lei stava portando questo gruppo di
Giornalisti e cercava di spiegare a hanno i giornalisti che cosa era questo campo profughi di settanta mila persone sotto delle tende di plastica
Soprattutto donne e bambini persone anziane persone che venivano tenute appunto senza
Una dignità perché erano scappate da un Paese dove i diritti umani venivano calpestati dalla furia dei talebani ed erano arrivati in un altro Paese il Pakistan che faceva finta che non ci fossero perché
Anche solo chiedervi chi era non significava doverli assistere e quindi diritti umani calpestati
Ripetutamente e la Presidente c'ha portato a vedere queste cose ma questo non è
L'unico campo profughi che Laura Boldrini a visitato nel corso dei suoi anni tanti anni che ha passato con le Nazioni Unite poi con l'Alto Commissario per i rifugiati
Quindi chi meglio di lei sa che cosa significa la sovranità degli Stati e i diritti delle e i diritti delle persone
Lo ha scritto anche nei libri che ha pubblicato ce n'è uno molto bello tutti indietro che è stato pubblicato qualche anno fa due tre anni fa vero e raccontava
Il problema dei degli sbarchi anche tra le tante cose e anche il nostro Paese ha insomma a
Utilizzato delle politiche in cui la sovranità dello Stato in qualche modo con i respingimenti forzati violava anche quelle che erano le leggi sul diritto di asilo
E quindi anche noi come come italiana abbiamo da porci tutta una serie di problematiche di domande su che cosa
Sono i diritti umani e che cosa è la sovranità del Paese in cui si abita
Perché quel concetto di diritti umani andando in giro per il mondo se ci si accorge che non è uguale per tutti quello che consideriamo noi un diritto umano non è la stessa cosa che viene magari percepita in altri paesi dove
C'è un senso della democrazia completamente completamente diverso c'è anche questo nuovo libro Laura Boldrini ha scritto ed è una bella storia
Bella perché dà speranza una storia che riguarda la paternità è una storia che riguarda una ragazza somala ed è una storia che riguarda anche un soldato italiano
E quindi è una bella storia anche per gli uomini no di riscatto si dice solo le montagne non si incontrano mai quello che io ho sempre colto nel lavoro
Della Presidente della Camera e la passione che ci ha messo nel cercare di stare al fianco dei più deboli in condizioni anche non facili
Per se stessa perché ci sono stati momenti in cui
C'è capitato di parlarne tante volte
Lei era in un suo ruolo neutrale come rappresentante di un'agenzia delle Nazioni Unite ma
Ha dovuto anche subire attacchi violenti perché in qualche modo cercava di ricordare che esistono delle leggi che vanno rispettate
Allora
Ci sono tante domande che
Si aprono proprio su questo tema della sovranità e la della dignità della persona io
Darei adesso la parola alla Presidente della Camera e poi
Approfondiremo alcuni aspetti di quello che ci dirà
Quella sera io la ringrazio per l'invito che mi è stato rivolto alla provincia autonoma il Comune
Ringrazio l'Università di Trento il mio amico Giuseppe Laterza
Ringrazio
Saluto il professor governi le autorità presenti tutti voi che siete qui questa sera chiaramente ringrazio la mia amica Tiziana Ferrario che come diceva appunto hanno amicizia dire parecchi anni
Ora lo diceva Tiziana prima di essere eletta Presidente della Camera io
Per ben venti quattro anni e non sono pochi ho lavorato nelle agenzie delle Nazioni Unite e gli ultimi quindici ho lavorato all'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati
Quindi devo dire che soprattutto con questa
Organizzazione
Ho svolto missioni moltissime aree di crisi ecco penso veramente di aver testimoniato la gran parte dei conflitti degli ultimi venti anni
Nei Balcani sicuramente durante la guerra e la disgregazione dell'ex Jugoslavia in Afghanistan in Pakistan ricordava Tiziana ma anche in Iraq in Iran e poi ancora Paesi africani
Lasciati letteralmente lacerati dalla violenza del Sudan l'Angola in Ruanda
E poi per non parlare appunto del Caucaso e delle Repubbliche centro asiatiche che si portano ancora dietro dei focolai di tensioni completamente dimenticati
Ecco
In alcune di queste situazioni di queste missioni come in Kosovo
Ho potuto afflittive sia alla fuga alla fuga dei civili ma anche al loro ritorno a casa
Alla riconciliazione difficile perché
è difficile
Riparlarci tra ex nemici no e e poi anche alla ricostruzione materiale quella che riguarda i ponti da scuole le abitazioni strade
Sì di si distrugge per ricostruire se vedete questo paradosso no
In molti casi però ho dovuto constatare il ruolo della comunità internazionale e capire che la comunità internazionale era arrivata troppo tardi ecco si arriva
Quasi sempre troppo tardi quand'era quando le violenze sono già dilaga alte quando migliaia di persone sono fuggite quando i morti sono sempre troppi
Eppure voi lo sapete la carta alla Carta delle Nazioni Unite la Carta fondante delle Nazioni Unite afferma che debba essere intrapresa ogni azione necessaria per mantenere mantenere o ristabilire
La pace e la sicurezza internazionale
E allora e allora la sovranità degli Stati può estere messa in discussione per difendere la dignità della persona questa la domanda e la grande domanda il grande dilemma
E se può
Per
Può
Con quali modalità
Ecco io penso che questo debba essere un po'
Diciamo il quesito che accompagna questa nostra discussione questa sera però io vorrei avvicinarmi alla risposta a questo quesito partendo da un altro tema
Di cui mi sono molto occupata in questi anni il tema delle migrazioni
Le migrazioni si sfidano sfidano la sovranità degli Stati in due modi uno perché dimostrano quanto siano labili le frontiere che gli Stati emergono e che poi
