Corrispondenza di Augusto Sainati dal 75º Festival del Cinema di Cannes
Esterno notte il titolo della serie diretta da Marco Bellocchio per raccontare quel punto fatidico della storia italiana che fu il rapimento Moro del mille novecentosettantotto
La serie è stata presentata come evento speciale a Cannes e prima di arrivare in tv esce al cinema come firma divisa in due parti vista la durata complessiva di oltre cinque ore e mezzo
Il titolo richiama il precedente Buongiorno notte sempre di Bellocchio che quasi vent'anni fa raccontava la stessa tragedia vista però dall'interno dal punto di vista di Moro
Qui esterno richiamato e quello di tutto il contesto che circonda la vicenda contesto politico familiare sociale e religioso
E la notte quella della Repubblica presa da un lungo sonno che ha tormento alle istituzioni impreparate a fronteggiare quell'emergenza e pronte a farsi manovrare da altri soggetti fossero gli inviati americani o il Papa
Bellocchio rielabora la storia di quei cinquantacinque giorni ricostruendo con scrupolo molti dettagli grazie anche alla consulenza storica di Miguel Cotto
Ma mettendo anche a nudo l'inconfessabile rimosso nel sito fantastica tutte muto dalla vecchia Democrazia cristiana che uscì dall'affaire Moro politicamente e moralmente a pezzi
I personaggi si muovono in questo scenario un po'meccanicamente
Sono maschere di una pièce impietosa neanche il trucco che ricostruisce le facce dei vari capi democristiani da Andreotti e Cossiga era Fanfani a Zaccagnini
Mi veemente finto nel suo eccesso di perfezione segnala la natura Buratti ne esca del loro agire
Moro è l'agnello sacrificale colui che porta letteralmente la croce per il suo partito in una bella sequenza di un'immaginaria via crucis e notabili lo seguono impassibili mentre crolla sotto quel peso
Nel Teatro gioco delle parti che occupa tutto l'esterno il partito appare immobile assente nessuno prova nemmeno a ragionare o si piange come più volte fatta Canini o si ripetono formule
Più umani dei politici sono da una parte il papa che prova imbastire una trattativa sono i soldi dall'altra Adriana Faranda la terrorista che per ideali della rivoluzione ha abbandonato la figlia bambina e abortito un secondo figlio
Nel mezzo proprio Aldo Moro che quando capisce che per lui è finita si libera e ammette di provare per la prima volta odio verso i vecchi amici democristiani e di sentire un attaccamento molto umano alla vita
Tutti e tre escono sconfitti da quella tragedia
Il film racconta la storia intrecciando più punti di vista ritornando più volte gli stessi momenti drammatici visti dalla parte dei vari protagonisti Moro i brigatisti la famiglia e il Papa
Proprio questa pluralità giustifica la divisione in sei parti e modula drammaturgicamente la materia mostrandone i vari controcanti pubblici e privati come le attese né la famiglia Moro quei piccoli episodi di vita quotidiana nella casa dei brigatisti
Nella di rilievi cronologico entrano anche le realtà altre con un'apertura su una lettura psicanalitica della storia del Paese che forse andrebbe ancora approfondita
Il Moro vivo che torna dalla prigionia e ringrazia la generosità delle Brigate Rosse i falsi comunicati delle stesse BR ad opera dei servizi per manovrare l'opinione pubblica la pazzia con cui si bollano i comportamenti inattesi di Moro
Storia difficile piena di contrasti ferita ancora aperta del passato nel Paese la vicenda Moro è forse il terreno ideale per unire il sopra il sotto della storia
L'evidenza e il codice nascosto l'interno ed esterno appunto Duncan per radio radicale Augusto Sainati
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