Sono stati discussi i seguenti argomenti: Economia, Energia, Esteri, Golfo Persico, Guerra, Iran, Israele, Medio Oriente, Petrolio, Rassegna Stampa, Trump, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 17 minuti.
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12:45 - Parlamento
10:00 - Roma
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21:15 - Livorno
9:00 - Santa Maria Capua Vetere (CE)
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Buongiorno agli ascoltatori di radio radicale sabato quattordici marzo questo l'appuntamento con la rassegna della stampa internazionale a cura di David Carretta anche questo oggi ci occuperemo ampiamente della guerra
In Iran diversi commenti prima però la vita di radio radicale e sempre in gioco la radio di Marco Pannella del partito radicale la radio di Massimo Bordin la voce delle istituzioni e della politica in Italia in Europa
Si trova in una situazione di forte incertezza a seguito della riduzione del corrispettivo per alle trasmissioni radiofoniche delle sedute
Parlamentari un servizio pubblico i giornalisti i tecnici dipendenti di radio radicale
Chiedono che la politica valuti con attenzione tutte le possibili soluzioni per garantire continuità e stabilità a questo servizio pubblico che da quasi mezzo secolo rappresenta un patrimonio riconosciuto per la democrazia
Italiana la vita di radio radicale dipende da ciascuno Dinoi
E di voi sull'Iran partiamo dall'editoriale dell'Economist di questa settimana
Un attacco l'economia mondiale qualunque cosa cada nello Stretto di Hormuz i mercati energetici sono cambiati per sempre
Scrive il settimanale britannico dopo aver scoperto i costi dei dazi il presidente Donal Trump porre scopri i costi della guerra il nove marzo dichiarato che la sua campagna contro l'Iran ma sarebbe finita molto presto facendo crollare i prezzi del petrolio che il giorno prima avevano quasi toccato i centoventi dollari al barile
Poi il nove marzo
Ottanta dollari prima della guerra erano settanta
La chiusura di fatto dello stretto di Hormuz da parte dell'Iran ha bloccato circa il quindici per cento dell'offerta globale di petrolio
Trump alle prese con le elezioni di midterm e con i lettori stanchi dell'inflazione
Fondamentalmente ha inviato un segnale quel nove marzo di non poter sopportare i costi della guerra
Proprio come si era dovuto ritirare dalla guerra commerciale quando i mercati erano crollati la scorsa primavera due mila venticinque
Eppure
Prosegue l'economista Trump è tanto che a ottico in materia
Di Guerra e pace quanto lo è in politica economica nel momento in cui scriviamo lo stretto rimane praticamente chiuso dopo che l'Iran ha colpito alcune navi in transito il prezzo del petrolio è risalito a circa cento dollari al barile
Nel frattempo la retorica americana resta bellicosa Petain Casetti segretario alla Guerra promesso di combattere più duramente che mai
Questa confusione rivela la mancanza di buone opzioni per per tram tra mentre la dei escalation della guerra
Commerciale più o meno era nelle sue mani
Oggi
Non è Luís a poter ripristinare il vecchio mercato dell'Energia
Qualunque cosa accada il mondo sta entrando in una nuova era di in sicurezza energetica lo choc scatenato dalla guerra di Trump potrebbe essere norme è vero che il mondo dipende meno dal petrolio rispetto al mille novecentosettantatré quando l'embargo arabo fece quadruplicare i prezzi del petrolio o al mille novecentosettantanove ottanta quando la rivoluzione iraniana e la guerra Iran Iraq colpirono lo certa di petrolio allora era ancora comune bruciare petrolio per produrre elettricità oggi invece viene usato meno diffusamente principalmente per trasporti petrolchimica
Ma questa evoluzione ha un doppio taglio la domanda odierna di petrolio eh ostinatamente alta quindi prezzi devono salire di più per un dato calo dell'offerta
E questa interruzione
Estrema la perdita all'interruzione dell'Offerta
La perdita di forniture è maggiore rispetto entrambi gli sciocchi e degli anni mille novecentosettanta anche nei momenti peggiori della crisi i trader
Non si sono non si sono
Spinti fino a prevedere
Una chiusura a tempo indeterminato dello Stretto il prezzo del petrolio necessario per allineare domanda e offerta in uno scenario di chiusura dello stretto potrebbe superare
I centocinquanta dollari al barile
L'Economist poi ricorda
L'Agenzia Internazionale per l'Energia
Può attingere a uno virgola otto miliardi di barili le scorte d'emergenza sono stati rilasciati quattrocento milioni tuttavia l'accesso è spesso limitato da oleodotti ed altri vincoli anche la Cina che ha accumulato una vasta riserva propria separata