Presi presidiano per rafforzare la loro sovranità e poi perché quando chi fugge da violente persecuzioni
Non viene accolto in un Paese cui chiede protezione bella tonalità di quello Stato deve essere chiamata in causa in nome del diritto internazionale
Diritto internazionale che sancisce il diritto inderogabile all'asilo e il principio del non-refoulement il no il respingimento
Lo dice però anche la nostra Costituzione lo ricordavo questa mattina al Senato nell'Aula del Senato con tanti ragazzi che hanno lavorato sugli articoli della Costituzione
Ricordavo all'articolo dieci
Ma voi sapete anche che il cammino
Della
Realizzazione di questa prescrizione costituzionale
Ad oltre sessant'anni da quella promulgazione non è ancora compiuto cioè l'Italia non c'è ancora una legge organica in materia d'asilo
Per di più in questo ambito negli ultimi anni
Veramente posso dire che sono stati frapposti ostacoli di natura ideologica incluso incluso un uso improprio delle parole
E guardate che le parole
Non vengono mai usate a casa
è stato bollato come clandestino è un termine stigmatizzare ante un termine sprezzante chiunque chiunque raggiungeste il nostro Paese e con mezzi di fortuna clandestino
Bollato quindi non esisteva
Buona parte dei media ma anche del mondo politico la figura giuridicamente riconosciuta
Dal nostro ordinamento dalla nostra Costituzione del richiedente asilo e del rifugiato come se non fosse mai stata scritta da nessuna parte
Cioè
Ci sono queste persone sono quelle persone fu costrette a fuggire dai loro Paesi a causa delle violazione dei diritti umani fondamentali a causa delle persecuzioni queste persone
Purtroppo nel nostro Paese per troppo tempo non hanno avuto
Un riconoscimento ma sono state tutte messe nel calderone
Della clandestinità
E allora
Credo che in Italia da quando sia visto che è cavalcare la paura
Poteva avere una resa elettorale facile e più immediata fenomeni sociali molto complessi come quello delle file delle migrazioni forzate sono state usate in modo
Strumentale dobbiamo dircelo
E
In modo
Ma dire
Certo sono stati proprio tutto questo è stato piegato no alla semplificazione propagandistica
Quindi ne è derivata una legislazione una legislazione criticata da più parti come irrazionale e anche poco lungimirante
Questa impostazione ha portato l'Italia sul finire dello scorso decennio decennio a compiere i respingimenti indiscriminati in alto mare di migranti e rifugiati
Cioè persone che sono state rimandate dove rischiavano di subire torture trattamenti inumani
O dove potevano essere rinviati nel Paese di origine dai quali erano fuggiti a causa delle persecuzioni cioè rimessi nella bocca del leone
Allora questa prassi
Noi che lavoravamo nell'ambito dei diritti umani lo sapeva
Benissimo quello che avrebbe causato è infatti questa prassi ha portato la Corte europea per i diritti dell'uomo condannare l'Italia per avere
Messo in atto questo respingimento e per non aver rispettato il principio del non respingimento contenuto della Convenzione di Ginevra
E in vari altri trattati da sottoscritti dall'Italia quindi la Corte cosa ci ha detto la Corte ci ha ricordato che la sovranità è questo il tema degli Stati può essere messa in discussione
Per tutelare la dignità e diritti della persona può essere messa in discussione
E se vogliamo rimanere nel Mediterraneo sempre affonda affrontando il tema della sovranità ma da un altro punto di vista mi viene in mente la Grecia
Perché la Grecia perché è un Paese dove ho lavorato molto prima di candidarmi all'elezione passavo parecchio tempo in Grecia perché come portavoce dell'Alto Commissariato
Mi occupavo di tutta l'Europa meridionale
Se con Paesi è sottoposto
Veramente a queste verifiche stringenti asfissianti padrino della troika quindi parlo di Commissione europea Banca centrale e il Fondo monetario internazionale
Un Paese
Con decine di migliaia di persone precipitate nella povertà guardate
Ora andavo ogni due-tre mesi ogni volta che andavo vedevo sempre più poveri sempre più miseria
Un disagio sociale incredibile una tensione una tensione alle stelle persone che non riuscivano più neanche a permettersi le medicine e le medicine che non si trovavano più neanche nelle farmacie
Allora le lunghe file di greci davanti a medici del mondo e Medici senza frontiere che erano lì a occuparsi dei migranti e dei rifugiati ma che oramai
Curavano gran parte
Cinquanta per cento dei pazienti anche greci
Ecco questo questo è stato il caso estremo di cessione di sovranità sulle soglie materie economiche sulle politiche di bilancio
Ambiti su cui tanto se
Concentrata non la la politica dell'Unione europea
E quella che invece è mancata in questi anni
è proprio la ricerca dell'Europa politica
Uno spazio giuridico condiviso un Governo europeo pienamente legittimato dal voto dei cittadini quindi andava avanti l'Europa
Della osteria etti del pareggio di bilancio cresceva
Ma l'Europa politica rimaneva al Papardo dove l'Europa politica l'Europa dei diritti l'Europa del welfare
Ecco
Io posso dire mi penso di poter dire che fino ad oggi gli Stati non hanno voluto tutto questo
Non si è dato corso al progetto di un'Europa unita federalista no quell'Europa che tanti anni fa era sognata ed è stata assegnata a Ventotene quella non è stata sviluppata
E allora che cos'è oggi l'Europa per l'opinione pubblica oggi per l'opinione pubblica l'Europa
è rivolta solo a imporre le misure di austerity il rispetto delle politiche di bilancio costringe i Paesi debitori attuare nuovi tagli nuovi Italia sistemi sociali già fragili
E già approvati dalla crisi
