02 APR 1998

Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulla organizzazione delle sottocommissioni del Parlamento Europeo

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 1 sec
Scheda a cura di Andrea Maori

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Registrazione video di "Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulla organizzazione delle sottocommissioni del Parlamento Europeo", registrato a Parlamento Europeo giovedì 2 aprile 1998 alle 00:00.

Sono intervenuti: Gianfranco Dell'Alba (parlamentare europeo, Lp).

Tra gli argomenti discussi: Parlamento Europeo, Regolamento.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Gianfranco Dell'Alba

    parlamentare europeo (LP)

    relatore. - Signor Presidente, mi spiace che non ho potuto contribuire all'eventuale inversione delle due relazioni. Dopo questa premessa, vorrei dare inizio all'illustrazione della mia relazione che, devo dire, sono molto contento che sia potuta finalmente arri- vare in Aula, perché la questione è di una certa impor- tanza e serve soprattutto a sanare una situazione che nei fatti conosciamo gia, che ci ha consentito di lavorare, ma che occorreva, a mio giudizio, sanare dal punto di vista regolamentare. Di cosa si tratta? Del fatto che il regolamento, nella sua forma e nella sua interpretazione attuali, lascia intendere che nelle sottocommissioni - abbiamo tre sottocommis- sioni in questo Parlamento - possono sedere soltanto i membri, titolari o supplenti, della commissione princi- pale. Questo crea e ha creato in realtà una difffcoltà pratica di applicazione a livello dei gruppi politici. Sappiamo che la natura di queste sottocommissioni è complessa: penso per tutte alla sottocommissione per i diritti umani e al fatto che questa sottocommissione tratta dei diritti umani ovunque nel mondo, e quindi in molti di quei paesi, per esempio del terzo mondo, che poi sono di compe- tenza, per così dire, per esempio della conunissione per lo sviluppo. Pertanto vi è un interesse diffuso, non solo trai membri della commissione principale, in questo caso la commissione per gli affari esteri, ma anche di altre com- missioni di sedere nella sottocommissione per i diritti umani. Lo stesso interesse, anche se in misura minore, l`abbiamo riscontrato per le altre due sottocommissioni, tant'è vero che questa norma e questa interpretazione del regolamento sono state regolamiente disattese dal Parla- mento europeo il quale, attraverso i suoi gruppi politici, ha nominato - le statistiche sono allegate alla mia rela- zione - nelle sottocommissioni deputati della nostra Casa che non erano membri della commissione principale, Creando quindi una violazione, se non del regolamento per lo meno della sua interpretazione. Ora, siamo stati investiti della questione da parte del Pre- sidente, che aveva ricevuto una sollecitazione proprio da alcuni membri della sottocommissione per i diritti dell`uomo, e la commissione per il regolamento si è tro- vata in un grande imbarazzo: o riaffermare il diritto - un diritto però nei fatti violato non seguito - oppure, non dico adattarsi alla realtà ma riconoscere che, in effetti, questa situazione poteva non essere propriamente ideale. Incaricato dunque di questa relazione, ho cercato di sintetizzare un pò le opinioni degli uni e degli altri, arrivando a una soluzione che può sembrare una soluzione di com- promesso ma che in realtà ci è parsa la migliore per garan- tire quel legame organico con la commissione principale ma, al contempo, quella ?essibilità che riteniamo indi- spensabile per assicurare una maggiore partecipazione, un maggior coinvolgimento di tutti i colleghi all'attività importante delle sottocommissioni che, come ben sappiamo, è un'attività molto spesso di riflessione, di dibattito, di approfondimento più che un'attività legislativa o operativa. Ci è parso quindi non ostare alla norma generale proporvi l'emendamento al regolamento - che voteremo più tardi - che consiste in questa semplice formula: che i membri titolari delle sottocommissioni debbano essere membri titolari o supplenti della commissione prin- cipale - e in questo modo noi manteniamo il legame organico di cui si diceva, manteniamo il principio che l`uffficio di presidenza di queste sottocommissioni sarà quindi necessariamente composto da membri della commissione principale - ma non precisiamo e quindi lasciamo la porta aperta al fatto che si possano nominare supplenti anche membri del Parlamento che non siano membri o supplenti della commissione principale. Questo ci è parso un modo elegante per accogliere quella che è la prassi di questo Parlamento, consentire questo flusso nelle sottocommissioni anche di altri membri e, così facendo, mantenere fermi due principi: il legame or- ganico ma anche la possibilità di un maggior coinvolgimento. È questa la proposta che vi facciamo e che speriamo - io lo spero di tutto cuore - possa essere approvata dalla nostra Aula.