Ha dovuto bloccare le esportazioni di alcuni prodotti raffinati il fatto che i trasporti siano un input chiave per gran parte dell'economia mondiale significati colli di bottiglia potrebbero causare
Gravi danni e lo so che non riguarda solo il petrolio c'è anche il gas con il Qatar che ha interrotto la produzione e questo può vere ripercussioni
Da un lato in Asia dove c'è una corsa all'accaparramento dall'altro in Europa dove i serbatoi di stoccaggio sono insolitamente vuoti per questo periodo
Dell'anno l'Iran prosegue l'Economist potrebbe prolungare la guerra
Per suggerire che Taran e non lo zio Sam a dettare le condizioni l'undici marzo l'Iran ha colpito tre navi cargo nello Stretto di Hormuz più tardi due petroliere vicino all'Iraq
Come i ribelli utili dello Yemen che avevano attaccato con successo navi nel Mar Rosso con armi a bassa tecnologia nonostante gli sforzi hi-tech della NATO per fermarli
Il regime iraniano ha imparato che può lanciare droni contro navi infrastrutture energetiche anche se viene duramente bombardato anche quando la guerra finirà poi il mondo sarà cambiato secondo l'Economist
Il nuovo leader supremo iraniano Mustapha Khamenei sa che i prezzi dell'Energia
Sono il vero tallone d'Achille o dell'America in Ucraina dove sono stati testati sistemi di difesa contro i droni alcune
Alcuni droni iraniani riescono ancora a passare le truppe americane non vogliono occupare l'Iran per fermare i lanci di droni gli Stati Uniti non hanno le capacità di difendere a ogni petroliera che transita da ormoni sud
Le interruzioni nei mercati energetici ci saranno e alla fine ci saranno al ritmo delle tensioni geopolitiche soprattutto se l'Iran concluderà giungerà alla conclusione di aver bisogno di un'arma nucleare per garantirsi la propria sicurezza
Questa è la nuova realtà nella quale investitori impresa e politici dovranno operare
Per gli investitori il contrasto tra un mondo sempre più volatile i mercati azionari rialzo è diventato ancor più marcato
Il causa in Medioriente si aggiunge a una lunga lista di minacce per i mercati tra cui la bolla dell'intelligenza artificiale problemi nel credito privato una perdita di fiducia nei governi
Indebitati
I rendimenti dei titoli di Stato sono saliti
Soprattutto nell'Europa del sud e nel Regno Unito le imprese dovranno affrontare un nuovo premio di rischio cioè tassi più alti per finanziarsi
Come dopo la pandemia e l'inizio della guerra in Ucraina dovranno nuovamente esaminare i rischi delle loro catene di approvvigionamento compresa all'esposizione alle economie del gol fu che oggi
Sono molto meno stabili Due come apparivano pochi giorni fa
Per i politici prosegue l'Economist si profilano decisioni dolorose lo stoccaggio di energia fa parte della soluzione è stato Chocolat parte di Trump e non riempire le riserve americane quando i prezzi erano bassi prima della guerra ora accumulare scorte d'emergenza costerà di più
I prezzi alti in centimetri incentiverà hanno una maggiore offerta al di fuori del Medioriente
Fino a quando questo non accadrà paesi come gli Stati Uniti potrà potrebbero trovare difficile resistere alla tentazione del protezionismo energetico
Quando produttori e raffinato ridi petrolio tra cui Cina e India inizieranno a limitare le esportazioni allora volta per proteggere i consumatori dei prezzi più alti i danni per gli altri Paesi
Saranno molto gravi le banche centrali dovranno affrontare una nuova minaccia inflazionistica e aumentar rischio sia di recessione sia di spirale prezzi salari
E i politici dovranno fare i conti con elettori che chiederanno sussidi energetici
Come quelli che erano stati elargiti dopo l'invasione russa dell'Ucraina aumentando così il debito pubblico questo sposterebbe il peso sui Paesi più poveri soprattutto in Asia
Nel due mila e ventidue il Bangladesh ha subito un blackout vero e proprio è difficile prevedere come finirà davvero questa crisi ma anche se i Paesi adotteranno le politiche giuste è già chiaro che la guerra di Trump ha reso l'economia mondiale meno prospera più volatile e più difficile da governare così l'economista
Che vi abbiamo voluto leggere praticamente tutto
L'interrogativo che si pone rumors il giornalino di in un editoriale uscito ieri a questo Trump combatterà per vincere in Iran
E gli obiettivi in qualche modo sollecitati dal Wall Street Journal
Scendono sempre più in termini di ambizione si era partiti subito con il cambio di regime oggi la situazione è tale per cui il quotidiano economico americano scrive che l'Iran non deve emergere dalla guerra con un getto sui flussi di petrolio dal Golfo dobbiamo ricominciare a vincere le guerre non vinciamo mai non combattiamo per vincere o vinci o non combatti affatto queste sono state le parole