Quindi
Quindi europei sinonimo
Soltanto di sacrifici
L'Europa dei diritti ed è libertà possiamo dire che finora acceduto il passo a quella della finanza e delle tecnocrazia
Ecco io vorrei che la stessa determinazione che viene usata verso gli Stati che non rispettano i parametri di Maastricht
Fosse indirizzata anche ai Paesi membri che vino all'anno i diritti fondamentali
E guardate che abbiamo gli strumenti per farlo ce li abbiamo
Perché perché l'articolo sette del Trattato di Lisbona indica quali siano le procedure necessarie accertare il rischio
Di violazione dei valori dell'Unione da parte di uno Stato membro
E anche quelle volte a sanzionare gli Stati inadempienti quindi ci sono questi strumenti ma finora non sono state messi in atto in campo dei diritti mentre dell'ampiamente sono stati messi in atto tutte le misure
Porta a sanzionare chi non rispetta
Altri parametri
Soprattutto quelli economici allora l'Europa
L'Europa che viene percorsa oggi da movimenti populisti neofascisti xenofobi vedete
Si allontana troppo da quell'Europa che era nella mente dei padri costituenti come Altiero Spinelli e a cui molti di noi si sono ispirati
Io credo che non si possa più tollerare veramente non si possa più tollerare che all'interno dell'Unione europea agisca lì impunemente movimenti antidemocratici
Che fine stringa la libertà di stampa in alcuni Paesi questo sta accadendo che ti rende illegale essere senza fissa dimora
Allora
Io vorrei
Una ROPPA una rapa più forte un'Europa più forte un'Europa più unita ma anche una Europa più solidale
Ecco credo che sia una scelta di fondo quella che bisogna compiere io ritengo che bisogna rafforzare le istituzioni sovranazionali e renderle stampe più rappresentative
E questo lo dobbiamo fare anche per rispondere
Alle sfide che ci pone la globalizzazione
I progetti economici e sociali
è ovvio quasi lapalissiano non questo hanno superato i confini delle nazioni ma la politica no la politica non li ha superati quei confini è rimasta chiusa dentro le antiche frontiere
E quando ha dato vita istituzioni sovranazionali come l'Unione europea o le Nazioni Unite nonna conferito loro
I poteri necessari per poter agire
Quindi
Due canali
E quello politico che rimane indietro
Non vi sarà sfuggito quella che accaduto poche settimane fa da H
Mille e cento mille e cento lavoratori mille cento
Poco più saranno due settimane fa morivano sotto le macerie della fabbrica in cui lavoravano
Per pochi
Poiché è realmente poche
Seri qualche decina di euro al mese
Ecco non so se avete visto le condizioni in cui lavoravano cioè condizioni disumane condizioni degradanti ma per chi lavorava no
Per i lavoratori
Producevano capi d'abbigliamento per aziende occidentali molte erano europee
Allora queste aziende avevano dislocato la produzione in Paesi dove
Si dice in gergo virgolette il costo del lavoro è più basso traduco
Dove non c'è la minima protezione sociale e di sicurezza per i lavoratori queste significa non altro
Allora
Galli perché
Perché è più facile perché costa di meno e questa è una tendenza oramai è diffusissima e si è pronti a criticarla l'obiezione che ti fanno a che sta e contro la globalizzazione ma copie
Allora ognuno deve produrre a casa propria tra queste è contrario alla globalizzazione no non è così non è così io sono favorevole alla globalizzazione
Ma
Ma il non senso completo in un senso
Totale cioè stessi locali dall'economia e anche la produzione allora si devono anche globalizzare i diritti di chi lavora perché altrimenti non funziona pertanto l'unico
Perché altrimenti altri meriti questo esercizio è molto ipocrita e si continua a tollerare una disuguaglianza che è moralmente inaccettabile
E allora quale sovranità interpella la tragedia di da H quale
Certo
Quella del Bangladesh del Bangladesh della sua legislazione
è vero la sua legislazione sul lavoro è carente ma di nuovo sarebbe veramente prenderci in giro
Non chiamare la causa anche
Cioè noi dobbiamo dirlo che ci sono anche nostre responsabilità perché perché ci sono Paesi europei che vanno ad H vanno in Bangladesh
E portano le loro aziende lì
Quindi una sovranità anche qui
Che dovrebbe essere
Pensata
Ecco io vorrei concludere
Adesso affrontando la questione più delicata e anche la più difficile quella della cosiddetta ingerenza umanitaria
All'inizio dicevo che nel corso della mia esperienza ho visto che cosa possono produrre le sovranità nazionali ai danni del loro stessi cittadini
E mi riferisco
Alle dittature alle pulizie etniche agli stermini alle guerre civili non so la lista è lunga ma per farmi qualche nome
Bosnia Congo Darfur solo alcuni dei Paesi più significativi e l'elenco però sarebbe troppo lungo ora di fronte a questi massacri
Così come agli stupri sistematici usati come arma di guerra non lontano da casa nostra qui dei Balcani ad esempio no
Alla distruzione di vite giovanissimi io io mi sono chiesta tante volte dove fosse la comunità internazionale perché quando sei in una circostanza in cui vedi
Che questo accade e nulla si muove tutte lo chiedi ma dove la comunità internazionale
Ecco io mi sono domandata come fosse possibile assistere a tutto questo senza fare niente senza agire senza fare qualcosa per ripristinare la sicurezza
Per tutelare i diritti fondamentali delle persone io come molti molti di noi
Mi sono indignata mi sono indignata di fronte all'indifferenza del mondo
E vedete qual era la risposta quelli immobilismo
Era coniugata proprio in nome del rispetto della sovranità nazionale non si può fare niente e la sovranità nazionale è il principio di non ingerenza
Il principio di non ingerenza certo sacrosanti principi tutti ma di fronte ai massacri alle stragi tutti questi principi
Rischiano
Rischiamo veramente di sembrare per chi li vive un paravento inaccettabile un paravento
Cinico che cela un egoismo
Voi SMA insopportabile
E allora quando si calpestano i diritti e la vita della persona il principio secolare della sovranità nazionale
Io credo che
Venga contestato anche dall'opinione pubblica perché l'opinione pubblica
Si scuote cioè di fronte a quello che vede è accaduto Impastato accaduto l'abbiamo visto troppi nel caso del Cile a Piazza Tienanmen la primavera di Praga ma
Oggi questo vale ancora di più perché in un'epoca in cui
I mezzi di comunicazione sono in grado di mostrarci in tempo reale tutto quello che accade
E anche nel dettaglio volte realmente modi impressionante ecco anche questo oggi dovrebbe essere considerato inaccettabile più
Inaccettabile di prima oggi
Dovrebbe essere più difficile rimanere
Con le mani in mano
Invece purtroppo la lista dei conflitti di lunga data
Quelli dimenticati non si accorcia mai continua a rimanere lì
Nonostante
Le nuove forme di
D'informazione le nuove tecnologie nonostante questo arrivi nelle nostre case quella lista non si accorcia mai
Allora io penso che di fronte alla mortificazione della dignità umana esista un diritto dovere all'ingerenza negli affari interni
Io mi assumo la responsabilità di dire questo so che non è molto popolare
Ma però a due condizioni questo può essere fatto per lo meno in base alla mia esperienza due condizioni
Primo
Che si decida applicando scrupolosamente il diritto internazionale e non in maniera unilaterale
Ho con una qualità Ciani estemporanee come abbiamo visto in alcuni casi negli ultimi anni secondo
Che ingerenza non significhi necessariamente intervento armato
Proprio per azioni militari sono state presentate all'opinione pubblica come operazioni umanitarie e non lo erano perché sono diversi gli obiettivi e perché sono diverse le prospettive
Però voglio essere chiara
La mia non è una critica alle forze militari
Non può esserlo sono testimoni indiretta del fatto che in molte occasioni senza la loro per
Senza
Noi operatori umanitari non saremmo riusciti a garantire la protezione dei civili dei convogli e delle idee aiuti alle popolazioni
Ma critico un'altra cosa
Critico il fatto che non si faccia abbastanza per prevenire e risolvere in tempo utile le controversie
Per via politica per via del potenziale e che l'intervento militare l'intervento militare diventi quindi l'unica strada da intraprendere
Magari dopo mesi di totale inazione
Della guerra la guerra oltre a causare perdite di vita di vite umane
Oltre a distruggere tutto rende poi quanto mai difficile la ricostruzione di una sovranità nazionale
Specialmente quando questa pretende di essere democraticamente democraticamente legittimati
Guardate specialmente nelle guerre civili e questo è l'aspetto più difficile ritornare a vivere accanto al proprio nemico questa è la parte più difficile
Ecco questi sono i pensieri gli interrogativi che la mia esperienza mi sollecitano anche e che propongo anche a questa sera
Io vorrei però che di questi temi si occupassero di più la politica italiana
Ed il sistema dell'informazione
Ci si appassiona troppo nel nostro Paese e per l'ultima battuta del politico
Perdendo di vista i grandi interrogativi che abbiamo davanti e sul nostro futuro i cambiamenti climatici l'emigrazione
Le liste le risorse energetiche le conquiste della scienza questi sono i grandi temi questo al grande dibattito politico su cui i grandi leader si confrontano l'Italia dove
Non sono aspirazioni
Al contrario questi temi
Sono centrali pensare globalmente è l'unico pensiero realistico possibile
Perché oramai nessuno dei fenomeni sociali che influenzano la vita delle persone delle Nazioni nasce
E muovere dentro i confini di un solo Paese
Per queste zone un Paese deve essere autorevoli
Perché solo un paese autorevole può influenzare le grandi decisioni fuori dei confini nazionali e io credo che il nostro Paese debba recuperare in questo ambito di credibilità internazionale
Quindi per concludere penso che
Un nuovo modo di pensare il mondo
Sia veramente una necessità urgente
E lo sia anche per il tema questo questa sera quello della dignità della persona sono ripensando il nostro mondo in termini di testi noi potremmo
Non farci più questa domanda
Perché non ci sarà più bisogno di farla e la dignità della persona che deve venire prima grazie
Grazie Presidente e sono davvero tanti gli spunti
Che questa riflessione CIDA e soprattutto c'è la vicenda in modo molto chiaro ecco non ci sono mezzi termini nelle cose che
Sono state dette che
Alcuni concetti
L'azienda stessa presidente riconosce che sono poco popolari perché sono poco popolari perché fanno paura
E quindi
Non a caso su certi temi si sono in certi momenti di discontrollo politico certe tematiche sono state cavalcate proprio per intervenire sulle insicurezze delle persone no e quindi per esempio dire che
Comunque la la dignità delle persone viene prima della sovranità degli Stati fa paura perché l'idea di perdere la propria sovranità può far paura
Come può far paura parlare di un'Europa più politica né Europa dei diritti e dei e del welfare si è parlato molto di un'OPA qui al Festival in questi in questi giorni e se ne parlerà anche
Ho parlato molto di Europa economica e qui io vorrei tornare su questo concetto di una maggiore presenza dell'Europa politica e anche di questo concetto della globalizzazione dei diritti
Perché siamo sicuri che tutti vogliono un'Europa più politica che non sia
Più rassicurante avere la propria prendere le proprie decisioni senza che ci sia qualcuno sopra che ti dica