Del presidente Trump nel febbraio due mila e dei diciassette
Parole che ha spesso ripetute e ci auguriamo che se lo ricordi ora
Nel momento in cui vivevano intensifica la sua rappresaglia e impone costanti agli Stati Uniti e all'economia mondiale Trump continuerà a combattere per vincere
Dopo due settimane di guerra Israele Stati Uniti proseguono nel nello smantellamento progressivo dell'infrastruttura terroristiche era ignara
Nei primi giorni di obiettivi sono stati le difese aeree le forze missilistiche della Repubblica islamica la Marina è stata in gran parte distrutta le forze di repressione del regime sono sotto assedio
Ora la strategia del regime Chiara colpire la produzione di petrolio nel Golfo e il flusso attraverso lo stretto di Hormuz se la Repubblica islamica riuscirà a far salire il prezzo del petrolio abbastanza lungo
Ritiene di poter costringere Trump a interrompere la campagna di
Bombardamenti il vantaggio dell'Iran ed è l'unico che ha e che può usare mezzi asimmetrici per infliggere questo dolore economico
I droni sono facili da produrre difficili da intercettare le mine possono essere posate a basso costo e causare gravi danni alle navi americane se non vengono rilevate
Gli Stati Uniti non sono altrettanto preparati a contrastare queste minacce quanto lo sono rispetto ai missili iraniani insomma pose
La scelta di andare in guerra un po'impreparati c'è stata
Esultato la chiusura dello stretto il pericolo che Trump deve affrontare è legato a quando porre fine alla guerra l'Iran minacce in realtà la produzione petrolifera del Golfo da decenni questa potenza minaccia questa potenziale minaccia è stata incorporata anche nel prezzo del petrolio ma se la guerra terminerà Kuhn rischio ancora maggiore per Oro Muzza nella pratica
Saranno gli Stati Uniti appena merci strategicamente
L'effetto deterrente delle linee rosse di Trump svanire
Trump ha iniziato la guerra con obiettivi chiari eliminare la minaccia missilistica iraniana ciò che resta del programma nucleare la sua Marina questi obiettivi sono sulla buona strada per essere raggiunti
La controffensive iraniana significa che riaprire lo stretto di ridurre il potere di veto dell'Iran sull'economia mondiale deve diventare un altro obiettivo man mano che un conflitto e volgere
Anche gli obiettivi di guerra devono cambiare così tra l'altro
Il Wall Street journal El Mundo quotidiano conservatore spagnolo in un editoriale è un giudizio molto efficace nel
Il Polo Trump perde il controllo in Iran nel controllo della situazione nel momento in cui il prezzo del petrolio esploso per il blocco di Porro mots ed è doveroso chiedersi fino a che punto Trump sappia ciò che sta facendo una
Delle chiavi del suo successo elettorale è stata la sua immagine di abile negoziatore capace di improvvisare un cambio di strategia seguendo il proprio istinto tuttavia risulta evidente
Che non è possibile gestire una guerra né stabilizzare i mercati dell'energia globale agendo d'impulso
La Casa Bianca ha ceduto di fatto i comandi di questo conflitto i cui e affetti parliamo tutti così tra l'altro
Nel mondo mentre Libération ieri sembrava molto di questo voto conflitto parlava di vivi lirismo per descrivere fondamentalmente gli uomini di guerra del presidente Trump
A partire da Pete ex teen segretario di stare o meglio seguendo il segretario alla Guerra
Che incarna
Il il ruolo del maschio virile militare fascinazione per i videogiochi fino al piacere di premere il pulsante che uccidi che uccide
E una visioni ideologiche religiosa dell'offensiva scatenata contro l'Iran una crociata dei tempi moderni contro una repubblica islamica
La conclusione riguarda la politica interna americana Donald Trump e Peter Egger set hanno creduto di poter sconfiggere il regime degli Ayatollah con un semplice clic
Sono partiti incrociata senza prevedere la capacità di resistenza e soprattutto il potere di nuocere dei leader iraniani oggi si trovano intrappolati in un conflitto da cui nessuno sembra poter uscire vincitore
Per ora la base manga resiste mai composta da adoratori di Trump pronti ad accettare qualsiasi eccesso contraddizione
La maggioranza degli americani invece disapprova questa avventura bellica gestita così male e nell'ombra il vicepresidente di di Vance che un altro vi rivista altro ideologo folle e ambizioso inizialmente contrario all'offensiva in Iran e in quanto esponente dell'Alto isolazionista aspetta tranquillamente il suo momento
Ci fermiamo per oggi che per questa settimana da David Carretta una buona giornata all'ascolto di radio radicale
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