No devi fare in un altro modo e poi magari ti sanzioni e tiri porti all'interno di un binario che non ti piace o che non è politicamente vantaggioso
Ma io penso che un'Europa solo economica non ha alcun orizzonte non ha un un futuro è un'entità sterile senz'anima
E l'anima in questo caso si chiama politiche all'animati chiama welfare l'anima si chiama crocevia dei diritti l'anima si chiama entità politica
Senza questo l'Europa è destinata a non essere capace di essere un unicum
Quindi ritengo che bisogna ritornare all'ispirazione che alla base di questo grande sogno di questo grande progetto
Bisogna lavorare di più sull'idea di un'Europa politica cedere si sovranità e non solo sulle
Sulle questioni economiche ma
Far sì che ci sia un Governo europeo eletto dai cittadini europei
Quindi
Qualcosa che ci rappresenti tutti ma questo veramente come dicevo prima ce lo impone la globalizzazione e io quando parla di Europa non parlo di forte tre
Paul cessione lotto
Non parlo di questo non parla di costi
Per fra Europa
Io parlo di un'entità forte di per sé ripulito Natalie clan vantaggi una eredità Credit aprire senza aprire
All'esterno il Mediterraneo del tempo la sua piattaforma naturale
Come può l'Europa come può l'Italia non giocare una un ruolo primario in questo e allora come si può non vedere che la nostra controparte naturale la sponda sud del Mediterraneo questo mare
Che negli anni come dire
Ci ha ricordato solamente che è cimitero
Che custodisce migliaia di corpi ma questo mare è molto di più deve poter essere molto di più nella sponda sud del Mediterraneo ci chiedono di esserci
A Marsiglia recentemente ho incontrato appunto e i Presidenti del
Delle assemblee parlamentari EUR degli Stati membri dell'Unione e anche del della sponda sud del Mediterraneo ebbene Paesi come
Il Marocco come l'Algeria come la Tunisia ci chiedono di esserci a livello politico a livello culturale
E allora vedi che c'è bisogno di uno scambio come può il nostro Paese non pensare che
Attraverso un accompagnamento di questi Paesi nel loro
Excursus di democratizzazione non ci sia un valore aggiunto per noi
C'è come si può pensare che questa è trascurabile io vengono da un'esperienza di Nazioni Unite ma state quando i Paesi escono da urna fase di transizione la primavera araba è stata
Una grande rivoluzione un grande cambiamento c'è bisogno di fare anche un processo di democratizzazione
E che può fare la comunità internazionale andare esportare la democrazia no no
Co però sostenere lo sforzo di democrazia di questi Paesi Institution alte il venti cioè andare a mettere a disposizione la propria capacità
Istituzionale per riuscire a irrobustire quello scheletro che in questi Paesi si sta
Istituendo adesso e avere degli scambi far sì che
Loro vengano da noi e quindi in un
Rapporto che stia
Però reciproco no noi ad insegnare ma nel rispetto l'uno dell'altro cosa sappiamo noi di questi Paesi
Cosa sappiamo noi delle altre religioni che ci sono vicine siamo sicuri che i nostri figli a scuola hanno anche gli elementari rudimenti della religione musulmana
Di com'è costituita la società
Non so adesso in Tunisia la nuova riforma che c'è stata non sappiamo quasi niente dei nostri vicini
E allora in un mondo globale in cui il mondo è già insieme e noi stiamo nel Mediterraneo noi non sfruttiamo questa meravigliosa opportunità che abbiamo di essere piattaforma naturale ma questo non solo perché come dire è spontaneo ma anche per un prestigio istituzionale e anche per avere nuove opportunità di mercato io non faccio un discorso solamente di
Diritti che comunque sono fondamentale alla base anche degli scambi ma faccio anche un discorso di
Più come dire concreto
Se noi sosteniamo questo sforzo che questi Paesi stanno facendo
Aiutando i processi di democratizzazione e quindi affermando il diritto per noi saranno nuovi mercati nuove opportunità ma l'esperienza che abbiamo avuto con la Libia
Ci ha dimostrato che fare scambi e affari con i dittatori non porta bene quindi è nel nostro interesse
Lavorare
Allora per fare questo dobbiamo avere
Un chiara visione di politica di politica estera dobbiamo avere una chiara visione
E prendere anche un ruolo leadership dobbiamo
Estere in grado di fare traino e questo argomento mi porta un altro che non è molto legato ma pochi giorni fa noi alla Camera dei deputati
Abbiamo approvato la legge di
Di conversione diciamo della distante la convenzione di Istanbul
è un provvedimento guardate la la la convenzione di stampo e sapete questo strumento giuridicamente vincolante per gli Stati che previene combatte la violenza sulle donne ecco solo il Portogallo
In Europa la ratificata prima di noi non ci accingiamo a farlo spero quanto prima con l'approvazione della legge
Al Senato ebbene perché anche qui non avere noi un ruolo
No in Europa per riuscire a vedere altri cinque ratifiche perché se non arriviamo a dieci quella convenzione non entra in vigore
Ecco io penso che l'Italia debba essere più leader più protagonista più capace di fare da traino
Laddove
No nel diciamo anche nella nelle nei temi che gli competono è sicuramente quello del Mediterraneo è uno di questi temi ora la commercialista mollo lo menzionata come esempio in cui siamo prima di altri a farlo o no
E quindi questa ecco che cosa impedisce però perché all'Italia di ritrovare quell'autorevolezza che prima
Dicevi in ambito internazionale cioè che cosa sta frenando l'Italia nel fare io penso che appunto si debba essere più
Sistema Paese che raramente abbiamo avuto e più visione dobbiamo ragionare in termini di medio e lungo termine non in termini nelle prossime elezioni dobbiamo ragionare per la nostra azione grazie
E dobbiamo essere più ottimisti più consapevoli delle nostre possibilità
La crisi ci ha fatto sprofondare anche in un sentimento di
Di depressione c'è tanto scoramento nel Paese
è vero ci sono anche tanti dei tanti problemi però questo sentimento di scoramento non ci aiuta
A reagire nel modo in cui dovremmo quindi bisogna io penso ecco avere una una prospettiva di medio e lungo termine e riuscire a uscire da questa zona di trattati in cui
Ci stiamo trovando da da da qualche anno
Prendendo spunto da
Una
L'ultima riflessione fatta nel corso della relazione cioè in qualche modo si fa una critica alla politica italiana che
Adesso
In quel quanto dicevi adesso cioè emerge no voglio essere chiusi sulle proprie cose sulle proprie è una critica anche al sistema dell'informazione che rincorre più
Le piccole battute le le questioni di Palazzo che non i grandi temi ci fanno parte delle sfide che che ha davanti il pianeta la
I Paesi della comunità internazionale
Ecco
Cioè l'informazione e che vuole o può avvenire perché qui c'era anche
Quanto può aiutare fare giornali riversi telegiornali diversi per aumentare una consapevolezza
Dell'importanza di affrontare certi temi ma io penso che l'informazione oggi
Abbia un importanza determinante nella percezione di tutti i fenomeni che stiamo vivendo
La nostra informazione è molto concentrata sulle questioni domestiche come si dice in inglese cioè le questioni di casa nostra come
Accennavo prima nella mia
Relazione qualsiasi battuta del politico a titolo
Ecco e questo fa perdere di vista in grandi temi quindi l'informazione non apre
In qualche modo la prospettiva ma
Nell'era della globalizzazione in Italia
Quasi quasi la chiude SIP proprio non so qualche anno fa
C'erano più inviati che andavano nei luoghi di crisi c'erano più corrispondenti che ci riportavano no che ci facevano seguire le vicende di certi Paesi oggi
Ecco anche a causa della crisi i giornalisti girano di meno c'è meno apertura
Verso quello che succede fuori perché i nostri confini e questo non ANCI aiuta non ci aiuta a cogliere le grandi sfide del nostro tempo la nostra contemporaneità spesso il sistema informativo a mio avviso si è lasciato andare
A reazioni emergenziali è tutto emergenza anno dopo anno arrivano i migranti sulle coste italiane ogni anno è emergenza sbarchi emergenza sbarchi non c'è nulla di emergenziale è un fattore strutturale
Arrivano come arrivano ogni anno poi può essere da dieci anni è un'emergenza tutto emergenza tutto gridato
E poco è analizzato c'è poca
Analisi in quello che avviene e molta cronaca gridata ecco poi
Ritengo anche che
Negli anni scorsi
La paura la paura o
è stata anche bei colata attraverso i mezzi di informazione
Quindi la paura del dell'altro il vedere sempre il nemico
Non esplorare le diversità ecco io penso che non so e mezzi di informazione dovrebbero essere all'avanguardia nello studio dei cambiamenti della nostra società dovrebbero essere un faro
E invece anno dopo anno si riproduce sempre in qualche modo la stessa fotografia statica lo stesso fotogramma
Ma nel frattempo la società italiana è cambiata i nostri gusti sono cambiati è cambiato il modo anche in cui mangiamo
I nostri gusti cinematografici però però la fotografia che esce sempre quella di una società statica
Guardate attesta e tutto quello che è nuovo che viene da fuori viene visto come qualcosa che
Va a minare le certezze di sempre ecco io penso che
Questa sia un'occasione persa che sia una un limite del sistema informativo italiano quando qualcuno vuole sapere del mondo va su internet
Perché festivi affida ai quotidiani italiani non sa quasi niente
E e questo è un limite e dunque ritengo che su questo si debba fare una riflessione perché se è vero che ci sono meno inviati perché ci sono meno risorse è anche vero che si possono trovare altri modi per
Comunque a mettere l'attenzione anche su quello che succede fuori dei confini nazionali
Nel corso della relazione
è stato toccato un altro tema molto sensibile
Su ci sono stati anche momenti di grande tensione in questo Paese sul ruolo e l'idea dell'utilizzo delle dei nostri militari in aree di crisi
E in zone dove comunque si parlava di missioni di pace quando comunque la guerra non era mai
Finita e quindi
Prima
Hai detto ci sono situazioni in cui è impensabile poter
No dice non voglio essere fraintesa per me è importante comunque sapere che in certe zone e non sarei mai andata
Senza un'assistenza dei contingenti e quindi gli aiuti umanitari ho potuto portare il solo perché c'erano
I
I soldati però però questo deve essere l'arrivo l'azione militare deve essere vista come l'ultima possibilità prima ci deve essere moltissimo non solo ma con l'ultima possibilità ma deve essere vista
Ogni azione militare perché questo è questo l'umanitario è un altro mestiere o in Romania un'azione umanitaria ecco ma si può fare umanitario con le armi quindi perché ormai soldati anche fanno questo arrivano nei posti e comunque
Fanno anche lavoro umanitario no
I soldati fanno il loro mestiere
Dopodiché
Accanto alloro mette in mente core cioè il il come si dice il il tema insomma la loro
Diciamo principale attività ci può essere anche un'attività di altro genere PAI
Voglio dire Pacis c'è lolitas chimica no che quella che si occupa più del della collaborazione sì con le agenzie e con le ONG
E fa da supporto a chi fa l'aiuto umanitario quindi le due cose vanno in parallelo ma sono diverse le agende l'agenda militare
è militare l'agenda umanitaria è umanitaria poi accolte ci si incontra perché c'è bisogno di collaborare e grazie a questo si riescono anche a fare delle cose che altrimenti non si potrebbero fare però su questo ci deve essere molta chiarezza
Io torno solo su questa storia perché è una gran bella storia e vorrei come non se ne non se n'è parlato per niente perché la presidente ha ben altre cose
Di cui occuparsi
Però io so quanto anche è stato quanto tempo dedicato no anche a scrivere questo libro oneri tagli nelle e quindi vogliamo anche ricordare che cosa rappresenta questo libro oggi in momento anche particolare di una percorso professionale diverso ma io questo libero qui non l'ho mai presentato perché questo libro
Sono le montagne non si incontra mai uscito due giorni dopo che io sono stata eletta Presidente della Camera quindi chiaramente sì
Non è c'è un certo modo di pensare al libro
Però ha una storia straordinaria è una storia vera
è una storia straordinaria dalla storia italiana che ha una storia
Che è una storia infatti di una bambina somma labile ve la racconto brevemente per insomma
Nella mia zona in fin di vita che viene portata in un ospedale militare italiano in Somalia siamo nel marzo del ma mille novecentonovantaquattro
Questa bambina è veramente fin di vita e non hanno molte speranze di salvarla invece invece grazie alle cure appunto dei medici riesce a riprendersi
Il padre va a dopo un po'di tempo a a trovarla aggio ARRA dove c'era appunto il contingente italiano e l'ospedale militare italiano e vede che sua figlia sta meglio
E è pronto a prendersele portaste la casa ma i medici italiani dico no non è finita ancora la terapia c'era lasci perché visto che stava così male non vorremmo che poi
Se non aveste tutte le no le cure poi insomma
Ci fosse poi una ricaduta e quindi
Il padre la lascia lì la lascia lì
E e torna avverso Mogadiscio dove si trovava in un grande campo di
Di sfollati interni in quell'anno la Somalia era stata proprio
Colpita da una siccità terribile quando c'è la siccità tutti raccolti vanno a male il bestiame muovere non c'è più niente da mangiare e da bere quindi
Migliaia di persone si spostavano e convergevano verso la capitale Mogadiscio
Sì che lui aveva l'altra figlia il resto della famiglia Mogadiscio mentre sta per arrivare a Mogadiscio c'era un incidente stradale gravissimo lui insomma lo ricordo all'ospedale semi morto
E operano in più parti del corpo specialmente a una spalla
Passano i giorni questo consente la radio è spenta la radio che il contingente italiano si sta per ritirare e quindi una sfera di nascosto nonostante ancora fosse completamente malconcio
Scappa perché oramai era imminente il ritiro di tutta la missione ONU dalla
Dalla Somalia
Insomma arriva
Tra mille vicissitudini checkpoint oramai i signori della guerra aveva il controllo sicuramente della capitale Mogadiscio ma anche il resto del Paese era totalmente insicuro insomma arriva giovare
E non trova più nessuno
E non trova più neanche sua figlia quindi quest'uomo distrutto comincia a chiedere ai vicini se avessero visto questa bambina e murali o mia figlia nessuno sa niente muraglione poteva essere stata lasciata da chiunque
Poteva essere stata apportata a Mogadiscio e lo stanno atrofico ma poteva è anche estere stata prese e portate in Italia quindi lui non sa più che fare
Ritorna tra nella capitale si fa scrivere in una lettera i in italiano da un suo amico e va insieme a lui a depositarla l'ambasciata italiana ora
Vanno all'ambasciata italiana e trovano poche persone Luini dice ma come mai qui c'è poche persone
Ma due signori locali gli dicono si lascia lì questa lettera domani ti faremo sapere chiameremo a Roma perché lui dice se l'hanno portata via militari italiani
Io non ho nulla da recriminare ma voglio saperlo voglio sapere se mia figlia lì e con loro
Insomma più di una notte a Mogadiscio succede di tutto negli italiani vengono evacuati sulla San Giorgio e partono quindi qui ritorna il giorno dopo e non trova più nessuno a quel punto capisce che non ha più possibilità di avere notizia di sua figlia
E quindi insieme a migliaia di altre persone inizia questo viaggio lunghissimo che lo porterà nel nord-est del Kenya trecento chilometri a piedi
Vengono attaccati dalle Iene durante la notte perché degli anni sono farmeli che non c'è nulla da mangiare quindi attaccano le persone
Insomma tutta questa vicenda e arriva ad Hattab nel nord est del Kenya
Lì si salva la vita sua figlia piccoletta anche ce la fa
E inizia a cercare questa figlia manda le lettere alle Nazioni Unite all'ambasciata italiana all'Alto commissariato nessuno gli risponde fino a quando molti anni dopo due ricercatrici italiane
No un'italiana e una non italiana ma dell'Università di Sachs nei in Inghilterra
Vanno lì a fare una ricerca perché era International e e questo ha un ogni dice ma io sono
Ho perso una figlia tanti anni fa quattordici anni fa non ha saputo più niente forse in Italia allora una delle due era italiana torna chiama chi l'ha visto
E chi l'ha visto sente questa storia
E
Prima di decidere sul da farsi mi chiama io nel due mila e otto ero a Lampedusa con trentotto mila migranti che arrivano quindi lavoravo da lì essenzialmente ma Riva questa riga e chi l'ha visto dico ma
Capirai dopo quattordici anni ma mamma ma che andiamo a cercare non sappiamo neanche se è sopravvissuta questa ragazzina c'è questa mission impossible
Però per scrupolo scrivo una mela abita da abbattere ai miei colleghi dicendo vi risulta che questo signore ma hard no stia nel campo iscritti potete verificare se è credibile perché Barack contando questa storia
Dopo tre giorni mi rispondono che hanno parlato con lui che lui è lì e che lui è
Un Community leaders quindi una persona riconosciuta molto autorevole nel campo e che racconta la storia che ha fatto vedere anche le fotografie di questa bambina che non c'è più
Chi l'ha visto parte vanno hanno una lunga intervista a questo padre che fa vedere le foto orienta no e la Sciarelli mi invita andare in studio
Anche felice un ma va beh signori studio parliamo della Somalia perché non la troveremo mai comunque parlare la Somalia visto che nessuno se la ricorda e comunque una buona occasione
Per
Per parlare delle perché la crisi vado è infatti non succede niente dopo dieci minuti non sapevamo più circa contarci mi saluta io me ne vado sta uscendo dalla redazione
Di un certo punto tutti che dicono Donato ogni indietro torni indietro
Torna indietro vada in studio io mi risiedo ad un certo punto sentiamo pronto buonasera sono mura meglio l'epoca di quella bambina sono io
La bambina sana voi io
Io me la ricordo che a mio padre si chiamava Madrid però non mi ricorda la sua faccia dico a me questo è uno scherzo
Non potevo credere insomma invece era lei era lei era lei
Che va beh c'è tutta quella storia queste note che vi racconto comunque era lei ora dopo nel e questo succede il due mila e otto
Insomma per quattro anni non riusciamo a fare niente
Prima organizza un viaggio all'ultimo momento me la cancella perché dice che non se la sente più poiché organizzo di nuovo un altro viaggio il padre mi dice no perché non può fare i vaccini
E insomma alla fine
Alla fine dopo quattro anni di manda un sms
In cui dice io non posso più far finta di niente non posso dire così continuare andare all'università come se niente fosse la prego media quest'ultima possibilità mi accompagni in Africa
A ritrovare mio padre
E io con lei siamo partite tutte e due e stiamo andati in Africa e dopo diciotto anni si sono ritrovate Hammer OP immaginatevi
Quell'uomo lì non era mai riuscito in diciotto anni dal campo profughi ritarda era la prima volta che metteva
Chiede fuori del campo sono stati cinque giorni in qui loro due
Hanno ritrovato il filo della loro vita e io che diceva lei guarda che tuo padre fece un'altra cultura sto non è che se tu lo vedi lo abbraccino poli salta al collo perché non va bene ma
Lei faceva ognuno vetrina non ci sarà problema
Allora
Io ero preoccupati Gerico Dio ci saranno i commi undici leader te come faremo un
Raciti crea proprio lo scontro di civiltà insomma rogito artisti invece posso dire che
La stalla lunga così lei riconosce il padre dagli comincia a scorrere
Nessuno può avrebbe mai potuto affermare aiuti
Proprio ieri il salta al collo per cinque giorni c'è stata una fusione fisica tra questo padre questa figlia e si sono raccontati la vita e io ho tradotto tutto questo
E dunque non potevo non scriverci libero i proventi di questo libro chiaramente la mia parte andrà allora e rifugiati cinquecento mila rifugiati somali nel campo di da data immaginatevi la terza città del Kenya dopo vero hobby e Mombasa è il campo profughi ritardi da DAB
In Italia ne abbiamo sessanta mila in un Paese di sessanta milioni di abitanti estrema non sempre troppi
Solo solo una cosa perché abbiamo parlato di una bella storia di una
Ragazza italiana nata in Somalia
E solo io vorrei chiudere anche con una riflessione sui nostri ragazzi italiani nati qua
Pensando anche ai dati che sono usciti oggi no solo i dati sulla disoccupazione che siamo a un livello ormai il quaranta per cento di disoccupazione tre ragazzi che potrebbero lavorare
Giornali dicono appunto che
Era dal settantasette che e non avevamo questo tipo di livello di disoccupazione ecco allora
Cioè che cosa che cosa possiamo
Dire a questi ragazzi oggi che
Sperano di poter avere anche loro la loro dignità perché il lavoro e dignità ma io penso che questa sia la madre di tutte le emergenze e spero che
Penso che i ragazzi sta spettino delle risposte da da chi ha la responsabilità di governo io credo che sia chiaro a tutti il presidente letta questo lo ha detto anche quando si è presentato alle Camere per la fiducia
Questa è la priorità numero uno io mi auguro che su questo veramente si facciano tutti gli sforzi possibili noi rischiamo altrimenti di avere una generazione
I giovani terza noi abbiamo già giovani che non cercano più lavoro abbiamo troppi cervelli italiani all'estero io la vedo nella mia vita alla mia stessa figlia non abita con me all'estero
Il mio compagno non abita commette all'estero
Allora è vero che questo un segno della globalizzazione ma anche vero che deve essere libera scelta in Italia oggi purtroppo non lo è più e bisogno e noi non possiamo permettere che questo accada un patrimonio troppo grande
Io credo
Che questo sia chiaro a tutti e che
Quanto prima
Possono uscire delle misure concrete per dare dei segnali perché questi ragazzi non abbandonino la speranza almeno la speranza
Di credere in un futuro che può essere diverso e meno precario quindi le l'auspicio è che appunto i segnali arrivino presto perché siano tangibili perché quello che oggi
Le persone chiedono alla politica è di dare le risposte ai bisogni delle persone ai bisogni che sono tante sono troppi e questo ha bisogno numero uno quindi io posso solo dire che
Nei limiti delle delle mie prerogative su questo io cerco di fare tutto quello che posso per
Vorrei comunque l'accento su questo ma e evidentemente poi sarà il Governo a dover prendere le misure concrete e mi auguro che il Governo
Che il Governo quanto prima diamo un segnale concreto a questo proposito
Allora grazie grazie al Presidente della Camera alla Presidente della Camera e quindi io chiudo questo punto e mi dove gli organizzatori inquilini grazie di tuttavia una buona serata